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Il fumetto erotico italiano si fa donna

2 giugno 2008

L’autrice romana Cristina Fabris

Le sue illustrazioni sono ambientate nel regno del feticismo estremo e del sadomaso

C’è chi associa il fumetto erotico ad autori di culto come Milo Manara e Guido Crepax. Per altri i racconti disegnati per adulti sono quelli portati in edicola negli anni Sessanta e Settanta dalla coppia Barbieri-Cavedon, primo fra tutti Zora La Vampira. Poi ci sono gli appassionati di manga osé provenienti dal Giappone. Ma davvero per parlare di hard comics bisogna tornare indietro di 30 anni o spostare lo sguardo sul paese del Sol Levante? Non è così. Lo dimostra una recente pubblicazione della casa editrice Purple Press: Chiudi gli occhi, raccolta antologica di disegni, bozzetti e strisce della romana Cristina Fabris, autrice di fumetti erotici conosciuta anche all’estero.

Classe 1971, la Fabris pubblica da anni per diversi editori italiani e stranieri. Finora la sua opera di maggior successo è stato il volume Fetish, distribuito anche negli Stati Uniti, in Francia e in Olanda. «Mi sono avvicinata al fumetto erotico leggendo Crepax e Manara. Ho iniziato con due grandi, avevo circa 20 anni», racconta la fumettista. «Poi alla scuola del fumetto di Roma mi ritrovai come insegnante Massimo Rotundo, autore della serie Ex Libris Eroticis, e incominciai a

disegnare delle mie storie. Tutta roba autoprodotta: le fotocopiavo e le vendevo alle fiere. È stato nel 2002, grazie alla Coniglio Editore, che quella che per me era una passione è diventata anche un lavoro. Inizialmente scrivevo io tutte le trame; dal 2003, invece, collaboro con la sceneggiatrice Luciana Del Re».

Donne che si baciano, donne legate, donne vestite di latex… Le illustrazioni di Cristina sono ambientate nel regno del feticismo estremo e del sadomaso. «Ciò che più mi piace è sedurre con il disegno e raccontare con il linguaggio del fumetto l’erotismo che pervade la natura umana. Nell’erotismo è già stato detto tutto, per cui è fondamentale rimescolare e reinterpretare il materiale che si ha a disposizione per dire cose nuove». Parla così la fumettista 37enne, che ha appena dato alle stampe il seguito di Fetish. Il titolo è Anna Lynch: la porta d’oriente. La storia ruota attorno a una manager rampante che, giunta a Hong Kong per dirigere la filiale locale della banca

d’affari statunitense per cui lavora, inizia a tessere una tela di ricatti sessuali aiutata dai due collaboratori Jerome e Krystal, fratello e sorella, che vivono una relazione incestuosa e sadomasochistica.

«Come donne che si rivolgono a un pubblico prettamente maschile io e Luciana Del Re raccontiamo le nostre fantasie, rispetto agli uomini forse abbiamo un punto di vista meno materiale, più cerebrale», commenta la Fabris. «Non credo esista un confine preciso tra erotismo e pornografia. Può essere erotico anche un rapporto orale esplicito, dipende sempre da come si narrano e si disegnano le cose».

LINK

http://www.cristinafabris.com/?lang=eng&pg=main

Tavole di Cristina Fabris

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One Comment leave one →
  1. 9 ottobre 2009 4:31 PM

    bello complimenti

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