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Gian Luigi Bonelli

12 settembre 2008

  • Tex Willer visto da Fabio Civitelli

    Tex Willer visto da Fabio Civitelli

  • Cenni biografici
  • Gian Luigi Bonelli inizia la sua carriera alla fine degli anni venti pubblicando alcune poesie sul Corriere dei Piccoli e tre romanzi d’avventura: Le Tigri dell’Atlantico, Il Crociato Nero e I Fratelli del Silenzio. Entra nel mondo dei fumetti negli anni trenta, dirigendo alcune testate della casa editrice SAEV di Lotario Vecchi e scrivendo le sue prime sceneggiature per L’Audace, Rintintin e successivamente per L’Avventuroso edito dalla Nerbini.
  • Rintintin

    Rintintin

  • Nel 1941 decide di mettersi in proprio acquisendo i diritti della testata l’Audace creando così l’omonima casa editrice che, attraverso vari cambi di nome, e passando prima nelle mani della moglie Tea Bonelli e poi in quelle del figlio Sergio si trasformerà nell’attuale Sergio Bonelli Editore.
  • Nel dopoguerra inizia a proporre nuovi fumetti tra cui Il Giustiziere del West (realizzato graficamente da Giorgio Scudellari) e la Pattuglia dei Senza Paura (per i disegni di Guido Zamperoni e Franco Donatelli) entrambi pubblicati nel 1948.
  • In quello stesso anno in collaborazione col disegnatore Aurelio Galleppini (in arte Galep), crea altri due nuovi personaggi: Occhio Cupo (pubblicato in un innovativo formato ad albo) e Tex Willer. Curiosamente i due autori avevano affidato le proprie speranze al primo, mentre il successo arriverà grazie al secondo.

    Galep, autoritratto whit Tex

    Galep, autoritratto whit Tex

  • Nonostante la sua attività di sceneggiatore fosse assorbita in gran parte dalle storie di Tex, Gian Luigi Bonelli in seguito darà vita a molti altri personaggi, tra cui, per citarne alcuni, Plutos del 1949 disegnato da Leone Cimpellin, Yuma Kid del 1954 disegnato da Mario Uggeri, Davy Crockett di due anni dopo illustrato da Renzo Calegari e Carlo Porciani, e Hondo del 1957 disegnato da Franco Bignotti.
  • Non cesserà neppure la sua attività di romanziere e, nel 1956, scriverà il romanzo Il massacro di Goldena con protagonista propio Tex Willer.
  • Ha scritto anche delle storie per alcuni personaggi non di sua creazione, ma ideati da Guido Nolitta, come è noto nom de plume del figlio Sergio, ovvero Un Ragazzo nel Far West, Zagor e l’ultimo episodio della miniserie Il Giudice Bean.
  • Zagor, visto da Gianni Sedioli

    Zagor, visto da Gianni Sedioli

  • Gian Luigi Bonelli si ritirerà ufficialmente dall’attività di sceneggiatore nel 1991, anno in cui viene pubblicata la sua ultima storia di Tex Il medaglione spagnolo (disegnata da Guglielmo Letteri). Già da alcuni anni però aveva passato il testimone della serie a Claudio Nizzi occupandosi prevalentemente della supervisone delle storie, attività questa a cui si dedicherà fino alla sua morte.
  • Bonelli parlerà sempre di se stesso come di un “romanziere prestato al fumetto”. Il suo modo di narrare risente della lezione del grande romanzo avventuroso d’appendice e in particolare di autori quali Alexandre Dumas, Jack London, ed Emilio Salgari, da lui stesso indicati come le sue principali fondi d’ispirazione.
  • Una delle peculiarità del Bonelli autore di fumetti sono le sue caratteristiche “sceneggiature disegnate”: in pratica non descriveva a parole la scena che il disegatore doveva interpretare e poi realizzare (com’è consuetuine), ma, come in uno storyboard cinematografico, abbozzava la tavola dando quindi indicazioni molto precise sulla sua struttura sequenziale e sulle singole inquadrature.
  • Tex in un disegno di Magnus

  • Tex
  • Il nome di Gian Luigi Bonelli è legato indissolubilmente a Tex, alle cui sceneggiature si è dedicato per un quarantennio prima di cederle nelle abili mani di altri autori tra cui, solo per citare i più importanti: Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli), Claudio Nizzi e Mauro Boselli. È da rilevare come la vitalità del suo personaggio, dimostrata dal fatto che è tutt’oggi il fumetto italiano col più alto numero di vendite, abbia resistito alla crisi del genere western da cui aveva tratto ispirazione.
  • Lo stile narrativo è allo stesso modo semplice ed efficace, la caratterizzazione psicologica dei personaggi è relativamente scarna, mentre viene privilegiata l’azione che imprime al fumetto degli effetti di tipo cinematografico.
  • Il Tex creato dal Bonelli è l’eroe classico che difende i deboli qualunque colore della pelle abbiano, senza dubbi esistenziali di sorta e disposto, se necessario, a violare la legge pur di far trionfare la giustizia. Sono caratteristiche che verranno in parte modificate dagli altri autori.
  • Per la sua creatura Bonelli ha avuto come modello di riferimento (e non poteva essere diversamente) il cinemastatunitense del periodo classico e, in particolar modo i film di John Ford. Ad ogni modo è riuscito ad evitare un appiattimento deleterio ai canoni del genere, creando invece un immaginario che è ormai da tutti considerato il marchio di fabbrica di Tex.
  • Il regista cinematografico John Ford

  • A Bonelli va inoltre riconosciuto il merito di essere stato tra i primissimi autori a non aver dato una rappresentazione pregiudiziale e stereotipata sui nativi, anticipando così di circa un ventennio il western revisionista del cinema americano.
  • Bibliografia
  • Enzo Linari (a cura di). Gian Luigi Bonelli dal romanzo a Tex. Firenze Glamour International Production, 1991.
  • Graziano Frediani. Gian Luigi Bonelli – sotto il segno dell’avventura. Milano, Sergio Bonelli Editore, 2002.
  • Collegamenti esterni
  • Scheda di ubcfumetti dedicata a Gian Luigi Bonelli
  • Scheda della Fondazione Franco Fossati su Gian Luigi Bonelli

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