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Gordon


Flash Gordon e dale

Flash Gordon e Dale

7 gennaio 1934: sono passati esattamente cinque anni da quel 7 gennaio 1929, nel quale erano comparse le prime strisce giornaliere di Tarzan e di Buck Rogers che avevano inaugurato il filone del fumetto d’avventura. Il nuovo 7 gennaio vede invece l’esordio trionfale di un nuovo disegnatore, Alexander Gillespie Raymond, che in un solo giorno vara addirittura due personaggi, Flash Gordon e Jim della Giungla, le cui tavole sono disposte in una sola pagina a colori del New York American Journal, dedicata per tre quinti al primo personaggio e per due quinti al secondo.
Il primo quadretto della storia di Gordon presenta un ritaglio di giornale: « La fine del mondo! Un misterioso pianeta precipita verso la Terra. Solo un miracolo può salvarci – dicono gli scienziati ». Nel secondo quadretto si vede una danza rituale africana e la didascalia avverte: « Nella giungla africana l’incessante rullo dei tam-tam annuncia alle tribù negre il loro destino ». Il terzo quadretto mostra un arabo con il suo cammello in mezzo al deserto e la didascalia dice: « Gli arabi del deserto, con il volto rivolto verso la Mecca, pregano per la salvezza della terra ».

Un successivo quadretto presenta un aspetto della Times Square di New York, affollata all’inverosimile, con un grande cartellone che mostra la posizione del pianeta rispetto alla Terra: « Una folla terrorizzata ascolta le ultime notizie che riguardano l’avvicinarsi del pianeta sconosciuto ».
1 due successivi quadretti condensano la presentazione dei tre personaggi che domineranno tutte le avventure della serie Gordon: lo scienziato dottor Hans Zarkov (« che lavora giorno e notte per perfezionare il suo progetto con il quale spera di salvare il mondo, ma il cui cervello è stanco per la snervante tensione »), il giovane Flash Gordon (« laureatosi a Yale e noto campione di polo ») e la giovane Dale Arden (della quale nulla si dice).
Gordon e Dale stanno viaggiando a bordo di un aereo transcontinentale nella stessa fila di poltrone, separati solo dal corridoio. All’improvviso l’aereo è colpito ad un’ala da un meteorite. Mentre l’aereo precipita, Gordon afferra Dale e si getta nel vuoto con il paracadute, atterrando nelle vicinanze del laboratorio del dottor Zarkov. Hanno appena preso terra che vengono avvicinati dallo scienziato che, pistola in pugno, li accusa di essere spie: « Siete venuti per rubare il mio segreto e rivelarlo al mondo! Ma non ci riuscirete! Venite con me! ».
Zarkov costringe Gordon e Dale a entrare in un razzo, con il quale lo scienziato impazzito pensa di dirigersi contro il pianeta intruso e deviarne la corsa, salvando così la Terra. « Moriremo certamente » dice Zarkov « ma diventeremo martiri della scienza. » Il razzo si alza verso il cielo e punta decisamente verso il pianeta.
All’ultimo momento, quando il razzo sta per infrangersi sul pianeta, Zarkov desiste dal suo proposito per paura di morire. Gordon lo colpisce con un pugno e prende i comandi, ma ormai è tardi: il razzo sta sorvolando il pianeta e, attratto dalla forza di gravità, va ad infrangersi su di una montagna.

Zarkov

Il professor Zarkov

Gordon recupera il corpo esanime di Dale e si allontana dal luogo dell’impatto, ma viene assalito da un mostro gigantesco. Tenta di difendersi ed è provvidenzialmente salvato dall’apparizione di un secondo mostro che ingaggia una lotta mortale con il primo. Ma nel cielo si profilano le sagome di una squadriglia di razzi, uno dei quali si abbassa e colpisce con raggi elettrici i due mostri. Il razzo quindi atterra e alcuni esseri che indossano scafandri circondano Dale e Gordon; il loro capo rivolge la parola ai due terrestri: « Indietro! Siete miei prigionieri! Vi condurrò di fronte all’imperatore dell’universo! ». Il nuovo personaggio, davanti al quale Gordon e Dale vengono trascinati, è Ming, il tiranno del pianeta Mongo, un crudelissimo tipo dall’aspetto orientale che va a completare il poker d’assi delle avventure di Gordon.

