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Carl Barks

1 giugno 2008

« Per me Barks (e non sono certo il primo ad affermarlo) è il più grande narratore del ventesimo secolo. E non ho detto la parola “probabilmente”. Chi non è d’accordo, si sbaglia. È nato all’inizio del secolo ed è morto, nel suo centesimo anno di vita, durante l’anno finale di quel secolo. Che è stato il suo. »
(Don Rosa, autore di fumetti Disney


Carl Barks in Finlandia, durante il tour europeo, nell’estate 1994.
Carl Barks (Merril, 27 marzo 1901Grant Pass, 25 agosto 2000) è stato un autore di fumetti statunitense.
È stato uno dei più importanti autori di fumetti della storia, un talento naturale, grande innovatore, che ha contribuito a rendere un’arte il fumetto, rivoluzionandolo. Grande disegnatore e narratore, ha influenzato diverse generazioni di artisti ed illustratori, lasciando un segno indelebile nella storia di quest’arte, grazie alla sua fervente creatività. È l’inventore di Paperopoli e di molti dei suoi abitanti, tra i quali Paperon de’ Paperoni, il personaggio per il quale è più famoso, e per questo è noto anche come L’uomo dei paperi.
Le parole di Don Rosa, uno dei più grandi eredi e continuatori dell’opera di Barks, rendono evidente non solo il grande affetto che questo cartoonist, e con lui molti altri nel mondo, uniti a milioni di fan di diverse generazioni, nutre verso il Comic Book King, ovvero il Re dei Fumetti, il più grande.

https://i0.wp.com/forbiddenplanet.co.uk/blog/wp-content/uploads/2008/04/Carl%20Barks%20Uncle%20Scrooge.jpg


Biografia
Il 27 marzo del 1901, dai già quarantenni William Barks e Arminta Johnson, nasce Carl Barks, destinato a rivoluzionare il mondo dei fumetti con il suo tratto semplice e dinamico e le sue storie ricche di avventura, sentimento e risate.
Al Comic-Con International di San Diego nel 1982

