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Rock and roll


Rock Band da un Comics di Spiderman

Rock Band da un Comics di Spiderman disegno di Mark Bagley

Rock and roll
Origini stilistiche Blues (specialmente Jump blues e Chicago blues)
Country
R&B
Origini culturali Stati Uniti, fine anni quaranta
Strumenti tipici Voce
Chitarra
Basso (contrabbasso nel rockabilly)
Batteria
Popolarità Il genere, nella sue forme iniziali, ebbe successo soprattutto negli anni cinquanta. La sua popolarità è proseguita negli anni successivi, in concomitanza con evoluzione e diversificazione in stili differenti.
Sottogeneri
Generi derivati
RockabillySurfGarage rockFrat rockFolk rockMerseybeatBritish InvasionBlues rockPub rockPop rockGlam rockPunkPsychedelic rockProgressive rockHard rockHeavy metalGlam metalGrungeEtno-rock
Generi correlati
Scene regionali
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Il rock and roll (scritto anche rock’n’roll oppure R&R, o più semplicemente Rock) è un genere musicale nato negli Stati Uniti negli anni cinquanta e in seguito diffusosi rapidamente in tutto il mondo. Letteralmente “rock and roll” può essere tradotto con “scuoti e rotola”; il rock’n’roll nacque infatti innanzitutto come “musica da ballare”, con uno stile specifico di danza derivata dal boogie-woogie, ballo di origine afro-americana molto diffuso nell’immediato dopoguerra. Il termine rock è in molti casi indicato come sinonimo della parola rock & roll, tuttavia spesso si usa quest’ultimo per indicare principalmente gli stili di rock meno recenti, sviluppati più o meno dalle sue origini fino agli anni 80. Al contrario il termine rock può indicare più frequentemente generi più recenti e con elementi moderni e al di fuori del rock & roll nelle sue forme classiche. Si può riconoscere anche come diversi esponenti di stili di rock più recenti e più lontani dal primo rock, come heavy metal, grunge, alternative rock ecc, si definiscano in ogni caso come rock & roll. Infine quindi non esiste una vera distinzione tra i due termini e si suppone che la parola rock sia nata in origine come semplice abbreviativo di rock & roll, e che solo col tempo abbia assunto per molti un altro significato.

James Dean

James Dean icona degli anni Cinquanta

Al rock’n’roll si possono ricondurre una grande quantità di generi derivati, oggi spesso indicati complessivamente con l’espressione abbreviata rock. In particolare, l’espressione “rock” viene usata soprattutto per indicare gli sviluppi del genere avvenuti a cavallo fra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta, molti dei quali utilizzavano sonorità più aggressive; in questo contesto, la parola “rock” iniziò a essere implicitamente letta anche col significato di “roccia”, in espressioni come “hard rock” (“rock duro”, “roccia dura”, “duro come roccia”). Quando “rock” e “rock’n’roll” non si considerano sinonimi, la seconda espressione viene generalmente intesa come indicativa della forma originaria di questo genere di musica, rappresentata dagli artisti che la svilupparono negli anni cinquanta e anni sessanta.

La formazione classica di una band di rock’n’roll comprende storicamente: la voce (spesso anche con armonizzazioni vocali o cori), una o due chitarre elettriche (spesso una dedicata alla ritmica e una alla solistica) e una decisa sezione ritmica (basso e batteria). In questo quartetto base si inseriscono spesso altri strumenti (pianoforte e sassofono sono molto comuni).

The Beatles, la più grande rockn roll band visti dalla Marvel Comics

The Beatles, la più grande rock'n roll band visti dalla Marvel Comics

Precursori e origini

Il rock and roll si affermò come un genere musicale negli Stati Uniti negli anni cinquanta, anche se elementi di rock and roll si ritrovano nelle registrazioni di rhythm and blues fin dagli anni venti. Il primo rock and roll metteva insieme elementi di blues, boogie-woogie, jazz e rhythm and blues, con influenze anche della musica folk, del gospel, e del country and western. Secondo molti, i veri inventori del rock furono Chuck Berry e Bo Diddley.

Chuck Berry

Chuck Berry

Origine del termine rock and roll

Rocking era un termine utilizzato dai cantanti gospel nel Sud degli USA per indicare qualcosa di simile all’estasiblues Roy Brown la usò con un significato ironico nella sua canzone “Good Rocking Tonight” (rifatta l’anno dopo da Wynonie Harris in una versione ancora più scatenata), in cui la parola era apparentemente riferita al ballo, ma era in effetti una neanche tanto nascosta allusione al sesso. Questi doppi sensi non erano nuovi nella musica blues ma era la prima volta che si sentivano alla radio. Dopo il successo di Good Rocking Tonight, altri cantanti di rhythm and blues hanno usato titoli simili durante la seconda metà degli anni quaranta, compresa una canzone intitolata proprio “Rock and Roll”, registrata da Wild Bill Moore nel 1949. Queste canzoni erano riservate a un pubblico afroamericano (race music era il nome che veniva usato nell’industria discografica) e non erano conosciute dal grande pubblico bianco. Nel 1951 il dj Alan Freed di Cleveland in Ohio iniziò a suonare questo tipo di musica per il pubblico bianco, e generalmente si attribuisce a lui l’espressione rock and roll per descrivere la musica che trasmetteva. Il termine, con le sue allusioni al ballo, al sesso e al suono della musica, fece breccia anche tra chi non ne coglieva tutti i significati.

Good Rocking Tonight

Good Rocking Tonight

Prima registrazione di rock and roll

Secondo lo storico della musica Peter Guralnick, la prima registrazione di rock and roll fu “Rocket 88“, di Jackie Brenston and his Delta Cats (scritta dal diciannovenne Ike Turner) e registrata da Sam Phillips per l’etichetta Sun Records nel 1951. Altre registrazioni dello stesso periodo si contendono il primato. Altri hanno considerato titoli di maggior successo presso il pubblico bianco, come “Bo Diddley”/”I’m A Man” di Bo Diddley, “Maybellene” di Chuck Berry o “Rock Around The Clock” di Bill Haley and His Comets. Altri sottolineano che artisti come Fats Domino, già nel 1949, incidevano canzoni blues indistinguibili da quello che successivamente sarebbe stato chiamato rock’n’roll. D’altra parte queste canzoni si rifacevano a temi, accordi e ritmi che risalivano a decenni prima. Il motivo principale per cui stabilire l’origine del rock and roll è una scelta così controversa è che, se si limita l’analisi al puro punto di vista musicale, alcuni brani di autori di colore possono essere indicati come rock’n’roll indifferentemente prima o dopo l’origine ufficiale di questo termine. Per una vera definizione di rock’n’roll va considerato l’ingresso dei “bianchi”, come fruitori o come autori. Per questo motivo Chuck Berry è così importante, ad esempio; il suo sforzo nella dizione e la sua attitudine a raccontare storie attraverso le canzoni lo rendono gradito anche al pubblico bianco. Soprattutto, in quest’ottica, è inevitabile considerare importante Elvis Presley. Anche se le sue prime registrazioni risalgono solo al 1954, è nella sua figura che la componente del rock’n’roll, fatta di musica blues, gospel, country ma anche di allusioni sessuali e attitudine al ballo scatenato, ma soprattutto di “bianco” e di “nero”, si manifesta pienamente.