Ming

L'Imperatore Ming

Gordon, Dale, Zarkov e Ming sono, infatti, i personaggi che da quarant’anni entusiasmano il mondo intero, indipendentemente dal loro stesso creatore. Alex Raymond è infatti morto nel 1956, ma aveva già smesso di disegnare il personaggio di Gordon nel 1944. Era nato a Rochelle, presso New York, il 2 ottobre 1909, primo dei sette figli di un ingegnere civile. Fin dai primi anni manifestò una profonda passione per il disegno prendendo dimestichezza con i « lucidi » del padre (un certo modo di disegnare strade, palazzi e vegetazione denuncerà durante tutta la sua attività questa formazione giovanile).

Flash and Thun rush to stop the wedding of Ming and Dale.An excerpt from the March 4, 1934 strip, very early in Alex Raymond's original run.

Flash and Thun rush to stop the wedding of Ming and Dale.
An excerpt from the March 4, 1934 strip, very early in Alex Raymond’s original run.

All’età di dodici anni gli morì il padre; riuscì a proseguire per un certo tempo gli studi, frequentando la scuola « Iona Prep », grazie ad una borsa di studio conquistata per meriti atletici, ma poi decise di trasferirsi a New York accettando un posto di impiegato a Wall Street, nel quartiere degli affari. Quando il « venerdì nero » del 1929 mise l’economia americana in ginocchio, Raymond tentò di continuare il lavoro a Wall Street come agente ipotecario, ma poi dovette ricorrere ad altri espedienti per sbarcare il lunario. Fu allora che la vecchia passione per il disegno gli aprì una concreta prospettiva di lavoro, sia pure anonimo.

Dale

La regina Undina

Cominciò a collaborare con il disegnatore Russ Westover che stava realizzando il fumetto « Tillie the Toiler » e poi con i fratelli Chic e Lyman Young che erano all’opera rispettivamente per la serie di Blondie e per la serie di Cino e Franco. La sua abilità si affinò al punto che l’episodio « Sotto la bandiera del re della giungla » di « Tim Tyler’s Luck » (Cino e Franco) del 1933, pur con la firma di Lyman Young, fu disegnato interamente da Raymond.

Disegno di Alex Raymond

Nel frattempo, con i limitati proventi che riusciva a trarre da questi lavori, Raymond aveva frequentato la Grand Central School of Art di New York, completando così i suoi studi artistici. La grande occasione venne nel 1933 quando, in seguito alle ottime prove fornite per le tavole di Lyman Young, il King Features Syndicate lo invitò a presentare alcune proposte per nuove tavole domenicali d’avventura. Nacquero così Gordon e Jim della Giungla che riprendevano, a cinque anni di distanza, gli stessi filoni che avevano determinato il successo di Buck Rogers e di Tarzan, il primo fantascientifico, il secondo naturalistico.
Dopo l’esordio con i due personaggi, Alex Raymond iniziò, a due settimane di distanza (il 22 gennaio 1934) le strisce giornaliere di un terzo, l’Agente Segreto X-9, che portò avanti fino al 16 novembre 1935, quando lo sforzo di disegnare contemporaneamente tre storie divenne chiaramente eccessivo.

Il successo di Gordon fu immediato: già nel 1936 veniva creata una prima serie di film in tredici episodi interpretati da Buster Crabbe; una seconda serie di quindici fu realizzata nel 1938 (con il titolo « Flash Gordon’s Trip to Mars »

Locandina del film

Locandina del film

(« Il viaggio su Marte di Flash Gordon ») ed una terza di dodici nel 1939 con il titolo « Flash Gordon conquers the Universe » (« Flash Gordon alla conquista dell’universo »)

Flash Gordon conquers the Universe

e nel 1980 il film Flash Gordon che vedeva come interpetr anche la nostra attrice Italiana Ornella Muti.

A scene from the finale of the 1980 Flash Gordon.

A scene from the finale of the 1980 Flash Gordon.

Nel 1935 prese anche l’avvio un programma radiofonico dedicato a Gordon che proseguì ininterrottamente anche durante la seconda guerra mondiale, e intanto scattò una grossa operazione di merchandising impostata sulle figure di Gordon, Dale, Ming e Zarkovche interessò sia il mercato dei ragazzi sia quello degli adulti. Raymond lavorò a Gordon con l’assistenza dello sceneggiatore Don Moore e del grafico Laurens Crossley, suo zio, che curò il lettering.

