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I Simpson


Il fumetto

La copertina del 100° 'albo italiano di Simpsons Comics, dal titolo

La copertina del 100° ‘albo italiano di Simpsons Comics, dal titolo “Il gigantesco numero 100″I Simpson sono anche un fumetto, Simpsons Comics, pubblicato in Usa da Bongo Comics ed in ItaliaPanini Comics. I primi 32 numeri sono però stati pubblicati da Edizioni Macchia Nera, sotto il nome I Simpson, mentre i numeri dal 33 al 40 da Dino Comics. Sono state pubblicate, parallelamente alla serie principale, anche vari spin-off e numeri speciali.Il 24 maggio 2007 è uscito il numero 100, dal titolo Il gigantesco numero 100.

Il film

Un film basato sulla serie, I Simpson – Il film (titolo originale: The Simpsons Movie) è uscito il 27 luglio 2007 in quasi tutto il mondo, mentre in Italia l’uscita è stata posticipata al 14 settembre 2007. Il lungometraggio, diretto dal produttore della serie David Silverman, è stato scritto dal gruppo di sceneggiatori della serie tv e dai creatori dello show, Groening e Brooks. La produzione del lungometraggio è avvenuta durante la lavorazione della serie televisiva, nonostante le affermazioni degli addetti ai lavori secondo cui il film sarebbe stato realizzato solo alla fine della messa in onda in tv.[76] In realtà, voci sulla realizzazione di un possibile lungometraggio basato su I Simpson circolavano fin dalle prime stagioni.

http://sfidaturritana14.files.wordpress.com/2008/05/i_simpson_large.jpg

Un negozio della catena 7-11 di Seattle trasformato in Jet Market come parte della promozione statunitense de I Simpson - Il film

Un negozio della catena 7-11 di Seattle trasformato in Jet Market come parte della promozione statunitense de I Simpson – Il filmBrooks ha affermato che in origine la trama dell’episodio Kampeggio Krusty (primo episodio della quarta stagione) sarebbe dovuta sfociare in un film, ma i problemi riscontrati nella realizzazione della sceneggiatura hanno ostacolato il progetto.[77][60]Attraverso un concorso indetto dalla Fox Network e dal quotidiano USA Today, la premiere mondiale del film è avvenuta nella Springfield del Vermont.[36] Negli Stati Uniti, il film ha incassato nella prima settimana di programmazione un totale di 74 milioni di dollari.[78] Inoltre, I Simpson – Il Film ha sorpassato Mission Impossible II al primo posto nella classifica dei film di maggior successo tratti da una serie televisiva.[79] Fuori dagli Usa, il film ha incassato nella prima settimana di programmazione 96.000.000 di dollari; in particolare, 27.8 di questi solo nel Regno Unito.[80] In Italia, il film ha debuttato il 14 settembre al primo posto della classifica del box office con 5.900.000 euro incassati nella prima settimana di programmazione. I Simpson – Il Film[81] Varie difficoltà, come la mancanza di una sceneggiatura adeguata ad un film, sono state la causa della posticipazione del progetto.
.
ha occupato la prima posizione per altre due settimane, ed è uscito dalla top ten degli incassi dopo sei settimane. Al 12 dicembre 2007, il film ha incassato oltre 16.200.000 € in Italia, ed oltre 525.500.000 $ in tutto il mondo, di cui 183.000.000 $ in patria

Lungometraggi speciali in finta produzione

I Simpson – La valle misteriosa di Springfield I Simpson – Springfield Boys Idol I Simpson – I maschi alla riscoss

Bibliografia

Corrado Peperoni. I Simpson. Il ventre onnivoro della Tv postmoderna. Edizioni Bulzoni, 2007. ISBN 8878702404Matt Groening, Ray Richmond, Antonia Coffman. I Simpson. La guida completa alla nostra famiglia preferita. Edizioni Baldini Castoldi Dalai. ISBN 8880897551William Irwin, Mark T. Conrad, Aeon J. Skoble. I Simpson e la filosofia. Isbn Edizioni, 2005. ISBN 8876380310.Marco Malaspina. La scienza dei Simpson. Guida non autorizzata all’Universo in una ciambella. Edizioni Sironi, 2007. ISBN 8851800925(EN) Chris Turner. Planet Simpson: How a Cartoon Masterpiece Documented an Era and Defined a Generation. Random House of Canada, 2004. ISBN 0-679-31318-4.(EN) John Alberti. Leaving Springfield: “The Simpsons” and the Possibility of Oppositional Culture. Wayne State University Press, 2003. ISBN 0-8143-2849-0.(EN) Ray Richmond, Antonia Coffman: The Simpsons: A Complete Guide to our Favorite Family. Harper Collins Publishers, 1997. ISBN 0-060-19348-4.

Voci correlate

Episodi de I Simpson
Fumetti de I Simpson
Matt Groening
Futurama

Collegamenti esterni

Albero di Famiglia

I Simpson su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all’argomento “I Simpson”)

Articolo sui Simpson e la Filosofia http://bahrabba.blogspot.com/2008/04/i-simpson-e-la-filosofia.html

Siti ufficial

(EN) Sito ufficiale The Simpsons
Scheda su I Simpson dell’Internet Movie Database

serie TV cartone

    Titolo originale

      • I Simpson
      Autore

        Matt Groening

          Sceneggiatura

            • Studio
            • Rete
            Fox Broadcasting Company

              • 1ª TV
              17 dicembre 1989

                • Episodi
                420 (in corso)

                  Durata ep.