Elvis Vs Capitan Marvel

Elvis and Capitan Marvel Jr

Il rock’n’roll delle origini (anni cinquanta e primi anni sessanta)

Il rock americano degli anni sessanta

Negli anni cinquanta l’America e la sua “nuova generazione” cercavano nuovi modi di esprimersi e di intendere il rock and roll. La musica surf era ormai stata influenzata dall’avvento di Elvis e verso la fine degli anni cinquanta il pubblico era aperto a nuove mode e nuove tendenze. Sicuramente nell’underground americano iniziavano a sentirsi le prime chitarre distorte e i primi “urlatori” del rock and roll; i Rolling Stones avevano dato una grande svolta alla musica già con i primi dischi, ponendo in risalto le chitarre e la batteria incalzante, con ritmi semplici ma incisivi, unendo blues e puro rock garage; tutto appariva incredibilmente giovane e fresco, tanto che già nel 1965 centinaia di gruppi seguivano le orme degli Stones. Chi puntava alle melodie strizzando l’occhio anche ai più sperimentali Beatles che esploravano tra pezzi lenti e canzoni allucinogene le nuove possibilità della musica rock, chi invece ricercava soltanto il rock crudo e veloce ponendo la voce da “bambino arrabbiato” come alternativa all’ormai superato Elvis che nella metà degli anni sessanta era ormai apprezzato soltanto dalla vecchia generazione e da qualche irriducibile fan.

La "linguaccia" di Mike Jagger icona del Rock americano

Il fenomeno Stones e Beatles si estese trovando l’apice nel 1966 quando innumerevoli gruppi, ognuno con caratteristiche proprie, portavano alla luce tutti i sentimenti di ribellione che erano nell’aria in quei tempi in America. Nacquero generi come il garage (che unisce elementi di musica punk inglese), il freakbeat, di indubbia influenza Beatles, ma il tutto appariva incredibilmente nuovo.
A questo si aggiunse Hendrix, uno dei più grandi chitarristi della storia, il quale apportò una buona dose di psichedelia (originaria in realtà della Gran Bretagna con gruppi come i The Beatles, e successivamente i Pink Floyd e i Soft Machine) con un autentico virtuosismo musicale. Il successo del festival di Woodstock, nell’estate del 1969, fu la consacrazione della nuova cultura giovanile: mezzo milione di persone si riunì per tre giorni, ritrovandosi a condividere, grazie a un grandioso concerto, passioni politiche, gioie e problemi nel segno del folk di Joan Baez e Bob Dylan, ma anche e soprattutto della nuova musica rock.

Anche nei comics le ragazze sognavono i Fab Fours

Anche nei comics le ragazze sognavano i Fab Four's

Nell’underground americano nacquero alcuni tra i più grandi esponenti del rock, come Captain Beefheart, Frank Zappa e Tim Buckley. Definibili come “i tre freak” dato il loro modo di fare, modificarono il rock fino a renderlo una musica universale: Captain Beefheart (un ottimo cantante rock), soprattutto nel suo capolavoro Trout Mask Replica, non teneva conto dell’armonia e delle regole convenzionali che caratterizzavano allora la musica, tanto che alcuni suoi brani erano privi di un ritmo definito, altri chiaramente stonati, e la sua voce veniva utilizzata in maniera grottesca; Frank Zappa miscelò tutti i generi musicali inventati nel XX secolo: jazz, rock, blues, elettronica, il tutto influenzato a volte dal suo amico, nonché rivale, Captain Beefheart. Tim Buckley, uno fra i più apprezzati cantanti rock mai esistiti, con la sua voce dal timbro caratteristico, diede del rock una sua versione cerebrale e malinconica. Captain Beefheart fu il primo musicista che compose alcune opere giudicate come capolavori (Trout Mask Replica, Safe As Milk, Mirror Man) senza essere un intellettuale, tanto che spesso oggi rimane incompreso, così come Tim Buckley. Oggi nessuno dei tre è più attivo musicalmente: Captain Beefheart si è ritirato dalle scene musicali nella metà degli anni ottanta dedicandosi alla pittura (divenendo uno dei più grandi pittori dell’arte contemporanea), Frank Zappa morì di cancro nel 1993 e Tim Buckley morì di overdose negli anni settanta, lasciando al mondo un figlio che non conobbe mai, Jeff Buckley.

Frank Zappa and The Mothers of Invention

Tra gli “intellettuali” del rock si possono annoverare i Velvet Underground. Lou Reed, autore dei testi, chitarrista e cantante, John Cale, violista e bassista, Sterling Morrison, chitarrista, e Maureen “Moe” Tucker, geniale donna batterista, formarono questa band che cambiò radicalmente la definizione di rock. Autori di soli 4 album, i Velvet Underground scrissero due pietre miliari del rock, The Velvet Underground & Nico e White Light/White Heat. Dopo questi due album Lou Reed cacciò dalla band John Cale accusandolo di accanito sperimentalismo (Heroin ne è un esempio, con assolo caotico, rumoroso, paranoico, dissonante di viola elettrica), e Cale venne sostituito con un organista meno “problematico”. I Velvet Underground si sciolsero nella prima metà degli anni settanta; si riformarono negli anni novanta in occasione di alcuni concerti dal vivo, ma dopo la morte del chitarrista Sterling Morrison si sciolsero definitivamente.

Andy Warhol firma la copertina de primo LP dei Velvet Underground

Andy Warhol firma la copertina del primo LP dei Velvet Underground

Da non trascurare i Doors, storico gruppo rock californiano autore di indimenticabili melodie e testi interessanti anche da un punto di vista letterario e poetico, grazie al genio di Jim Morrison, voce del gruppo. Da ascoltare l’esordio omonimo,il successivo “Strange Days”,”Waiting For The Sun”,senza perdere l’album della rinascita, dopo un “The soft parade” non tanto apprezzato dalla critica, “Morrison Hotel”, che contiene la stupenda “Roadhouse blues”.Indimenticabile l’ultimo lavoro in studio di registrazione della band,che prende il nome “L.A. Woman”,l’ultimo omaggio poetico e triste di Jim Morrison,alla città di Los Angeles.

Jim Morrison in un dipinto di Sam Bernett

Jim Morrison in un dipinto di Sam Bernett

Una menzione particolare, se non altro per l’estrema longevità, merita un gruppo dell’Illinois attivo dal 1967, i REO Speedwagon, la cui melodia – a giudizio di molti critici – si ritiene esser diretta antesignana del Pop Rock.

REO Speedwagon logo

REO Speedwagon logo

La “British Invasion” e il rock inglese degli anni sessanta

Il rock and roll americano ebbe un grosso impatto in tutto il mondo, ma probabilmente le influenze maggiori si fecero sentire nel Regno Unito. Innumerevoli giovani inglesi ascoltavano il rythm and blues e i pionieri del rock, iniziando a formare i loro gruppi. La Gran Bretagna divenne velocemente un nuovo centro del rock and roll, portando al fenomeno detto British Invasion (Invasione britannica in italiano) dal 1958 al 1969.

Già nei primi anni sessanta, i gruppi inglesi dominavano la scena rock’n’roll mondiale. Iniziarono registrando nuove versioni di canzoni di origine statunitense, poi continuarono con composizioni originali. Primi fra tutte le band inglesi, i Beatles la band più ammirata, celebre e discussa della storia della musica contemporanea, i quali spopolarono anche negli Stati Uniti e nel mondo intero (fenomeno detto della “Beatlemania“).

Pur non essendo la prima band inglese a sbarcare in America, i Beatles aprirono la strada all’Invasione con la loro prima visita negli Stati Uniti nel 1964 (con la storica apparizione alla trasmissione televisiva Ed Sullivan Show). Mentre la Beatlemania dilagava, si affermarono altri gruppi come i Rolling Stones, i Moody Blues, gli Animals e gli Yardbirds.