Al Comic-Con International di San Diego nel 1982
Dopo aver cambiato molti lavori, Barks, nel 1928, vende le sue prime vignette ad un giornale umoristico di Minneapolis, il Calgary Eye-Opener. A causa della sua passione e dell’intensità con cui si impegna nel suo lavoro di disegnatore, si separa, nel 1930, dalla sua prima moglie, sposata nel 1923. Nel 1935 l’Uomo dei Paperi legge su un quotidiano che Walt Disney cerca nuovi talenti per aumentare lo staff dei suoi animatori. Barks, allora, invia alcuni schizzi e vignette e riceve subito una lettera di risposta: a novembre sarebbe stato accettato ai corsi di insegnamento. Inizia quindi il suo lavoro alla Disney come intercalatore (ovvero il disegnatore che si occupa dei disegni intermedi dell’animazione) nel gruppo di George Drake. Dopo sei mesi passa al reparto soggettisti: è qui che scrive le sue prime gag su Paperino, prossimo al lancio sul grande schermo.
È del 1937 il primo cortometraggio che vede l’intervento di Barks: Modern Inventions, diretto da Jack King. Sua è la sequenza più divertente di tutto il cartone animato, in cui Paperino viene legato a testa in giù su una sedia da barbiere e un robot scambia per la testa il suo fondoschiena, iniziando così a raderlo: per questa idea riceverà un premio di cinquanta dollari dallo stesso Disney.https://i2.wp.com/www.bookpalace.com/acatalog/BarksExpert.jpgIl primo personaggio creato dal maestro dell’Oregon è Ciccio, il futuro assistente scansafatiche di Nonna Papera: Harry Reeves ne è il co-creatore. Ispirato alla mimica di Stan Laurel, Ciccio fa il suo esordio nel film Donald’s Cousin Gus. La sua prima storia a fumetti è datata, invece, 1942. Con la collaborazione di Jack Hannah, Paperino e l’oro del pirata (questo il titolo della storia) è anche la prima storia avventurosa mai scritta con Paperino protagonista: in breve racconta le peripezie di Paperino e nipoti alla ricerca di uno scomparso tesoro; il loro avversario sarà Pietro Gambadilegno, che presto sarebbe diventato l’acerrimo rivale di Topolino. Sempre nello stesso anno, e sempre con la collaborazione di Jack Hannah, oltre che insieme a Jack King, esce Pluto salva la nave, intricata spy-story la cui pubblicazione italiana è iniziata sin dal primo numero di Topolino libretto.
Nel 1944 si trasferisce a San Jacinto, a est di Los Angeles, dove lavora in un allevamento di polli con la seconda moglie. Il 6 novembre dell’anno prima ha lasciato gli studi di animazione della Disney: non gli interessavano i film sulla difesa militare che, all’inizio della Seconda guerra mondiale, sono diventati la principale attività degli Studios. Mantiene, però, il rapporto con la Western Printing & Lithographing co., allora licenziataria Disney per gli albi a fumetti USA; esce, infatti, ad aprile, la sua prima storia di Donald Duck su Walt Disney Comics & Stories (WDCS) n. 31: Paperino e i corvi. Il mese dopo esce Paperino e il gorilla, la sua prima storia completamente scritta e disegnata.
Il 1947 è forse uno degli anni storici per tutti gli appassionati di fumetti Disney: è infatti l’anno di esordio di Uncle Scrooge, meglio noto in Italia come Zio Paperone. Ispirato a Ebenezer Scrooge, il protagonista del Canto di Natale di Charles Dickens, il personaggio doveva apparire solo per una storia, Paperino e il Natale su Monte Orso, uscita sul 178 di Four Color, ma il successo fu talmente enorme che ancora oggi, a 60 anni dal suo esordio, il papero più ricco del mondo continua a divertire e stupire con le sue avventure.https://i1.wp.com/www.bookpalace.com/acatalog/BarksDude.jpgAnche il suo secondo matrimonio naufraga: nel dicembre del 1951 arriva il divorzio. Quasi contemporaneamente, a settembre, inizia a prendere forma il primo numero del glorioso albo Uncle Scrooge. Tre anni più tardi (1954) sposa la sua terza e ultima moglie, Margaret Williams, pittrice, chiamata dagli amici Garé, che gli ha già fatto da assistente per il lettering e l’inchiostrazione in numerose storie, a cominciare da Paperino e l’esca diabolica. Solo la morte di lei, avvenuta nel 1993, li separerà.
Nel frattempo, grazie al fondamentale contributo di Barks, WDCS diventa la rivista a fumetti più venduta, toccando cime anche di 3 milioni di copie nel settembre del 1953.
La sua collaborazione con la Western si chiude ufficialmente nel 1967: benché pensionato, su insistenza di Chaise Craig, redattore capo, realizza un’ultima storia, Paperina la magnifica temeraria.
Nell’agosto 1968, il centosettantesimo Oscar Mondadori è la prima pubblicazione al mondo ad accreditare ufficialmente Carl Barks come autore di storie disneyane. Il titolo del volume è Vita e dollari di Paperon de Paperoni ed è introdotto da Dino Buzzati e Mario Gentilini, storico direttore di Topolino.
Nel 1971, il cartoonist dell’Oregon inizia a lavorare ai suoi famosi oli a tema disneyano: il là gli viene dato dalle insistenze di Glenn Brey, collezionista californiano e fan di Barks. Ottenuto il permesso dalla Disney di realizzare quadri con i paperi, realizza la sua prima opera, ispirata alla copertina del numero 108 di WDCS. Questa nuova iniziativa avrà un successo strepitoso tra i fan, tanto che zio Carl sarà “costretto” a continuare questa attività.
Il primo saggio sulla sua opera è invece del 1974, edito da Sansoni, editore fiorentino. Piero Marovelli, Elvio Paolini e Giulio Saccomano sono gli autori di Introduzione a Paperino – La fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks: il volume è corredato anche della prima cronologia delle sue storie, compresa la loro collocazione italiana.
La produzione degli olii e acquarelli a tema non disneyano risale, invece, al 1978, quando la Disney gli ritira il permesso di realizzare quadri con i suoi personaggi. Tra le molte splendide opere, è presenta anche una lunga serie ritraente paperi antropomorfi, che sono una genuina creazione di Barks.
Con Burne Hogarth nel 1982

