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Lupo Alberto

31 maggio 2008

Lupo Alberto è un personaggio dei fumetti nato dalla matita di Guido Silvestri, in arte Silver. https://i2.wp.com/farm2.static.flickr.com/1142/1427536830_4e031fabcb_m.jpgLupo Alberto riprende la figura dell’uomo comune, con un obiettivo nella vita, e una certa dose di sfortuna.

Cerca sempre di rubare una gallina di nome Marta, che è la sua fidanzata, ma Mosè (cane bobtail da guardia) fa di tutto per impedirglielo. Proprio da questi epici scontri fra Lupo Alberto e Mosè sono nate le prime strisce della serie.

Lupo Alberto fa la sua prima comparsa nel febbraio del 1974, con delle strisce pubblicate dal giovane Silver sul Corriere dei Ragazzi. Poco più di un anno dopo, la Dardo pubblicò il primo albo dedicato a questo personaggio. Lupo Alberto viene proposto come albo mensile a partire dal maggio del 1985, dopo una sfortunata serie di otto numeri editi dalla Corno a cavallo del 1983 e 1984.

Comprimari

https://i2.wp.com/www.iquattrofissa.it/public/lupoalberto.jpgLe vicende sono ambientate nella fattoria McKenzie, situata nella Valle delle Fattorie, in una grande Contea. Oltre a Marta, la fidanzata di Alberto, e Mosè, il suo fiero antagonista, gli altri personaggi della fattoria sono degli animali che incarnano tutti i difetti, e a volte i pregi, degli uomini:
Marta la gallina, fidanzata di Alberto. Subisce le pressioni della famiglia (soprattutto dalla madre) per convolare a nozze con Alberto. Lei stessa desidera ardentemente sposarsi e tenta in tutti i modi di arrivare all’altare, ma Alberto riesce sempre ad evitare il “fatal passo”, a volte con abili discorsi, molto più spesso scappando letteralmente quando Marta intavola il discorso. La madre di Marta (nome ignoto). Suocera “in pectore” di Alberto: è rappresentata come la classica campagnola, grande e grossa con grembiule e foulard annodato in testa. Stressa Marta perché si sposi e le dia finalmente dei nipotini (nei suoi sogni, uno diventerà medico e l’altro conseguirà una vincita milionaria al superenalotto), magari addirittura cambiando fidanzato. Ha degli atteggiamenti oscillanti nei confronti di Alberto, ma soprattutto indifferenza ed antipatia, in quanto lo considera l’ostacolo principale tra sua figlia ed il matrimonio. Il padre di Marta (nome ignoto). Compare rarissimamente, tanto che si è portati a credere che non esista. Gli unici avvistamenti accertati sono in due casi: agli “inizi” delle strisce di Lupo Alberto quando striglia Alberto per spingerlo a sposare la figlia (“lei capirà che io, essendone il padre, sia direttamente interessato al futuro della ragazza…”) e un secondo quando per un malinteso, Alberto crede che Marta sia incinta. La fugacità delle apparizioni del padre di Marta sono propedeutiche per concentrare le strisce sulla relazione conflittuale tra Marta e la madre, tipiche delle relazioni madre-figlia e le relative opposizioni generazionali. Alcide il maiale, il più colto e sensibile della fattoria. Joseph il papero, detto Glicerina, il personaggio più sciocco e tontolone, ma simpatico. Afferma di avere uno zio che lavora nei cartoni animati in America. È spesso vittima di truffe e raggiri, frequentemente ad opera di Enrico. Alfredo il tacchino eclettico. Sparisce sempre dalla fattoria durante le feste di Natale, in quanto teme di partecipare al cenone in veste di portata. Alice, la migliore amica di Marta, sempre alla prese con problemi d’amore e di linea. Femminista vecchio stampo, ce l’ha con gli uomini… forse perché non riesce ad averne uno per sé. Ha avuto fugaci relazioni con una serie di improbabili fidanzati, tra cui Grufo, un maiale motociclista teppista che la scarrozzava con la moto solo perché Alice assicurava stabilità al mezzo durante le curve, oppure un educato