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Gon

14 giugno 2008

Gon di Masashi Tanaka
di Masashi Tanakaby Domenico “Tronky” Vona

Titolo originale: “Gon”.
Provenienza: Giappone.
Pubblicazione originale: serializzato in 15 episodi di lunghezza variabile (generalmente intorno alle 32 tavole) sulla rivista Morning della Kodansha, a partire dal 1992. Poi raccolto in 4 volumetti di lusso arricchiti con l’aggiunta di 4 tavole a colori ciascuno. La serie è attualmente in corso, e prevede la pubblicazione di circa un nuovo volume all’anno. A questa produzione, prevalentemente in bianco e nero, si aggiungono storie brevi di 8 pagine interamente a colori.
Edizione italiana: la Star Comics ha finora pubblicato tutti e 4 i volumi Kodansha in un formato identico a quello originale (brossurati di 15×21 cm, 136 pp. il n.1, 144 pp. i nn.2 e 3, 160 pp. il n.4), sui nn. 1, 2, 5 e 24 della collana Storie di Kappa (datati rispettivamente settembre 1993, marzo 1994, ottobre 1994 e settembre 1996). Sei storie brevi a colori sono inoltre state raccolte nel numero 4 della collana Kappa Extra (uno spillato di 18×26 cm e 48 pagine, datato settembre 1998). In precedenza si erano visti due brevi sequenze a colori all’interno dei nn.15 e 21 del mensile antologico Kappa Magazine (settembre 1993 e marzo 1994). Si tratta tuttavia di due estratti dei primi due volumi non pubblicati nella loro sede consona ma usati come trailer pubblicitario. Supervisione generale: Kappa Boys.
Reperibilità: Discreta, in linea generale. I primi Storie di Kappa sono stati a lungo fuori catalogo, ma di recente hanno goduto della periodica ristampa (come di consueto senza darne indicazione alcuna sui volumi stessi), proprio in occasione dell’uscita del nuovo speciale a colori. Sia questo che quelli sono attualmente disponibili in quasi ogni fumetteria. I due numeri di Kappa Magazine possono invece essere reperiti solo nelle fumetterie più fornite in fatto di arretrati, e rischiano di essere più difficili da procurarsi. La Star Comics continuerà comunque a pubblicare i nuovi volumi in contemporanea col Giappone e il resto del mondo.
Prezzo: ogni volumetto (incluso quello a colori) ha un prezzo di copertina di L. 5.000. I Kappa Magazine costavano L. 4.500 (in generale sono comunque poco consigliati, poiché la presenza di Gon all’interno del numero si riduce a sole 4 pagine).

Gli episodi

La Storia

Gon, la più celebre opera di Masashi Tanaka, da tempo gode di un meritassimo successo che spazia ben oltre i confini
del Giappone, e vede salutata ogni sua nuova uscita in volume con un’edizione in contemporanea con il resto del mondo. “Ma che cos’ha di tanto speciale questo fumetto?”, vi chiederete voi.
Partiamo dal principio. Gon narra le avventure di un piccolo dinosauro, forse l’ultimo della sua razza sopravvissuto fino ai giorni nostri, che scorrazza in scenari naturali incontaminati combinando a1.jpg (18831 byte) nefandezze come solo una bestia selvatica e molto rompiballe è capace di fare.
Potete star certi che un personaggio come Gon non l’avete mai visto. Il nostro dinosauretto è infatti una vera forza della natura: è sì piccolo, ma anche estremamente feroce, prepotente ed egoista; le sue azioni sono spesso dettate dal puro e semplice istinto di sopravvivenza o dal capriccio. E a farne le spese sono gli altri animali che si ritrovano a subire le conseguenze delle azioni del cucciolo preistorico. Sì, perché Gon è pur sempre un cucciolo: un discolo pigro, ingordo e invadente, ma anche dannatamente simpatico e in fondo tanto bisognoso d’affetto, che vi strapperà più di una risata e a cui sicuramente finirete per affezionarvi.
Gon è anche un gran giramondo, e seguendolo vi ritroverete proiettati in ogni sorta di ambiente naturale che il nostro pianeta abbia da offrire: savane, foreste tropicali, deserti, distese di ghiaccio antartico e perfino il profondo oceano saranno costretti a dover subire il catastrofico passaggio del terribile dinosauro. E a tale molteplicità di ambienti non poteva certo essere da meno la grande varietà degli animali che li popolano, splendidamente rappresentati con un azzeccatissimo mix tra un segno perfetto e minuzioso e il tipico stile caricaturale nipponico.
Ma la particolarità di questo fumetto sta tutta in una qualità che al giorno d’oggi è merce rara: l’originalità. E oltre che nello stile grafico anticonvenzionale e nel soggetto folgorante, un ulteriore aspetto estremamente peculiare sarà fornito dall’assenza totale di balloons, didascalie e onomatopee: Gon è infatti privo di ogni sorta di parole o rumori. Un caotico silenzio.

