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Tutte le tarzanelle dello spazio

7 febbraio 2009

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Amazzoni, tarzanelle, cybernelle, vampirelle e pupe spaziali sono le protagoniste dI questo quarto capitolo de I TARZANIDI.

Partendo senz’altro dalle  compagne dei due celebri Buck Rogers del 1929 (Dick Calkins, 1929-1947) e Flash Gordon del 1934 (Alex Raymond, 1909-1956): il primo, a cui va il tributo di pioniere del fumetto fantastico, viaggia in tandem con Wilma, acqua e sapone, fasciata e con gonnellino da pon-pon, mentre compagna di Gordon è Dale Arden, che sembra più preoccupata dalle femmine fatali che ronzano coi loro vitini da vespa intorno al suo Flash (Aura, Azura, Undina, Fria) che non delle assillanti attenzioni del (supposto vizioso attivista sadomaso) re di Mongo, Ming, che in realtà si fa impalmare dalla furbastra Sonja (ma la pagherà cara). Marte in questi giorni è stato raggiunto dal robot terrestre Spirit, ma già nel 1924 il regista russo Jakov Protanazov immaginò una nave spaziale che sbarca sul pianeta rosso, sul quale oltre acqua e ghiaccio, c’è pure una Regina bizzarra bardata con capi metallici futuristi – interpretata dall’attrice Yulia Solnceva – dal suggestivo nome Aelita, titolo anche del film, vera chicca di “cult-trash”.

Panel a pennino e china di Virgil Finlay (1914-1971), uno dei più importanti artisti di science fiction

Panel a pennino e china di Virgil Finlay (1914-1971), uno dei più importanti artisti di science fiction


The Rocky Horror Picture Show, film inglese del 1975 di Jim Sharman, con un sensuale Tim Curry che – in un concentrato parodistico di cultura “camp” – veste le giarrettiere della “drag queen” Frank’n’ Furter, transex proveniente da Transylvania Planet. Fra le pioniere americane, Gale Allen di Douglas McKee, Futura di John Douglas e Lyssa, tutte nella testata Planet Comics della Fiction House, 1940). Negli anni ’50, finita l’epopea dei “paper-book” pulp, insieme ai classici supereroi arrivano i comic book con donnine spaziali; fra i tanti Space Adventures della Charlton (1954, con cover di Steve ‘Spiderman’ Ditko), Mystic della Marvel (1956), Mystery in Space (1951, DC), Weird Fantasy, Weird Science e Moon Girl (1950, Gaines). Cugina di Superman, arriva dal pianeta Krypton anche Supergirl (1959, testi Otto Binder, disegni Mort Weisinger e Mike Sokowsky); lanciata in Italia col nome Nembo Star, la ragazza d’acciaio è un film nel 1984. Donnine e pinup spaziali anche nelle cover e nei fumetti di 1984 (rivista edita da Antonino Puleio) firmati da Wood, Jones, Corben, Vallejo, Macedo, Maroto, Ortiz ed altri artisti in gran parte spagnoli. Vampirella, (1969, Forrest Ackermann e Frank Frazetta, Archie Goodwin, Tom Sutton) arriva sulla Terra da un pianeta dove l’unico nutrimento era il sangue che scorreva nei fiumi. Poi arriva la siccità!