ed elegante volpino, che la adorava ma che lei ha, inspiegabilmente, rifiutato. Alice ha la particolarità di andare in “fregola sessuale” ogni primavera e per questo insidia oscenamente tutti i maschi (Odoardo, Mosè, Alberto, Enrico, Il Dottore, etc.) che le capitano a tiro senza mai riuscire a “concludere”. Ha avuto un fidanzato, Lupo Roberto: la relazione è naufragata perché lei voleva sposarsi ma Roberto no. Ludovico il cavallo, sogna di vincere il derby di trotto. Quando si allenava, nelle primissime striscie, aveva la particolarità di correre, non su quattro zampe, ma su due, come se fosse un uomo. Krug il toro, irascibile e violento. È l’unico che, data la sua stazza, non riceve punizioni o rimproveri da parte di Mosè, che lo teme. Omar il gallo, è attanagliato da terribili sensi di colpa perché col suo “chicchiricchi” mattutino, sveglia gli abitanti della fattoria. Da molto tempo non si vede più sulle strisce. Arturo pennuto non meglio identificato (probabilmente un pollo), se ne stava appollaiato sullo steccato, facendo da “spalla” comica a Ludovico. Presente solo nelle primissime strisce, poi è sparito senza lasciare traccia. Odoardo cugino “di città” di Marta, dentatura irregolare, indossa pesanti occhiali da vista: saccente e antipatico (e con un forte “debole” sentimentale per la cugina che in alcune occasioni tenta inutilmente di conquistare). Compare nelle strisce inizialmente perché si ritira in campagna per preparare un esame universitario, successivamente occuperà le strisce sempre più frequentemente fino a diventare un elemento stabile della fattoria. il dottore il medico condotto della fattoria. Oltre ad occuparsi della salute degli abitanti della fattoria, è colui che si occupa di “rappezzare” Alberto ed Enrico dopo che le loro avventure si concludono malamente. È un tacchino. Enrico La Talpa, è un individuo meschino, avido, pervertito, che gira attorno alla giovane passera Silvietta, una passera scopaiola, ignorando la moglie Cesira. Enrico, che data la vista precaria fin dalle primissime strisce ha scambiato Alberto per il suo amico Beppe, è sempre pieno di idee per raggirare gli ingenui abitanti della McKenzie e ottenere qualche guadagno, soprattutto in veste di “astrologo-cartomante”. Con l’andare del tempo, la figura di Enrico cresce assumendo una propria dimensione, riuscendo così a dare vita a storie in cui è l’unico protagonista, nelle quali gli altri abitanti della fattoria hanno il ruolo di comprimari o sono addirittura assenti lasciando la scena ad Enrico in coppia con Cesira: molto spesso queste storie casalinghe iniziano con situazioni classiche: lui legge il giornale sull’uscio della tana, lei affaccendata in attività domestiche, come fare la spesa, cucinare, o pulire casa. Un ideale “rifacimento a fumetti” di Casa Vianello. Enrico fondamentalmente rappresenta l’uomo medio di mezza età: impiegato, prossimo alla pensione ma ancora con velleità da “giovanotto”: la voglia della “scappatella”, gli amici al biliardo, l’odio (ricambiato) per la suocera, le frustrazioni dell’ufficio, il desiderio di carriera. Molto spesso coinvolge Alberto in strampalati progetti che si concludono quasi immancabilmente in disastri. Spesso riversa su Alberto le proprie frustrazioni, agevolandolo o addirittura convincendolo a fare delle cose che lui non può più fare, a causa dell’età o della moglie. Da qualche anno, le strisce dedicate ad Enrico non si chiamano più “Lupo Alberto” ma “Enrico La Talpa” appunto per sottolineare l’avvenuta “crescita” del personaggio, e la sua indipendenza rispetto alle strisce di Lupo Alberto. È da notare che, all’inizio, “La Talpa” non era il cognome di Enrico, ma semplicemente la sua definizione, come dire “Alberto il Lupo” o “Marta la gallina”: solo con l’andare del tempo “La Talpa” ha assunto