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Il Vernacoliere

16 dicembre 2008

Il Vernacoliere
Paese Italia
Lingua livornese e italiano
Periodicità mensile
Genere Stampa satirica
Formato rivista
Diffusione Centro italia, Nord ovest (__)
Fondazione 1982
Sede (Livorno, Italia)
Editore Mario Cardinali Editore S.r.l.
Direttore Mario Cardinali
Redattore capo n/a
ISSN 1721-7741
Sito web vernacoliere.com

Il Vernacoliere (Livornocronaca) è un giornale satirico livornese ad uscita mensile diretto da Mario Cardinali che lo ha fondato nel 1982.

Il direttore del Vernacoliere Mario Cardinali

È il diretto discendente del periodico locale di controinformazione libertaria Livornocronaca, settimanale dal 1961 al 1969, poi quindicinale fino al 1972 e infine mensile col sottotitolo il Vernacoliere fino alla svolta satirica e linguistica del 1982.

Fra gli argomentii più ricorrenti nelle pagine del Vernacoliere segnaliamo: la topa, vera e propria categoria kantiana nell’universo filosofico del Vernacoliere, e i pisani, visti come paradigma della stupidità umana, e questo non perché il pisano sia veramente stupido, ma perché il campanilismo livornese è legato contro i pisani alla classica polemica anticontadina, dove Pisa è vista come terra di soli Gósti, dove Gósto è il contadino, classico simbolo di ignoranza, taccagneria e dabbenaggine. Altri argomenti/tormentoni sono i politici, di ogni schieramento, in particolare quelli al governo (nazionale o locale), satireggiati in varie occasioni della loro attività; i “poveracci”, intesi non solo come coloro che devono arrangiarsi a campare unicamente del proprio lavoro ma anche come tutti quei normali cittadini normalmente soggetti di doveri più che di diritti, quotidianamente alle prese con i problemi di lavoro, famiglia, salute, tasse, carovita, vecchiaia, ambiente e tanti altri tormenti d’ogni giorno; le guerre e i militari, satiricamente trattati in chiave libertaria, laica e pacifista; i papi e i preti, visti in chiave anticlericale.

Le locandine

Le locandine del giornale in vernacolo livornese, irriverenti e sboccate, sono spesso costruite rovesciando la tradizionale tecnica di montare il commento satirico sul fatto, e inventando invece un fatto grottesco a satira della realtà. Sono diventate un vero e proprio fenomeno di costume e sono comunemente esposte in molte edicole delle città toscane (Pisa compresa) e di alcune grandi città italiane.

Esempi di locandine del Vernacoliere:

« ANCHE I TORI HANNO IL DIRITTO DI FARSI LE SEGHE »

(durante il periodo di mucca pazza)

« BERLUSCONI APPARE A SE STESSO »

(durante la campagna elettorale a proposito di Berlusconi)

« INCINTA DI UNO STRONZOLO, NON PUÒ ABORTIRE »

(durante la campagna elettorale con Giuliano Ferrara)


Il Vernacoliere ha un atteggiamento laicamente insofferente nei confronti della Chiesa e del clero che sono spesso soggetti di lazzi, battute irriverenti e satiriche. Nonostante la rivista sia prevalentemente satirica, spesso ospita articoli di critica ed analisi di interesse generale non satirici, come ad esempio l’editoriale del direttore Mario Cardinali o gli articoli di altri collaboratori, scritti prevalentemente in lingua italiana.

Processo alla topa

Nel gennaio 1984 il direttore del Vernacoliere venne denunciato per offesa al pudore, a seguito di un’irriverente locandina che, satireggiando sulla Socof (Sovrimposta Comunale sui Fabbricati, che poi sarebbe diventata l’Imposta Comunale sugli Immobili o ICI), annunciava la prossima istituzione di una surreale Sovrimposta Governativa sulla Topa (Sogot). Il tribunale mandò assolto Cardinali “perché il fatto non costituisce reato”. Trionfante, il giornale satirico titolò nel febbraio 1984 La topa non è reato.

Don Zauker di Daniele Caluri

Don Zauker di Daniele Caluri

I collaboratori

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