Si circondò anche di alcuni allievi che lo aiutarono nel disegno e tra costoro eccelse ben presto Austin Briggs che, a partire dal 27 maggio 1940, curò personalmente le strisce giornaliere, mentre Raymond continuò ad occuparsi delle tavole domenicali a colori. Nelle pause concessogli da Gordon e da Jim della Giungla, Raymond si dedicò anche ad altri lavori di grafica, realizzando una notevole serie di copertine e disegni per le maggiori riviste americane, da Esquire a Look, e illustrazioni per libri e riviste. Con il passare degli anni rinunciò a questo settore, convincendosi che il fumetto era in ultima analisi un’arte vera e propria degna di assorbire per intero la sua attività.

Una Miss di Alex Raymond - ovvero: la regina delle nevi, protagonista di una lunga avventura fra i ghiacci con Gordon Flash -

« Ora mi sono veramente convinto » scrisse a quell’epoca Raymond « Che l’arte del fumetto è un’arte di per se stessa. Riesce a registrare con maggiore realismo il nostro tempo e il nostro modo di vivere ed è artisticamente più valida dell’arte dell’illustrazione, proprio per la sua natura eminentemente ed esclusivamente creativa. L’illustratore lavora con la macchina fotografica e con modelli; il creatore di fumetti, invece, incomincia il suo lavoro con un foglio di carta bianca e inventa tutto da sé, svolgendo contemporaneamente i ruoli di scrittore, regista e artista. »

Dal 1940 al 1944 Gordon comparve contemporaneamente tutte le domeniche nelle tavole a colori di Raymond e tutti gli altri giorni della settimana nelle strisce in bianco e nero di Briggs. Quando però lo sforzo bellico degli Stati Uniti si accentuò in vista della stretta finale, Raymond smise di disegnare: la sua ultima tavola domenicale uscì il 30 aprile 1944. Alex Raymond divenne capitano dei Marines e, dopo aver trascorso un certo periodo presso il Corp’s Publicity Bureau di Filadelfia, fu imbarcato sulla portaerei Gilbert Islands che operò nel Pacifico, in particolare nella lunga battaglia per la conquista di Okinawa. Anche in questo periodo Raymond continuò in pratica a fare il disegnatore e un suo bozzetto fu utilizzato dal generale Vandergrift per gli auguri di Natale del corpo dei Marines.

Alexander Raymond

Alexander Raymond militare, in una foto d'Epoca

Il reduce Alex Raymond tornò a casa agli inizi del 1946, ma la guerra aveva evidentemente cambiato, tra le tante altre cose, anche la mentalità dell’artista che non volle più riprendere in mano la matita per Gordon. Le tavole domenicali continuarono ad uscire, ma per opera di Austin Briggs, l’allievo prediletto, che lavorò fino al luglio 1948, quando gli subentrò Mac Raboy che continuò a disegnare fino alla sua morte (dicembre 1967). A Raboy successe l’ottimo Dan Barry che lavorò incessantemente per anni, sia pure con l’aiuto di altri disegnatori, finché le tavole domenicali non furono soppresse. Le strisce giornaliere, invece, continuano ancora oggi: furono riprese il 19 novembre 1951 da Dan Barry, che si valse della collaborazione di Paul Norris e di Frank Frazetta, e poi continuate da Ric Estrada e da Bob Fujitmi. Tra. gli altri disegnatori che hanno lavorato per il personaggio di Gordon (Frank Bolle, Wally Wood, Gil Kane) deve anche essere ricordato Al Williamson, che si specializzò tuttavia quale crede di un altro personaggio di Raymond: l’agente segreto X-9.
Quanto a Raymond, abbandonati agli altri Gordon, Dale, Zarkov e Ming, si dedicò nel dopoguerra ad un nuovo character, l’affascinante Rip Kirby, che fu portato avanti per un decennio. Ma il 6 settembre 1956 l’attività di Raymond si concluse tragicamente: l’auto su cui viaggiava insieme all’amico Stan Drake, sulla Clappboard Hill Road, vicino a Westport, nel Connecticut, si schiantò contro un albero.

Il migliore elogio all’opera di Raymond è venuto da un collega, il disegnatore Al Williamson che, tra l’altro, ha anche il merito di aver curato il disegno di una lunga serie di comic-books con protagonista Gordon, richiamandosi agli anni d’oro del maestro: « Fino ad oggi nessuno è mai riuscito neppure ad avvicinarsi alla maestria di Raymond nel disegno della figura. Gli eroi e le belle donne che si muovono nelle sue vignette in infinite diverse avventure sono una gioia per gli occhi. Sebbene il fumetto abbia continuato le pubblicazioni per ben 23 anni dopo che Raymond lo abbandonò » conclude Williamson nella prefazione all’edizione italiana di un libro su Gordon, curato dall’editore Garzanti « il nome di Flash Gordon porta immediatamente con sé il ricordo dell’opera di Alex Raymond e di nessun altro ».