                    21′ – 24′

                      Reti italiane

                        • it.
                        1 ottobre 1991

                          • Dialoghi it.
                          Genere

                            • Gracie Films / 20th Century Fox / Fox Network / Film Roman
                            « D’oh! – D’ehihohu! »
                            « Mmmh. »
                            « Ciucciati il calzino! »
                            « Se qualcuno mi vuole sono in camera mia… »
                            I Simpson (The Simpsons) è una popolare sitcom animata creata dal fumettista statunitense Matt Groening a fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. È una parodia satiricaHomer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie.Ambientato in una cittadina statunitense chiamata Springfield, lo show tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la stessa televisione.La famiglia fu ideata da Matt Groening e James L. Brooks in una serie di corti animati di un minuto, da mandare in onda durante il Tracey Ullman Show. La loro prima apparizione nel talk show19 aprile 1987 in un corto intitolato “Good Night”. Da quel momento, per tre anni, I Simpson andarono in onda durante gli intermezzi pubblicitari dello show ottenendo un buon successo. Lo show debuttò sotto forma di episodi di mezz’ora in prima serata il 17 dicembre 1989.I Simpson furono fin da subito uno show di punta della FOX grande casa produttrice di film; nel corso degli anni ha vinto numerosi e importanti premi televisivi.[1] Il numero del magazine Time31 dicembre 1999 lo ha acclamato come “miglior serie televisiva del secolo”.[2] Il 14 gennaio 2000 lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. È, a tutt’oggi, la più lunga sitcom[3] e serie animata[4]D’oh!“, è stata introdotta nell’Oxford English Dictionary. I Simpson hanno inoltre influenzato diverse altre serie animate adult-oriented prodotte da metà anni novanta in poi.[5]In Italia, lo show è trasmesso via terrestre dalle emittenti del gruppo Mediaset. Il primo episodio è andato in onda il 1 ottobre 1991 su Canale 5. Nell’ottobre 1997, la programmazione si è spostata sull’emittente Italia 1.Dal suo debutto, sono stati finora mandati in onda oltre 400 episodi per 19 stagioni. La diciottesima stagione, recentemente messa in onda anche in Italia, si è conclusa negli Stati Uniti il 20 maggio 2007 con il quattrocentesimo episodio, “Non puoi sempre dire quello Kent ti pare” (in originale “You Kent Always Say What You Want”). Proprio nel 2007I Simpson. Per celebrare questo compleanno è stato tratto un lungometraggio dalla serie, intitolato I Simpson – Il filmThe Simpsons Movie), uscito in quasi tutto il mondo il 27 luglio 2007, mentre in Italia il 14 settembre. è anche ricorso il ventesimo anniversario dalla nascita del marchio de (titolo originale statunitense mai trasmessa. Come prova dell’influenza che lo show ha avuto nella cultura popolare, l’esclamazione contrariata di Homer Simpson, “
                            della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, di cui fanno parte.
                            http://www.italianbloggers.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/simpson.jpg

                            Origini

                            Per approfondire, vedi la voce I Corti (Simpson).

                            Matt Groening, creatore di Life in Hell, I Simpson e Futurama.

                            Matt Groening, creatore di Life in Hell, I Simpson e Futurama.Groening concepì la famiglia Simpson con l’aiuto di Brooks. All’inizio Groening pensò ad un adattamento televisivo della sua striscia a fumetti Life in Hell, ma quando si rese conto che ciò avrebbe comportato la rescissione dei diritti di pubblicazione per quest’ultima opera decise di prendere un’altra strada. Ebbe l’idea di delineare come protagonista dei corti la sua versione di una famiglia disfunzionale,[6] e diede ai personaggi lo stesso nome di quello dei suoi familiari, tranne Bart.[7]Nelle intenzioni di Groening, lo show avrebbe dovuto rappresentare una novità fin dalla prima apparizione. La scelta del colore giallo come colore della pelle dei personaggi animati ne è un esempio. Matt Selman, sceneggiatore della serie fin dai primi anni, ha affermato in un’intervista che «l’idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato “Oh, perché sono gialli?” ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale. Era un tentativo innovativo per far cadere in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo».[8]La famiglia Simpson fece il suo debutto nel Tracey Ullman Show, come protagonista di cortometraggi animati, con “Good Night”, che andò in onda il 19 aprile 1987. La famiglia era rozzamente disegnata, poiché Groening aveva sottoposto schizzi di base agli animatori, supponendo che li avrebbero “puliti”; invece semplicemente ricalcarono i suoi disegni.[7]

                            James L. Brooks, produttore esecutivo della serie.