Le Note

Il successo planetario di Gon (che ha generato un vastissimo merchandising fatto di peluches, modellini, magliette, cancelleria, videogiochi e un immancabile film d’animazione) si è tradotto nella creazione di un’inconsueta joint-venture tra case editrici internazionali interessate a pubblicare nel proprio paese le avventure della creatura di Masashi Tanaka. L’universalità del linguaggio di Gon ne ha diffuso il successo in tutto il mondo a una velocità sorprendente. Questi gli editori che partecipano alla partnership per il “Progetto Gon” partito ovviamente dalla giapponese casa-madre Kodansha: DC Comics (USA), Casterman S.A. (Francia e Belgio), La Cupula (Spagna), Edition Kunst der Comics (Germania), M.G. Creative Pte. (Hong Kong), Vibulkij Publishing Group (Tailandia), Elex Media Komputindo (Indonesia), Dai Won Publishing (Corea), China Times Publishing (Taiwan). Oltre alle nostrane Edizioni Star Comics.

Parlare di Gon provoca inevitabilmente una riflessione sul significato che attribuiamo al termine “fumetto”. Spesso siamo portati a identificare il fumetto come l’unione tra testo e disegni. Malgrado Gon sia però privo di parole (e non è comunque il solo esempio esistente, peraltro), sfido chiunque ad affermare che non si tratti di un fumetto. Scopriamo allora che l’anima stessa del fumetto non risiede affatto nelle parole, che anzi ci sembrano per la prima volta quasi superflue, e che la magia che ci ha sempre tanto affascinato si identifica con la sequenzialità. Ciò che proviene dalla giustapposizione delle vignette che compongono la tavola, e che ispirò al grande Will Eisner la definizione di “arte sequenziale”. L’interessantissimo saggio “Capire il fumetto – L’arte invisibile” (Understanding Comics – The Invisible Art) di Scott McCloud tratta in forma estesa ed esauriente questi argomenti.
Non credo di esagerare se affermo che Gon è dunque quanto di più vicino ci possa essere alla concezione di “fumetto” nella sua purezza più assoluta, mondato dalla presenza accessoria delle parole e in grado di mostrarci l’intera potenzialità di questo mezzo espressivo, tanto spesso considerato un’arte ibrida di serie B, o peggio una produzione rivolta esclusivamente a un pubblico infantile o dalle scarse risorse culturali.

Il Giudizio

Gon è semplicemente uno dei fumetti più geniali e innovativi degli ultimi anni.
Il primo elemento che balza all’occhio sono sicuramente i disegni. Masashi Tanaka ha sviluppato uno stile eccellente: la descrizione visiva degli scenari naturali è semplicemente mozzafiato, e lo stesso vale anche per i personaggi, disegnati con un tratto meravigliosamente preciso e realistico, così lontano dagli animali umanizzati con gli occhioni luccicanti di mamma Disney, e perfettamente integrato con la tradizione grafica umoristica giapponese (che emerge spesso, ad esempio nelle espressioni facciali), ma al contempo caratterizzato da un tratteggio vicino alla scuola occidentale, e completamente privo dei classici a1.jpg (2735 byte)retini adesivi. Quest’originale combinazione di realismo grafico e simbolismo comico viene a formare uno stile unico e originalissimo, che fa raggiungere alla veste grafica del fumetto in questione le vette dell’eccellenza.
Ma non solo qui risiede la particolarità di Gon. Un lettore occasionale che sfogli per la prima volta il fumetto, passato lo stupore iniziale per i disegni si troverà di fronte a un’altra grossa sorpresa: Gon è assolutamente privo di dialoghi ed effetti sonori. Un susseguirsi di vignette libere da balloons e onomatopee di ogni sorta, dove la dinamica narrazione è affidata esclusivamente all’immagine e alle sapienti inquadrature.
Una scelta indubbiamente quasi inedita, che va a scontrarsi con la concezione di fumetto più diffusa. Ma d’altra parte… che dialoghi potrebbero avvenire tra dinosauri, grizzly, leoni e tartarughe?
La grandezza di Gon è proprio questa, lasciare la narrazione esclusivamente alle immagini, per mezzo di una sapiente regia della tavola, capace di alternare in maniera più cinematografica che mai sequenze mozzafiato a maestose panoramiche delle splendide ambientazioni che fanno da teatro alle incredibili gesta del nostro eroe.
L’assenza di parole viene così a creare un messaggio universale (finalmente libero dalle troppo frequenti travisamenti degli adattatori), per un fumetto realmente universale in tutti i suoi aspetti, e che ha saputo conquistare anche chi credeva che i manga fossero frutti tropicali o giù di lì.
Il messaggio penso sia chiaro: la grandezza dei capolavori prescinde dal genere di cui fanno parte, o nel quale sono stati inquadrati. Cerchiamo di uscire dal nostro guscio e scopriremo quanto ci siamo persi snobbando interi generi di fumetto, rinchiudendoci nei soliti stupidi, banali pregiudizi.

Curiosità …

Se, giocando a Tekken 3 (il grandissimo picchiaduro per Playstation), tra un frullato di calci di Howrang e un fritto di cervella di Heihachi, vi ritrovate improvvisamente come avversario un piccolo dinosauro arancione, non stupitevi… Ebbene, Gon è uno dei personaggi nascosti del gioco. Battetelo senza pietà e ve lo ritroverete tra i characters selezionabili. Davvero memorabile la tecnica speciale a base di fetidi peti… Quasi quanto la superba sequenza animata che funge da finale se completerete il gioco usando il pestifero rettile.

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