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Dylan Dog

5 settembre 2008

  • Originale di Angelo Stano, in acquerello e matita, per la copertina d Maxi Dylan Dog n. 4, 2001

    Originale di Angelo Stano, in acquerello e matita, per la copertina d Maxi Dylan Dog n. 4, 2001

Creato da Tiziano Sclavi Editore Sergio Bonelli Editore Apparizione ottobre 1986 1ª app. in Dylan Dog n. 1 – L’alba dei morti viventi Stato attuale attivo Abilità Il famoso quinto senso e mezzo (una sorta di capacità premonitoria).

Alleati
Groucho
Ispettore Bloch
Lord H.G. Wells
Cagliostro
La signora Trelkowski
Botolo
Parenti
Xabaras (padre)
Morgana (madre)
Base Craven Road, 7 – Londra Sergio Bonelli Editore

    « Posso leggere la Bibbia, Omero o Dylan Dog per giorni e giorni senza annoiarmi »
    (Umberto Eco in Alberto Ostini, Dylan Dog, indocili sentimenti, arcane paure, «Umberto Eco e Tiziano Sclavi. Un dialogo», Milano, 1998)
    « Giuda ballerino! »
    (Esclamazione tipica di Dylan Dog)

    Dylan Dog è il personaggio principale del fumetto horror Dylan Dog, edito dalla Sergio Bonelli Editore e ideato da Tiziano Sclavi.

      Aspetti salienti
      Il suo nome è stato ripreso dal poeta Dylan Thomas, ed è il nome che Tiziano Sclavi dà ad ogni personaggio prima di scegliere il vero nome da dargli, solo che stavolta non è cambiato.

      La caratterizzazione grafica di Dylan Dog (realizzata da Claudio Villa e attuata per la prima volta da Angelo Stano) è ispirata all’attore Rupert Everett per richiesta dello stesso Sclavi, e l’ambientazione tipica è quella di Londra, dove il protagonista vive al numero 7 di Craven Road. Il nome della via è stata scelta in onore di Wes Craven, sceneggiatore e regista del popolare film Nightmare, che ha reso celebre il terribile personaggio Freddy Krueger, sebbene in realtà a Londra esistano diverse vie omonime; esiste, tuttavia, una sola “Craven Road” nel centro cittadino, a Westminster (le altre sono piuttosto periferiche), ed al civico sette vi è un ristorante italiano.

      • Rupert Everett

      L’abbigliamento è uno dei suoi elementi caratteristici: veste sempre allo stesso modo, camicia rossa, giacca nera, jeans blu e scarpe Clarks. Anche durante la brutta stagione non porta mai né cappottoombrello, poiché il cappotto «rovinerebbe il suo look» mentre dell’ombrello pensa: «Lo trovo un’invenzione inutile. Specialmente quando non piove».
      La vera ragione del suo abbigliamento ripetitivo è spiegata nel numero 200 dove Dylan compra 12 completi identici e pensa: L’elaborazione del lutto è una cosa strettamente personale, vale per tutti. Anche per me. Nella storia, infatti, che riprende quella lasciata in sospeso sullo specialissimo numero 121 della serie, Dylan è innamorato di Lilly, un’irlandese militante nell’IRA che verrà arrestata e morirà, in condizioni disumane, nel carcere penitenziario di Dartmoor. Sarà il ricordo della sua amata a ispirare Dylan per quella che negli anni diventerà la sua “divisa”, in memoria degli abiti che indossava durante l’ultimo incontro con Lillie. È inoltre da notare come non tutte le versioni date negli anni dagli autori di Dylan Dog convergano su questo punto (cfr. lo speciale Dylan Dog e Martin Mystère).
      Dylan Dog è astemio dopo aver avuto un passato da alcolizzato, anche se nel secondo albo lo si vede bere una birra in bottiglia (che nella Granderistampa è stata “trasformata” in aranciata). In molti albi, inoltre, si definisce, o viene definito da Groucho, «un astemio che si dimentica spesso di astemiarsi». Oltre ad essere astemio Dylan è vegetariano abitudine probabilmente dovuta al suo grande amore per gli animali. Anche per questo, la figura di Dylan Dog è stata spesso (soprattutto durante le vacanze estive) al centro di campagne animaliste e contro l’abbandono degli animali.