Grandi autori italiani hanno voluto lo spazio come “location” per alcune creature femminili.  Milady di Magnus (1980, 1984-1985, inizialmente apparsa sulle riviste Eureka e Il Mago), ovvero Paulonia Romana contessa dei Zumo, è forse l’eroina meno ‘esagerata’ (e pare la meno amata) fra quelle di Roberto Raviola; un agente galattico immersa in un imperiale anno 3000 dominato dall’aristocrazia burocratica, gerarchica e dittatoriale. Paolo Eleuteri Serpieri crea Druuna (1985, Morbus Gravis, apparsa inizialmente sulla testata francese Charlie e sull’italiana L’Eternauta), una procace donnona che viaggia nel cosmo da quando una catastrofe ha distrutto la Terra. Milo Manara nel 1993 illustra 19 racconti in cui femmine spaziali aliene e alienanti risultano affamate di sesso cyber-tecnologico (Fantasex, Mondadori). A Guido Buzzelli si deve lo spaziale Zasafir (1979/1984, pubblicato da Hazard in volume nel 1999) con le sinuose Zoga e Dila, che non supera però la sua saga de La Rivolta dei Racchi (1967) con la deliziosa buzzurra Trecetta felliniana. Guido Crepax, tra il 1976 e 1978 disegna L’Astronave Pirata, che vede le Lanzichenecche di Mercurio dare la caccia a Valentina.

Flash Gordon Originaltrailer

Alcuni pocket anni Sessanta con eroine spaziali, Cosmine, Selene, Gesebel

Alcuni pocket anni Sessanta con eroine spaziali, Cosmine, Selene, Gesebel


Negli anni Sessanta arrivano i pocket erotici! Alika, biondona fatale del pianeta Absur, sfreccia in compagnia di Martell, astronauta terrestre; Absur è anche il nome di un robot che offre spesso spunti comici a questa eroina clone della Barbarella di Forest. Dopo alcuni numeri, la serie pocket si trasforma in fumetto fantapolitico e satirico (con Moro, Fanfani e perfino i Beatles). 20 numeri dal 1965 al 1967, scritti da Alessandro Pascolini e Anna Taruffi, per i disegni di Giorgio Chiapperotti e poi da altri.

Dal fumetto di  Jean-Claude Forest fu tratto il film Barbarella (con Jane Fonda (Barbarella), John Phillip Law, Anita Pallenberg, Marcel Marceau, David Hemmings e un incredibile  Ugo Tognazzi.)

Barbarella – 1968


Qualche mese dopo – sempre nel 1965 e sempre sulla scia di Barbarella – vede la luce (delle stelle) Selene, trovatella aliena con le labbra della Bardot che viene adottata da una coppia di terrestri; adulta, viene riportata sul suo pianeta dove viene coinvolta in situazioni fantasexy (7 numeri testi Corrado Farina e Pietro Palma, disegni Marco Rostagno e Roland Tullio). Venus – edita da Vittorio Schiavi nel 1966 – è una creatura inviata sulla Terra per abolire il “senso del pudore”. Una aliena che rappresenta l’esaltazione poetica e a volte brutale di quello che potrebbe essere l’amore. Dotata di poteri, Venus affronta di petto (!) le difficoltà della vita umana con un’astuzia condita da un fascino non comune che le permettono di dominare situazioni e uomini con facilità. Un disegno di matrice grafica di alto livello, quasi colto, per un tascabile “soft” che non riuscì a raggiungere il 12esimo numero. Dello stesso mese e dello stesso anno di Venus (febbraio 1966), anche Gesebel di Magnus e Bunker (Corno, 23 pocket), regina di Virginia City, pianeta popolato da ragazze corsare fornite di harem maschile usa-e-getta; fra le girl, Cinzia, Ilona e Galena, fra i villain Mabus e il Generale Brosk. Dello stesso anno, pure Uranella edito da Bianconi (20 numeri, testi Pier Carpi e Michele Gazzarri, disegni Floriano Bozzi); scacciata da Neutron, l’anoressica principessa è costretta a vagare da un pianeta all’altro, vittima di un incantesimo del vomitevole Morbus. Del 1969, Astrella – dotata di una cintura che le permette di comunicare con ogni razza aliena – fumetto SF edito da Cervinia  e creato da Rocca; creatore grafico, Eros Kara, autore (nuorese) del mitico ABC del Fumetto. L’Ediperiodici di Giorgio Cavedon, nei primi anni ’70, introduce il colore nei suoi pocket erotici, come la serie parallela di Oltretomba ed alcuni personaggi di alta qualità, come Mortimer di De La Fuente e Cosmine, (1973/74, 10 numeri dei quali l’ultimo di Milo Manara, testi Silverio Pisu (1937-2004) e Remo Pizzardi, disegni Giorgio Cambiotti per Studio Giolitti), una sensualissima pinup-robot nel dopobomba nucleare.