Con Burne Hogarth nel 1982
Nel 1981, come tributo alla sua fama, lo scrittore Michael Barrier [1], già fondatore della rivista Funnyworld, pubblica per conto dell’editore M.Lilien di New York l’atteso saggio Carl Barks and the Art of the Comic Book. In aprile esce, in USA, il volume della Celestial Arts, Uncle Scrooge McDuck, His Life and Times, che contiene anche una storia scritta e illustrata da Barks: Scendi piano, sabbia del tempohttps://i1.wp.com/www.michaelbarrier.com/Essays/Barks/barks_painting.jpg
Il 1987 è l’anno della partenza del mensile Zio Paperone: il suo obiettivo è quello di ristampare, in maniera filologica, l’intero corpus barksiano. Oggi prosegue le pubblicazioni stampando gli inediti dei suoi eredi e le storie di altri grandi maestri disney e riproponendo, in alcune occasioni, alcune delle sue storie. L’iniziativa segue altre simili che stanno nascendo in tutto il mondo, tra cui spicca la Carl Barks Library: lussuosi volumi cartonati editi da Another Rainbow che, in bianco e nero, ristampano le storie del maestro dell’Oregon.
Nel 1994 Barks lascia, per la prima volta, gli Stati Uniti per recarsi in Europa, dove riceve un’accoglienza strepitosa. Tra la fine di giugno e gli inizi di luglio visita l’Italia, paese cui è molto legato anche grazie alle numerose iniziative che l’Italia stessa gli ha dedicato e ai molti cartoonist nostrani che ha conosciuto (su tutti Romano Scarpa). Dello stesso anno è Zio Paperone – Una cavalcata nella storia, su disegni di William Van Horn, sua penultima storia. Infatti la sua ultima storia, Paperino – Da qualche parte, in mezzo al nulla, è di alcuni anni più tardi.
Nel 1996, durante la San Diego Comic Convention, la più importante fiera di fumetti degli USA, John Lustig viene contattato dal Carl Barks Studio per scrivere la sceneggiatura di una storia ideata dal maestro dell’Oregon. Lustig accettò con gioia e i disegni vennero affidati al bravo Patrick Block, che, come Lustig, lavorò fianco a fianco con Barks.
I due autori dicono del maestro:

« Era ancora un mago nel concentrarsi esattamente su quello che bisognava raccontare, e nel togliere quello che era superfluo »

(Block)

mentre Lustig si stupisce della genialità e della lucidità di cotanto maestro:

« Mentre scrivo mi rendo conto appieno, per la prima volta, della realtà delle cose. Quanti geni possono avere uscite così lucidamente folli alla bella età di quasi cento anni? Io ne conosco solamente uno: Carl Barks »

Carl Barks muore il 25 agosto del 2000, a 99 anni, per leucemia, dopo aver chiesto ai medici, alcune settimane prima, di non proseguire più con le cure.

La carriera

Per approfondire, vedi le voci I corti di Carl Barks, I fumetti di Carl Barks, I testi di Carl Barks e Le copertine di Carl Barks.