      • Groucho, visto da Giuseppe Di Bernardo

      Dylan nutre scarso interesse per i molti aspetti della vita moderna. Non ama i telefoni cellulari e per tenere il proprio diario si affida a penna d’oca e calamaio. Ama molto leggere, in particolare la poesia, la musica, in cui i suoi interessi spaziano da quella classica a generi più moderni come heavy metal, e i film horror. Nonostante sia perennemente in bolletta non nutre particolare interesse verso il denaro. La sua tariffa da investigatore privato è di 50 sterline al giorno più le spese, aumentata a 100 a partire dall’albo n.145. Ai numerosi clienti che sono accorsi nel suo studio nel corso degli anni il primo consiglio che solitamente ha dato è di andare da uno psicologo o uno psichiatra. Non crede nelle coincidenze.

        Biografia immaginaria
        La vita di Dylan Dog è stata parzialmente rivelata nei seguenti numeri della serie regolare: 1 (L’alba dei morti viventi), 7 (La zona del crepuscolo), 25 (Morgana), 43 (Storia di nessuno), 74 (Il lungo addio), 100 (La storia di Dylan Dog), 121 (Finché morte non vi separi), 151 (Il lago nel cielo), 200 (Il numero duecento), 241 (Xabaras!), 242 (In nome del padre).
        Nel 1686 (trecento anni prima dell’uscita del primo albo) lo scienziato alchimista Dylan Dog senior, insieme alla moglie Morgana e al figlioletto Dylan junior (di appena tre anni), è al comando di un galeone alla ricerca dell’ultimo componente che gli permetterà di realizzare il siero dell’immortalità.

        • Morgana

          Morgana

        Il viaggio per mare ha dato i suoi frutti: l’ultimo ingrediente sembra essere stato trovato nel corpo di uno sconosciuto mollusco marino. Dylan senior arriva così ad ultimare il siero e decide di sperimentarlo su se stesso e su Morgana.
        Nel frattempo, però, si scatena la rivolta dell’equipaggio. I marinai decidono di ribellarsi al comandante, ed uno di essi gli spara proprio poco dopo che si era iniettato il siero. L’effetto è devastante: Dylan senior non muore, ma lo sconosciuto mollusco si rivela un demone che decide di punire le ambizioni di immortalità dello scienziato.
        Dylan senior si sdoppia: la sua parte buona viene condannata a vivere per 666 anni in esilio su un asteroide ai confini dell’universo, mentre la sua parte cattiva, che prenderà il nome di XabarasAbraxas, uno dei nomi del diavolo) rimane sulla Terra, condannato ad essere temuto ed odiato da tutti. Xabaras riesce a contrastare la rivolta sul galeone ed a ricondurlo a Londra, dove si inabissa nei sotterranei della città. Qui decide di liberarsi di Morgana e del piccolo Dylan. La donna, anch’essa divenuta immortale, viene narcotizzata e rinchiusa in una bara di vetro, dentro il galeone, mentre il piccolo viene affidato ad un orfanotrofio. Lo scopo di Xabaras è quello di continuare indisturbato le sue ricerche sull’immortalità.

        • Xabaras

        Durante la prima notte in orfanotrofio, il piccolo Dylan riceve però la visita del demone marino che aveva sdoppiato il padre (che poi non è altro che il gatto magico Cagliostro), che lo catapulta avanti nel tempo di quasi tre secoli. Così succede che Xabaras, pentitosi di aver abbandonato il figlio, quando si reca nuovamente all’orfanotrofio per riprenderselo scopre che è misteriosamente scomparso. La sua voglia di ritrovarlo è così grande che anch’egli viene trasportato dal demone nella Londra del ventesimo secolo.
        Nella sua nuova epoca il piccolo Dylan è preso in affidamento da una giovane coppia. Il suo papà adottivo, curiosamente, si chiama pure Dylan, e così anche il nonno. Grazie a ciò, il piccolo Dylan, senza saperlo, mantiene lo stesso nome che aveva nel XVII secolo: è infatti lo stesso bambino a dire ai suoi genitori adottivi di chiamarsi Dylan, e proprio questo fatto, interpretato come un segno del destino, li convince a chiederne l’affidamento, senza sapere nulla sulla provenienza del bimbo.
        Tuttavia, proprio il mantenimento del nome originario facilita la disperata ricerca di Xabaras, che, dapprima spaesato in un’epoca non sua, riesce ben presto ad individuare il nonno adottivo di Dylan. Tuttavia quest’ultimo riesce ad ingannarlo, facendogli credere di essere il solo Dylan Dog di Londra e di non aver mai preso figli in adozione, e nascondendogli invece di avere un figlio, pure di nome Dylan, che abita a Crossgate e che ha preso in adozione il piccolo.
        In questo modo il piccolo Dylan, nascosto a Crossgate, riesce a vivere un’infanzia tranquilla, ignaro dell’esistenza di Xabaras, il suo vero padre (o meglio la metà cattiva del suo vero padre) che lo sta cercando.
        Il periodo della vita di Dylan che va dall’infanzia ai venti anni è al momento quasi totalmente ignoto. Si sa solo che a circa sedici anni trascorre la sua prima vacanza da solo a Moonlight, dove vive una difficile storia d’amore con una sua coetanea, Marina Kimball. In tale occasione trova la pistola modello Bodeo che diventerà la sua inseparabile arma.