Yardbirds in un poster di chiaro stampo psichedelico anni 70

Yardbirds in un poster di chiaro stampo psichedelico anni 70

Tra gli altri gruppi inglesi di grande successo negli anni sessanta si ricordano i Kinks, gli Small Faces e i The Who.

Gli anni settanta

Gli anni settanta si aprirono con una serie di morti eccellenti che, loro malgrado, costituirono un discrimine fra il rock degli anni sessanta e quello degli anni settanta (Jimi Hendrix morto a Londra nel settembre del 1970; Janis Joplin morta a Los Angeles nell’ottobre del 1970; Jim Morrison dei Doors morto a Parigi il 3 luglio dell’anno successivo).

 Jimi Hendrix visto dal fumettista e iilustratore Bill Sienkiewicz

Jimi Hendrix visto dal fumettista e illustratore Bill Sienkiewicz

La serie dei lutti era già iniziata nel 1969 con la scomparsa del chitarrista e fondatore dei Rolling Stones, Brian Jones.
Queste morti furono dovute all’abuso di sostanze come l’alcool, i barbiturici e le droghe pesanti (eroina e cocaina).
Gli anni settanta del rock sono caratterizzati dall’inserimento di nuovi strumenti musicali che arricchiscono questo genere di nuove sonorità.
Intanto ci fu una grande proliferazione delle sezioni ritmiche, l’esempio più classico di questa evoluzione è il gruppo californiano dei Santana, fondato dal chitarrista messicano Carlos Santana, in particolare per l’introduzione di ritmi latinoamericani e la sezione delle percussioni di José “Chepito” Areas.

Copertina del CD Shaman del chitarrista Carlos Santana

Copertina del CD "Shaman" del chitarrista Carlos Santana

Hard Rock

Slash il chitarrista dei Guns Roses

Slash il chitarrista dei Guns Roses

Anche in Inghilterra la sezione ritmica diventò basilare per alcuni nuovi gruppi e anche molti che provenivano dagli anni sessanta come Cream e soprattutto Colosseum, King Crimson e Vanilla Fudge.

L’evoluzione di questa parte del rock si trasfuse nei gruppi del cosiddetto Hard Rock come ad esempio Led Zeppelin, Aerosmith, AC/DC, Black Sabbath, Rainbow, Sweet, Queen, Thin Lizzy, Status Quo, Styx, Meat Loaf, Scorpions, T-Rex, Guns N’ Roses, Slade, Uriah Heep, Deep Purple, MSG, UFO, Kiss, Whitesnake, Rush, Hanoi Rocks, Sammy Hagar.

Rock psichedelico

Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band

Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band

Con la nascita della psichedelia una grossa fetta del rock attinse alle nuove ricerche dello scrittore e psicologo Timothy Leary sugli effetti artistici dell’assunzione di nuove droghe naturali come il peyote o sintetizzate in laboratorio come l’LSD.
Il movimento nacque negli Stati Uniti ma il successo commerciale del genere venne sigillato dai Beatles nel 1967Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e taluni nelle iniziali della canzone Lucy in the Sky with Diamonds hanno creduto di leggere la sigla LSD.
Nella West Coast californiana un certo giro di gruppi legati al movimento hippie si avvicinarono e spesso si fusero con il country e nacque il country rock che prese una strada diversa dal resto del rock.
L’emergenza della guerra del Vietnam portò gruppi e cantanti americani ad un atteggiamento più politicizzato rispetto agli inglesi, forse anche per i rapporti con i rappresentanti della Beat generation stanziatisi ormai da anni a San Francisco.

Il rock inglese degli anni settanta

Il Rock progressivo

The Wall Poster ispirato a lUrlo di Munch

The Wall Poster ispirato a "l'Urlo" di Munch

Nel frattempo a Londra si affacciarono personaggi come Arthur Brown, Pink Floyd e Soft Machine che cominciarono ad introdurre nella musica rock nuove atmosfere e musicisti pronti a spaziare in melodie musicalmente più complesse rispetto a quelle del rock primitivo che basava la sua musica sullo schema voce-chitarra-basso elettrico e batteria.

L’introduzione delle tastiere ebbe un ruolo fondamentale in questo cambiamento di rotta, anche se il rock duro Led Zeppelin. In quegli anni la musica, almeno in Gran Bretagna, prese una strada che sconvolse il modo di fare rock.

Il tastierista Keith Emerson, del gruppo dei Nice, esibì un modo nuovo di usare gli strumenti classici come il pianoforte mischiando sonorità rock con quelle del ragtime, il jazz e anche la musica classica (famosa in questo senso la versione del Blue rondò a la turk di Dave Brubeck). Il tastierista degli Yes, Rick Wakeman, introdusse invece certi barocchismi che il rock non aveva ancora mai sperimentato.

Una delle celebri copertine degli Yes

Una delle celebri copertine di Roger Dean per gli Yes

Tutti gli anni settanta furono un periodo di contaminazione musicale in cui i generi più disparati si fusero con il rock come avevano anticipato i Beatles: il country, la classica, il jazz, il blues, il folk etc. Alla base di questa rivoluzione fu coinvolta anche la tecnologia che nel frattempo aveva introdotto nella musica strumenti come il sintetizzatore, il moog, il mellotron e altri che ebbero una grossa influenza sui tastieristi e aprirono la stagione del progressive.

Anche la maggior parte dei musicisti ormai provenivano dai conservatori, le melodie e le strutture delle canzoni si stavano raffinando pescando fra la cultura musicale inserimenti molto più arditi di strumenti quali: il flauto, i diversi tipi di sassofono (sax tenore, sax soprano, sax contralto), il contrabbasso, il clarinetto e molti altri fiati, tastiere e percussioni. Fra i gruppi che si distinsero nel progressive vanno citati, oltre ai Pink Floyd, Yes, Jethro Tull e Soft Machine, i King Crimson, i Gentle Giant, i Traffic, i Van der Graaf Generator, gli UK, gli italiani Premiata Forneria Marconi e molti altri.

LP  della PFM Passpartù realizzata da Andrea Pazienza

LP della PFM Passpartù realizzata da Andrea Pazienza

Anche la parte vocale, prendendo spunto dai particolari coretti stile Beatles e utilizzando a volte in maniera molto originale l’intreccio armonico o voci nere (come quella di Mick Jagger o di Eric Burdon degli Animals), divenne nei nuovi gruppi inglesi una componente primaria della struttura dei vari brani musicali.

Nacquero grandi vocalist come Peter Hammill dei Van der Graaf, Jon Anderson degli Yes, Steve Windwood dei Traffic e Greg Lake prima cantante-bassista dei King Crimson poi passato nel supergruppo degli Emerson, Lake & Palmer.

Un discorso a parte meritano i Genesis e i Jethro Tull sia per la particolarità della loro musica e sia per l’importanza che hanno avuto nella crescita del rock inglese e non solo.

Con i Genesis, per la prima volta, si assiste all’entrata in scena di scenografie complesse e visionarie, con tanto di cambi di complicati costumi.

Con l’inserimento di una voce come quella di Peter Gabriel e delle tastiere di Tony Banks la musica di questo gruppo diventa un grosso punto di riferimento del progressive inglese (anche se in Inghilterra furono “capiti” e apprezzati soltanto in un secondo tempo rispetto al resto d’Europa).

