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Urania

23 maggio 2009

https://i2.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/en/7/71/U1518.jpgUrania è una collana editoriale italiana di fantascienza. Nel 1952 la casa editrice Mondadori lancia con questo nome una collana di romanzi ed una rivista, ispirandosi per il nome a Urania, la musa dell’astronomia. La rivista (di racconti) finisce le pubblicazioni dopo soli 14 numeri, ma il nome rimane legato ai romanzi, che invece incontrano subito i favori del pubblico: il primo dei “Romanzi di Urania”, Le sabbie di Marte di Arthur C. Clarke, esce il 10 ottobre 1952.

Nata per alternarsi ogni dieci giorni con la rivista (usciva il 10 e il 20 di ogni mese), la testata I romanzi di Urania esce inizialmente ogni decade poi, per un breve periodo, diventa settimanale (19551956) e quindi quattordicinale, finché nel 1957 prende il semplice nome di Urania. Rimane quattordicinale fino al n. 766 (1979), allorché ridiventa settimanale, con una tiratura mensile che arriva a sfiorare le 100.000 copie. Torna quattordicinale con il n. 896 (1981) fino al 2004, quando l’uscita diventa mensile. Sotto la testata di Urania viene altresì ripresa occasionalmente la pubblicazione di racconti brevi, sotto forma di antologie o in appendice al romanzo principale.

Il ruolo di Urania nella lettura fantascientifica degli italiani – malgrado una rigida programmazione editoriale dello sviluppo in termini di pagine che comportava tagli anche non indifferenti del testo originale – è considerato rilevante: molti autori come Isaac Asimov, Ballard, Dick e tanti altri furono pubblicati per la prima volta in questi libri dal cerchio rosso in copertina (la cui parte grafica è stata per lunghissimo tempo curata da Karel Thole). La distribuzione come rivista e non come collana, d’altronde, ha costantemente reso difficile l’accessibilità nel tempo alle opere ivi pubblicate, data la difficoltà di reperire gli “arretrati”, per cui pure è fiorito un mercato dell’usato.

Dopo oltre 50 anni di storia, Urania è tuttora in edicola. La stessa pubblicazione, con l’enorme quantità di materiale pubblicato ha contribuito in modo decisivo alla conoscenza della fantascienza internazionale nel nostro paese. D’altronde, trattandosi non di una collana ma di una pubblicazione periodica i cui titoli non restano a catalogo e non sono diffusi in libreria, ha condizionato l’accesso del pubblico ai testi ed agli autori pubblicati nel corso del tempo al difficile reperimento di arretrati presso l’editore o nel mercato dell’usatohttps://i0.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/en/d/d1/Mme80.jpg

La collana ha inoltre istituito un concorso letterario, il Premio Urania, per opere inedite di fantascienza italiana

I curatori

Il primo curatore di Urania è stato Giorgio Monicelli, fino al 1961. Uno degli episodi più noti legato alla gestione Monicelli è stato quello relativo al numero 35 del 1954. Tale numero avrebbe dovuto contenere un romanzo fortemente anticlericale di Fritz Leiber, L’alba delle tenebre (Gather, Darkness!, 1943) annunciato con il titolo L’era di Satana, del quale furono distrutte tutte le bozze e la copertina, già stampate, su ordine personale di Arnoldo Mondadori. Monicelli venne di fatto esautorato dal controllo del periodico, pur rimanendo come collaboratore esterno; la direzione venne assunta da Andreina Negretti, fino all’avvento di Carlo Fruttero e Franco Lucentini che la curarono per circa un ventennio.

Nel 1986, superato da poco il millesimo numero, subentrò Gianni Montanari, il quale propose autori contemporanei e soprattutto eliminò la collana “I capolavori”, titolo con il quale Urania presentava le proprie ristampe.

Dal 1990 in poi la collana è curata da Giuseppe Lippi, che ha lavorato per modernizzare lo staff e le linee editoriali

Le copertine

Disegnate inizialmente da Kurt Caesar, Carlo Jacono e Luigi Garonzi, dal 1960 le copertine di Urania sono affidate a Karel Thole, un illustratore olandese trasferitosi a Milano proprio in quegli anni, il quale vi lavorerà ininterrottamente per decenni contribuendo in maniera sostanziale al periodo d’oro della testata.

Dal 1988 al 1991 le copertine della collana sono affidate al disegnatore spagnolo Vicente Segrelles, per poi passare all’argentino Oscar Chichoni nel 1992https://i0.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/en/e/e8/Uc47.jpg

Nel 1996 la collana cambia completamente veste grafica e formato: le copertine non sono più curate da un unico disegnatore, ma si alternano molti nomi, come Maurizio Manzieri (fino al 1999), Massimo Resostolato e Jacopo Bruno (fino al 2000), o Franco Brambilla.

Nel 2001 la collana cambia di nuovo, e le copertine sono curate principalmente da Franco Brambilla, anche se non mancano firme come Cesare Croce, Pierluigi Longo e Paolo Barbieri.

Il numero 1322, nel 1997, che festeggia i 45 anni di Urania, riporta una modificata ed aggiornata versione di un disegno di Karel Thole apparso sul numero 368 (1965).

Il numero 1369, nel 1999, vede un ritorno dell’illustratore Carlo Jacono: la sua ultima copertina di Urania era stata per il numero 264 del 1961

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