                            James L. Brooks, produttore esecutivo della serie.
                            Nel 1989, I Simpson furono adattati in una serie di mezz’ora per la Fox Network da una squadra di compagnie produttrici, inclusa l’attuale Klasky Csupo. Siccome la Fox era da poco nata e quindi alle prime armi, Jim Brooks ottenne un’inusuale clausola contrattuale dall’emittente, la quale assicurava che non avrebbe interferito col processo creativo dello show.[9] Groening ha affermato che l’obiettivo chiave dello show era «offrire un’alternativa al pubblico, e mostrare a loro che c’è qualcos’altro oltre alla spazzatura mainstream che gli viene presentato come l’unica scelta».[10]
                            La Fox era riluttante a trasmettere la serie, in quanto non credeva potesse reggere la durata di un normale episodio di venti minuti-mezz’ora.[11] Proposero agli autori di produrre tre corti da sette minuti ciascuno e quattro speciali, per vedere le reazioni del pubblico e farli abituare alla lunghezza dello show (anche se il vero problema, secondo gli ideatori, era quello di rendere plausibili e ben voluti dei personaggi così grotteschi).[11] Alla fine, però, vista l’insistenza degli ideatori, la Fox chiese tredici episodi dalla durata di trenta minuti[11]. Il primo episodio della serie vera e propria fu “Un Natale da cani” (in originale “Simpsons Roasting on an Open Fire”) scelto in un confronto con quello che alla fine fu l’ultimo episodio della prima stagione, “Sola, senza amore” (“Some Enchanted Evening”). Quest’ultimo episodio fu il finale di stagione poiché gli animatori lo dovettero ridisegnare, avendo visto la stessa povera qualità del disegno con cui Groening aveva realizzato i corti[12].
                            I Simpsons furono la prima serie televisiva della Fox Network ad apparire nella top 30 degli show più visti, nella stagione 1989-90.[13] Il successo dello show convinse la Fox che si poteva cambiare l’orario di messa in onda dello show, in modo da competere in audience con il The Cosby Show (noto in Italia come I Robinson), una mossa che abbassò gli ascolti de I Simpson.[14]I Simpson e richiedendo perciò una parte dei guadagni provenienti dai corti. Alla fine, fu la Fox Network a vincere la causa.[15] Tracey Ullman, intanto, aveva intentato una causa legale, affermando che il suo show era la fonte del successo de
                            Lo show fu anche coinvolto in una polemica a causa della personalità di Bart Simpson – un ribelle ai dettami familiari da cui frequentemente scappava senza alcuna punizione – che spinse alcune associazioni di genitori e portavoci “conservatori” a sostenere che Bart fosse un pessimo modello per i bambini.[16][17] George Bush senior, all’epoca presidente degli Stati Uniti, accusò: «stiamo provando a rafforzare la famiglia americana, in modo da farla assomigliare di più ai Waltons e di meno ai Simpsons».[18]
                            Le t-shirts dei Simpsons, così come altro merchandise, furono bandite da diverse scuole pubbliche in diverse zone degli Stati Uniti.[18] Ciò nonostante, le vendite mondiali arrivarono, in solo 14 mesi, a 2 miliardi di dollari di ricavo.[18]

                            Personaggi

                            Protagonisti

                            Una rappresentazione di Homer Simpson situata nelle vicinanze del villaggio inglese di Cerne Abbas.

                            Una rappresentazione di Homer Simpson situata nelle vicinanze del villaggio inglese di Cerne Abbas.Quella dei Simpson è una vita basata sul lifestyle della famiglia statunitense media.Homer Simpson (Homer Jay Simpson) è un pigro, inetto e incompetente ispettore di sicurezza nel settore 7G della Centrale Nucleare di Springfield; adora strafogarsi di cibo (soprattutto ciambelle) e birra ( la DUFF la sua preferita).Marge Simpson (Marjorie Bouvier – Simpson) è, per la maggior parte della serie, il ritratto della tipica madre e casalinga statunitense: molto protettiva nei confronti dei figli ed è dotata di una spiccata “moralità”.Bart Simpson (Bartholomew Jebediah Simpson) è un bambino di dieci anni furbo e insofferente alle regole, ama andare sullo skate anche se la sua attività preferita è combinare scherzi insieme al suo amico Milhouse Van Houten, soprattutto ai danni del barista Boe Szyslak e del preside della sua scuola, Seymour Skinner.Lisa Simpson (Lisa Marie Simpson) è una bambina di otto anni, “intellettuale” e anticonformista che si ritrova spesso coinvolta nell’attivismo progressista. È vegetariana, buddhista, ama gli animali e la sua passione è suonare il sassofono.Maggie Simpson (Margaret Simpson) è una neonata (ha un anno di età) la cui unica attività è succhiare un ciuccio; non riesce a camminare, ed ogni volta che ci prova cade in avanti. Tranne estemporanee eccezioni, non si è mai sentita la sua voce (solo nel 10° episodio della quarta stagione “la prima parola di lisa” maggie pronuncia “papà”), né da bimba né nelle puntate non canoniche in cui appare adulta. Maggie molte volte si rivela una neonata piena di intelletto ed anche molto astuta, con un buon senso di responsabilità.La famiglia ha anche due animali,Piccolo aiutante di Babbo Natale, un cane;Palla di neve II, un gatto;Nonostante il fatto che passino gli anni e in vari episodi siano stati trattati compleanni, i personaggi della serie non invecchiano. Pochi sono i morti durante la serie, e ciò è avvenuto tanto in circostanze tragicomiche,[19] quanto più semplicemente in occasione di una grave malattia.[20] Altri personaggi sono stati invece soggetti a delle “resurrezioni”, come Hans Uomo Talpa e Marvin Monroe.[21]Altri co-protagonisti dello show, invece, non sono più comparsi nel corso degli anni, generalmente a causa della morte del doppiatore originale: l’esempio più famoso è rappresentato dai personaggi di Troy McClure e Lionel Hutz, ritirati dopo la morte di Phil Hartman.[22http://blog.episode39.it/wp-content/multimedia/2009/02/simpson_ok.jpg