Carachters

Aura, Gordon, Barin e Dale

Quanto ai temi che, al di là della tecnica perfetta, hanno caratterizzato il lavoro di Raymond per Gordon, il critico Maurice Horn ne ha indicati almeno tre fondamentali: la scoperta di mondi nuovi e strani, il concetto del salvatore che viene da un altro mondo, impersonato da Gordon, e il conflitto manicheo tra l’eroe divinizzato e i poteri delle tenebre rappresentati dall’imperatore Ming. C’è un’altra caratteristica che ci sembra molto importante, propria di Raymond e non dei suoi successori: la vicenda pare svolgersi in mondi molto più progrediti del nostro ma in verità Mongo e gli altri misteriosi pianeti sono ancora fermi, sul piano sociale, su quello politico e su quello del costume, alla nostra era feudale.

Gordon in action

Le pistole a razzo, i marchingegni con i quali e contro i quali Gordon si muove, sono ritrovati scientifici avanzatissimi che però fanno a pugni con l’evidente arretratezza dell’ambiente nel quale vengono usati. La verità è che le avventure di Gordon realizzate da Raymond (a differenza di quelle dei suoi eredi che sono pura fantascienza da consumo di massa) sfruttano solo formalmente le tecniche avveniristiche e rappresentano invece un pretesto per un tuffo nel mondo della fantasia, fatto di eroi buoni e di personaggi cattivi, che si battono in un’atmosfera di magia, densa di tutte le implicazioni culturali che il nostro secolo ha ereditato dai precedenti: i mostri medioevali, i codici cavallereschi, il pericolo giallo, l’ansia incontenibile della libertà e dell’indipendenza e certi aspetti tipici della storia e della demagogia americana.

Steve Holland as Flash Gordon in the 1950s TV series.

Steve Holland as Flash Gordon in the 1950s TV series.

Anche i personaggi sono esemplari, sotto questo aspetto: Gordon è l’eroe puro, Dale è la fedele, ma a volte noiosa compagna (costretta per anni a combattere le donne affascinanti che l’avventura pone continuamente accanto a Gordon e a respingere le proposte amorose di decine e decine di pretendenti degli spazi interstellari), Zarkov (in Italia dottor Zarro) è lo scienziato che ha messo la sua intelligenza al servizio del progresso e che svolge con ammirevole solerzia il suo ruolo di eterna « spalla », mentre Ming, da perfetto cattivo integrale, appare come l’autentica fonte del male. Ma nella grande avventura di Gordon appaiono, scompaiono o ricorrono altri personaggi; l’affascinante Undina, regina sottomarina, il principe Barin, che da avversario diventa grande amico di Gordon, King, figlio di Ming, che tuttavia non riesce ad essere così spietato come il padre.

Flash Gordon magazine cover

Flash Gordon magazine cover

Gordon apparve in Italia il 24 ottobre 1934 nel primo numero dell’Avventuroso di Nerbini e continuò ad essere pubblicato fino al 1938. Nel dopoguerra le sue vicende sono state ripresentate e completate da Avventura, da Topolino e da albi e libri editi dai Fratelli Spada, dall’editoriale Corno, da Garzanti, da Sugar e da altri editori. E’ curioso osservare che per molti anni si è creduto erroneamente in Italia che Flash fosse il nome e Gordon il cognome del nostro personaggio e che il nostro eroe fosse un ex poliziotto. E’ anche interessante ricordare che le donnirie di Gordoti sono state a lungo, e in diversi paesi, sottoposte a censura: in Italia per esempio, per non cadere nelle grinfie delle autorità fasciste, sempre pronte a motivare con dei pretesti la soppressione di fumetti americani, l’editore Nerbini tra il 1934 e il 1938 fece ritoccare i disegni di Raymond trasformando in lunghe e pesanti gonne i veli trasparenti che ricoprivano (si fa per dire) le gambe di Dale e delle interplanetarie, e sovrapponendo pesanti corsetti ai seni coperti, nell’originale, soltanto da minuscoli reggiseni.
A proposito di vestiti, c’è c

Dale Arden

hi ha visto nei costumi disegnati da Raymond una serie di stupefacenti anticipazioni della moda dei nostri giorni: certi bikini striminziti, l’uso corrente di abiti unisex e soprattutto una collezione completa di hot-pants sfoggiati dall’onnipresente Dale.

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