lo status di cognome. Cesira in “La Talpa” (non se ne conosce il cognome da nubile), moglie di Enrico. È fisicamente identica ad Enrico e la si distingue perché è sempre disegnata con un foulard in testa, legato sulla fronte. Archetipo della pettegola popolana, è fondamentalmente una casalinga repressa di mezza età. Tendenzialmente “tonta”, a volte ha dei risvolti da “furba” a seconda delle esigenze di copione, soprattutto quando si tratta di consigliare e/o consolare Marta nel suo rapporto (a volte conflittuale) con Alberto. Il giustiziere Mascherato.https://i2.wp.com/www.sinestetica.net/files/immagini/albo.gif Alter ego di Enrico La talpa. Chi non vorrebbe essere un supereroe? “Raddrizzatore di torti”: questo, almeno in teoria, e’ quello che vorrebbe essere Enrico quando, con mantello nero e mascherina alla Zorro, si aggira per la fattoria per “vegliare sui deboli”. Purtroppo, l’evidente inidoneità fisica impedisce ad Enrico di combattere i cattivi, che di solito si riducono ad essere Mosè mentre picchia Alberto oppure una coppia della fattoria che litiga su chi deve lavare i piatti. Molto spesso viene inseguito da un gatto nero che vuole divorarlo. In alcune strisce, Enrico veste i panni di “dracula il talpiro”, talpa vampiro: Enrico usa la cipria della moglie per simulare il “volto cadaverico” ed il rossetto, “sangue delle povere vittime”. Altri alter ego sono l’incantatore di lombrichi o il mujaheddin afgano. Questi personaggi di Enrico riflettono la sua voglia di evasione da una vita scialba e senza prospettive. Sam Falco Investigatore privato. Fisicamente è identico ad Enrico La Talpa. Appare raramente anche se a volte vive storie “sue” senza la presenza dei membri della fattoria. In queste storie “noir”, la città ha un taglio cupo e metropolitano, più simile alla New York che a Milano, per intenderci. Archetipo del classico investigatore privato dei telefilm polizieschi di matrice statunitense del periodo 1920-1950: scapolo, cinico e disincantato, conosce i bassifondi, ha un rapporto conflittuale con la polizia metropolitana, forte bevitore di bourbon, vive e dorme in ufficio, indossa un cappello Borsalino, impermeabile, calzoni con bretelle, immancabile sigaretta accesa tra le labbra. Ha aiutato qualche volta Alberto e/o Mosè quando questi si recano in città soprattutto per attività a sfondo sentimentale: ritrovare una “fiamma” di Alberto o rintracciare “la barboncina dei vicini” che è il sogno (non poi tanto segreto) di Mosè. Silvietta La Passera Scopaiola (corretto nome ornitologico: Prunella modularis). È, in ordine di tempo, l’ultima figura che si aggrega al cast della Fattoria. Adolescente studiosa modello, e’ ora cresciuta e frequenta la facoltà di medicina. Fa da spalla soprattutto a Marta oppure e’ la vittima delle avances sentimental-sessuali di Enrico, che viene puntualmente stroncato con salaci commenti. Per un periodo, e’ stata pubblicata una serie di storie intitolate “Le maialate di Enrico”: la serie inizia con Enrico che trova un libro intitolato: “Cento modi per sedurre una ragazza”: in conseguenza di ciò, Enrico prova di volta in volta un metodo diverso allo scopo di sedurre Silvietta, ricavandone solo brutte figure e ossa rotte. Uccello Uccello è un personaggio che è durato poche striscie. Si tratta di un pulcino abbandonato dalla madre, migrata a Sud per l’inverno.https://i0.wp.com/www.dl4u.org/public/alb1.gif Alberto lo “adotta” aiutandolo ad imparare a volare (con risultati pessimi) poiché la stagione di caccia si sta avvicinando. La storia di Uccello finirà tragicamente, poiché Mosè lo abbatterà a fucilate. È da notare che il canovaccio di Uccello verrà riciclato in Cattivik: un topo di fogna viene adottato da Cattivik che gli insegnerà a nuotare, ma verrà ucciso da un addetto della derattizzazione.

