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Stan Lee

31 maggio 2008

Stan Lee nel 2007

Stan Lee, pseudonimo di Stanley Martin Lieber (New York, 28 dicembre 1922), è un autore di fumetti statunitense. Noto anche come The Man e Il Sorridente, ha introdotto – insieme con diversi artisti/co-creatori, in special modo Jack Kirby e Steve Ditko – per la prima volta personaggi di natura complessa e con personalità sfaccettate all’interno dei comic book supereroistici. Il suo successo permise alla Marvel Comics di trasformarsi da piccola casa editrice in una grande azienda di stampo multimediale.

Gli inizi

Da ragazzo, Lee cominciò a lavorare come addetto alle copie per Martin Goodman presso la Timely Comics, azienda che più in là sarebbe diventata la Marvel Comics. Il suo primo lavoro, un pagina di testo firmata con lo pseudonimo di Stan Lee, fu pubblicato come riempitivo su un numero di Capitan America del 1941. Fu presto promosso dal ruolo di scrittore di riempitivi a quello di sceneggiatore di fumetti completi, diventando così il più giovane editor nel campo, all’età di 17 anni.

Capitan America del 1941

Capitan America del 1941

Dopo la seconda guerra mondiale, alla quale partecipò come membro dell’esercito statunitense, Lee ritornò alla sua occupazione presso quella che poi sarebbe diventata la Marvel Comics. A quel tempo, una campagna moralizzatrice portata avanti dallo psichiatra Fredric Wertham e dal senatore Estes Kefauver aveva accusato i comic book di corrompere le menti dei giovani lettori con immagini di violenza e sessualità ambigua. Le case editrici risposero alle accuse dotandosi di una regolamentazione interna particolarmente severa, che portò poi alla creazione del cosiddetto Comics Code. Andò però a finire che verso la fine degli anni quaranta le vendite delle testate supereroistiche cominciarono a calare, e al 1952 solamente le testate di Superman, Batman e Wonder Woman, tutte appartenenti alla DC Comics, venivano ancora pubblicate regolarmente. Rimanendo alla Timely/Marvel nel corso degli anni cinquanta, Lee si occupò di molte testate di generi diversi. Alla fine del decennio, tuttavia, cominciò a sentirsi insoddisfatto del proprio lavoro, e prese in considerazione l’idea di abbandonare il campo fumettistico.

La rivoluzione Marvel

Verso la fine degli anni cinquanta, la DC Comics diede nuova linfa al genere supereroistico e sperimentò un buon successo con il supergruppo Justice League of America. In risposta, Martin Goodman assegnò a Lee il compito di creare un nuovo gruppo supereroistico. La moglie lo spinse a cimentarsi con le storie che preferiva, dal momento che la minaccia del licenziamento era senza senso. Lee seguì il suo consiglio, e di colpo la sua carriera cambiò completamente.

Il gruppo di supereroi che Stan Lee ed il disegnatore Jack Kirby idearono fu la “famiglia” di eroi che compone i Fantastici Quattro.

L’immediato successo di questa testata portò Lee e gli illustratori della Marvel a cavalcare l’onda, producendo una moltitudine di nuovi titoli: nacquero L’incredibile Hulk, Iron Man e gli X-Men dalla collaborazione con Kirby, Daredevil (in Italia noto come Devil) con Bill Everett e il Dottor Strange con Steve Ditko, dalla cui collaborazione nacque anche il personaggio Marvel di maggior successo, l’Uomo Ragno.

Spider-Man con il suo inventore in braccio che semina stelle doro

Spider-Man con il suo inventore in braccio che semina stelle d'oro

Questi personaggi contribuirono a reinventare il genere supereroistico. Lee diede ai suoi personaggi una umanità sofferta, un cambiamento rispetto all’ideale di supereroe scritto tradizionalmente per i ragazzini. I suoi eroi avevano un brutto temperamento, apparivano malinconici ed erano vanitosi, avidi e quant’altro. Litigavano fra di loro, erano preoccupati dai conti da pagare e dall’impressionare le loro ragazze, e qualche volta si ammalavano pure. Prima di Lee, i supereroi erano persone idealmente perfette senza problemi: Superman era così potente che nessuno avrebbe potuto ferirlo, e Batman era un miliardario nella sua identità segreta.

Who is?

Who is?

Infatti, soprattutto con la “British Invasion” (avvento di molti autori di origine inglese sulla scena statunitense negli anni ottanta), ma anche in precedenza, anche in casa DC si puntò molto sull'”umanizzazione” dei personaggi, segno che la lezione di Lee era stata, se non apprezzata, accettata quasi come ineludibile.

