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Sebastiano Craveri

18 ottobre 2008

Sebastiano Craveri in teatro (foto © Archivio Giubbolini)

Sebastiano Craveri in teatro (foto © Archivio Giubbolini)

Sebastiano Craveri (Torino, 30 marzo 1899Carmagnola, 25 ottobre 1973) è stato un autore di fumetti e illustratore italiano.

Nel 1917 frequenta il Liceo Classico. Prende parte alla prima guerra mondiale. Dal 1919 al 1926 lavora presso l’UTET di Torino, ma abbandona l’impiego per dedicarsi al disegno, alla pittura e al giornalismo. Il suo debutto come fumettista vero e proprio avvenne ne Il giornale dei fanciulli, un quindicinale poco noto del ventennio fascista che dal 1931 pubblicava storie con animali antropomorfi.

Il personaggio Porcellino (diventato in seguito uno dei protagonisti della saga più famosa di Craveri, Zoolandia) precede di un anno l’arrivo in Italia del ben più celebre Topolino.

Copertina di un albo per Il Vittorioso

Copertina di un albo per Il Vittorioso

Il tratto di Craveri era piuttosto “rozzo”, non perfettamente definito e con qualche incertezza nel raffigurare i personaggi…col passare del tempo divenne più chiaro, semplice e personalissimo: ricordava vagamente quello disneyano per alcuni dettagli, ma in realtà non vi aveva nulla a che fare e, soprattutto, nulla da invidiare. Certo, non era del tutto perfetto perché Craveri non ricercava la perfezione stilistica, ma solo il divertimento nel narrare quelle storie. E comunque le sue tavole arrivavano in redazione talmente precise e ordinate da non aver bisogno di alcun ritocco!

Copertina di Craveri per un albo del Corrierino

Copertina di Craveri per un albo del Corrierino

L’Italia non vanta una grande tradizione nella produzione di fumetti con animali antropomorfi, forse perché, fin dalla prima metà del secolo scorso (anni ’20-’30), gli “animali umanizzati” erano associati prevalentemente ai cartoni animati americani, che arrivavano anche nel nostro Paese: Walt Disney, i Fratelli Fleicher, la Warner Bros e tante altre case di produzione avevano diffuso i loro cortometraggi in tutto il mondo ed ognuno di loro aveva i suoi animali-simbolo. Qualcuno di essi venne pure trasferito sulle strips dei quotidiani (tipo Mickey Mouse/Topolino), e da questi nei giornalini…ma era tutto qui: in generale, neanche la stampa d’oltreoceano si occupava molto di animali a fumetti e rari erano quelli davvero originali, che nulla avevano a che vedere con le pellicole animate (un esempio che abbiamo già visto è Krazy Kat di Gorge Herrimann). Qui sotto si può ammirare una immagine di Tabùì il cane meccanico inventato da Sebastiano Craveri e ripreso poi dai giapponesi della Honda come idea per realizzare il cane robot Aibo.

Tabùi il cane meccanico ristampato da Comic Art,

Tabùi il cane meccanico ristampato da Comic Art

Aibo, il cane robot della Honda made in Japan

Aibo, il cane robot della Honda made in Japan

Il Tesoro inviolabile, Teodora imperatrice di Bisanzio e Lucio d’la Veneria pubblicate dalla edizioni Cosmopolis, 1927– Torino, sono le illustrazioni più remote che si conoscano. Quando i suoi fumetti passarono dal bianco e nero al colore, Craveri adottò una tecnica particolare in cui mescolava il nero, il grigio e gli acquerelli, ottenendo bellissimi effetti di sfumatura e rendendo i disegni più “caldi”, dolci e gradevoli.

Dal 1929 al 1934 collabora al Radiocorriere dell’Eiar disegnando umoristicamente i protagonisti dei programmi radiofonici ed inizia a disegna sul Giornale dei Fanciulli le prime tavole autoconclusive con animali umanizzati. Illustra un racconto a puntate per i più piccini Scarabocchio e Scarabocchia sul quindicinale Doposcuola.

