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La Resistenza a Fumetti

30 marzo 2009

FUhttps://i2.wp.com/www.lellovoce.it/claudio/cover_fumetti_partigiani.jpgMETTI PARTIGIANI una mostra di storie a fumetti dedicate alla Resistenza partigiana
Stefano Misesti, Claudio Calia, Manuel De Carli, Giulia Sagramola, Dario Morgante e Thomas Bires, Saturno Carnoli e Leonardo Guardigli

In programma dal 12 marzo al 30 aprile 2009 a Roma, alla Casa della Memoria e della Storia, la mostra “FUMETTI PARTIGIANI” le tavole di otto autori della scena del fumetto indipendente italiano che, in totale libertà narrativa, hanno accettato la proposta del curatore Emiliano Rabuiti e del Centro Fumetto Andrea Pazienza di disegnare una storia per raccontare un fatto, reale o immaginato, della Resistenza partigiana.

“Fumetti partigiani” racconta episodi storici che si riferiscono alla Resistenza partigiana, narrazioni orali di vita partigiana, aneddoti, ricordi che gli autori hanno ascoltato dai nonni o da qualche vecchio partigiano e che hanno trasposto in tavole a fumetti.

“Lo avrai…” è quindi una messa per immagini della celebre “Lapide ad Ignominia” di Piero Calamandrei ad opera di uno dei migliori autori italiani, il vulcanico Misesti che, mutando per l’occasione il segno, dà vita a sei tavole pittoriche e fortemente evocative, perfette a raffigurare le parole del giurista, giornalista e politico antifascista.

Calia, con il suo segno forte, netto nei contrasti bianchi e neri, riporta in “Ci sono cose che non si risolvono in una sera a cena” un ipotetico quanto vehttps://i2.wp.com/download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reproma/2009/03/11/1236772639079_stefano_misesti.jpgrosimile dialogo tra un figlio e un padre durante la dittatura, in cui il primo difende le scelte partigiane dinnanzi a un padre coinvolto con il regime.

De Carli, che spesso nei suoi fumetti mette l’accento sulle scelte delle persone, racconta “La rosa fortunata”, una storia immaginaria ma che potrebbe essere successa realmente in modi e occasioni differenti. Con il tratto poetico e suggestivo che lo caratterizza racconta la decisione, pubblica e personale, di una donna di entrare nelle file partigiane.

La tastiera di Morgante scrive per i disegni istintivi e veloci di Bires, schizzati apparentemente di getto, che danno vita a immagini in un equilibrato mix di realismo e allegoria. Una storia, “In futuro ci scorderanno”, che racconta della prima zona liberata dal nazi-fascismo: l’altopiano della Leonessa.

Anche la Sagramola racconta, attraverso una voce narrante che ricorda, di un personaggio realmente esistito, “La belva di Fabriano”. Una donna di

https://i1.wp.com/download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reproma/2009/03/11/1236772639038_manuel_de_carli.jpg

Fabriano, paese in cui è nata l’autrice, passata alla “storia” per la sua feroce collaborazione con l’occupante nazista.

Per finire, dalla penna di Carnoli, studioso della storia del ‘900 ravennate, prende corpo

un soggetto che Guardigli interpreta benissimo, attraverso il suo tratto realistico seppur sintetico ed essenziale. Un lungo racconto – “Rappresaglia al ponte degli allocchi” – ben documentato, in cui narrano una delle tante rappresaglie ad opera

delle Brigate nere nei confronti dei partigiani, o presunti tali.

“Fumetti partigiani” è un’iniziativa promossa dal Comune di Roma-Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Dipartimento IV-Servizio Spazi Culturali, a cura di Emiliano Rabuiti per il Centro Fumetto Andreahttps://i2.wp.com/download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reproma/2009/03/11/1236772638922_dario_morgante_thomas_bires.jpg Pazienza, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Gli autori
Spazio della Cultura: Casa della Memoria e della Storia

Organizzazione: Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e alla Comunicazione;
Centro Andrea Pazienza;
Zètema Progetto Cultura.

Promotore: Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione

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