        • Revolver Bodeo

        Il suo papà adottivo in ogni caso lo mette al corrente dell’esistenza del dottor Xabaras, che per loro è solo uno scienziato pazzo che nella sua follia crede di essere il vero padre di Dylan. Probabilmente in qualche occasione avviene anche qualche scontro tra il padre adottivo di Dylan e Xabaras, ad esempio all’epoca in cui quest’ultimo conduceva i suoi studi ad Inverary, il paesino caduto nella “zona del crepuscolo”.
        Verso i venti anni Dylan si trasferisce a Londra e diventa agente a Scotland Yard, agli ordini dell’ispettore Bloch. Questi ha una storia personale piuttosto triste: rimasto vedovo, ha dovuto crescere da solo il gracile figlio Virgil, senza tuttavia mai dargli l’affetto che un figlio meriterebbe. Bloch vede in Dylan tutte le qualità che avrebbe voluto in suo figlio, e lo prende particolarmente a cuore. Ciò suscita la gelosia di Virgil, acuendo il distacco affettivo da suo padre.

        • L'ispettore Bloc

        Nel frattempo, Londra subisce gli attentati dei militanti dell’IRA. Durante questo periodo difficile, l’agente Dog incontra per la prima volta il bizzarro Groucho e soprattutto si innamora di Lillie Connolly, cattolica militante dell’IRA. L’amore fra un inglese e un’irlandese è impossibile in quel contesto: la ragazza, già autrice di altri attentati, viene arrestata dopo un fallito attentato alla sede di Scotland Yard. Il resto si svolge, come molti episodi della vita di Dylan, in un clima onirico: nonostante la pena capitale in Inghilterra fosse già stata abolita, Lillie viene condannata a morte e Dylan ottiene di poterla sposare, prima che la ragazza venga giustiziata. In segno di lutto Dylan adotterà come suo look ufficiale il completo che indossava durante la sua storia con la bella irlandese: giacca nera, camicia rossa, jeans e scarpe clark (completo peraltro già indossato in passato, ad esempio all’epoca della sua storia con Marina, oppure nel 1978 all’epoca del primo incontro col detective dell’impossibile Martin Mystère).
        La morte di Lillie getta Dylan nello sconforto. Il ragazzo comincia a bere e finisce per lasciare Scotland Yard (mantenendo però illecitamente il suo tesserino scaduto, che gli tornerà utile in molte indagini future). Bloch cerca di aiutarlo a disintossicarsi dall’alcool, ma non può fare più di tanto, in quanto è alle prese con i guai del figlio Virgil, che si è dato addirittura alla droga.
        Dylan riesce comunque ad ottenere da Bloch la licenza di investigatore privato e, affittato un appartamento al numero 7 di Craven Road, inaugura la sua nuova professione di indagatore dell’incubo. Durante la sua prima indagine ritrova Groucho e lo prende come assistente. In realtà è quest’ultimo, ex attore cinematografico caduto in disgrazia, ad imporre a Dylan la sua presenza e a prendersi cura di lui, aiutandolo ad abbandonare il vizio dell’alcool. Con l’aiuto del suo bizzarro assistente, Dylan riesce anche a sfondare nella sua nuova professione. Per il primo caso risolto riceve, come pagamento, il maggiolone Volkswagen. Lo stesso Groucho, servendosi del misterioso negozio Safarà, completa la dotazione dell’indagatore dell’incubo, comprandogli il clarinetto, il diario con la penna d’oca, il campanello “urlante”. Presso lo stesso negozio (che in realtà è un varco fra dimensioni parallele aperto dall’enigmatico Hamlin) Dylan aveva già acquistato il modellino di galeone.

