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Amore e Psiche

23 novembre 2008

Amore e Psiche, gruppo scultoreo del Canova

« Vi erano in una città un re e una regina. Questi avevano tre bellissime figliole. Ma le due più grandi, quantunque di aspetto leggiadrissimo, pure era possibile celebrarle degnamente con parole umane; mentre la splendida bellezza della minore non si poteva descrivere, e non esistevano parole per lodarla adeguatamente »

La storia di Amore e Psiche viene messa per iscritto da Apuleio, scrittore latino del II secolo.

Violinistascalza. Amore e Psiche

Violinistascalza. Amore e Psiche

Le metamorfosi

L’unico romanzo latino a noi giunto sono Le metamorfosi, opera parzialmente autobiografica di Apuleio in 11 libri, nella quale il protagonista narra la sua trasformazione in asino. Nel testo Apuleio aggiunge molte sottotrame nate da leggende popolari. La più bella è senza dubbio “Amore e Psiche”. Eros e Psiche,favola che occupa addirittura due libri, e, come il resto delle Metamorfosi, ha un significato allegorico: Cupido (identificato con il greco Eros, signore dell’amore e del desiderio), unendosi a Psiche (cioè l’anima), le dona l’immortalità, ma Psiche per giungervi deve affrontare innumerevoli prove, tra cui quella di scendere agli Inferi per purificarsi. Anche la posizione centrale della favola nel testo originale aiuta a capire lo stretto legame che lega questo “racconto nel racconto” con l’opera principale; è infatti facile scorgere in questa favola una “versione in miniatura” dell’intero romanzo: come Lucio, anche Psiche è una persona “simplex et curiosa”, e come Lucio compie un’infrazione, che viene duramente punita, e solo in seguito a molte peripezie potrà raggiungere la salvezza.

Psiche

Amore e Psiche, olio su tela di William-Adolphe Bouguereau

Il nome Psiche (in greco ψυχή significa “anima”) allude al significato mistico della storia. E riconduce alle prove che la donna dovrà affrontare nel corso della storia, simbolo delle iniziazioni religiose al culto di Iside.

Daredevil e Elektra, Amore e Psiche nei comics

Daredevil e Elektra, Amore e Psiche nei comics

Storia

Psiche è una bellissima principessa, così bella da causare l’invidia di Venere. La dea invia suo figlio Eros perché la faccia innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra, perché Psiche sia coperta dalla vergogna di questa relazione. Ma il dio, Eros, si innamora della mortale, e con l’aiuto di Zefiro, la trasporta al suo palazzo, dove, imponendo che gli incontri avvengano al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fa sua. Ogni notte Eros va alla ricerca di Psiche, ogni notte i due bruciano la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto. Psiche è dunque prigioniera nel castello di Eros, legata da una passione che le travolge i sensi. Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, decide di vedere il volto del suo amante, pronta a tutto, anche all’uomo più orripilante, pur di conoscerlo.

Munch, Amore e Psiche

Munch, Amore e Psiche

È questa bramosia di conoscenza ad esserle fatale: una goccia cade dalla lampada e ustiona il suo amante; il dio vola via e Venere scaglia la sua punizione. Venere sottopone Psiche a diverse prove: nella prima, per esempio deve suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali; disperata, non prova nemmeno ad assolvere il compito che le é stato assegnato, ma riceve un aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che intendevano ingraziarsi il suo innamorato. L’ultima e più difficile prova consiste nel discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina un po’ della sua bellezza. Psiche medita addirittura il suicidio arrivando molto vicino a gettarsi dalla cima di una torre. Improvvisamente, però, la torre si anima e le indica come assolvere la sua missione. Durante il ritorno, mossa dalla curiosità a lei tanto cara, aprirà l’ampolla (data da Venere) contenente il dono di Proserpina, che in realtà contiene il sonno più profondo. Ancora una volta verrà in suo aiuto Amore, che la risveglierà dopo aver rimesso a posto la nuvola soporifera (uscita dalla ampolla). Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente, Psiche riceve l’aiuto di Giove. Mosso da compassione il padre degli dei fa in modo che gli amanti si riuniscano: Psiche diviene una dea e sposa Amore. Il racconto termina con un grande banchetto al quale partecipano tutti gli dei, alcuni anche in funzioni inusuali: per esempio, Bacco fa da coppiere, le tre Grazie suonano e il dio Vulcano si occupa di cucinare il ricco pranzo.
Al termine del banchetto i due giovani bruciarono per tutta la notte la loro incontenibile passione e da questa unione nacque un figlio, Piacere, identificato dai latini con Voluptas.

Amore e Psiche, olio su tela di Anton van Dyck, ca. 1636, Londra, Royal Gallery Collection.

Una fiaba berbera

Come si sa, Apuleio non faceva mistero di essere mezzo numida e mezzo getulo, anche se la lingua in cui componeva le sue opere letterarie era il latino.

La fiaba di Amore e Psiche è indubbiamente debitrice al genere della fabula Milesia e i riferimenti letterari delle sue opere siano perlopiù relativi alla cultura greco-latina, ma è altrettanto indubbio che può essere riscontrato anche qualche elemento nordafricano.

L’antropologia culturale ha oggi gli strumenti per tentare tale recupero a posteriori: in verità, della cultura letteraria indigena di quei tempi ben poco si sa, dal momento che si espresse prevalentemente a livello orale. Amore e Psiche, per la sua natura esplicitamente dichiarata di “fiaba” (che nel romanzo viene raccontata da una vecchina), ha molte probabilità di riflettere aspetti di questa cultura orale.

Diabolik e Eva

Diabolik e Eva

E difatti, numerosi elementi ricompaiono, identici o con minimi scarti, anche nelle fiabe di tradizione orale del Nordafrica raccolte e messe per iscritto in tempi recenti. Mouloud Mammeri ha più volte sottolineato l’affinità tra la fiaba di Apuleio e un racconto cabilo assai noto, L’uccello della tempesta. A sua volta, tale racconto ha forti affinità con un’altra trama nordafricana, diffusa soprattutto in Marocco, vale a dire Ahmed Unamir (dove peraltro i generi sono invertiti: l’eroe è un maschio e la consorte misteriosa una femmina). Entrambe le fiabe si limitano alla prima parte del racconto, e si concludono quindi con la cacciata, senza più speranza di ritorno, del coniuge troppo curioso. Ma esistono anche versioni più “complete”, per esempio Fiore splendente, della CabiliaVenere, bensì l’orchessaTseriel. Nel suo peregrinare, la fanciulla (Tiziri “Chiaro di Luna”) si imbatte, tra gli altri in alcuni pastori che le mostrano greggi che sarebbero state riservate a lei, se solo non fosse stata troppo curiosa. Questo dettaglio, perfettamente inserito nella fiaba odierna, potrebbe forse spiegare la presenza, abbastanza slegata dal contesto, del dio Pan (il dio pastore) nel punto corrispondente di Amore e Psiche.

Bibliografia

Voci correlate

Spiderman e Mary Jane

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One Comment leave one →
  1. Federica permalink
    25 maggio 2010 2:49 PM

    molto bello ed interessante .. ma come si chiama il dipinto della seconda immagine dall’alto ? non lo riesco a vedere

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