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Radio Pattuglia


  • Tra i pezzi forti del primo numero dell’Avventuroso dell’editore Nerbini., apparso nelle edicole il 14 ottobre 1934, c’era anche la prima puntata della storia intitolata « Radio Patrol » cioè « Radio Pattuglia », firmata dallo sceneggiatore Eddie Sullivan e dal disegnatore Charlie Schmidt.
  • Nella prima scena un paio di lestofanti stanno costringendo una ragazza a salire su di un’automobile. I due sono ormai riusciti ad immobilizzarla, quando si presentano un ragazzo di circa dodici anni e un cane.
  • Prendili, Irish! » grida il ragazzo.
  • Ora ti aggiusto io » replica uno dei due malviventi. « Ti riempirò di piombo! »
  • Ma mentre il ragazzo esegue un placcaggio alle gambe di quello che ha parlato, il cane assale a morsi il secondo malvivente. Interviene una pattuglia della polizia e i due vengono caricati sul cellulare. Il capo della pattuglia è un tipo robusto, con i gradi di sergente, capelli biondi riccioluti, sguardo severo: si chiama Pat. La ragazza che stava per essere rapita è Molly, una donna-poliziotto in borghese, mentre il ragazzo capitato per caso sulla scena si chiama Pinky. Abbiamo così conosciuto il quartetto della famosa striscia « Radio Patrol », in Italia « Radio Pattuglia ».
  • 1 poliziotti si congratulano con Pinky e decidono di premiarlo concedendogli di passare una giornata sull’auto della polizia condotta da Pat, che è munita di radio.
  • « Quanti ragazzi invidieranno Pinky! » commenta la didascalia. Eccoli tutti e quattro: Pat, Molly, Pinky e Irish, in automobile.
  • « Ora » dice Pat a Pinky « gira quella manopola e ascolta. » La radio incomincia a gracchiare: « A tutte le auto… attenzione… fate attenzione a una berlina nera targata 31-35-20… la macchina ha a bordo tre uomini e una ragazza… hanno assalito la banca nazionale, uccidendo due uomini e hanno rubato 50.000 dollari! ».
  • Manco a dirlo, alla successiva curva Pat, Pinky e Molly scorgono la berlina nera targata 31-35-20 e si gettano all’inseguimento, mentre le pallottole dei banditi incominciano a fischiare tutto intorno. Prende cosi l’avvio la prima delle molte avventure che fecero la leggenda della Radio Pattuglia.
  • Dei suoi autori poco si sa: Eddy Sullivan, lo sceneggiatore, lavorava nel giornalismo e fu autore di molti testi radiofonici; Charlie Schmidt, tedesco di nascita, aveva precedentemente disegnato altre strisce, segnalandosi per una notevole abilità nelle scene d’azione. Sullivan e Schmidt nel 1933 avevano iniziato la loro collaborazione producendo strisce poliziesche in giornali di provincia e impiegando come protagonisti un ragazzo e un cane e collaudarono così la bontà di una coppia che sarà la base del quartetto di Radio Pattuglia.
  • Di questa prima serie, denominata « Pinkerton Junior » (nel nome riecheggiava il più famoso investigatore privato dell’America dell’inizio del secolo), comparvero diverse strisce anche sul Daily Record di Boston. Sullivan e Schmidt raccolsero giudizi molto positivi e indussero il King Features Syndicate ad affidare loro una striscia a circuito nazionale.
  • Il debutto avvenne il 16 aprile 1934 e fu un debutto entusiastico per il plauso che il pubblico dei giovani e degli adulti riservò subito a Pinky, Pat, Molly e Irish. Il momento, in effetti, era il migliore per una striscia poliziesca di buona fattura. Abbiamo già visto come a quei tempi Dick Tracy avesse già sfondato e come Hollywood avesse dato lo spunto alla riscossa della giustizia contro il gangsterismo dilagante negli Stati Uniti, a causa del proibizionismo e della depressione seguita alla grande crisi del 1929. Film come Little Caesar (1930), The Public Enemy (1931) e Scarface (1932), rispettivamente di Mervyn Le Roy, William A. Wellman e Howard Hawks avevano messo sul tappeto, in tutta la sua drammaticità, il problema della malavita organizzata, denunciando la corruzione della polizia e lo strapotere dei gangster, ma anche evidenziando la possibilità di capovolgere la situazione e smitizzando il ruolo del « cattivo » che vinceva sempre nella realtà di allora.