Gli inizi Dopo una lunga serie di lavori ingrati, Barks inizia finalmente a intraprendere la carriera di disegnatore.
Tra il 1928 e il 1929, realizza alcune vignette per la rivista Judge, cui segue una collaborazione con prestigioso College Human, che si limita a soli due numeri. Il grosso della produzione predisneyana si sviluppa sulle pagine del Calgary Eye-Opener, rivista umoristica letta soprattutto da un pubblico maschile.
Stampato su carta scadente, il Calgary Eye-Opener propone poesiole in rima, aneddoti, racconti brevi, barzellette di vario genere. Alcuni degli argomenti più sfruttati trattano di donnine, animali pensanti, vita di coppia, minoranze etniche, ubriachi.
Durante questo periodo Barks, soprattutto per poter guadagnare un maggior numero di dollari, propone vignette realizzate con stili differenti e, ovviamente, firmate con nomi diversi, dando così la sensazione che il lavoro venga realizzato da un intero staff di disegnatori. Tra gli autori che lo hanno influenzato in quel periodo, si notano soprattutto il creatore di Popeye, Elzie Crisler Segar, e Roy Crane, creatore di Wash Tubbs, grande punto di riferimento anche per Floyd Gottfredson, autore, in quegli anni, del Topolino quotidiano.
La sua collaborazione con il Calgary Eye-Opener si conclude nel 1935, quando il cartoonist dell’Oregon torna in California per intraprendere la sua carriera nel “Reparto Animazione” dei Disney Studios. La rivista chiuderà quattro anni più tardi, quando tale genere sarà ormai passathttps://i0.wp.com/skeptically.org/sitebuildercontent/sitebuilderpictures/tax-collect-money-bin.jpgo di moda.

In quel di Burbank
Nel novembre 1935, Carl Barks approda allo Studio Disney, al 2719 di Hyperion Avenue, Hollywood.Alcuni mesi prima, il cartoonist dell’Oregon aveva spedito una serie di disegni allo studio in risposta ad un annuncio di ricerca di collaboratori. La risposta fu positiva e venne convocato in California per trascorrere un periodo di prova della durata di un mese, durante il quale frequenta corsi di disegno e animazione. A dicembre viene assunto: è il collaboratore più anziano tra le nuove leve!
Il suo primo incarico è quello di intercalatore (colui che realizza i disegni intermedi di un’animazione) per Thru the Mirror, per una breve sequenza nella quale Topolino, il protagonista del corto, imitando Fred Astaire, danza con cappello a cilindro e bastone, da solo e insieme con la Regina di Cuori.
L’aspirazione di Barks, però, è quella di realizzare gag, situazioni comiche; decide quindi di proporne alcune al “Reparto Sceneggiature”: grazie alla scena del robot barbiere di Modern Inventions descritta in precedenza ottiene in pianta stabile il ruolo di sceneggiatore.
È in questo periodo che, grazie agli insegnamenti di Walt Disney e di Harry Reeves, impara l’importanza di scrivere una buona storia e soprattutto di realizzare ottime gag, messe sempre al posto giusto. Le sue idee, infatti, assolutamente pazzesche per stessa definizione dell’autore, hanno bisogno di essere guidate e solo la collaborazione con Reeves riuscirà a incanalare l’estro del maestro nella giusta direzione.
I corti cui collabora avevano come protagonista principale Paperino e altri appartenenti alla famiglia dei paperi: questo gli valse, sin dai tempi nello Studio, il soprannome di “Uomo dei Paperi” (Duck Man). Tra gli sconfinamenti da segnalare la collaborazione al lungometraggio animato Bambi, con la proposta di un paio di scene.
Nella seconda metà del 1939 lo Studio Disney viene trasferito a Burbank, mentre Barks inizia la sua collahttps://i1.wp.com/political-analysis.org/sitebuildercontent/sitebuilderpictures/barks-painting-lg.jpgborazione con Jack Hannah, col quale formerà un solido team creativo, in grado di realizzare alcune delle più esilaranti avventure di Paperino. Il personaggio, però, non venne ancora rivoluzionato da Barks come poi farà sui comics: fedele alla linea dettata alle origini, Carl ne lascerà inalterato il carattere dispettoso, instabile e irascibile, con un particolare talento nel cacciarsi nei guai. E nei guai finisce spesso anche a causa del suo atteggiamento ora provocatorio, ora presuntuoso nei confronti degli altri personaggi, tanto da rendere inevitabile la sua sconfitta.
Molte di queste caratteristiche verranno in seguito mantenute dal Barks fumettaro principalmente nelle storie brevi, che si reggono quasi esclusivamente sulle gag, e perciò più affini ai cortometraggi.
Barks, comunque, è uno dei protagonisti dell’esordio animato dei pestiferi nipoti di Paperino, Qui, Quo e Qua, in Donald’s Nephews (1938). Nato dalla collaborazione con Jack Hannah, il corto fa esordire sulla scena del grande pubblico i tre personaggi ideati nel 1937 (prima uscita: 17 ottobre) dal grande Al Taliaferro per le tavole settimanali. In queste tavole, questi risultavano essere i figli della cugina di Paperino Della, mentre sia nel cartone sia successivamente sui fumetti di Barks, questi diventavano i figli della sorella Dumbella.
Il 6 novembre 1942 Barks lascia lo Studio con la scusa della sinusite, provocatagli dall’aria condizionata. In realtà non vuole più lavorare in un posto dove il 90% della produzione è destinata all’esercito.
Inizia, così, la sua lunga collaborazione con la Western