                            Personaggi secondari

                            Per approfondire, vedi le voci Personaggi secondari de I Simpson e Categoria:Personaggi de I Simpson.
                            Oltre ai membri della famiglia Simpson, sono presenti una serie di strambi personaggi, alcuni dei quali competono in popolarità con i protagonisti. Originariamente, molti di questi personaggi erano pensati per un'unica apparizione, ma diversi sono riusciti ad ottenere maggiore spazio e spesso sono divenuti protagonisti di molti episodi.

                            Temi

                            La struttura di base de I Simpson è organizzata come una normale sitcom. In teoria, è solo una serie narrante la vita di una tipica famiglia americana in una tipica cittadina americana.[23] In realtà, l’obiettivo comico dello show è maggiore di quello di una qualunque sitcom. La città di Springfield è un complesso microcosmo in cui sono affrontati tutti i temi della società moderna. Homer lavora irresponsabilmente in una centrale nucleare, si può quindi fare satira sulle questioni di carattere ambientale.[24] Le giornate che Bart e Lisa passano alla scuola elementare di Springfield possono essere fonte di ispirazione per una satira sul sistema scolastico pubblico statunitense. Rilevante è l’universo dei media locali come televisioni e radio, da cui prende spunto la presa in giro dell’industria dell’intrattenimento e dello showbiz.[25]Alle volte, lo show assume connotati politici con una propensione – che viene espressa attraverso la satira – a idee progressiste,[26] anche se in più occasioni sono state prese di mira entrambe le parti del panorama politico americano.[27] La serie irride l’abuso di potere che il governo e le grandi industrie hanno sulla gente comune:[28] i politici sono corrotti, i media sono asserviti al potere e fanno cattiva informazione, il reverendo Lovejoy è indifferente verso i suoi fedeli; e la polizia locale, in particolare il commissario Clancy Winchester, è totalmente inefficiente.[29] Anche la religione è un tema ricorrente: nei momenti di crisi, la famiglia si rivolge a Dio, che in alcune puntate è rappresentato come un uomo enorme dalla lunga barba bianca, di cui non si vede il volto. Ma tuttavia lo show risulta scettico nei confronti delle maggiori religioni.[30]Le trame di più episodi si concentrano su un particolare personaggio, o sulla relazione tra due. Nei casi più comuni, le trame di fondo riguardano Homer che ottiene un nuovo lavoro o che prova a diventare ricco velocemente; Marge che cerca di fuggire dalla monotonia del ruolo di casalinga, cercando anch’essa lavoro o dedicandosi a un hobby; Bart che causa un grave danno o problema e cerca di risolverlo, nascondendolo o ignorandolo interamente; Lisa che cerca di difendere o appoggiare una causa o un ente coinvolto nell’attivismo politico o ambientalista. Molti episodi si concentrano su personaggi minori, ma che coinvolgono anche la famiglia Simpson.

                            Ambientazione

                            La pensilina reclamizzante la premiere mondiale de I Simpson - Il film affissa all'entrata dello

                            La pensilina reclamizzante la premiere mondiale de I Simpson – Il film affissa all’entrata dello “Springfield Theater” della Springfield del Vermont.La serie è ambientata a Springfield, cittadina situata in uno Stato non meglio identificato[31][32]: nell’ultimo episodio della stagione undici, intitolato “Dietro la risata” (in originale “Behind the Laughter”), i Simpson sono descritti come «una ridente famiglia del Kentucky». Invece, in I Simpson – Il film, Ned Flanders, mentre ammira il paesaggio attorno a Springfield insieme a Bart, afferma che la città è situata vicino ai confini con gli Stati dell’Ohio, del Nevada, del Maine e del Kentucky. Ma, mentre Ohio e Kentucky sono confinanti, Nevada e Maine si trovano da tutt’altra parte.Groening ha dichiarato che Springfield ha molto in comune con Portland, cittadina situata nell’Oregon in cui è cresciuto,[33] mentre il nome “Springfield” sarebbe stato scelto perché molto comune, dato che appare in decine di città di oltre trenta Stati.[34] La geografia di Springfield e delle sue vicinanze è particolarmente variabile, caratterizzata da zone costiere, deserti, vasti terreni agricoli, alte montagne, e qualunque cosa sia richiesta dalla sceneggiatura.[35]metropoli (come l’aeroporto internazionale o gli studi televisivi).Approfittando della presenza di molte città chiamate Springfield, la Fox e il quotidiano USA Today hanno indetto nell’estate del 2007 una votazione nella quale si chiedeva di scegliere quale fra le tante Springfield fosse la più verosimile all’ambientazione della serie. Il concorso si è poi concluso con la vittoria della Springfield del Vermont, di 9.300 abitanti, che ha così conseguito l’onore di ospitare la prima mondiale de I Simpson – Il film.[36] Anche se la città è relativamente piccola, contiene tutti gli edifici che normalmente si trovano solo nelle grandhttp://www.antoniogenna.net/doppiaggio/anim/isimpson.jpg