  • Nel settore dei fumetti, dopo il bruciante avvio di Dick Tracy, proprio nel 1934 (anno chiave nella storia dei comics) c’era stata tutta una fioritura di strisce poliziesche, tra le quali era emersa, per la sua perfezione grafica e per il fascino dei temi trattati, quella del Secret Agent X-9. Radio Pattuglia era di un genere leggermente diverso: voleva dimostrare come la riscossa contro il gangsterismo non fosse soltanto una faccenda di poliziotti o di investigatori privati mossi da personale desiderio di vendetta, ma fosse un problema di tutti, perfino delle donne, dei ragazzi e dei cani.
  • Lo spunto è dato da una macchina della polizia munita di radio trasmittente e ricevente (per quei tempi si trattava di un’innovazione tecnologica molto importante). Ma quello che più contava nelle strisce di Radio Pattuglia, era il fatto che i protagonisti erano persone assolutamente normali, adatte quindi a vivere le stesse ansie e le stesse paure dei lettori.
  • Certo, le vicende in cui venivano coinvolte, a un ritmo assolutamente insostenibile per gente normale, erano del tutto particolari, ma divenivano verosimili proprio grazie al meccanismo della sceneggiatura di Sullivan che agganciava un episodio all’altro con estrema naturalezza. L’ambiente che traspare dalle strisce di Radio Pattuglia è quello, credibilissimo, degli slums delle grandi metropoli, dei docks, dove la violenza imperava, dei quartieri di periferia nudi e squallidi, con i cortili pieni di rifiuti, di casse, bidoni e scatolette di conserve vuote e con le scale anticendi all’esterno degli edifici frequentatissime da ladri e assassini.
  • Quanto ai personaggi che compongono il quartetto, Pat è l’uomo d’azione, impeccabile nella sua divisa di sergente, abituato alle sparatorie a bruciapelo e ai corpo a corpo senza mezze misure. Molly è la tenera ma tenace poliziotta, astuta, sempre pronta a mettere a frutto gli sbagli dei cattivi e specializzata nel battersi contro le donnine dei banditi. Pinky, l’ineguagliabile ragazzetto, del quale nulla si sa oltre al fatto che possiede un cane, è l’infaticabile pedinatore e molto spesso si caccia in pasticci che mettono a dura prova la resistenza fisica di Pat, sempre pronto a salvarlo da annegamenti, incidenti dolosi, agguati mortali.
  • Intorno al quartetto di Radio Pattuglia ci sono tanti altri personaggi: nel secondo episodio, per esempio, « La distruzione degli intoccabili » (21 giugno-12 ottobre 1934), particolarmente ben riuscita è la figura del « Gobbino », un giovanetto che, da strumento della gang di Faccia d’Angelo, diventa un prezioso collaboratore della polizia, tanto da entrare nelle grazie del capo che lo adotta e che prevede per lui una brillante carriera nelle forze dell’ordine.
  • Un’altra figura che farà capolino in una delle prime avventure, per poi avere un ruolo fisso nelle successive, è il poliziotto grassone Sammy, dalla forza erculea e dall’animo estremamente gentile e buono. Quanto ai cattivi, c’è n’è una galleria foltissima: assassini, truffatori, ladri, rapinatori di banche, ricattatori, attorniati da una masnada infinita di tirapiedi, destinati a far da bersaglio ai pugni e alle pistolettate di Pat.
  • C’è da dire, infine, che l’atteggiamento dei poliziotti nei confronti del quartetto composto da Pat, Molly, Pinky e Irish non è dei migliori: c’è una sorta di gelosia professionale che fa guardare con sospetto all’attività di questi tutori della legge non perfettamente regolari e forse è questo il segreto della simpatia che Radio Pattuglia ha sempre riscosso presso il pubblico: una sua perfetta identificazione con la polizia l’avrebbe probabilmente resa meno eccitante e più banale.
  • Charlie Schmidt, pur non eccellendo nella qualità del disegno talvolta approssimativo, fu estremamente convincente come specialista di sequenze di azione, deflagrazioni, inseguimenti automobilistici e scene violente. Un’ulteriore testimonianza del successo della striscia è costituita dalla serie di dodici film realizzati nel 1937 con la regia di Ford L. Beebe e Clift Smith e con l’interpretazione di Grant Withers.
  • Radio Pattuglia è una striscia che oggi non esiste più: è scomparsa negli anni cinquanta, dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando l’epoca della violenza privata negli Stati Uniti era ormai diventata un ricordo. Eppure Radio Pattuglia è ricordata con estrema simpatia, se non altro perché in seguito i fumetti sono stati invasi da tanti superuomini, abbastanza scontati nelle loro presentazioni, ma privi di quella umanità che contraddistingueva Pat, Molly, Pinky e il cane Irish e di quel brivido che avevano sempre saputo dare.

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