I fumetti Disney
Come detto, il 6 novembre 1942 Barks lascia lo Studio Disney per approdare nel mondo dei fumetti sotto l’ala protettrice della Western, l’editore che in quegli anni realizzava gli albi con i personaggi Disney e di altri studi artistici.
Gli albi della Western, e in genere tutti gli albi americani, erano di grande formato, divisi per collane tematiche, con periodicità mensile, bimestrale o addirittura stagionale: questo fatto creò alcuni problemi nella pubblicazione in Italia delle storie d’oltreoceano, considerando che l’unico sbocco per queste storie era il Topolino tascabile, la cui periodicità fu prima menshttps://i0.wp.com/www.disney.se/kalleanka/ankeborg/artiklar/images/don_03.jpgile, poi quindicinale e infine settimanale. Non era solo la diversa periodicità, comunque, l’unico problema: anche il diverso formato di pubblicazione costringeva la Mondadori, editore del giornalino, a rimontare le storie nel classico formato italiano a tre strisce piuttosto che presentarle in quello originale a quattro.
Solo con l’avvento, alcuni anni più tardi, degli Albi di Topolino gli appassionati italiani poterono leggere le storie Disney nel grande formato americano a quattro strisce: queste storie venivano generalmente pubblicate su Walt Disney’s Comics and Stories e su Four Color Comics

WDCS e FC
Su WDCS, mensile, vengono ospitate storie brevi (una decina di tavole), con le quali Barks sviluppò il complesso universo dei paperi: è, ad esempio, sul 49.mo numero della rivista che, per la prima volta, viene citata Paperopoli (Duckburg) come città di residenza di Paperino e compagnia.
Le storie di più ampio respiro, generalmente avventure esotiche in luoghi lontani e sconosciuti, vengono invece pubblicate su Four Color Comics, antologia della Western che ospita anche personaggi di altri studi animati oltre quelli Disney: queste avventure sono delle vere e proprie pietre miliari nella storia di Paperino, costretto a viaggiare e a confrontarsi con pericoli e avventure sempre differenti e rischiose, a cominciare dalla già citata Paperino e l’oro del pirata, la prima storia di Barks, proseguendo poi con Paperino e l’anello della mummia, ambientata in Egitto, o Paperino e l’oro gelato, con un viaggio in Alaska.
È in questa sede, poi, che esordiscono prima la strega Nocciola, quindi, sul n. 178 del 1947, Paperon de Paperoni.
Infine, sul n. 79 dell’agosto 1945, appare l’unica storia dell’Uomo dei Paperi con protagonista Topolino: Topolino e il mistero del cappellino rosso. La storia, la cui trama è stata probabilmente scritta da Eleanor Packer, ritrae un Topolino in pantaloncini rossi, in un certo senso anacronistico già per quei tempi, ispirato sia per la storia sia graficamente al modello che Floyd Gottfredson aveva sviluppato sulle strisce quotidiane.

