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Asterix e i Britanni

2 giugno 2008

Asterix e i Britanni

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Asterix e i Britanni
fumetto
Titolo originale Astérix chez les Bretons
Testi René Goscinny
Disegni Albert Uderzo
Editore Dargaud
Albo unico
Editore it. Mondadori
Genere comico
Dargaud

Asterix e i Britanni (Astérix chez les Bretons) è l’ottava storia a fumetti della serie Asterix il gallico, creata dal duo francobelga René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni). La sua prima pubblicazione in lingua originale risale al 9 settembre 1965, all’interno della rivista Pilote; in seguito è stata ristampata in albo brossurato nel 1966. In Italia è edita, come le altre avventure della serie, da Mondadori.

Una versione a cartoni animati della storia, dal titolo italiano di Asterix e la pozione magica, è invece apparsa nel 1986.

https://i1.wp.com/img520.imageshack.us/img520/7332/villaggioka6.jpg

Trama

Giulio Cesare sbarca con le sue legioni in Britannia, conquistandola in breve tempo. Solo un villaggio di irriducibili guerrieri Britanni resiste all’invasione, pur se in inferiorità numerica. Preoccupato per le sorti della guerra, il capo del villaggio, Zebigbos, invia uno dei suoi guerrieri, Beltorax -lontano cugino di Asterix– a chiedere aiuto ai Galli del ben noto villaggio in Armorica. Qui, il guerriero Britanno ottiene dal druido Panoramix un’intera botte di bhttps://i0.wp.com/g.courtial.free.fr/Asterix_Obelix_wallpaper_fond_d_ecran.jpgevanda magica, sufficiente a sostenere i suoi compagni nella guerra contro i Romani. Inoltre, Asterix e Obelix si offrono di aiutarlo a riportare la pozione al villaggio, ed il trio salpa così per le isole britanniche. Tallonati dai Romani, venuti per caso a scoprire lo scopo del viaggio -e ben intenzionati ad ostacolarlo- e dopo varie peripezie, Asterix, Obelix e Beltorax giungono in prossimità della meta, ma a seguito di uno scontro con una galea romana lungo il Tamigi la preziosa botte viene distrutta ed i suo carico disperso nel fiume. I tre non possono far altro che avviarsi mesti al villaggio, ormai inesorabilmente minacciato dall’avvicinarsi delle legioni, ma a questo punto Asterix, con un’alzata d’ingegno, ha l’idea di preparare lui stesso una “pozione” usando alcune erbe a lui sconosciute ottenute, prima della partenza, da Panoramix. L’infuso non ha ovviamente alcun potere magico, ma riesce ad infondere coraggio ai guerrieri di Beltorax, che così galvanizzati affrontano e sconfiggono i romani, facendoli desistere dai propositi di conquista. Solo dopo il ritorno a casa dei Galli viene svelato, per bocca del Druido, che le foglie usate da Asterix per preparare la falsa “pozione” -e divenute per decisione di Zebigbos bevanda nazionale di Britannia- provenivano in realtà da una pianta originaria di “terre molto lontane”: il .

Elementi storici

Anche se, come in tutte le storie di Asterix, gli autori non si pongano scrupoli a concedersi più di una licenza per quanto riguarda l’accuratezza storica, e facciano largo uso di anacronismi, soprattutto con fine comico, alcuni fatti narrati nel fumetto hanno una controparte storica.

Giulio Cesare invase effettivamente la Britannia due volte, nel 55 e nel 54 a.C.. Lo stesso Cesare, nel suo De Bello Gallico, scrisse come i Britanni fossero in buoni rapporti con i Galli del continente -appartenendo entrambi alla popolazione celtica, e parlassero una lingua simile alla loro, fatti correttamente sottolineati anche nel fumetto. Infine, nelle prime vignette viene detto come il capo dei Britanni, che fronteggiò l’avanzata romana venendo sconfitto, fosse Cassivellauno, personaggio storicamente esistito.