I primi quattro album rispecchiano totalmente lo spirito fiabesco e visionario di questo gruppo. Nel 1974 con The Lamb Lies Down on Broadway i Genesis puntano al capolavoro, ma dopo l’uscita di questo doppio disco che non ebbe il successo sperato, il gruppo comincia a sgretolarsi. Con l’uscita di Peter Gabriel, il gruppo subisce una pesante perdita, riparata però dal nuovo cantante Phil Collins, già batterista del gruppo sin dal terzo album.

Nursery Cryme

L'album dei Genesis "Nursery Cryme" realizzata da Paul Whitehead.

I Jethro Tull seguivano il carisma particolare del flautista-cantante Ian Anderson che, utilizzando testi di un certo spessore poetico e culturale, con riferimenti complessi ma al tempo stesso geniali e accattivanti, inserì a tutti gli effetti il flauto nella musica rock, suonato alla maniera jazz come ad esempio nel brano Locomotive Breath o alla maniera classica come in Bourèe, una variazione/invenzione sul movimento di una suite di Johann Sebastian Bach.

Il glam rock

David Bowie visto da Antonella Bensi

David Bowie visto da Antonella Bensi

Un discorso a parte merita il cosiddetto glam rock le cui figure più famose sono Kiss, David Bowie Il Duca Bianco) e il gruppo dei Roxy Music in cui il trasformismo di Bowie ed il dandysmo di Bryan Ferry, il cantante dei Roxy Music, sviluppano nuove contaminazioni con la letteratura dei poeti maledetti e con la musica classica contemporanea, in particolare Karlheinz Stockhausen, che avrà un ascendente molto forte sul tastierista dei Roxy Music, Brian Eno, uno dei musicisti (anzi non-musicista come ama definirsi) più preparati e geniali dell’intera storia del rock.
David Bowie proviene dalla scuola teatrale di mimo di Lindsay Kemp ed inserisce i suoi costumi impensabili e le scenografie psichedeliche nella struttura della sua musica.

Kiss dal Glam ai Comics

Kiss dal Glam ai Comics

Nell’ambito della sua produzione discografia che ha coperto l’intero decennio, va citato un momento particolare: il cosiddetto periodo “berlinese”, quando Bowie collaborò con Brian Eno in tre album: Low, “Heroes”1977 e Lodger del 1979 tre piccoli capolavori di glam ed elettronico insieme.
Si ricordano come esponenti del glam rock anche i Queen del periodo che va dal loro esordio all’album The Game (escluso quest’ultimo); in particolare il frontman Freddie Mercury incarnava praticamente tutti i principi del dandysmo. Ma altri gruppi altrettanto importanti che caratterizzarono la scena furono Slade, Mud, Gary Glitter, Sweet, Mott the Hoople, Alice Cooper o New York Dolls.

Una singolare Cover per lalbum dei Mott the Hoople

Una singolare Cover per l'album dei Mott the Hoople

Tubular Bells: una sinfonia rock

Tubular Bells

Tubular Bells

Un caso a parte fu quello della nascita di Tubular Bells di Mike Oldfield un disco fuori dagli schemi della tradizione del rock britannico.
L’album di Mike Oldfield era strutturato come un unico brano musicale ma, dato che si trattava di un insieme di nastri preregistrati dove ogni strumento era suonato dall’autore, una volta assemblati insieme i nastri, Tubular Bells divenne una specie di sinfonia rock.
Tubular Bells fu anche il disco che inaugurò la Virgin Records, una casa discografica che opponeva alle grandi major una produzione di musica rock sperimentale altrimenti sconosciuta.
La scelta fu felice, Tubular Bells scalò immediatamente le classifiche europee e americane e fu usato anche per la colonna sonora di uno dei film del terrore più famosi del periodo: L’esorcista.

L’arrivo del punk rock

Stufi del rock “intellettuale”, come poteva essere definito il rock progressive, una nuova corrente sconvolse il discorso musicale dalla seconda metà degli anni 70: il Punk.

I primi gruppi oggi riconosciuti con tale etichetta nacquero a New York, tuttavia essi non si identificavano in un genere ben preciso, rivendicando comunque l’appartenenza alla cosiddetta Blank Generation. Fu in questo periodo che i media americani iniziarono ad utilizzare termini come punk, apertamente rifiutato da artisti e fan soprattutto per la sua accezione dispregiativa, e New Wave. Solo in seguito questi due termini assunsero una vita propria e distinsero due epoche differenti. Teorico del punk fu il poeta, scrittore, attore, giornalista e musicista Richard Hell. I Sex Pistols e i The Clash furono i primi gruppi “punk” per definizione a livello di moda globale (pur questo non limitando il valore della loro musica).

Sex Pistols

Sex Pistols

I primi in particolare furono in gran parte plasmati dalla mente del manager Malcom McLaren (affascinato dagli articoli e dal modo di vestirsi di Richard Hell nei suoi soggiorni newyorkesi) e dalla oggi nota stilista Vivienne Westwood, ma indubbiamente trainati dalla grande personalità del cantante Johnny Rotten (in seguito fondatore dei PIL). Per questo motivo i Sex Pistols sono stati ironicamente definiti “la grande truffa del rock & roll” La situazione di malcontento e di tumulto durante la crisi del governo tacheriano in Gran Bretagna fecero si che il movimento assumesse una forma più massificata rispetto agli USA. L’avvento del punk decretò definitivamente la fine del rock progressive e la fine di quel decennio di sperimentazione e contaminazione: abbandonati i violini, i flauti, i fiati, i sitar, le tastiere, gli organi elettrici, si ritornò alla formazione “originaria” del rock&roll: Chitarra,Basso e Batteria. Dal punto di vista strutturale e armonico delle composizioni, i brani tornarono ad essere di due, tre, massimo quattro minuti, così da poter essere trasmessi per radio, armonicamente più “orecchiabili” e “lineari”, e composti dall’alternarsi di strofe e ritornello. L’ondata di ribellismo dei primi anni punk è testimoniata dall’album Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols dei Sex Pistols e il primo disco dei Clash.

I Clash fanno una apparizione in "Sandman" di Neil Gaiman

I Jam, gli Stranglers, Eddie and the Hot Roads, The Damned furono alcuni fra i gruppi punk più radicali.
Il punk inglese cavalcò il diffuso malcontento delle nuove generazioni e un certo anarchismo selvaggio che si ritrova nei pezzi punk come in Anarchy in the U.K. e la versione corretta dai Sex Pistols dell’inno nazionaleGod Save the Queen, mentre nel primo album dei Clash si trovano titoli come White Riot, Police and Thieves e London’s burning
I Sex Pistols crearono molte controversie durante la loro breve carriera, attirando l’attenzione su di loro e mettendo spesso in secondo piano la musica. I loro show e i loro tour erano ripetutamente ostacolati dalle autorità, e le loro apparizioni pubbliche spesso finivano disastrosamente.
I Clash erano famosi per la loro varietà musicale (nel loro repertorio trovano posto reggae, dub, rap, rockabilly e altri generi), per la sofisticatezza lirica e politica che li distingueva dalla maggior parte dei loro colleghi appartenenti al movimento punk e per le loro esibizioni dal vivo particolarmente intense. I Clash con il loro album London Calling marcarono per sempre la storia del rock.
Sempre alla fine degli anni 70′, sualla scia del punk inglese dei Sex Pistols e dei Clash, si formarono i Police, che diedero vita ad un nuovo sound soprannominato reggae n’ roll, ad evidenziare la particolare inclinazione verso il lato reggae del punk, tra le loro hit, Roxanne, Message in Bottle (contenuta in Reggatta De Blanc, considerato uno dei migliori dischi della storia del rock), Every Breath You Take. Forse per la prima volta in Gran Bretagna musica rock e politica si incontrarono, ma si persero velocemente di vista: erano iniziati gli anni ottanta e la filiazione di questo genere di Rock approdò alla New Wave.