I supereroi di Lee catturarono l’immaginazione della giovane generazione che faceva parte della popolazione frutto del “baby-boom” successivo alla seconda Guerra Mondiale, e le vendite si impennarono.

Lee e lo “Stile Marvel”

Il gergo di Lee
Esempi di alcune delle tipiche espressioni adottate da Lee nel dialogo con i lettori:

  • True Believers (“veri credenti”), riferito ai lettori affezionati;
  • Face Front! (come dire “indietro march!”), ironica esortazione a continuare a divertirsi con la lettura di fumetti;
  • Nuff Said (contrazione dell’inglese “Enough said”, traducibile con e «tanto vi basti» oppure «abbiamo già detto abbastanza») usata solitamente nell’anticipazione del numero successivo per stimolare la curiosità;
  • e naturalmente il celebre “grido di battaglia” Excelsior!.

Un’altra interessante introduzione di Lee è l’uso di uno stile spiritoso per i rimandi a numeri precedenti o di altre collane. Invece di scrivere «vedi n. x della collana Y», Lee amava usare frasi del tipo «Come brillantemente raccontato in…» oppure «Un’altra epica narrazione in stile Marvel!». È un uso diventato consuetudine, adottato ormai anche da alcuni curatori delle versioni italiane delle testate Marvel.

Durante gli anni sessanta Lee fu sceneggiatore, supervisore e direttore artistico per la maggior parte delle serie Marvel, moderò le pagine della posta, scrisse un redazionale mensile intitolato “Stan’s Soapbox”, e scrisse innumerevoli articoli promozionali, firmandoli sempre con il suo caratteristico “Excelsior!” (che è anche il motto dello Stato di New York).

Proprio nelle pagine di dialogo con i lettori, che sono un’altra innovazione dal punto di vista della confidenza concessa ai lettori, con cui Lee dialoga familiarmente, vengono introdotte alcune simpatiche espressioni, che hanno preso piede anche in Italia, diventate ormai gergo fumettistico.

Per mantenere il suo pressante carico di lavoro rispettando le scadenze, usò un sistema adottato in precedenza da vari studi fumettistici, ma che grazie al successo ottenuto da Lee, oggi è conosciuto come il Metodo Marvel (Marvel method) o “Stile Marvel” (Marvel style) di creazione dei fumetti. In Italia spesso i due termini, soprattutto il secondo, non vengono neanche tradotti, probabilmente per meglio esprimere l'”americanità” del concetto. Normalmente Lee aveva una prima discussione sulla storia con gli artisti e quindi preparava una sintesi schematica invece di una sceneggiatura completa. Basandosi sullo schema, il disegnatore avrebbe dovuto riempire il numero di pagine assegnategli, stabilendo e disegnando la composizione e successione delle vignette (in inglese story-telling; non c’è un’espressione italiana corrispondente ma il significato si può rendere con raccontare una storia con le immagini). Dopo che il disegnatore aveva pronte le tavole, Lee avrebbe scritto i testi delle didascalie e delle nuvolette, e quindi controllato il lettering e la colorazione. In effetti il disegnatore era anche co-sceneggiatore (o, per essere più precisi, contribuiva alla stesura della trama), provvedendo a un primo abbozzo che Lee elaborava.

La querelle con Steve Ditko e Jack Kirby

Steve Ditko

Steve Ditko

Per via di questo sistema, l’esatta divisione dei meriti creativi di Lee è ancora discussa, specialmente nei casi dei fumetti disegnati da Kirby e Ditko. Sebbene Lee si sia sempre profuso in elogi per questi due artisti, qualche osservatore ha messo in dubbio che il loro contributo fosse più grande di quello che gli era riconosciuto. La disputa con Ditko sull’Uomo Ragno fu per qualche tempo particolarmente aspra. Pare infatti che l’abbandono della testata ragnesca da parte del disegnatore dipendesse da tensioni creative sull’indirizzo delle storie da dare al “tessiragnatele” (in inglese web-slinger, gergo fumettistico). In sintesi Lee e Ditko, come sostengono varie fonti, non erano d’accordo sull’identità segreta di Goblin. Per Ditko non doveva essere Norman Osborn. Ditko non collaborò più con la Marvel fino all’inizio degli anni settanta, in coincidenza dell’abbandono di Lee di cariche creative per ruoli manageriali.