Le “sbandate” di Alberto

https://i2.wp.com/quomedia.diesis.it/images/1486.jpgOltre a mantenere un rapporto saldo con la “storica” fidanzata Marta, Alberto ha avuto delle “sbandate” per altre, tra le quali citiamo:
Alice l’amica del cuore di Marta. Alberto la conosce tramite Marta, la quale lo costringe ad accompagnarla a casa. Dopo una iniziale antipatia reciproca, Alberto matura una crescente debolezza sentimentale nei confronti di Alice, che, apparentemente, comincia a provare gli stessi sentimenti. Alberto sta per dichiararsi: “Alice sento qualcosa dentro che…” a questo punto, Alice gli appioppa un sonoro schiaffone e dice: ” adesso è andato a posto?” Alberto: “sì, adesso sì.”. Alice salva così il suo rapporto di amicizia con Marta ed Alberto da quel momento avrà nei confronti di Alice solo sentimenti di sopportazione, indifferenza o antipatia a seconda delle situazioni. Alianorah indigena di un atollo (che però è fisicamente localizzato nel Mediterraneo, vicino a Beirut). Durante una bufera che investe la fattoria, Alberto (con un ombrello in mano) viene trascinato via da una folata di vento. La bufera lo trascina fino a Beirut, dove viene abbattuto dalla contraerea e atterra sull’atollo di Alianorah. Verrà salvato, contro la propria volontà, da una spedizione di salvataggio (in mongolfiera) capitanata da Alfredo il Tacchino e con Glicerina nelle vesti di mozzo di bordo. Dorothy stangona brasiliana, dall’incerto genere sessuale. Alberto la conosce perché insieme ad Enrico gestisce un Night Club nella fattoria. Alberto e Dorothy imbastiscono una relazione sentimentale platonica che però viene interrotta per lettera da Dorothy. Alberto piange e si dispera, aspetta tutta notte ed al mattino giunge una telefonata da Dorothy: annuncia che se ne andrà per sempre, “prima che la nostra storia diventi qualcosa di serio”; parte perché deve subire un intervento chirurgico. Alberto è incredulo, preoccupato per la salute di Dorothy. Il commento finale di Enrico è chiarificatore di tutta la vicenda: “prova a cercarla a Casablanca”.

Satira

In Lupo Alberto, nelle storie e negli atteggiamenti dei personaggi è presente una sottile ma evidente satira politica, che fa capire come il fumetto non sia destinato ai soli giovanissimi. In questa prospettiva, ad esempio, a volte si contrappongono Alberto ed Enrico. Il primo rappresenta il classico giovane idealista, un po’ anarchico e ribelle, mentre il secondo rappresenta lo stereotipo del politico che promette grandi cose, ma è avido di potere e denaro, ed è decisamente contro tali tendenze giovanili. In qualche caso, forse esagerando, negli ultimi anni Enrico la Talpa viene rappresentato con atteggiamenti, slogan, parole, e addirittura fattezze fisiche tipici di Silvio Berlusconi. Inoltre, sono spesso presenti alcuni riferimenti di natura sessuale, e in alcuni casi sono trattate alcune tematiche erotiche, anche se il fumetto non scende mai nella volgarità, che probabilmente i più giovani non colgono. Famosa ad esempio fu una serie di tavole, comparsa a partire dal numero 8, nelle quali Enrico la Talpa dichiara di essere omosessuale (ma alla fine della storia è evidente che si trattava di una provocazione) e convince l’amico Alberto a fare con lui una marcia per i diritti dei GAY, provocando lo scandalo dei benpensanti della fattoria.