Il rock americano degli anni settanta

New York e la costa atlantica

Se la California fu la patria d’elezione dei più famosi scrittori e poeti della Beat Generation, New York fu la città della Pop Art.
New York fu per lungo tempo dominata dalla figura di Andy Warhol e della sua corte di artisti fra i quali anche molti musicisti.
Lo stesso Warhol negli anni sessanta aveva promosso la nascita del gruppo rock dei Velvet Underground.
Dopo questa esperienza il cantante-compositore dei Velvet, Lou Reed si avvicinò al glam rock con l’aiuto dell’amico David Bowie che produsse i suoi primi album “inglesi”: Lou Reed (1972), Transformer (1972) e il crepuscolare Berlin (1973).
Nel 1974 con il disco dal vivo Rock N Roll Animal, Lou Reed riuscì nell’intento di sposare il glam con il rock dei Velvet Underground.
Continuò nella stessa strada con l’album, Sally can dance, sempre del 1974; l’anno dopo Lou Reed incise uno dei dischi più controversi del rock americano degli anni settanta: Metal Machine Music.
Questo disco triplo per taluni è stato giudicato come un grande bluff, altri invece hanno gridato al capolavoro. Sicuramente fu un’opera singolare nella quale il cantante abbandonò completamente il glam per tornare al rock metropolitano scardinandone però, in maniera estrema melodie e struttura, ma affiancandosi allo sperimentalismo alla ribalta della East coast di artisti come Philip Glass e Steve Reich.

Philip Glass

Philip Glass The Music of candyman

Un altro “protetto” di David Bowie, oltre Lou Reed, fu il cantante degli Stooges: Iggy Pop.
L’Iguana, come era stato soprannominato Iggy Pop, si differenziava da Lou Reed per una continuità di stile musicale ancora legato alla musica dura metropolitana e poco glam, anche se David Bowie lo trattò sempre come uno degli eredi della sua musica.
Trovatosi al centro della rivoluzione punk, in America rappresentata, più che altro, dal gruppo dei Ramones e, in seguito raffinata da altri gruppi come ad esempio i Television di Tom Verlaine, Iggy Pop cavalcò l’onda della nuova musica e, in un certo senso, riuscì ad uscirne indenne, così come non ne fu travolta Patti Smith che si adeguò alle nuove sonorità, aggiungendole alla propria, soprattutto nei primi due album, Horses e Radio Ethiopia e nel singolo Piss Factory che è di chiara impronta punk.

Iggy Pop visto da Enkeling

Iggy Pop visto da Enkeling

Il rock della West Coast

Il rock californiano, dopo l’apparizione dei Doors e la cantante texana, ma californiana d’elezione, Janis Joplin rock blues sviluppatosi più che altro nell’area di Los Angeles, si rivolse tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta all’area di San Francisco dove subì, invece, l’influenza del folk e il country preesistenti in tutta la regione dell’Ovest fino alle coste del Pacifico.

Questa commistione fra i generi dette vita ad un rock chiamato semplicemente West Coast.
Fra i gruppi west coast più rappresentativi ci furono i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, i Byrds, i Buffalo Springfield ed i Quick Messenger Service.
Fra i primi quattro gruppi ci fu molta collaborazione: spesso facevano jam session e collaborarono anche in molti album.
Questi gruppi si erano anche spartiti le influenze musicali; i Jefferson Airplane erano il gruppo più psichedelico
I Grateful Dead si rivolgevano, invece, ad una musica più acida, anche se ambedue i gruppi avevano lo stesso ceppo culturale che andavano dalla cultura hippie alla rivolta dell’Università di Berkeley.
I Quick Messenger Service, con due chitarre soliste che si avvicendavano continuamente, una via di mezzo fra i due gruppi sopraelencati. I Buffalo Springfield e i Byrds si erano invece rivolti alla fusione tra country e rock.

Grateful Dead in comics

Grateful Dead in comics

L’inizio degli anni sessanta vede la nascita, in California, del supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young.
(David Crosby aveva già militato nei Byrds, Stephen Stills, invece proveniva dai Buffalo Springfield come Neil Young mentre l’altro era l’inglese Graham Nash).
Inizialmente formato da Crosby, Stills & Nash ma, durante il Festival di Woodstock il trio diventa un quartetto con la presentazione sul palco del Festival del nuovo membro della formazione Neil Young.
Crosby era l’anima musicale, il suo disco da solista If I could only remember my name rivela le sue grandi capacità tecniche, ed è un esempio di partecipazione allargata sono ospiti Graham Nash, i Jefferson Airplane, Joni Mitchell (anche lei canadese approdata in California come Young) e molti altri protagonisti della west coast.
Stephen Stills rappresentava, insieme a Neil Young, il rock più duro, arrabbiato e spesso politicizzato (ne sono un esempio brani come Ohio di Young sugli studenti morti negli scontri all’università dello stato dell’Ohio) o anche Chicago di Nash sugli scontri tra i pacifisti e la polizia durante il Congresso del Partito Democratico), che fanno parte di una lista molto più lunga di altri pezzi di denuncia sociale come Southern Man o Alabama
Graham Nash, al contrario, da buon inglese, era il poeta sognante del disimpegno, le sue canzoni leziose furono molto apprezzate da Crosby insieme al quale inciderà un disco intitolato semplicemente Crosby & Nash.
Neil Young, considerato il menestrello delle pianure canadesi, con la sua grande personalità sarà l’unico del gruppo a continuare in una discreta carriera da solista, con nuovi album come Harvest, dopo lo scioglimento di Crosby, Stills, Nash & Young.

Un buon esempio delle diverse anime del gruppo è l’album doppio Four Way Street un live diviso in due parti distinte una elettrica l’altra acustica.
Il gruppo californiano più longevo che ha attraversato tutti gli anni settanta quasi integro è stato quello dei Jefferson Airplane.
I Jefferson Airplane erano un gruppo aperto ai più svariati contributi, nei loro dischi ci sono ospiti come Crosby, Stills o Jerry Garcia il chitarrista dei Grateful Dead.
Fecero proprie versioni di brani come Wooden Ships e Triad di Crosby.
La formazione base rimase pressoché invariata, Grace Slick la cui voce calda rimase sempre una delle caratteristiche dei Jefferson Airplane (anche quando si trasformarono in Jefferson Starship), il chitarrista-cantante Paul Kantner nonché marito di Grace Slick, che compose la maggior parte dei brani suonati dal gruppo, Jorma Kaukonen alla chitarra solista e Jack Casady al basso.
I componenti del gruppo avevano la libertà di intraprendere anche strade proprie infatti il chitarrista Jorma Kaukonen svela nell’album solista Quah tutte le sue doti di virtuoso della chitarra.
In seguito lo stesso Kaukonen, insieme al bassista Jack Casady, formarono un gruppo parallelo ai Jefferson, gli Hot Tuna che cercava di portare avanti la fusione tra west coast e country blues.