Uncle Scroogehttps://i0.wp.com/goodcomics.comicbookresources.com/wp-content/uploads/2007/10/l_60ap01.jpg
È il 1951. Viene finalmente inaugurata, dopo tre mesi di prova del personaggio su Four Color Comics, con le storie La disfida dei dollari, La Stella del Polo e La cassa di rafano (conosciuta anche con il nome L’oca d’oro), che saranno indicate dall’editore come i primi 3 numeri della collana, la tanto attesa Uncle Scrooge, che parte proprio dal numero 4.
Su questa serie, Barks darà sfoggio di un’arte e un’abilità sopraffina, realizzando le sue storie migliori: vicende complesse e di ampio respiro, molto più originali delle avventure scritte per Paperino, spesso influenzate dai film animati, con le quali potrà sviluppare la personalità e la storia del suo nuovo personaggio: Paperon de Paperoni.

Gli altri fumetti
Nonostante il gran numero di storie disneyane realizzate, il lavoro di Barks sugli albi della Western non fu assorbito solo ed esclusivamente dai paperi, ma egli realizzò storie anche su diversi personaggi appartenenti ad altre case di animazione. La Western, infatti, era la licenziataria anche dei diritti di pubblicazione di altri personaggi animati e sui suoi albi si contano 33 storie non-Disney del maestro dell’Oregon. La maggior parte di queste storie sono imperniate sulla coppia Barney Bear e Benny Burro, pubblicati in Italia dalla Cenisio con i nomi di Pappalardo, per l’orso Barney, e Ciuffino o anche Ciuffetto per l’asinello Benny.
Creati entrambi da Rudolf Ising, padre anche di Tom&Jerry, furono protagonisti di alcuni corti: Barney di ben 18, prodotti tra il 1939 e il 1952, mentre Benny esordiva nel 1942 nel corto dal titolo Little Gravel Voice, nel quale il somarello spaventava tutti gli animali dhttps://i2.wp.com/www.galerielaqua.de/galerielaqua/IMAGES/Original/sekundaerlit/donaldkatalogkrems.jpgel bosco con il suo verso, allontanando anche un minaccioso lupo.
All’inizio fu proprio quest’ultimo, che deve il nome ad Eleanor Packer, ad avere l’onore di esordire per mano di Barks sulle pagine di Our Gang. Il maestro dell’Oregon realizzò dapprima due storie in solitario, ma successivamente alla Western chiesero a Barks di affiancargli l’orso Barney, per rendere le storie un po’ più attraenti: da quel momento in poi il successo e la qualità della serie erano destinati a migliorare storia dopo storia. Barks prima fece diventare Benny la coscienza critica di Barney, lento e inetto, quindi sviluppò molte delle situazioni tipiche delle storie di Paperino, come le liti con il vicino, in questo caso l’alce Mooseface McElk, che esordiva nella 21.ma storia della coppia, in Italia noto come Mastro Scrocco o anche Gran Cervo.
Dal 1947 in poi il testimone passa a Gil Turner.
Oltre a Barney e Benny, Barks si occupò anche di Droopy, il cagnolino triste di Tex Avery, Andy Panda, creazione di Walter Lantz, e della coppia Warner Bugs Bunny e Porky Pig.

Fonti barksiane
È abbastanza noto che il maestro dell’Oregon era solito utilizzare, come fonte di ispirazione per realizzare le ambientazioni delle sue storie, il National Geographic, del quale possedeva una intera collezione. Molte, però, sono le leggende e le storie che hanno ispirato Barks nella realizzazione delle sue avventure. La prima e più ovvia fonte è Il canto di Natale di Charles Dickens: è infatti al suo protagonista, il ricco e avaro Ebenezer Scrooge, che Barks si ispira per la figura di Paperon de Paperoni, che fa il suo esordio nella già citata Paperino sul Monte Orso.
La letteratura, però, ha ispirato al maestro dell’Oregon anche molte altre storie, iniziando da Paperino e Paperina – Il marinaio antico-ma-non-troppo, ispirata a La Ballata del Vecchio Marinaio, componimento poetico di Samuel Taylor Coleridge. Sempre ad una poesia, Il corvo di Edgar Allan Poe, è ispirato uno dei protagonisti di Paperino e il corvo parlante, in cui i nipotini incontrano un corvo che, invece di gracchiare, parla, dicendo semplicemente: “Mai più”, proprio come il corvo della poesia di Poe. Questo corvo, poi, finisce nelle grinfie di Amelia, che lo ipnotizza affinché rubi la Numero Uno di Paperone