Elementi umoristici

Come in altri albi di Asterix, che vedano il protagonista impegnato in viaggi in paesi estranei, le principali gag presenti nel fumetto riguardano la ridicolizzazione di usi e costumi -moderni- degli abitanti dei luoghi visitati: in questo caso, gli Inglesi.

Molte situazioni presenti nel fumetto ricalcano stereotipi (più o meno veritieri) comunemente associati alla Gran Bretagna ed al popolo britannico: la https://i0.wp.com/4.bp.blogspot.com/_I6fRquEc_PQ/R-l9LXDnejI/AAAAAAAACm8/2dGcZe1S88Q/s400/asterix.jpgconsuetudine dell'”ora del té” (che, prima dell’arrivo di Asterix, consiste nel bere semplice acqua calda, talvolta con un velo di latte) e del riposo al weekend (e infatti, nella seconda tavola, viene detto come Cesare abbia ragione dei Britanni sfruttando il fatto che questi smettessero di combattere ogni giorno alle cinque di pomeriggio e ad ogni fine settimana), gli autobus a due piani, l’uso di ombrelli, la pioggia, la nebbia e così via. Una gag ricorrente riguarda il pessimo cibo: il cinghiale che si mangia in Britannia è infatti “bollito con salsa alla menta” e risulta immangiabile persino al vorace Obelix, e la birra viene servita tiepida (un riferimento alle birre stout, solitamente servite a temperatura ambiente o comunque molto più bassa rispetto alle lager).

Anche la lingua inglese viene parodiata, con Beltorax e gli altri Britanni che parlano usando inflessioni che risultano quantomeno bizzarre a Asterix e Obelix: l’uso esasperato delle “question tag” (la consuetudine inglese di concludere le frasi affermative con una interrogativa) o la consuetudine grammaticale di porre l’aggettivo sempre prima del sostantivo cui è riferito (ad esempio, la “pozione magica” diventa una “magica pozione”), etc. Anche molti modi di dire inglesi vengono parodiati: ad esempio Beltorax si presenta ai galli apostrofandoli con uno “scuotiamoci le mani!” (traduzione letterale dell’espressione “Let’s shake our hands“), invito che Obelix accoglie con eccessiva foga.
È interessante notare come, nell’edizione in lingua inglese del fumetto, l’effetto viene reso facendo parlare i britanni con un inglese altolocato ed antiquato, per distinguerlo da quello parlato dai Galli. Ad esempio, Beltorax finisce ogni frase con “What”.

Altre gag riguardano il tunnel sotto la manica, cui accenna Asterix appena sbarcato in Britannia, e di cui Beltorax dice che la costruzione “andrà per le lunghe” (nel 1965, malgrado vari progetti e annunci, la sua costruzione non era nemmeno iniziata), i Beatles, che appaiono fugacemente nella 15° tavola, il rugby, sport nato in Inghilterra ma molto amato anche in Francia, a cui il manesco Obelix si appassiona subito (ed infatti, dopo aver fatto irruzione nel campo da gioco, afferma “bisognava bene che segnassi una meta… forza Gallia!”), la torre di Londra (“torre di Londium”) nella quale viene rinchiuso Obelix, ma che sarà costruita solo ne 1078, e il complicato sistema di misurazione anglosassone, non decimale, che farà esclamare a Obelix la sua classica espressione: “Sono Pazzi Questi Britanni!”.https://i1.wp.com/www.understandfrance.org/Images/AsterixObelix.jpg

Versione animata

La versione a cartoni animati della storia venne realizzata nel 1986, con il titolo originale di Astérix chez les Bretons, ribattezzato in Italia Asterix e la pozione magica. A differenza di altre trasposizioni, il lungometraggio è piuttosto fedele al fumetto, tranne che per alcune piccole differenze (la principale delle quali è la presenza del cagnolino Idefix, che nella storia originale viene lasciato a casa e non accompagna Obelix nel viaggio).

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