Hot Tuna - Yellow Fever

Hot Tuna - Yellow Fever

Col trascorrere degli anni settanta la musica trasognata, ma legata profondamente al rock, come quella di Jefferson Airplane e Grateful Dead e Quick Messenger Service, lasciò spazio a nuovi gruppi più legati al country; le atmosfere si rilassarono, e l’impegno politico e sociale scomparve.
Salirono alla ribalta della west coast veri e propri gruppi Pop Rock come i Journey (formatisi nel 1973), i Toto ed i Cheap Trick (costituiti entrambi nel 1976), o country come quello degli America o gruppi del country rockEagles, ma la musica West Coast nell’aspetto più genuino era scomparsa con la fine delle marce della pace.

Il Southern rock

Il Sud degli Stati Uniti è la culla di tutta la musica nazionale, poiché proprio qui sono nati tutti i generi più significativi della cultura musicale nazionale (blues, jazz, soul, rock and roll, country). Negli anni settanta una serie di giovani bands (38 Special ed altre) nate, appunto, nel Sud si rifece a tale tradizione, creando una forma ibrida che assommava tutte le influenze musicali della regione ma che, al contempo, era qualcosa di nuovo. Infatti, questi nuovi sudisti erano cresciuti con l’amore per il British blues e per la destabilizzante novità portata da artisti come Cream e Rolling Stones ai classici del blues, e certamente tale influenza si fece sentire, in particolare nel gusto con cui le Southern bands inscenavano lunghe improvvisazioni con l’ausilio di più strumenti rispetto all’ordinaria formazione rock (si pensi alle tre chitarre di Lynyrd Skynyrd, Molly Hatchet e Outlaws e alle due batterie di Allman Brothers Band e Charlie Daniels Band). Sebbene l’insieme degli idiomi musicali sudisti fungesse da trait d’union tra le proposte dei vari complessi, essi trovarono nondimeno il modo di differenziare la propria musica: la Allman Brothers Band creò un blues jammato e ritmico con ascendenze psichedeliche, i Lynyrd Skynyrd scelsero un suono “Stonesiano” reso più duro dalle tre chitarre, la Marshall Tucker Band offrì un elegante western swing misto a country, Charlie Daniels una miscela di rock e country, i Wet Willie un rhythm & blues di stampo Stax, i Molly Hatchet virarono decisamente verso territori hard rock. Il gruppo più importante del genere fu sicuramente la Allman Brothers Band, la prima che riuscì a coniugare hippismo e amore per la tradizione della propria terra, ma anche i Lynyrd Skynyrd divennero eroi nazionali, al punto che il momento più significativo del genere si concluse con la caduta dell’aereo della band, nel 1977, in cui morirono il cantante Ronnie Van Zant, il chitarrista Steve Gaines e altri.

Celebri le copertine dei Molly Hatchet realizzate da Frank Frazetta

Celebri le copertine dei Molly Hatchet realizzate da Frank Frazetta

Negli anni ottanta il genere fu contaminato dall’hard rock, ma sopravvisse con Molly Hatchet e Blackfoot, mentre una vera e propria ribalta ebbe negli anni novanta grazie a nuove band sudiste come Georgia Satellites e Black Crowes e a cantautori come Steve Earle e Tom Faulkner. Va detto che in passato (ma è stereotipo che permane tuttora) il genere è stato bollato come ultima retroguardia del reazionarismo politico tipico degli Stati del Sud (si citano a sostegno di tale tesi il ricorrente e trasversale uso della bandiera stars and bars della Confederazione; i modi da good ol’ boys, campagnoli retrogradi e conservatori, dei protagonisti; i testi di alcuni pezzi famosi, come “Sweet Home Alabama” dei Lynyrd Skynyrd -risposta al Neil Young progressista di “Southern Man”- e “The South’s Gonna Do It Again” di Charlie Daniels). Tale visione, se pure parzialmente corrispondente alla realtà, non può essere assolutamente generalizzata (si pensi, ad esempio, allo stile di vita comunitario e da hippie dei membri della Allman Brothers Band, a “The Ballad Of Curtis Loew” dei Lynyrd Skynyrd, a “Long-Haired Country Boy” e “Uneasy Rider” di Charlie Daniels). In realtà l’esperienza del Southern Rock, che appare naif ad uno sguardo d’insieme, esprime probabilmente al meglio possibile le contraddizioni che il Sud stava vivendo a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, stretto tra segregazionismo e istanze di rinnovamento sociale che investivano tutto il Paese, tra vecchio e nuovo, tra rednecks e hippies.

Un Poster annuncia il concerto degli Allman Brothers Band

Un poster annuncia il concerto degli Allman Brothers Band

Anomalie del rock americano

Un caso a parte che sfugge alle regole stilistiche del rock è quello del chitarrista-cantante-compositore Frank Zappa e del suo gruppo The Mothers of Invention.
Fin dalla sua prima apparizione nel 1966, sulla scena rock con l’album Freak Out! era apparso chiaro che l’inventiva di Zappa e la sua sperimentazione musicale andavano oltre ciò che fino a quel momento si era visto e sentito.
La sua ricerca musicale andava oltre i limiti della sperimentazione sia per struttura musicale che vocale.
Zappa non rimase un fenomeno di nicchia, come si potrebbe pensare, ma ebbe una numerosa schiera di fans sia in America che in Europa.
Zappa incantava il pubblico con le sue storie, alle volte naïf, più spesso satiriche e nichiliste
Frank Zappa aprì la strada in Europa a gruppi creativi come quello anglo-francese dei Gong.
Un altro musicista americano fuori dagli schemi fu Tim Buckley, anche se sono due gli album realmente definibili come “sperimentali” nella, sempre degna di nota, discografia di Buckley: Starsailor e Lorca.
Nel 1975 Tim Buckley andò ad aggiungersi alla, ormai lunga lista dei morti per overdose.

Tim Buckley - Lorca

Tim Buckley - Lorca

Kosmische Musik

“Oltre i Pink Floyd”, così si presentò il gruppo dei Tangerine Dream, tedeschi della cosiddetta Musica Cosmica Neu!, gruppo vicino al progressive britannico. I Tangerine Dream, il cui nome proveniva dalla strofa più nota e lisergica di Lucy in the Sky with Diamonds (…) with Tangerine Trees and Marmelade Skies (…) dei Beatles, immisero queste atmosfere nuove, fredde e cosmiche del tastierista Edgar Froese dal loro secondo disco Alpha Centauri del 1971 che li fece conoscere a livello europeo.

La parabola ascendente dei Tangerine Dream li portò, uno dei pochi gruppi non anglofoni, alla ribalta delle classifiche mondiali per tutti gli anni settanta. Partendo da Ummagumma, forse il disco più sperimentale dei Pink Floyd, i Tangerine Dream cercarono di superare in sperimentalismo il gruppo inglese, e per certi versi ci riuscirono, avvicinandosi a certi classici contemporanei come Stockhausen, Terry Riley e La Monte Young.

Sull’onda della notorietà dei Tangerine Dream nacquero altri gruppi tedeschi della Kosmische Musik come i Popol Vuh, il loro bellissimo In Den Garten Pharaos è del 1972 e furono fra i preferiti del regista Werner HerzogAguirre (1974) e Nosferatu (1978).

Sulle orme dei due precedenti il gruppo degli Ash Ra Tempel rappresenta la versione raffinata di questo tipo di rock elettronico, sia per i vari album incisi dall’omonimo Ash Ra Tempel (1971) all’avventura solistica di Klaus Schulze tastierista e leader del gruppo. La versione pop della musica cosmica tedesca è rappresentata invece dai Kraftwerk, molto più interessanti per il look che non per i pezzi, anche se elettronici di facile ascolto, che impose questo stile con l’album Autobahn del 1974.