Norman Osborn

Norman Osborn

Per la verità non furono rose e fiori neanche con Kirby, ma alla fine ci fu una sorta di riconciliazione; quanto meno Kirby smise di “tenere il muso” e parlar male di Lee. I motivi possono essere due:

  1. forse perché li legava una collaborazione più ampia (l’Uomo Ragno è uno dei pochi personaggi a cui Kirby abbia dato minimi apporti, praticamente è il co-creatore di quasi tutto l’Universo Marvel);
  2. forse perché non era tanto un problema artistico quanto economico: infatti Kirby reclamava i diritti sulle sue opere che la Marvel non voleva riconoscergli, per cui più che un problema tra Lee e Kirby era forse un problema tra Kirby e la Marvel.[1]

La vendetta di Kirby, La parodia Funky Flashman :

Comunque Kirby più estroverso e sanguigno dell’intellettuale Ditko, che rilasciava ben poche dichiarazioni pubbliche, mise in atto una vendetta per il tramite del media amato da entrambi i contendenti. Durante il periodo di collaborazione con la DC, creò, come irriverente parodia di Stan Lee, il personaggio Funky Flashman (funky può significare sia eccentrico sia maleodorante e anche assurdo; flashman è un nome di fantasia, traducibile con uomo lampo, che potrebbe riferirsi alla sbrigatività con cui Lee si prendeva meriti non suoi secondo il parere di Kirby).

Funky Flashman

Funky Flashman, una tavola tratta dall'opera

Con la sua iperbolica parlantina, il suo vistoso parrucchino, la sua barba alla moda della ManhattanMister Miracle.

Il caso Comics Code

Nel 1971, Lee riformò indirettamente il Comics Code. Il Dipartimento per la Salute, Educazione e Assistenza Pubblica chiese a Lee di scrivere una storia sui pericoli che derivavano dall’uso di drogheUomo Ragno (per inciso: Harry Osborn, figlio di Norman) diventa dipendente dalle pasticche. La storia doveva essere pubblicata su Amazing Spider-Man n. 96 (tradotto in Italia per la prima volta, e poi ristampato più volte, su L’Uomo Ragno – Editoriale Corno – n. 97), ma l’Autorità per il Comics Code la rifiutò perché veniva rappresentato al suo interno l’uso di droghe; il contenuto della storia fu considerato irrilevante. Con l’appoggio del suo editore, la Marvel pubblicò il fumetto senza il bollino di approvazione del Comics Code. Il numero vendette bene e la Marvel guadagnò elogi per aver dimostrato una coscienza sociale. In conseguenza di ciò, l’Autorità per il Comics Code consentì l’applicazione del bollino a storie che dipingevano negativamente l’uso di droghe, oltre ad altre liberalizzazioni, allentando così la sua influenza sui contenuti delle storie a fumetti.

Amazing Spider-Man n. 96

Amazing Spider-Man n. 96

Carriera recente

Una recente immagine di Stan Lee

Una recente immagine di Stan Lee

Negli ultimi anni Lee è diventato per la Marvel una figura di prestigio e la sua immagine pubblica. Fa apparizioni alle convention (riunioni, convegni) di fumetti in giro per gli Stati Uniti, intervenendo e partecipando a dibattiti. Si è anche trasferito nel 1981 in California per sviluppare le proprietà televisive e cinematografiche della Marvel. Non ha abbandonato completamente la carriera di scrittore sceneggiando fra le altre cose le strisce per i quotidiani dell’Uomo Ragno, iniziate nel 1977, insieme con John Romita Sr., che prosegue a scrivere tutt’oggi.

Spiderman comics strip

Spiderman comics strip

È autore di un romanzo spy-story intitolato Dunn’s Conundrum (1985) edito in Italia per la RCS (1987) col titolo “L’enigma”. Ha pubblicato anche il romanzo di fantascienza The Alien Factor.

The Alien Factor

The Alien Factor

È stato produttore esecutivo per i recenti adattamenti cinematografici, in cui ha interpretato dei cameo. Lo si può notare come venditore di hot dog in X-Men, un astante al World Unity Festival in Spider-Man, mentre attraversa la strada leggendo un quotidiano in Daredevil, nei panni di una guardia giurata che esce da un palazzo in Hulk, come passante che scansa delle macerie (mentre salva una ragazza) in Spider-Man 2, come un vecchietto che innaffia il giardino in X-Men: Conflitto finale e come passante che dà consigli a Peter Parker in Spider-Man 3.