Buck Rogers (1929) in una vignetta con Wilma e Ardala

Buck Rogers (1929) in una vignetta con Wilma e Ardala

Nelle varie ed eventuali, ricordiamo Le Amazzoni di Giorgio Montorio (1979) e quelle epiche di Roberto Bonadimani. Poi, la mia Godurella  col suo pard Ermafròdio (inserto Le Ore, 1980) per i disegni di Corrado Roi. Nel 1995, Sergio Bonelli mette fine alla dinastia di eroi maschi (e “machi”) terrestri a favore di una donna, Legs Weaver (Medda, Serra, Vigna), spaziale, forse lesbo, a cui aggiunge una dozzina di paladine.

Legs Weaver (Rated PG) In English


Fra le eroine spaziali francesi – con un inciso sulla magica Malvina del Garage Ermetico di Mœbius – la biblica Barbarella (V-Magazine, 1962, Jean-Claude Forest, autore pure due anni dopo delle cosmiche Bèbè Cyanure e Marie Math); fra le pioniere, Arabelle chez les Vénusiens (France -Soir, 1951, di Ache); Rône, figlia del governatore Tsaur nella saga di Orion (1968, di Moliterni & Gigi, creatori nel 1972 anche della buffa Agar); Les Pionniers de L’Esperance di Lécureux & Poivet (1945) e la belga Yoko Tsuno (1970, di Tillieux e Leloup). Fra le girl inglesi, la pop-issima Scarth ambientata nel 2170 (The Sun, 1969, di Adams & Roca). Citazione per Axa di Avenell & Romero, Lorna di Azpiri su Skorpio e la topina G’wel di Van Hamme & Rosinski su L’Eternauta. Del 1993, la bella Cybersix di Trillo & Meglia. Witchblade di Silvestri e tutte le Marvel Girls precedono Tomb Raider e Lara Croft.

Venus di Vittorio Schiavi

Venus di Vittorio Schiavi

Nelle Bibbie dei critici Davide Castellazzi, Luca Raffaelli e Maria Teresa Orsi, sono centinaia le space-eroine made in Japan, anime e manga arrivati furtivi in Italia fin dalla fine dei ’60 per poi conoscere grande successo di vendite nel 1982 con un battistrada come Akira (Katsuhiro Otomo). Trascuriamo per una volta tutti i maschi e concentriamoci su qualche girl: Silene, Kutey Honey, Kekko Kamen (Go Nagai);  Squadra Speciale Ghost (Masamune Shirow) serie con cibernetiche gambe importate in Italia nel 1992 dai Kappa boys; la “ciberpunk” Alita (Yukito Kishiro); le aliene Pompiler e Assembler (Kia Asamiya); l’inviata nel tempo DNA2 (Masakazu Katsura); le “most wanted” gemelle androidi cattivissime Puma Sister di Dominion (Masamune Shirow) e, naturalmente, Saori/Lady Isabel e i suoi cinque ragazzi de I Cavalieri dello Zodiaco (Masami Kurumada). Kei e Yuri sono le due agitatissime poliziotte galattiche della serie Dirty Pair (Adam Warren), note anche come Lovely Algels, viste in Italia in albi Star Comics e Granata Press.

Dirty Pair Flash Creditless Opening


Piovuta dallo spazio, anche  Golden Warrior Iczer One (Toshiro Hirano). Chiudiamo con l’extramondo asiatico dal quale arriva, da Taiwan, Baron (Ten-Bo-Wen e Lin Chi).

Fine de I Tarzanidi n.4

  • Altri Capitoli

  1. I Tarzanidi 1

  2. I Tarzanidi 2

  3. I Tarzanidi 3


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