Anni fa, Enrico fonda un movimento, volto a raddrizzare i decadenti costumi della società italiana degli anni ’70. Il nome del movimento e’: “Bravi Ragazzi”, abbreviato in BR. Il simbolo scelto ad identificare il movimento dei “BR” è una stella rossa a 5 punte. Enrico e Alberto si recano in città a presentare il loro movimento ma vengono accolti da gente terrorizzata che scappando, gli lancia portafogli ed altri oggetti di valore pur di avere salva la vita. Evidentissimo il riferimento alle “vere” BR, cioè le Brigate Rosse.

Col passare del tempo, il fumetto e’ cresciuto, andanto a toccare molti temi: l’utilizzo del telefono cellulare, i talk show, l’immigrazione, la frustrazione della vita di coppia, la Morte, la politica e molti altri ancora. Questi e molti altri argomenti, leggieri o seri che siano, hanno trovato spazio sulle striscie di Lupo alberto.

La fattoria McKenzie

https://i0.wp.com/www.tutteletv.com/main/raigulpdom.jpgNella fattoria McKenzie l’uomo non compare mai (*), ma a sostituirlo ci sono gli animali. Dal nome, la McKenzie risulta anglosassone, come tipicamente anglosassoni sono le case della fattoria come appaiono nei disegni. Anche il fatto che sia situata in una Contea fa pensare che sia una fattoria negli USA, ma il modo di parlare e le situazioni a cui si riferiscono i personaggi sono tipicamente italiane. La fattoria è posta in una immaginaria, bucolica valle, circondata da boschi, fiumi, laghi, che di volta in volta fanno da sfondo alle storie di Alberto e Co. La città è comunque moderatamente vicina, infatti si raggiunge in corriera, che ferma proprio davanti alla fattoria. Nella valle esistono anche altre fattorie, tra cui gli “odiati McKenna”, concorrenti dei McKenzie.

(*) Le citazioni di elementi umani nella Saga McKenzie sono le seguenti:
Nelle primissime strisce, il gallo della fattoria viene zittito dal fattore tramite un ombrello millimetricamente lanciato che va ad incastrarsi nel becco del gallo. Sempre in una delle prime strisce, un uccello, appollaiato su uno spaventapasseri, finge di esserne terrorizzato, perché il fattore si avvicina (in una vignetta si vede lo stivale del fattore) mentre in realtà lo spavento dell’uccello serve solo a “coprire” lo spaventapasseri, in modo da far credere che lo stesso riesca effettivamente ad allontanare gli uccelli, mentre in realtà sono amici. In una striscia, Marta dice ad Alberto che Mosè è stato severamente ripreso dal fattore perché non ha avvistato in tempo due forestieri che si sono avvicinati, e la punizione è un legaccio che blocca i capelli di Mosè in modo tale da impedire che gli stessi gli offuschino la vista. In un albo del 2003, Lupo Alberto durante la notte si trasforma in “uomo mannaro”, petulante ed arrogantissimo essere umano quando si espone alla luce della luna piena: sia per il linguaggio legal-politichese adottato (“lei mi criminalizza!”, “Abbassi quei toni, Cribbio! Voglio solo liberarla da lacci e lacciuoli”, “si moderi!”) sia per l’aspetto (occhiali, riporto, doppiopetto blu, valigetta 24 ore, etc), questo uomo mannaro è una perfetta imitazione del politico Renato Schifani.

La Collina di Alberto

Alberto, fin dalle prime strisce, vive su una collina boscosa che si affaccia sulla fattoria: da qui spia le mosse di Mosè in modo da meglio pianificare gli “assalti” alla fattoria finalizzati alla ricerca di cibo agli inizi, poi sempre più solo e soltanto per vedere Marta. Con l’evoluzione del fumetto, la collina si è apparentemente “abbassata”, poiché Alberto, pur continuando a vivere nello stesso posto, appare alla stessa quota della fattoria. È interessante notare l’arredamento di Alberto: un televisore, un vecchio telefono a muro stile anni 1920-40 che è attaccato ad un albero (quasi sicuramente l’allaccio è abusivo: ciononostante, riceve ed esegue telefonate senza apparenti problemi), un catino ed uno specchio sbeccato che usa per radersi, un vecchio comò: mobilia vecchia, apparentemente di seconda mano o comunque recuperata. Pur essendo un “rude lupo della foresta”, Alberto non rinuncia ai piccoli piaceri domestici quotidiani.