                            Caratteristiche ricorrenti

                            Sequenza iniziale

                            Uno dei “marchi di fabbrica” de I Simpson è la sigla iniziale.Quasi ogni episodio si apre con il titolo e una carrellata che, partendo da un primo piano delle nuvole, mostra una vista aerea della città e finisce fino alla finestra di un’aula della scuola elementare, dove Bart è intento a scrivere frasi (diverse per ogni episodio) sulla lavagna per punizione, fino al suono della campanella delle 15:00, quando esce da scuola con lo skateboard.Successivamente vengono introdotti gli altri componenti della famiglia. Homer esce dalla centrale nucleare senza sapere che una barra di plutonio radioattivo gli è finita nella camicia, per poi accorgersene in macchina e gettarla dal finestrino con noncuranza; Marge e Maggie escono dal supermercato con la spesa, dopo che Maggie è stata passata sul lettore di codici a barre della cassa facendo apparire il prezzo – 847,63 dollari – che nel 1989, primo anno dei Simpson, era il costo medio annuo per il mantenimento di un neonato negli USA;[37] Lisa esce dall’aula di musica suonando con il sassofono un pezzo musicale (diverso per ogni episodio) che si stacca dal resto della banda. Intanto Bart passa davanti ad una fermata del bus zigzagando con lo skate tra Helen Lovejoy, Apu Nahasapeemapetilon, Boe Szyslak, Barney Gumble, Timothy Lovejoy, Gengive Sanguinanti Murphy e Clancy Winchester. Riesce anche a rubare il cartello, ma quest’ultimo particolare fu utilizzato solo nella prima stagione ed è stato tagliato dalla sigla delle successive stagioni. Prima di tornare ai 5 componenti, viene fatta una carrellata velocissima su tutti i personaggi secondari.Tutti i componenti arrivano a casa, Homer, Marge e Maggie in macchina, Lisa in bicicletta e Bart con lo skateboard.La sequenza termina con la famiglia che si raduna davanti al televisore nel soggiorno. Il finale cambia frequentemente (ogni finale è utilizzato per una, massimo tre puntate diverse). La sigla si ispira in parte alla sequenza iniziale dei Flintstones, i quali, in una delle molte varianti, “soffiano” il posto alla famiglia Simpson davanti alla televisione.[38]Il concetto degli elementi variabili della sigla è stato anche ripreso in Futurama, dove ogni episodio è introdotto da un sottotitolo differente e dove la navicella “Planet Express” impatta contro un grande monitor, che ogni volta mostra un differente cartone degli anni trenta. Lo stesso vale per American Dad!, dove il protagonista, Stan Smith, legge un giornale con un titolo diverso ogni volta.

                            Special di Halloween

                            “La paura fa novanta” (“Treehouse of Horror”) è una serie di episodi dei Simpson che ricorrono in ogni stagione (tranne la prima) in occasione della festa di Halloween, il 31 ottobre. Questi episodi sono divisi in tre corti le cui trame non seguono il canone originale della serie. Negli episodi, infatti i protagonisti del cartone sono coinvolti in situazioni il cui genere va dall’horror alla fantascienza e al soprannaturale; spesso questi brevi episodi nascono come parodia di film appartenenti a questi generi.[39]I normali personaggi interpretano ruoli speciali. Infatti, molto spesso, il ruolo del “cattivo” di turno (che può per esempio essere uno zombie, un vampiro, o un serial killer) è interpretato da personaggi che hanno qualche affinità con queste figure (un esempio è il ruolo del signor Burns, che ha interpretato, fra gli altri, una parodia del conte Dracula) o ne differiscono totalmente (per esempio, Ned Flanders ha interpretato il Diavolo in persona in “La paura fa novanta IV“). Inoltre, solo in questi episodi speciali fanno la loro comparsa personaggi come i bizzarri alieni Kang e Kodos.