Le influenzehttps://i1.wp.com/img118.imageshack.us/img118/7950/cbd38po.jpg

Artisti contemporanei di Barks

Per fare un confronto utile anche con altri artisti coevi, più o meno influenzati dall’arte del Maestro dell’Oregon, si faccia riferimento alle pagine dedicate agli artisti Disney:
Jack Bradbury
Rodolfo Cimino
Jack Hannah
Al Hubbard
Vic Lockman
Paul Murry
Romano Scarpa
Jerry Siegel
Tony Strobl
Dick Kinney
Walt Kelly
si noti che sono stati inseriti nell’elenco anche alcuni sceneggiatori, come Kinney, Siegel e l’italiano Cimino.

I nuovi artisti
Per rendersi conto dell’influenza che ha avuto su altri artisti successivi, vedere anche le schede di:
Don Rosa
Pat Block
Daniel Branca
Giorgio Cavazzano
Massimo De Vita
Daan Jippes
John Lustig
Fred Miltoht
Studio Comicup
William Van Horn
Ben Verhagen
Vicar

La dedica di Don Rosa
In quasi tutte le storie di Don Rosa, considerato l’erede di Barks, si può trovare nella prima tavola (solitamente nella vignetta d’apertura) una dedica proprio all’amato maestro che, a detta di Rosa stesso, gli ispira ogni singola tavola. La dedica consiste in una sigla, camuffata nel disegno, “D.U.C.K.”, che non solo significa “papero” in inglese, ma è anche l’acronimo di “Dedicated to Uncle Carl by Keno”, ovvero “Dedicato allo zio Carl da Keno”. Keno è il secondo nome di battesimo di Don Rosa.

Note
^ http://www.michaelbarrier.com

Bibliografia
Zio Paperone, il mensile di Disney Italia dedicato al più famoso e fortunato personaggio di Barks
Carl Barks – L’Uomo dei Paperi, volume celebrativo dei 100 anni del maestro dell’Oregon, sempre edito da Disney Italia, che è anche stato la fonte principale, oltre alla lettura diretta, per le informazioni sulle storie
Tesori: una serie di volumi (giunti attualmente a 5) che ripropongono alcune delle storie più belle del Maestro dell’Oregon
The Complete Carl Barks, una edizione fuori commercio di 33 volumi a tiratura limitata per soli collezionisti a cura di Luigi Olmeda (editi da The Duckie Comic Club di Woodville, Nuova Zelanda). Sono contenute tutte le storie disneyane di Barks realizzate tra il 1942 ed il 1967, oltre a molte tavole ed alcune storie mai pubblicate prima (tutte tradotte in italiano).
La grande dinastia dei paperi, in uscita dal 28 gennaio 2008 in abbinamento al Corriere della Sera. Intento della serie è pubblicare tutte le storie di Carl Barks in ordine cronologico (prima volta al mondo) e corredata da articoli dei critici Luca Boschi e Alberto Becattini. I fascicoli portano la firma di Lidia Cannatella, curatrice di tutti i numeri di Zio Paperone.

Voci correlate

Walt Disneyhttps://i0.wp.com/ecx.images-amazon.com/images/I/41xsSdWXa6L._SL500_AA240_.jpg
Don Rosa

Schede dei personaggi creati da Barks
Amelia
Archimede Pitagorico
Banda Bassotti
Ciccio
Cuordipietra Famedor
Edi
Gastone Paperone
Giovani Marmotte
Paperon de Paperoni
John D.Rockerduck

Altre informazioni
Fumetto
Cartoon
Banda Disney

Altri progetti
Collabora a Commons Wikimedia Commons contiene file multimediali su Carl Barks

Collegamenti esterni
Cronologia completa: a cura della Fondazione Franco Fossati (vedi anche Franco Fossati)
Gemstone Publishing: la sezione che l’attuale editore USA dedica alle pubblicazioni Disney
Video del viaggio di Barks in Svezia

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