Copertina di un albo con Giraffone per Il Vittorioso

Copertina di un albo con Giraffone per Il Vittorioso

Nel 1935 diviene direttore responsabile del quindicinale Qui con lo pseudonimo di Pintin. Collabora saltuariamente con barzellette figurate al 420, giornale di satirica politica. La grande avventura del Vittorioso inizia nel 1937 e continuerà ininterrottamente fino al 1959. Terminerà, con un’ultima collaborazione, nel 1962 per contrasti con la redazione.

Caporal Meo, Alboink, 1996, ristampa di storie per Vittorioso

Caporal Meo, Alboink, 1996, ristampa di storie per Vittorioso

Si dedica alla pubblicità di prodotti ancora oggi presenti sul mercato: Aspirina, Crema Nivea, Dadi Liebig, Magnesia S. Pellegrino, cioccolato Nestlè, prodotti Sutter e altri ancora.

Disegna su L’Aspirante strisce con i personaggi: Spinarello, Moccolino e Zaratustra. La città dei ragazzi di Torino stampa la Bussola sul quale compaiono: Il Circo Rataplan e Le avventure di Nocciolino.

Nel 1940, sul settimanale Squilli d’aurora compaiono le tavole di due cine-romanzi: Torna al tuo paeselloLe avventure di Micetta. In seguito al bombardamento di Torino da parte dei francesi, i coniugi Craveri sfollano a Carmagnola e vi rimangono fino alla morte.

Dal 1946 al 1949, sul Corrierino pubblica sette storie per i più piccini e disegna nuove avventure, tra le quali quelle di Caporal Meo.

Nel 1953 inizia la collaborazione con Famiglia Cristiana: disegna Stan Boogen e la banda del tappo, le tavole di Micetto Monello, la serie del Buonumore in famiglia, Giochi in famiglia, Siamo tutti giardinieri e Gli animali e le piante meravigliose.

Illustrazione per una rubrica di Famiglia Cristiana

Illustrazione per una rubrica di Famiglia Cristiana

Collabora al Il Giornalino della Edizioni San Paolo, illustrando, con grandi tavole, le festività e vari altri argomenti. Grande stima ed amicizia ci fu negli anni ’50 fra l’”animalista” Craveri e un altro grande “amico degli animali”: Angelo Lombardi, conduttore nel 1956 di una storica trasmissione TV intitolata –guarda caso- “L’Amico degli animali”! In essa, Lombardi portava degli animali in studio e ne spiegava il comportamento all’ancora disincantato pubblico televisivo. In quel periodo Craveri realizzò cinque storie a fumetti con protagonisti proprio gli stessi animali che Lombardi spiegava in TV, con gli stessi nomi ma…in versione antropomorfa! I titoli (tutti del 1957): Il lungo viaggio di Tay; Dolly racconta la sua vera storia; L’avventura di Tay; E tu Kim?; Dolly ne pensa una delle sue.

Copertina per un numero de Il Giornalino

Copertina per un numero de Il Giornalino

Un ictus, nel 1969, lo colpisce e gli impedisce ogni attività fino al 25 ottobre 1973, data della sua morte. I suoi disegni furono pazientemente ritrovati e riuniti in collezione da Mauro Giubbolini il quale, ancora oggi (2008), pur di mantenerne viva la memoria, continua l’opera di ristampa. Parte dell’opera è stata ristampate dall’editore Camillo Conti.

Il saggio Sebastiano Craveri Figurinaio e Animalista edito dalla Comic Art nel 1995 in occasione di una mostra sull'artista

Il saggio Sebastiano Craveri Figurinaio e Animalista edito dalla Comic Art nel 1995 in occasione di una mostra sull'artista

TUTTE LE IMMAGINI SONO COPYRIGHT ARCHIVIO ©Mauro Giubbolini

10 commenti leave one →
  1. carlo mola permalink
    28 dicembre 2009 6:01 PM

    Grande, grandissimo Craveri. (Se avesse potuto produrre qualche cartone animato!). Quale furono i contrasti nel 1962 con la redazione del “Vittorioso”. Forse rivalità con Jacovitti?
    Ma Craveri rimase sempre grande e fedele…..

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