                            Umorismhttp://www.settimanasportiva.it/data/news/homer_simpson-41.jpg

                            Lo show è in primo luogo famoso per la presenza di molte gag e battute ricorrenti, anche se molte di queste non sono più tanto usate. Famose sono l’esclamazione contrariata di Homer “D’oh!” oppure “Mitico!” o ancora “Miticozzo!”, la battuta del signor Burns “Eccellente…” e l’esclamazione di scherno di Nelson Muntz: “Ha-ha!”. Un interessante fenomeno è occorso con i motti di Bart. I suoi “E che cacchio!” (in originale “¡Ay, caramba!“), “Non farti infartare!” (in originale “Don’t have a cow, man!“) e la più famosa “Ciucciati il calzino!” (in originale “Eat my shorts!“) sono apparse sulle t-shirt nei primi anni di vita dello show;[40] comunque, le ultime due frasi erano raramente pronunciate nel cartone, finché divennero popolari grazie al merchandise, anche se ormai il loro uso si è affievolito. Anche la voce afona di Lisa ha contribuito a rendere notorietà al celebre cartone.La serie è, inoltre, particolarmente famosa per i riferimenti culturali e le citazioni che coprono un ampio spettro della cultura pop internazionale, specialmente quella americana (in particolare, sono presenti riferimenti, omaggi o parodie più o meno indirette di film, canzoni, o trasmissioni televisive), in modo che spettatori di generazioni differenti possano trarre pieno godimento dallo show. Ad esempio[41], in questa vasta gamma di citazioni e riferimenti al “mondo reale”, rilevante è la presenza della stessa Fox, più volte presa in giro dagli autori dello show.Una celeberrima serie di gag ricorrenti è rappresentata dagli scherzi telefonici che Bart fa alla taverna di Boe, cui chiede se sono presenti persone dai nomi costruiti con molti “doppi sensi”. Un altro esempio si trova nei crediti degli special di Halloween, in cui i nomi dello staff sono storpiati con sfumature horror, come “Bat Groening” o “Chains Hell Brooks”. Lo show è anche conosciuto per gag di tipo testuale (scritte divertenti come i nomi dei negozi, l’ordine del giorno del municipio affisso sui cartelli, o anche il programma della messa domenicale).[42] Sono inoltre presenti le cosiddette gag del freeze frame, ovvero immagini o scritte divertenti che appaiono sullo schermo troppo velocemente per essere identificate normalmente, ma che possono essere visibili stoppando ad un preciso fotogramma la trasmissione.[42]

                            Doppiaggio

                            Di seguito sono elencati i principali personaggi e i doppiatori (sia in inglese che in italiano):[43]
                            Personaggio Voce originale Voce italiana Personaggio Voce originale Voce italiana
                            Homer J. Simpson Dan Castellaneta Tonino Accolla Marge Bouvier Simpson Julie Kavner Liù Bosisio
                            Bart Simpson Nancy Cartwright Ilaria Stagni Lisa Simpson Yeardley Smith Monica Ward
                            Abraham Simpson Dan Castellaneta Mario Milita Patty e Selma Bouvier Julie Kavner Liù Bosisio
                            Milhouse Van Houten Pamela Hayden Giorgio BorghettiDavide Lepore (dalla stagione 3) (stagioni 1 e 2) Ned Flanders Harry Shearer Teo Bellia (stagione 1 e 2)Pino InsegnoFrancesco Prando (dalla stagione 4) (stagione 3)
                            Clancy Winchester Hank Azaria Enzo AvolioAngelo Maggi (dall’episodio 1F04) Krusty il Clown Dan Castellaneta Fabrizio Mazzotta
                            Boe Syzlak Hank Azaria Mino Caprio (stagioni 1 – 7)Pino Insegno (stagione 8)Teo Bellia (dalla stagione 9) Barney Gumble Dan Castellaneta Mario BombardieriPaolo Marchese (episodio 8F17)Stefano Mondini (dalla stagione 6) (stagioni 1 – 4)
                            Waylon Smithers Dan Castellaneta Vittorio AmandolaMaurizio Reti (prima e terza voce) (seconda voce) Charles Montgomery Burns Harry Shearer Sandro Iovino
                            Seymour Skinner Harry Shearer Piero Tiberi (stagione 1 ed episodio 9F10)Renato Cortesi (stagioni 2 – 3)Sergio FiorentiniFrancesco Prando (quarta voce)Massimo CorvoStefano Mondini (terza voce) (stagioni 5 – 7) (dalla stagione 8) Reverendo Timothy Lovejoy Harry Shearer Enzo Avolio (prima voce)Angelo MaggiNino D’Agata (terza voce) (seconda voce)
                            Kent Brockman Harry Shearer Federico Neri Apu Nahasapeemapetilon Hank Azaria Manfredi Aliquò
                            Lionel Hutz Phil Hartman Maurizio RomanoPaolo Bonolis (SOLO episodio 5F06) Troy McClure Phil Hartman Fabrizio Pucci (stagioni 1 – 6)Paolo MarcheseFrancesco Prando (terza voce) (seconda voce)

                            Inviti

                            Per approfondire, vedi la voce Lista di inviti de I Simpson.
                            Molti episodi della serie sono doppiati da inviti, che danno voce o a personaggi fittizi o a loro trasposizioni animate. Alcuni di questi doppiatori possono essere considerati come parte del cast principale, avendo da anni uhttp://www.mrcbr.com/wp-content/uploads/fp1805i-simpson-posters.jpgn ruolo fisso nello spettacolo (come avviene per Kelsey Grammer, che interpreta Telespalla Bob; o Phil Hartman, che interpretava Lionel Hutz e Troy McClure).Decine sono comunque le celebrità che hanno contribuito al doppiaggio originale almeno in un episodio.[44] Anche al doppiaggio italiano hanno spesso collaborato personaggi noti, che, a differenza della versione originale, hanno alle volte prestato la propria voce a personaggi già presenti nel cast della serie da diversi anni (ad esempio, Paolo Bonolis ha doppiato in un’unica occasione il personaggio di Lionel Hutz e Luciana Littizzetto la giudice Grazia Negata).La serie attualmente detiene il Guinness World Record per “Più celebrità partecipanti ad una serie animata”.[45