La Fame di Alberto

Alberto, è dopotutto, un disoccupato senzatetto che stenta a conciliare il pranzo con la cena. Più di una volta lo vediamo approfittare dell’ospitalità gastronomica di Alice e/o Marta. Spesso mendica letteralmente il cibo da Enrico, disposto a tutto per una castagna arrostita, un avanzo di qualunque genere anche solo lontanamente commestibile. In una storia, Alberto è letteralmente impazzito per la fame ed è disposto addirittura a sposare Marta; in pratica accetterebbe di “sistemarsi” in cambio di un tetto ma soprattutto di un piatto sicuro. Solo il fermo intervento di Enrico lo farà desistere dai suoi propositi matrimoniali. Spesso d’inverno Alberto tenta di scaldarsi correndo in tondo sopra la tana di Enrico, svegliandolo e generando così gustose scenette.

L’evoluzione del tratto grafico

https://i2.wp.com/mozillar0x.altervista.org/_altervista_ht/lupoalberto39.gifInizialmente, tutti i personaggi di Lupo Alberto hanno un fisico “peroide”, cioè a forma di pera con le gambe attaccate al lato del corpo e col ventre che tocca terra: le gambe sembrano aggiunte alla fine solo per dare stabilità al corpo che senza supporti rotolerebbe via. Con l’andar del tempo (e con l’avvicendarsi dei disegnatori) i personaggi delle strisce perdono progressivamente le caratteristiche animali per assumere caratteristiche umane: vengono disegnati più alti, slanciati, con le gambe non più ai lati del corpo, ma sotto il corpo, come negli esseri umani. I personaggi femminili vengono sempre più spesso disegnati dotati di seno e/o con delle silhouette che si rifanno al corpo femminile, e non più a quelle di galline, coniglie o mucche. Nella storia in cui Alice è fidanzata con Lupo Roberto, dichiara che Roberto è alto un metro e ottantasei centimetri: poiché Alberto è più basso di circa mezza testa, possiamo dedurre che l’altezza di Alberto è tra 165 e 170 centimetri, una statura “umana”, quindi.

Contatti con altri Fumetti

Nel futuro del mondo di Lupo Alberto troviamo la parodia in chiave “lupesca” di Nathan Never: i personaggi in questo caso hanno dei nomi storpiati ma riconoscibili: Tacchinund e’ Sigmund Baginov, Chicken Legs e’ Legs Weaver e cosi’ via. Inizialmente Lupo Alberto riceve una visita dal futuro ed e’ obbligato a sostituire il suo discendente perche’ questi e’ raffreddato. I successivi contatti avvengono oniricamente (quando Alberto si addormenta durante le noiosissime proiezioni in lingua originale di film Minimalisti di registi bulgari, cecoslovacchi o russi, alle quali la fidanzata Marta lo obbliga ad assistere) oppure elettronicamente, quando chicken Legs si connette al televisore di Marta e risucchia Alberto nel futuro per un’altra missione. Altre volte e’ la stessa Chicken Legs a tornare nel passato per svolgere una missione e necessita dell’aiuto di Alberto.

La rivista

https://i1.wp.com/i28.tinypic.com/htfkb5.jpgEdita dalla Mck di Milano, la struttura attuale della rivista è definita da tempo. Si apre con 13 tavole di due pagine in bianco e nero, a cui succede una storia a colori di 24 pagine. In alcune occasioni viene aggiunta anche un’altra storia a colori di 8 pagine. Vi è poi una speciale tavola di due pagine dedicata all’astrologia. Questo per quanto riguarda i fumetti.