Tangerine Dream Eletronic Meditetion

Tangerine Dream Electronic Meditation

Gli anni ottanta

Gli anni ottanta si differenziano in maniera considerevole dal passato, il rock raggiunge un’apoteosi negli anni settanta, per poi subire una involuzione che dura ancora oggi. Sintomatica è la frase di Sting al proposito: “il rock è morto“. Sono gli anni della nascita del canale televisivo musicale MTV, dell’edonismo diventato uno stile di vita, del predominio dell’immagine, delle capigliature cotonate, gellate e laccate, anni che vedono l’esplosione di altri fenomeni musicali come l’ hip hop ed il rap, oltre al dilagare della dance. Non sono più i tempi delle radio che promuovono la musica, superate da mirate trasmissioni televisive. Il rock è ancora in evoluzione, in trasformazione, i confini fra Pop e Rock e altri generi si assottigliano ancora di più, per questo per parlare di Rock è doveroso citare anche altri generi. Ricordiamo, infine, che l’album più venduto degli anni 80 è stato “Thriller” di Michael Jackson, mentre la classifica dei singoli vede come vincitori i Bon Jovi con Livin’ on a Prayer.

Il pop anni ottanta

In realtà il rock non muore negli anni ottanta come Sting profetizza, però la scena si diluisce, si fonde con e si orienta verso il pop. Il pop che non è più quello innovativo dei Beatles che sperimentavano aprendo la strada a vari generi del Rock, ma quello mistificato delle grandi multinazionali della musica (o major), alle quali non basta più scoprire nuovi talenti e lanciarli commercialmente, ma astutamente comincia a crearli, svilupparli e lanciarli sul mercato come fossero un qualunque prodotto commerciale. Rappresentativi di questo fenomeno sono gruppi quali i New kids on the Block o i Milli Vanilli, entrambi paradigmi di come si possa far fruttare commercialmente supposti talenti grazie ad una ben organizzata operazione di marketing. Ma la scena non è dominio esclusivo di queste operazioni, in questi anni emergono comunque molti gruppi o cantanti che, pur in parte indugiando a quelle che sono le regole del mercato discografico in materia di promozione dell’immagine sono comunque dotati di talento. I fronti sono ancora due, USA e Regno Unito, che producono rispettivamente fenomeni come Cher, Prince, Madonna, Michael Jackson e Wham!, Spandau Ballet, Duran Duran, Sting (dopo la fuoriuscita dai The Police).

Prince

L’heavy metal

La locuzione “Heavy”, riferita al rock, nacque a seguito di una canzone dei Queen, Stone Cold Crazy, contenuta nell’album Sheer Heart Attack. Questa canzone fece da spartiacque all’interno dell’ Heavy: vennero considerati “heavy rock” tutti quei gruppi precursori del genere, primi tra tutti i primi veri duri rockettari Rolling Stones. Si parlerà poi di Heavy metal invece a partire dai primi anni 70, con gruppi come Deep Purple, Led Zeppelin, Blue Öyster Cult o AC/DC, KISS e Black Sabbath. Citiamo anche Judas Priest che aggiungono un tocco sado-maso al genere, e ancora Scorpions, Helloween, Motörhead, Dio solo per citare alcuni tra i più famosi. Un altro importante esponente del genere, anche se si differenzia dalle suddette band per lo stile prettamente centrato sul virtuosismo chitarristico e su uno stile fortemente influenzato dalla musica classica è lo svedese Yngwie Malmsteen, a lui è attribuita normalmente la creazione del metal neoclassico. Non è facile tracciare dei confini netti per stabilire in quale momento storico l’hard rock abbia generato l’heavy metal; alcuni utilizzano anche l’espressione hard & heavy per riferirsi a un genere musicale intermedio, di transizione fra i due. Per molte fonti, un gruppo che si può considerare “fondatore” dell’heavy metal sono i Judas Priest, alla metà degli anni settanta. L’espressione “heavy metal” entrò nell’uso comune quindi negli anni 70, alcuni anni prima della cosiddetta New Wave of British Heavy Metal a cui appartengono per esempio Iron Maiden e Saxon.

Motörhead

Motörhead

Ma il sottogenere più popolare dell’heavy metal fu indubbiamente l’hair metal (o glam metal), ovvero quel genere derivato dal glam rock e hard rock, che connotava un look molto vistoso e sonorità per la maggiorparte più accessibili al grande pubblico, ed era in parte influenzato dall’AOR (acronimo per Album oriented rock). Gruppo di crocevia di questi genere furono gruppi come Van Halen, Motley Crue o Kiss. I temi erano incentrati principalmente sul sesso, i testi romantici trovano spazio anche nelle ballad, ma erano talvolta concentrati sul divertimento, sulla rivoluzione giovanile, la ribellione, sul sociale, sul bere, sulle droghe ecc. Nonostante ciò la scena vedeva la presenza di gruppi glam metal dalle sonorità notevolmente più dure; vanno annoverati i Mötley Crüe, Dokken, Queensryche, W.A.S.P., Quiet Riot, mentre tra i gruppi più melodici troviamo Twisted Sister, Saga, Demon, Alice Cooper, Def Leppard, Bon Jovi, Europe, Stryper e successivamente Poison, Cinderella, Warrant e Guns N’ Roses.

Fu dagli anni ottanta in poi che l’heavy metal (dopo la “New Wave” britannica, il maggior fenomeno che ha riguardato questo genere è stata la proliferazione di sottogeneri, spesso difficili da definire in modo netto) si è evoluto in generi come il già citato hair metal, speed metal, thrash metal, power metal, black metal e death metal. In particolare va citata la band nata in questo periodo che è considerata attualmente la heavy metal band di più grande successo di tutti i tempi, almeno considerando le vendite, cioè i Metallica, che resero popolare il genere thrash metal. La band ebbe successo immediato, durante il loro primo tour americano, come band di supporto a Ozzy Osbourne, si vedono indossate dal pubblico più magliette recanti il nome della band che non quello dell’ex frontman dei Black Sabbath. Anche in Europa proliferano band che s’ispiravano al metal, quali gli svizzeri Krokus, i francesi Trust e gl’italiani Vanadium, Exile, Strana Officina e numerosi altri.

I Metallica in un episodio dei Simpson

I Metallica in un episodio dei Simpson

Il Rock americano anni ottanta

Citiamo per gli USA Bruce Springsteen, cantautore influenzato da Bob Dylan e da Elvis Presley, uno degli ultimi autorevoli rappresentanti del rock statunitense. Agli inizi del decennio, Springsteen (già conosciuto negli Stati Uniti dalla metà degli anni settanta grazie a due splendidi dischi, il trionfale Born To Run del 1975 e lo scarno e rabbioso Darkness on The Edge Of Town del 1978) pubblica due ottimi album, il rockeggiante doppio The River del 1980 e l’acustico e intimistico Nebraska del 1982, ma è grazie al suo album del 1984, Born In The Usa, che diventa star planetaria. Born In The Usa, disco commerciale ed orecchiabile, raggiunge vendite da capogiro ( 15 milioni di copie solo negli States) facendo conoscere il cantautore in tutto il mondo, grazie anche a due riusciti videoclip (Born in the USA e Dancing in the dark) e ad un mastodontico tour di 156 date conclusosi nell’ottobre del 1985 con quattro serate al Coliseum di Los Angeles che hanno registrato il tutto esaurito. Fu infatti grazie alle sue furiose, esaltanti e interminabili esibizioni live che il cantante del New Jersey vide accrescere la sua fama.