                            Colonna sonora

                            La colonna sonora è stata composta da Danny Elfman e, come tutte le altre canzoni presenti nella serie, musicata dall'orchestra di Alf Clausen. Oltre alla musica orchestrale, fanno parte della soundtrack molte canzoni, originali e non. Sono stati pubblicati diversi album di musica originale, fin dalla messa in onda della seconda stagione, come ad esempio Songs in the Key of Springfield e Go Simpsonic with The Simpsons.Molte canzoni sono state composte con lo scopo di un'uscita su CD singolo o di un album, e molte di queste non sono presenti nello show. Il singolo più conosciuto è "Do the Bartman", co-scritto e prodotto da Michael Jackson,[46]1990 e divenuto un successo internazionale, arrivato alla posizione #1 nella “UK Singles Chart” dove è rimasto per tre settimane,[47] ed è stato certificato disco d’oro.[48] Un secondo singolo prodotto da DJ Jazzy Jeff, “Deep, Deep Trouble” fu rilasciato l’anno seguente. Altri album tratti dalla serie, come The Simpsons Sing the Blues e The Yellow Album, rilasciati nella seconda metà degli anni ’90, contengono diverse cover, come anche diverse composizioni originali. singolo rilasciato nel novembre del

                            Critiche

                            I Simpson sono stati a lungo lodati da vari critici americani come “lo spettacolo televisivo più irriverente e impenitente mai andato in onda”.[49] Nel 1990 la rivista americana Entertainment Weekly lo definì come la rappresentazione “della famiglia americana più complessa, disegnata come semplice cartone animato. È questo fantastico paradosso a portare via milioni di telespettatori dai tre principali network per concentrarsi sui Simpson”.[50] Ken Tucker, autore dell’articolo, aggiunse in seguito che lo show è “un fenomeno pop-culturale, un cartone da prime time che attira l’intera famiglia”.[51]

                            I Premi e i record

                            I Simpson hanno vinto dozzine di premi dal debutto della serie televisiva, tra cui ben 23 Emmy Awards.[52] Nel 1998 la rivista americana Time li defini come la miglior serie televisiva del secolo[2] Il 14 gennaio del 2000, la fama de I Simpson è stata premiata con una stella nella Hollywood Walk of Fame.
                            I Simpson sulla Hollywood Walk of Fame

                            I Simpson sulla Hollywood Walk of FameIl 9 febbraio 1997, con l’episodio “Lo show di Grattachecca e Fichetto e Pucci“, I Simpsons ha sorpassato I Flintstones come più lunga serie a cartoni animati statunitense trasmessa in prime time. Nel gennaio 2003 la Fox ha annunciato la continuazione degli episodi fino a tutto il 2005, rendendo I Simpsons la sitcom americana (animata o live action) con il maggior numero di stagioni prodotte.[3] È, inoltre, la serie con il maggior numero di episodi mai trasmesso negli Stati Uniti.[4]Il creatore della serie, Matt Groening, ha dichiarato l’ambizione di concludere la serie nel 2008 con la realizzazione del 365° episodio, uno per ogni giorno dell’anno. Questa ambizione è stata superata, in quanto il 26 febbraio 2006prime time, le 20 di Gunsmoke.[3] è uscito il 367° episodio. La diciottesima stagione si è conclusa con uno speciale di un’ora composto da due episodi, “24 Minutes” e “You Kent always say what you what”, il 400° episodio. Il 2007 ha inoltre portato alla celebrazione del ventesimo anniversario dalla nascita del marchio dei Simpson. Con la trasmissione della diciannovesima stagione, la serie si trova ad un passo dal record di stagioni prodotte per una serie statunitensehttp://imagecache2.allposters.com/images/pic/GBEU/FP1334~I-Simpson-Posters.jpg

                            Critiche sul declino della qualità della serie

                            Per anni i critici hanno lodato lo show per il suo spirito, il realismo e l’intelligenza dei testi.[10] Nell’ultima parte degli anni Novanta, però, lo show iniziò a cambiare a tal punto che i critici lo definirono come “stancante”.[53][54][55] Nel 2003 dopo la celebrazione del 300° episodio, USA Today pubblicò una lista degi episodi preferiti dai fan[56] e dagli sceneggiatori[57] de I Simpson: nella prima lista, l’episodio più recente era addiritura del 1997, “La fobia di Homer”, mentre nella seconda, era l’episodio “Dietro la risata” del 2000. Anche all’interno del cast di doppiatori ci furono dei malumori: Harry Shearer, doppiatore di personaggi come Montgomery Burns, Waylon Smithers e Ned Flanders, dichiarò di ritenere “le ultime tre stagioni tra le peggiori”.[58]Nonostante le critiche, I Simpson hanno continuato ad andare avanti alla ricerca di nuovi fan anche con un vertiginoso calo di ascolti (se la prima serie vantava più di 13 milioni di spettatori per episodio,[13] la diciassettesima serie ha avuto una media di quasi 9 milioni di spettatori[59]). Nell’aprile del 2006, Matt Groening rispondendo alle critiche disse: “Onestamente non vedo una fine in vista. Penso che è probabile che lo show, dal punto di vista finanziario, sia complesso” (in merito soprattutto al continuo cambio dei produttori), “ma giusto ora lo show è creativo più di quanto lo sia mai stato. L’animazione è incredibilmente dettagliata e fantasiosa, e ci sono storie che raccontano cose che non avevamo mai fatto prima. Quindi per la creatività non c’è ragione di chiudere lo show”.[60] I fan iniziarono a disilludersi, interpretando il nuovo tono umoristico dello show come decadente.