Vi sono poi rubriche quali il LupoTest, l’Oroscopo, la rubrica Spensieriamoci (nella quale i lettori inviano poesie, riflessioni, pensieri, ecc.), il MegaStore (sezione di annunci), e le due rubriche principali, La Posta e Caro Psic. In quest’ultima i lettori inviano i propri problemi ad uno psicologo che tenta di risolverli. La Posta è la rubrica più importante, nella quale arrivano le lettere dei lettori e nella quale si discute di vari argomenti, quali la pace, la guerra, la politica, la televisione, i giovani, la droga, il sesso, l’ambiente, ecc. Insomma, un fumetto principalmente per ragazzi, ma che possono tranquillamente leggere anche gli adulti e che fa riflettere sui grandi temi di attualità.

Autori

Attualmente, i principali sceneggiatori e disegnatori delle storie di Lupo Alberto sono Casty (Andrea Castellan), Giacomo Michelon, Francesco Artibani, Piero Lusso e Bruno Cannucciari. Su Lupo Alberto vengono pubblicati anche brevi fumetti riguardanti altri personaggi e storie, spesso realizzati dagli stessi autori del Lupo. Ad esempio, la serie Cuori Grassi di Mauro Talarico, o le tavole di Kika, la ragazza dei gatti realizzate da Cavezzali e Camerini.

Altri media

https://i2.wp.com/www.milanoweb.com/public/notizie/images/431/431-06_lupo-alberto-e-marta.jpgAgli inizi degli anni ’90 è stato realizzato dalla software house italiana Idea un videogioco basato sul personaggio, intitolato semplicemente Lupo Alberto – The Videogame. Esso faceva parte della politica editoriale della casa di realizzare tie-in di altri celebri fumetti italiani, come Cattivik o le Sturmtruppen. Allegato al gioco vi era un albetto a fumetti con 10 brevi storie, ognuna mancante della tavola finale: dopo aver terminato ciascuno dei 10 livelli del gioco sarebbe stata visualizzata a tutto schermo la tavola mancante. Dal 1997 sono state create due serie a cartoni animati, una produzione italo-francese trasmessa da Raidue con grande successo in cui gli episodi rappresentavano storie già apparse sui fumetti Lupo Alberto. Trasmesso la sera verso le ore 20.00, ha avuto in media 2 milioni di spettatori al giorno. La voce di Lupo Alberto è di Francesco Salvi, quella di Marta è di Lella Costa. Lupo Alberto è stato spesso testimonial di iniziative come ad esempio la campagna per lotta contro l’Aids e la sensibilizzazione a usare il preservativo (“Cosa aspetti a metterlo? Che sia firmato Nike?”), di cui sono stati diffusi migliaia di opuscoli in tutte le scuole italiane nel 1991 e cartelloni pubblicitari nel 2000. Oggi è uno dei fumetti italiani più amati e diffusi in Italia. Lupo Alberto appare sul settimanale “TV Sorrisi e Canzoni“: Attenti al lupo è una pagina a fumetti a colori dove Alberto, Marta, Enrico e Cesira (raramente gli altri) si rivelano teledipendenti e parlano dell’attualità legata al mondo della televisione. A fine anni ’90 l’Artena iniziò la produzione di oggetti per la scuola e di cartolibreria usando il marchio Lupo Alberto, soprattutto nella produzione di peluches, diari, quaderni e astucci. Successivamente, i personaggi della Fattoria si sono estesi ad altre realtà commerciali, come per esempio la carta che avvolge le gomme da masticare.

Curiosità

Il nome di Lupo Alberto deriva da quello di Alberto Lupo, celebre attore di sceneggiati televisivi.

Voci correlate

Episodi di Lupo Alberto Silver

Altri progetti

Wikiquote contiene citazioni di o su Lupo Alberto

Collegamenti esterni

www.lupoalberto.it
www.ehilabeppe.com

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