Bruce Springsteen in un Murales a New York

Bruce Springsteen in un Murales a New York

Un altro artista che può essere accostato a Springsteen come genere è Bryan Adams, accomunato dal feeling rock in termini di energia e di emozione e di una voce roca e calda, che raggiunge dei registri alti, un po’ come da tradizione R&R anni cinquanta.

Altro bell’esempio di rock americano è dato dalla band Huey Lewis and the News, che raggiunge il successo grazie a canzoni orecchiabili ma grintose e alla presenza scenica del cantante che dà il nome alla band.

Gli ZZ Top, pur avendo iniziato la carriera negli anni settanta, raggiungono il successo verso la metà degli anni ottanta con LP come Eliminator e Afterburner, la band di origine texana affonda le sue radici nel blues suonato però in maniera chiassosa, con tempi incalzanti e moltissima energia (considerato un chiaro atteggiamento texano), ma gli LP che danno loro la fama fanno utilizzo di suoni che appartengono più alla sfera della musica elettronica e pop che non propriamente al blues. Il risultato è comunque un prodotto orecchiabile, di taglio rock e che fa spicco per originalità.

Il Rock anni ottanta in Gran Bretagna e resto del mondo

Per gli anni ottanta possiamo citare una grande band, gli U2. La band irlandese si forma alla fine degli anni settanta, influenzata dall’ondata punk di quegli anni, sviluppa tuttavia un sound originale caratterizzato da un grandissimo affiatamento fra i membri della band, con il cantante Bono Vox dotato di una voce calda e potente, capace di fare provare emozioni sia quando canta sui toni bassi che su registri alti, e il chitarrista The Edge, autentico genio creativo che sfrutta in maniera intensiva l’elettronica per creare con la sua chitarra effetti caratterizzati da ribattuti generati da delay, note con sustain infinito e armonici naturali, creando un intreccio sonoro originalissimo. La band otterrà il successo planetario con l’album The Joshua Tree che raggiungerà i 20 milioni di copie vendute. Di seguito un tour americano consoliderà la fama della band anche in quel paese. Il gruppo è attualmente ancora in attività e più celebre che mai, anche grazie alle numerose iniziative umanitarie contro la guerra nei Balcani e a favore della cancellazione del debito dei paesi del terzo mondo, di cui si renderà propugnatore in particolar modo Bono negli anni.

U2 Zooropa

U2 Zooropa

Prosegue negli anni ottanta anche il grande successo commerciale dei Supertramp, gruppo nato negli anni settanta, di chiara derivazione progressive con qualche contaminazione pop, che in quegli anni produsse diversi album di successo mondiale, come Breakfast in America, basati su un particolare utilizzo delle tastiere, che divenne l’elemento caratterizzante della loro sonorità.

Gli scozzesi Simple Minds, classificati come band New Wave (e quindi paragonati a Duran Duran e Spandau Ballet) agli albori della loro carriera, si evolvono fino a raggiungere un successo commerciale ma offrendo un sound genuino, emozionante e unico, grazie al carisma del frontman Jim Kerr (che è stato sposato con la cantante/attrice Patsy Kensit), a melodie caratterizzate da una attitudine struggente ereditata sicuramente dalla musica tradizionale scozzese, a un sound preciso ma potente, al perfetto equilibrio fra tutti gli elementi del gruppo che creano un sound vincente. Di loro ricordiamo l’LP New Gold Dream e il singolo Don’t You (Forget About Me).

Dire Straits, Alchemy

Dire Straits, Alchemy

Il gruppo Dire Straits (che significa “difficoltà estreme”) è considerato unico nel panorama del periodo, perché propone delle sonorità che non ricordano niente che sia in voga fino a quel momento. Le sonorità sono elettriche ma calde, con una prevalenza di chitarre suonate taglienti e pulite, quasi senza distorsione, con spiccate influenze country per quello che riguarda la scelta dei giri armonici e del groove, ma con liriche pop, con una sezione ritmica che crea un suono potente ma preciso, punteggiata dagli assoli dello strepitoso chitarrista solista, Mark Knopfler. Si ricordino gli LP Dire Straits e Brothers in Arms. Una curiosità, il singolo Money for Nothing di quest’ultimo LP contiene un’introduzione di batteria, tastiere e chitarra che sarà gettonatissima dai rivenditori dei primi lettori CD per dare una dimostrazione ai potenziali clienti della dinamica e della fedeltà di questo strumento di riproduzione musicale che all’epoca stava esplodendo sui mercati di tutto il mondo. Citiamo ancora fra le band di spicco di questo periodo: i Cure, la band australiana INXS, Fra\nkie Goes to Hollywood, Ultravox, Talk Talk Anche da ricordare Freddie Mercury che con i suoi album con i queen da the Game a the Works il primo album Mr. Bad Guydi Freddie Mercurypoi da A King of Magic a the MiracleFreddie Mercury & Montserrat Caballe – Barcelona seguito dagli altri album agli inizi del 90.

La musica elettronica anni ottanta

Kraftwerk

Kraftwerk

È l’evoluzione di gruppi come Kraftwerk, che trova seguaci anche in Italia, come nel caso dei Rockets, che si presentano in pubblico camuffati da alieni e sempre con la pelle ricoperta di crema argentata. Il compositore francese Jean Michel Jarre e alcune band britanniche come i Depeche Mode e i Pet Shop Boys riscuotono notevole successo.

L’affermazione della musica indipendente

Se è vero che durante gli anni 80 le Major assumono un controllo totale del gusto della massa e investono sempre più spesso su progetti “a tavolino”, è anche vero che questo porta a un autentico movimento di emancipazione da parte dei giovani consumatori di musica rock “autentica”, quindi formato soprattutto da studenti e membri della media e alta borghesia. Sebbene un vero e proprio movimento non sia classificabile (molti tendono a gettare i gruppi in questione nel grande calderone New Wave o a etichettarli come post-punk) essi avevano alcune caratteristiche in comune. Prima di tutto la loro musica era spesso spogliata di ogni significato politico di cui una buona parte del punk si era ricoperto pur derivando da esso, di coseguenza assumeva forme più intellettuali. In questo era molto più vicina ai gruppi della cosiddetta Blank Generation Devo, Blondie, Suicide e Talking Heads vengono spesso incluse in questo movimento pur nascendo diversi anni prima. Si fanno così strada numerose etichette indipendenti, gestite da band e appassionati del genere. Altro fattore importante da considerare è che il movimento indipendente ha un respiro più internazionale e non si limita esclusivamente a band americane e britanniche. Oltre a band americane come Pere Ubu, Residents e quelle già citate, e a band britanniche come Gang Of Four, Killing Joke e Pop Group, si affermarono artisti come l’australiano Nick Cave e i tedeschi Einsturzende Neubauten. Uno dei gruppi la cui influenza è indiscutibile sulla quasi totalità delle band indipendenti di questo periodo è quello dei newyorkesi Velvet Underground, così come è fondamentale il contributo del Krautrock (soprattutto i Can e i Kraftwerk). La cosa interessante è che ogni gruppo presenta comunque delle differenze stilistiche spesso abissali e il movimento non può essere identificato in un “sound”. Non è possibile dunque fare una classificazione, come non è chiaro se i primi gruppi newyorkesi siano da considerare parte o meno del movimento, per quanto ne abbiano segnato l’inizio. Le rivendicazioni sono numerose e la confusione è tanta, soprattutto oggi che questo movimento è ancora strettamente legato alla musica contemporanea (sia per quanto riguarda il rock che la musica elettronica).

Talking Heads

Talking Heads

Collegamenti esterni

RockCiclopedia

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