        • Maggiolone Volkswagen l'auto di Dylan Dog

        Nel frattempo si consuma il dramma di Virgil Bloch: il figlio dell’ispettore si fa uccidere, durante una rapina ad una gioielleria, davanti a suo padre ed a Dylan, dopo aver manifestato pubblicamente l’amore per suo padre e la gelosia nutrita nei confronti di Dylan. L’episodio finisce per rinforzare l’amore paterno di Bloch nei confronti di Dylan, contribuendo a liberare definitivamente Dylan dalla schiavitù dell’alcool.
        Nel 1986, ad esattamente trecento anni dall’inizio di tutto, Dylan Dog si dedica definitivamente alla sua professione di indagatore dell’incubo. All’epoca Dylan ha circa trentatré anni (la stessa età che aveva allora Tiziano Sclavi). Gli anni continueranno a passare ma la sua età rimarrà sostanzialmente sempre la stessa (forse per effetto degli episodi avvenuti tre secoli prima). Quell’anno si scontra personalmente per la prima volta con Xabaras.
        Nel 2006 avviene lo scontro finale tra Dylan ed il dottor Xabaras. L’indagatore dell’incubo scopre finalmente di avere di fronte il suo padre naturale (ma rimane ignaro del fatto che in realtà il dottore ne è solo la metà oscura) e scopre di essere nato nel diciassettesimo secolo. Nel frattempo Xabaras sembra aver definitivamente perfezionato il siero dell’immortalità, e lo sperimenta su se stesso, convincendo Dylan ad abbandonare la sua professione per vivere con lui e condividerne l’immortalità. Purtroppo ancora una volta il siero si rivela imperfetto: dona sì l’immortalità, ma la vita eterna è vuota, priva di sentimenti e di sensazioni. Xabaras, resosi conto che questo è il definitivo fallimento delle sue ricerche, si toglie la vita nell’unico modo possibile, sparandosi alla testa.
        A rimettere ordine nella vita di Dylan ci pensa Cagliostro, il gatto stregone già protagonista di altre sue avventure: ancora una volta la memoria di Dylan viene svuotata di quanto accaduto. Dylan torna alla sua professione di indagatore dell’incubo, mentre il corpo di Xabaras viene trasferito in un’altra dimensione, dalla quale tornerà solo quando sarà giunto il momento di ricongiungersi con la sua metà buona. Dunque il dottore scompare definitivamente dalla vita di Dylan.
        L’ultimo atto della carriera dell’indagatore dell’incubo è già stato narrato, anche se accadrà in un futuro imprecisato. Trascorsi i 666 anni di esilio, la parte buona del padre di Dylan tornerà sulla Terra. Contemporaneamente Dylan finirà il suo modellino di galeone, e ciò gli riporterà alla mente tutte le vicende passate. L’appuntamento per il ricongiungimento della famiglia Dog è nei sotterranei di Londra, sul galeone. Qui si ritroveranno non solo Dylan e la metà buona di suo padre, ma anche Xabaras e Morgana, la madre di Dylan, risvegliata dal lungo sonno nella sua bara di vetro. Le due metà del padre di Dylan si fonderanno nuovamente, ed il nostro eroe potrà finalmente vedere dal vivo, insieme, il suo vero padre e la sua vera madre. In seguito Dylan abbandonerà definitivamente la professione di indagatore dell’incubo e il suo appartamento di Craven Road, per andare a vivere, forse insieme a Groucho, una nuova vita, libera dal mistero dei suoi genitori.