                            Impatto culturale

                            Influenza sulla tv

                            Negli Stati Uniti I Simpson furono la prima serie animata ad essere programmata in prima serata dai tempi dei Flintstones. Questo perché durante gli anni ottanta si pensava che i cartoni fossero esclusivamente destinati ad un pubblico di bambini. Per giunta, era troppo costoso produrre cartoni dalla qualità sufficientemente alta per la prima serata. I Simpson cambiarono questa percezione.[61] L’uso degli studi di animazione coreani abbassò notevolmente i costi di produzione. Questo fatto portò al boom di serie animate da prima serata a partire da metà anni novanta come South Park, Futurama, King of the Hill e I Griffin.[61]I Simpson ebbero una forte influenza anche su telefilm e sitcom. I creatori di serie come Malcolm[5] e The Office[62] hanno ammesso il loro “debito” con lo show.

                            Influenza sul linguaggio

                            Molti neologismi coniati ne I Simpson sono divenuti particolarmente popolari.[63] La più famosa è l’esclamazione di Homer: «D’oh!», tanto popolare da essere stata inserita nell’Oxford English Dictionary, ma senza l’apostrofo.[64]Questa esclamazione non è stata ideata ne I Simpson, ma proviene da un copione del 1945 appartenente all’emittente BBC Radio nel quale era scritta la parola “dooh”. Dan Castellaneta, doppiatore di Homer Simpson nella versione USA, ha detto di aver preso in prestito la parola da James Finlayson, un attore dei primi film di Stanlio & Ollio, che la pronunciava più lentamente e con un tono più piagnucoloso.[65] Il regista de I Simpson chiese successivamente a Castellaneta di accorciare la pronuncia, e il risultato fu la conosciutissima esclamazione.[65]Anche altre espressioni sono divenute popolari: «Eccellente» pronunciata da Charles Montgomery Burns; il trionfante «Woohoo!» di Homer e il derisorio «Ha-ha!» di Nelson Muntz. La sbeffeggiante definizione dei francesi data dal giardiniere Willie di «arrendevoli scimmie mangia-formaggio»[66] è stata usata dal settimanale statunitense di stampo conservatoreNational Review quando, nel 2003, la Francia si oppose alla guerra in Iraq. Questa frase fu poi ripresa da altre testate.[67]“Cromolento” (“Cromulent”, in originale), una parola usata in “Lisa l’iconoclasta” è da allora apparsa nel “Webster’s New Millennium Dictionary of English”.[68] “Kwyjibo”, una parola inventata da Bart durante una partita a ScrabbleBart, il genio“, è uno dei nomi con cui è identificato il creatore del worm “Melissa”.[69] «Do il benvenuto ai nostri insetti signori supremi» (in originale «I, for one, welcome our new insect overlords»), frase pronunciata da Kent Brockman in “Homer nello spazio profondo” è stata usata più volte dai media Usa, come il magazine New Scientist.[70], per esprimere scherzosamente la più totale sottomissione a qualcuno[71] nell’episodio ”

                            La Buzz-Cola, messa in commercio in America come parte della promozione per l'uscita del film.

                            La Buzz-Cola, messa in commercio in America come parte della promozione per l’uscita del film.

                            Merchandise

                            Il merchandising legato alla serie ha raggiunto un giro di affari di diversi miliardi di dollari.[18] I membri della famiglia e diversi personaggi secondari sono stati riprodotti in t-shirts, poster, pupazzi. La serie ha ispirato nuovi giochi (come il gioco di carte The Simpsons Trading Card Game)[72] o edizioni speciali di giochi da tavolo, come Monopoli, Cluedo e Scrabble.[73]Inoltre, fin dal 1990 sono state vendute anche diverse collezioni di action figure raffiguranti i principali personaggi della serie, spesso corredate da degli accessori. Per esempio, Bart è dotato della sua caratteristica fionda, mentre Homer è venduto insieme alla riproduzione di una ciambella.[74]Negli Usa, in occasione dell’uscita del film, la catena di negozi alimentari “7-Eleven” ha trasformato 12 propri negozi in Jet Market, in cui venivano venduti alcuni dei prodotti ideati nella serie (i cereali “Krusty-O”, la “Buzz-Cola”, e gli “Slurp”).[75]

                            Videogiochi

                            Le avventure dei Simpson sono state adattate in diversi videogiochi. Fra i primi usciti, vi sono l’arcade The Simpsons e The Simpsons: Bart vs. the Space Mutants, pubblicati rispettivamente dalla Konami e dalla Acclaim Entertainment nel 1991. Più recentemente, sono usciti The Simpsons Road Rage (2001), The Simpsons Hit & Run (2003) e I Simpson – Il videogioco
                            Un Commento leave one →
                            1. ninanutti^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ permalink
                              16 maggio 2009 12:17 PM

                              ma quanto ci si mette a leggerlo???????????????????????????e soprattutto, quanto ci si mette a scriverlo?????????????????????????? cmq bel sito

                            Rispondi

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