Spider-Man movie

Spider-Man movie

In I Fantastici Quattro, Stan recita il suo primo vero ruolo, nella parte di Willy Lumpkin, il postino gentile del supergruppo. Invece nel seguito, I Fantastici Quattro e Silver Surfer interpreta se stesso in un siparietto: quando è il suo momento di farsi riconoscere tra gli invitati al matrimonio di Mister Fantastic e della Donna invisibile, l’addetto alla lista degli invitati lo scaccia non credendogli quando si presenta. Lee ha dichiarato: «Amo recitare in questi cameo. Infatti sono molto arrabbiato per il fatto che non ci siano state particine per me in Batman Begins o Superman Returns[2] Ha preso parte anche a Iron Man, nel quale il protagonista Tony Stark lo confonde con il “patron” di Playboy Hugh Hefner. Infatti Lee veste la tipica vestaglia indossata abitualmente dell’editore.

Locandina del film Iron Man

Locandina del film Iron Man

Lee è anche apparso in un cameo nel film di Kevin Smith (che è anche uno sceneggiatore di fumetti) Generazione X (1995), registrato un’intervista sempre con Smith (2002) sui Mutanti, i Mostri e le “Meraviglie” (Marvels, gioco di parole intraducibile tra il nome della casa editrice e il significato della parola) di Stan Lee ed è apparso nel ruolo di sé stesso in un episodio de I Simpson. Ha inoltre doppiato nel 2003 un personaggio nella serie a cartoni animati dell’Uomo Ragno prodotta da MTV .

Generazione X

Generazione X

Stan Lee appare anche in un episodio della serie televisiva Heroes (Inatteso, 16×01), dove recita la parte del conducente di autobus su cui sale Hiro Nakamura.

Durante il boom delle dot-com, Lee prestò il suo nome e la sua immagine a StanLee.Net, una compagnia multimediale online amministrata da altri. Ciò nel tentativo di miscelare animazioni internet con le tradizionali strisce a fumetti, ma sfortunatamente la compagnia acquisì una brutta reputazione per la cattiva gestione e la dubbia contabilità, fallendo in breve tempo.

Nel 2000, Stan Lee fece il suo primo lavoro per la DC, lanciando la serie Just Imagine… (in parte tradotta in italiano dalla Play Press), in cui reinventa numerosi supereroi DC compresi Superman, Batman, Wonder Woman, Lanterna Verde e Flash.

Lee ha creato la serie supereroistica osé a cartoni animati Stripperella per Spike TV, e nel 2004Hugh Hefner su una serie simile di supereroi con la partecipazione delle “conigliette” di Playboy. progetta di collaborare con

Tavola di Stripperella

Tavola di Stripperella

Nell’agosto del 2004, Lee annuncia il lancio di Stan Lee’s Sunday Comics ospitato da Komicwerks.com, dove gli abbonati mensili possono leggere un nuovo fumetto ogni domenica. In aggiunta, Stan’s Soapbox appare qui come rubrica settimanale che affiancherà le strisce domenicali.

Recentemente la VIZ Media ha annunciato che la loro partner Shueisha pubblicherà il prologo di Karakuridôji Ultimo, scritto da Stan Lee e Hiroyuki Takei.

La Virgin Comics ha annunciato che Lee scriverà per loro una nuova serie su un gruppo di supereroi costituito da dieci elementi.[3]

Note

  1. ^ All’epoca, i disegnatori venivano pagati poco per le loro opere e i diritti di sfruttamento restavano alla casa editrice; a partire dagli anni novanta la situazione è nettamente cambiata, con mutazioni epocali e lo sviluppo significativo di case editrici indipendenti, e soprattutto il riconoscimento agli autori di diritti sulle opere, anche da parte delle cosiddette Majors (cioè Marvel e DC).
  2. ^ Stan Lee tira le orecchie a Bryan Singer e Chris Nolan. FantasyMagazine.it, 16-07-2007. URL consultato il 23-11-2007.
  3. ^ Inarrestabile Stan!. Paninicomics.it, 21-04-2008. URL consultato il 09-05-2008.

Bibliografia

  • Stan Lee – Excelsior! : The Amazing Life of Stan Lee. – (Fireside, 2002). ISBN 0684873052
  • Jordan Raphael e Tom Spurgeon – Stan Lee: And the Rise and Fall of the American Comic Book.ISBN 1556525060 – (Chicago Review Press, 2003).
  • Ronin Ro – Tales To Astonish: Jack Kirby, Stan Lee, and the American Comic Book Revolution.ISBN 1582343454 (Bloomsbury USA, 2004).

Non risultano edizioni italiane di queste opere. Stan Lee è peraltro oggetto di numerosi articoli cartacei e sul web in lingua italiana.

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