        • Craven Road, London

        • Luoghi, oggetti e personaggi comprimari

        Groucho è l’assistente di Dylan. Il personaggio, del quale neanche Dylan conosce il vero nome, è sosia del comico Groucho Marx (motivo per cui Dylan sceglie di chiamarlo proprio Groucho, dal loro secondo incontro), dal quale prende numerosissime battute.
        Bloch (il cui aspetto fisico è una citazione dell’attore di gialli Robert Morley e il cui cognome è probabilmente un omaggio allo scrittore Robert Bloch) è l’ispettore di Scotland Yard e Dylan è stato in giovinezza uno dei suoi migliori agenti. Tra i due il rapporto esistente è molto vicino a quello tra padre e figlio.
        Jenkins è uno svampito agente di Scotland Yard, che fa spesso perdere la pazienza a Bloch.
        Lord H. G. Wells, pari d’Inghilterra ed omonimo dell’autore de “La guerra dei mondi”, è uno strampalato inventore che aiuta spesso Dylan nelle sue indagini. Il suo aspetto fisico è una citazione dell’attore David Niven.
        Madame Trelkovski è una sensitiva. In realtà i suoi poteri sembrano funzionare solo in presenza dell’aura di Dylan.
        Il professor Adam è uno scienziato scettico. Il suo aspetto fisico è una citazione dell’attore Sean Connery. Il personaggio è ispirato alla figura degli scienziati scettici sui fenomeni paranormali, che in Italia si riconoscono nel Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP), di cui lo stesso Tiziano Sclavi è socio.
        L’automobile è un maggiolone cabriolet di colore bianco (che spesso presenta problemi meccanici ma che Dylan non vuole cambiare) targato DYD 666. Nell’albo Il numero duecento (n.200) viene svelato il modo in cui l’indagatore dell’incubo è entrato in possesso del suo immortale e rumoroso veicolo. Dopo aver risolto il suo primo caso (uno zerbino stregato assillava i proprietari di un’abitazione), a Dylan venne offerta, al posto della parcella, l’automobile, che, già vecchia e rumorosa, creava solo disagi ai suoi proprietari. Nonostante in alcune storie finisca completamente distrutto, ritorna sempre integro nell’avventura successiva.
        Il negozio transdimensionale Safarà (parola araba che significa scoprire o esplorare) è spesso presente negli albi, ed è gestito da un personaggio sinistro e non proprio comune di nome Hamlin. Nonostante ricorra in molti fumetti, Dylan non ricorda di esserci mai entrato; in compenso vi acquista diversi oggetti rari.
        Il clarinetto (comprato nell’assurdo negozio transdimensionale Safarà) è lo strumento con cui Dylan sa suonare solo Il trillo del diavolo, celebre sonata in sol minore di Tartini peraltro in modo alquanto fastidioso soprattutto per le orecchie del suo assistente Groucho

        .

          Giuseppe Tartini

        Il modellino di galeone (destinato a non essere mai finito ed a cui si legano molte vicende riguardanti il passato del personaggio) venne acquistato dopo la morte di Lillie Connolly nel negozio Safarà. Viene terminato nel numero 100 della serie scatenando una serie di eventi che porteranno il nostro eroe ad incontrare i suoi genitori.
        La casa di Londra, al 7 di Craven Road (il nome si ispira a Wes Craven, uno dei più grandi registi dell’horror, autore tra l’altro di Scream) possiede un campanello che urla invece di suonare e un singolare quanto tetro arredamento, composto da modelli in grandezza naturale di mostri.

          La pistola, trovata in una grotta a Moonlight (paesino marittimo inglese) quando Dylan era ancora un ragazzino, e che tuttavia non porta quasi mai con sé, è spesso affidata a Groucho, il quale ha il compito di lanciarla a Dylan ogni volta che ne ha bisogno. È un modello Bodeo.
          I dischi che Dylan ascolta dopo aver suonato il clarinetto e dopo aver lavorato un po’ al galeone, sono spesso di musica heavy metal (questo elemento è poi andato scomparendo).
          La postura con la quale si siede per ascoltare, interessato e scettico, i casi che gli vengono affidati è spesso contorta.

