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La Satira


LA SATIRA

La satira (dal latino satura lanx, nome di una pietanza mista e colorata) è una forma libera e assoluta del teatro[1], un genere della letteratura e di altre arti caratterizzato dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni promuovendo il cambiamento. Sin dall’Antica Grecia la satira è sempre stata fortemente politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità per la città (la polis), ed avendo una notevole influenza sull’opinione pubblica Ateniese, proprio a ridosso delle elezioni.[2][3] Per questo motivo è sempre stata soggetta a violenti attacchi da parte dei potenti dell’epoca, come nel caso del demagogo Cleone contro il poeta comico Aristofane.[2]
La satira, storicamente e culturalmente, risponde ad un’esigenza dello spirito umano: l’oscillazione fra sacro e profano[4][5][6]. La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte, e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.
«La satira -scrive Daniele Luttazzi– è un punto di vista e un po’ di memoria». Questo, assieme ai temi rilevanti che affronta, la distingue dalla comicità e dallo sfottò (la presa in giro bonaria)[1], nei quali l’autore non ricorda fatti rilevanti e non propone un punto di vista ma fa solo del “colore”.

Altan

Ci sono dei vignettisti di satira politica e sociale, che con un semplice disegno riescono a cogliere il lato più ridicolo e talvolta tragico della nostra vita contemporanea. Uno di questi è sicuramente Francesco_Tullio_Altan.

Qui vi propongo una serie di vignette di questo eccezionale artista, che inaugura anche questa sezione dedicata ai vignettisti di satira.

GALLERIA


Caratteristiche
La definizione di satira va dettagliata sia rispetto alla categoria della comicità, del carnevalesco, dell’umorismo, dell’ironia e del sarcasmo, con cui peraltro condivide molti aspetti:
con il comico condivide la ricerca del ridicolo nella descrizione di fatti e persone,
con il carnevalesco condivide la componente “corrosiva” e scherzosa con cui denunciare impunemente,
con l’umorismo condivide la ricerca del paradossale e dello straniamento con cui produce spunti di riflessione morale,
con l’ironia condivide il metodo socratico di descrizione antifrasticamente decostruttiva,
con il sarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita.
Essa si esprime in una zona comunicativa “di confine”, infatti ha in genere un contenuto etico normalmente ascrivibile all’autore, ma invoca e ottiene generalmente la condivisione generale, facendo appello alle inclinazioni popolari; anche per questo spesso ne sono oggetto privilegiato personaggi della vita pubblica che occupano posizioni di potere.
Queste stesse caratteristiche sono state sottolineate dalla Corte di Cassazione che si è sentita in dovere di dare una definizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:

« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. »
(Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006)


Storia

La satira nell’antichità
Le origini della satira nella letteratura europea si confondono evidentemente con quelle della letteratura comica, il cui inizio è attribuito tradizionalmente a Omero con il poema Margite. La commedia greca di Aristofane fa della satira politica un ingrediente fondamentale. Ma la vera codificazione come genere letterario, anch’essa frutto di un’evoluzione italica parallela, avviene nella letteratura latina. La satira nasce tra il III e il II secolo a.C. ad opera di Ennio, e si può considerare il primo genere originale della letteratura latina, al contrario di tutti gli altri, di origine greca; Quintiliano affermerà: «Tota nostra est». La satira nasce come una polemica diretta ad obbiettivi mirati, molte volte con temi moraleggianti che riguardano i più svariati argomenti, questo succede perché non ha schemi fissi che le donano la rigidità tipica di altri generi, ma si basa interamente sullo stile dello scrittore.

Per approfondire, vedi la voce Satira latina.
Per approfondire, vedi la voce Satira menippea.


Medioevo e Rinascimento
Nel corso dei secoli l’ossequio ai classici latini, in particolare Orazio, preservò la satira facendole superare la barriera linguistica della nascita di letterature in lingue regionali. La satira ebbe ampio uso nella poesia orale giullaresca di cui ci sono pervenuti alcuni frammenti scritti.
In particolare va notata la compresenza in Dante di un registro comico realistico in corrispondenza della critica corrosiva alle personalità che lo avevano disconosciuto ed esiliato, fino ad allargarsi a una visione critica dell’intera società a lui contemporanea.

Illuminismo
La filosofia dei Lumi usò largamente la satira, contro i dogmatismi della religione e i privilegi dei nobili. Esempi sono l’opera di Voltaire (Candido), di Montesquieu (Lettere persiane), di Giuseppe PariniIl Giorno). (

La satira oggi
La corrosione progressiva del canone dei generi letterari, e della categoria stessa di letterario e non letterario ripropose nell’ultimo secolo la commistione di comico, umoristico nella satira. Solo nel corso degli ultimi secoli si allargò all’arte figurativa e ai nuovi media. Nel significato popolare contemporaneo, si tende ad identificare la satira con una delle forme possibili dell’umorismo e, in qualche caso, della comicità; talvolta, poi, si intende per satira anche, indiscriminatamente, qualsiasi attacco letterario o artistico a personaggi detentori del potere politico, sociale o culturale, o più genericamente vi si include qualsiasi critica al potere svolta in forma almeno salace. Emblematico il caso della rivista di satira “Il Male“.
Da un punto di vista strettamente letterario è pertanto assai difficile mantenere oggi una definizione stabile del genere letterario, se non in senso storico, poiché il pur sperabile dinamismo delle forme letterarie, risente attualmente di una certa leggerezza e di una pesante ridondanza, non sempre disinteressate, nella classificazione.

La satira religiosa
Sin dalla sua nascita, la satira ha avuto fra i propri bersagli preferiti la religione, in particolare gli esponenti pubblici del culto ed il ruolo politico e sociale svolto dalla religione. Documenti storici permettono di fare risalire, in Italia, la satira religiosa al 1500, come parte della tradizione carnevalesca e popolare, ma sempre ed accuratamente censurata dalle diverse istituzioni religiose. Un esempio moderno è dato dalla striscia periodica in lingua inglese Jesus and Mo.

Note
^ a b Intervista a Dario Fo nel programma Satyricon, Puntata 11 (4 aprile 2001) trascrizione ^ a bComic Hero versus Political Elite pp.307-19 in Sommerstein, A.H.; S. Halliwell, J. Henderson, B. Zimmerman (a cura di) Tragedy, Comedy and the Polis. Bari, Levante Editori, 1993. ^Mastromarco, Giuseppe (1994) Introduzione a Aristofane (Sesta edizione: Roma-Bari 2004). ISBN 8842044482 pp.21-22 ^ Mikhail Bakhtin Rabelais and his world. 1941. Bloomington, Indiana University Press. ^ Di immortale c’è solo la satira, intervista rilasciata a Barbaluca e Ivan Grozny per Radio Sherwood, 16 novembre 2006 disponibile audio mp3 ^ Se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito, post sulla natura della satira, blog ufficiale di Luttazzi 15 novembre 2006 [1] Henderson, J. (1993)

Voci correlate

Castigat ridendo mores
Umorismo, la capacità di suscitare la risata
Risata verde

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