            Quello che Dylan definisce il suo quinto senso e mezzo, cioè la sensazione che qualcosa non torni, che ci sia qualcosa da scoprire che avverte ad ogni nuovo caso, appare in moltissime sue avventure.
            Su una parete del suo studio v’è appeso il poster del Rocky Horror Picture Show.
            Botolo un cane randagio che viene salvato da Dylan da un pestaggio da parte di un gruppo di teppisti. Successivamente sarà il cane a salvarla all’indagatore dell’incubo.
            L’esclamazione di Dylan “Giuda Ballerino”, presente già dal primo albo e mai persa nel corso degli anni è oggetto di una leggenda urbana molto ricorrente tra i fans, che vuole che tale esclamazione sia stata usata per la prima volta nell’albo crossover Dylan Dog e Martin Mystère – Ultima fermata: l’incubo!, quando davanti ai due protagonisti si spalancò una voragine oltre la quale videro l’Inferno. Ciò vale, in verità, solo per il tormentone “Diavoli dell’Inferno” (frase ricorrente del BVZM), tanto è vero che Dylan usa l’espressione “Giuda Ballerino” anche in un flashback sulla propria adolescenza, nel numero 74 (Il Lungo Addio del 1993). Lo stesso Sclavi svela che l’esclamazione apparteneva ad un suo amico di lunga data, il giornalista Gianluigi Gonano.
            In ogni numero dell’Indagatore dell’Incubo sono presenti decine di citazioni più o meno palesi, frutto di una accurata scelta di Sclavi, appassionato di citazioni. Le più ricorrenti sono quelle di film horror anni 70-80, sia italiani che americani, e del celebre romanziere del brivido Stephen King. Il gioco, di solito, sta nello scrivere una storia originale o comunque intrigante partendo da un luogo o una situazione celebre. Un esempio lampante è l’albo numero 3, Le notti della luna piena, in cui ambientazione e alcuni personaggi sono citati da Suspiria di Dario Argento, dando però luogo ad una trama differente. Dario Argento, appunto, è uno dei più quotati, spesso in maniera molto sottile: nel numero 26, Dopo mezzanotte, un punk passa a Dylan una lattina di Coca-Cola piena di cocaina da sniffare dalla cannuccia, proprio come facevano i punk di Demoni. Un film, invece, che è stato maggiormente omaggiato nella collana è Psyco di Alfred Hitchcock, al quale sono stati dedicati due episodi: il numero 20, Dal profondo, e, anni dopo, il numero 243, L’assassino è tra noi, dove in quest’ultimo è stata realizzata una “versione maschile” della celebre sequenza dell’omicidio sotto la doccia.

            • Le donne di Dylan Dog


            Dylan ha molto successo con le donne; nei primi tempi, quasi in ogni storia finiva a letto con una cliente, sosteneva sempre di essere innamorato e alla fine la cliente moriva o lo lasciava. Alcune delle tante compagne di Dylan Dog sono rimaste impresse nell’immaginario dei fan dell’indagatore dell’incubo per le storie in cui sono state coinvolte o per la loro caratterizzazione. Particolare ed esplicito è il complesso di Edipo del protagonista: insegue nelle proprie numerose donne l’immagine della madre Morgana e si scontra drammaticamente con l’ombra del padre di Dylan-Xabaras, scisso in due metà che sembrano alludere alla ambivalenza della figura paterna e dei sentimenti di Dylan per il genitore.[1]
            Morgana: compare di rado. È assolutamente irraggiungibile, sospesa tra la vita e il sogno (o meglio l’incubo), e sembra che Dylan la cerchi ogni volta tra le tante donne della sua vita (anche se la cosa è controversa). La prima apparizione ufficiale di Morgana risale al numero 25, appunto intitolato Morgana, ma anche se non riconoscibile la donna compare nel numero 1 tra gli zombie vittima di Xabaras. Morgana è identificabile come la reale fidanzata di Dylan fino al numero 100, in cui egli scopre, dopo il ritorno di suo padre, come lei sia in realtà sua madre. Dal numero 1, la sua raffigurazione è sempre stata opera delle matite di Angelo Stano.
            Lillie Connoly: la moglie di Dylan Dog o meglio la donna che Dylan aveva sposato. Era una terrorista dell’IRA; resasi colpevole di attentati (uno in particolare contro la sede centrale di Scotland Yard a Londra) viene condannata a morte. La storia del decennale della testata (numero 121: Finché morte non vi separi) in cui si racconta del triste amore tra Dylan e Lillie favoleggia: la pena di morte era già stata abolita al “tempo degli avvenimenti”, il matrimonio si celebra su un isola fantastica.
            Bree Daniels: prostituta che chiama sempre Dylan storpiando il suo nome in “Dailan”. Donna molto indipendente e intraprendente rifiuta la richiesta di matrimonio di “Dailan” rimanendo prigioniera del proprio mondo. Quando riappare per la seconda volta si scopre che è malata di AIDS, e a nulla serve un patto di Dylan con la morte per salvarla. I numeri in cui compare Bree sono Memorie dall’invisibile[2] e Oltre la morte[3] e nello speciale La Scelta (6).
            Marina Kimball: è un amore adolescenziale di Dylan. La accompagna in un viaggio dove essi ricordano la propria adolescenza immergendosi nelle memorie. Alla fine del viaggio, il dolce e triste lungo addio: Dylan deve abbandonarla perché è già morta. La vicenda è narrata nel numero 74.[4]
            Kim: è la strega dell’Ovest (come ne Il mago di Oz) e vive a New York con il gatto Cagliostro, anche se poi si trasferisce in Inghilterra per un breve periodo. Compare in una coppia di storie molto surreali e grottesche. Uccisa dall’Anticristo viene riportata in vita, non più strega, dall’amore per Dylan. L’affezionatissimo Cagliostro deve abbandonarla perché può appartenere solo ad una strega. Muore di vecchiaia nel numero 242 a causa di un sortilegio ad opera del consiglio delle streghe. Sia Kim che il gatto sono citazione di una commedia comica degli anni cinquanta, Una strega in paradiso.
            Amber Cat: prende parte a quelle storie, molto Hellzapoppin’, molto splatter, che hanno a che fare con il bosco di Golconda a Londra e con la città di Golconda in India. In questa storie compaiono invariabilmente gli uomini con la bombetta di René Magritte, un occhio gigante a bordo di un tandem, un diavolo gigante.

            • Golconda, Renè Magritte

            Anna Never: la sua prima comparsa è ne Il fantasma di Anna Never (n. 4, gennaio 1987). È una ragazza molto ingenua e distratta, che sovente combina guai. Polacca, fa l’attrice, ma spesso viene cacciata dai set per il suo essere eternamente con la testa fra le nuvole e per la sua propensione a causare danni in continuazione.
            Pearl Dee: Per quanto non sia mai stata ‘con’ Dylan (all’epoca della sua prima comparsa, in Scanner, ha solo 15 anni) gli è molto affezionata. Ricompare in La Piccola Morte, ormai diciottenne. Pearl è una Little Death, ovvero una ragazza dotata di poteri ESP, che le permettono di uccidere qualunque essere vivente che lei possa vedere, a qualunque distanza. Ulteriore particolarità, sembra sia stata scelta dalla Morte per essere un giorno la sua compagna.
            Madeleine Dee: Madre di Pearl, compare in Scanner. Si rivolge a Dylan quando la figlia, da lei creduta morta subito dopo la nascita, le telefona dopo essere scappata dal laboratorio in cui era rimasta per quindici anni. Ovviamente ha una relazione con Dylan, relazione che si scopre finita da tempo in La Piccola Morte.
            Madame Trelkowsky: È una anziana medium estremamente potente, ovviamente non ha mai avuto relazioni con Dylan ma ha collaborato con lui in moltissime occasioni per risolvere determinati casi in collaborazione con l’Ispettore Bloch. Ha una giovane nipote, Diana, che compare nel n. 60 con cui Dylan intreccia una breve relazione.
            Trudy: È la grossa e muscolosa guardiana del Centro per donne maltrattate che in Verso un mondo Lontano prima accoglie duramente Dylan, mettendolo ko con un colpo di karate, poi lo aiuta, o meglio dà una lezione durissima ad un marito violento, quasi uccidendolo di botte e distruggendogli la casa. Esperta di lotta, fisicamente enorme, androgina, ha un odio viscerale per il sesso maschile, ma alla fine dice a Dylan che gli è “quasi simpatico”. È una delle poche che non vanno a letto con Dylan Dog, perlomeno non è mostrato, sebbene la cosa venga lasciata probabilmente intendere.
            Dora: è l’infermiera che si occupa di Johnny Freak nell’omonimo albo. Inizialmente è fidanzata con Dougal, il fratello di Johnny. Poi, scoprendo i suoi inganni e malefatte lo lascia per Dylan, del quale si era innamorata fin dall’inizio. Soffrirà immensamente per la morte di Johnny. Viene uccisa proprio da Dougal nell’albo 127[5].

              • Note
              1. ^ www.nonsolomanga.it: Mi chiamo Dylan Dog, a cura di Claudio Paglieri. URL consultato il 18-10-2007.
              2. ^ Dylan Dog n. 19, aprile 1988.
              3. ^ Dylan Dog n. 88, gennaio 1994.
              4. ^ Il lungo addio, novembre 1992.
              5. ^ Il cuore di Johnny, aprile 1997.

              • Voci correlate

              • Altri progetti

              • Collegamenti esterni
              7 commenti leave one →
              1. Morgana permalink
                29 settembre 2008 10:57 AM

                Molto interessante!

              2. 13 ottobre 2009 2:41 PM

                Tra tutto, la citazione di Umberto Eco è la cosa che più mi ha colpito in assoluto.. grandioso!

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