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Il grande Blek

31 maggio 2008

https://i2.wp.com/lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/images/2008/10/07/blek_lug.jpg

Blek visto da Origa, 2001
Nome originale Blek Macigno
Creato da
Editore Editoriale Dardo
Stato attuale In edicola, mensile, Edizioni if
Alleati
  • Roddy Lassiter
  • Professor Occultis

Il Grande Blek, noto al pubblico anche con il nome di Blek Macigno, di pari passo con Capitan Miki, è stato un grande successo del gruppo EsseGesse, formato dai tre sceneggiatori e disegnatori piemontesi, Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris.

La prima pubblicazione del fumetto nel tipico formato striscia e denominata “Collana Freccia”, risale al 3 ottobre del 1954 ad opera dell’Editoriale Dardo, di proprietà della famiglia Casarotti (Gino il capostipite, Pucci/Giuseppe l’erede) ancora oggi detentrice dei diritti.

L’eroe Blek combatte il colonialismo delle truppe delle giubbe rosse invasori inglesi alla testa dei suoi fedeli colleghi trapper del Nord America. Al fianco dell’eroe – dalle foreste del Maine a Boston da Portland all’Alaska – lottano anche i suoi migliori amici: il giovane Roddy Lassiter ed il professor Occultis.

Questo fumetto ha avuto un grande successo negli anni ’50, ’60 e ’70https://i2.wp.com/www.brunoruffo.it/Comicsb.gif, raggiungendo tirature fino a 400/500 mila copie vendute (cifre raggiunte solo in tempi moderni, ad esempio, da Dylan Dog).

Nel 1994, Dario Guzzon – all’epoca unico sopravvissuto del trio EsseGesse – accetta la proposta della Dardo di creare nuove storie di Blek riportando così in edicola una nuova edizione nel classico formato striscia e venduta insieme alla ristampa ‘anastatica’ delle originali in confezione ‘blister’. Il numero zero è un saggio introduttivo realizzato da Graziano Origa. La pubblicazione arriva al n. 225 (2003). Dal n. 91 è a colori. In realtà le storie nuove inedite realizzate appositamente sono solo fino n. 45, con copertine di Guzzon affiancato nella realizzazione interna dai disegnatori Lina Buffolente, Vladimiro Missaglia e Paolo Ongaro, oltre che Mario Volta per i testi.

https://i1.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/el/3/35/Il_grande_Blek_page_01.gifPur chiudendo la serie originale in formato striscia col n. 117 del 15 ottobre 1967 di “Collana Freccia”, e il suo tentativo di ‘remake’ del 1994, le ristampe del fumetto continuano tutt’ora ad essere presenti nelle edicole, in formato ‘bonellide’ (Tex), ad opera delle Edizioni if che le pubblica in un mensile dal luglio 2002, revisionate e con supporti redazionali del fumettologo Graziano Origa e con copertine inedite di Corrado Mastantuono.

FRANCIA: Marcello Navarro – editore della Lug in Lione – un anno dopo l’uscita di Blek in Italia, parte con la versione francese pubblicandola sulla testata “Kiwi” (1955) e in seguito su “Les Albums du Grand Blek” (1963). Quando le storie della EsseGesse finiscono, affida ad altri fumettisti il compito di creare nuove storie, che compaiono anche nelle testate italiane della Dardo. Fra gli sceneggiatori, Roberto Renzi, Maurizio Torelli, Franco Frescura, Leonello Martini e lo stesso Navarro; fra i disegnatori, Bertrand Charlas, Vincenzo Chiomenti, Manuel Barbato, Carlo Cedroni, Luciano Bernasconi, Franco Bignotti, Jean-Yves Mitton, André Amouriq.

YUGOSLAVIA: 1975, “Lunov Magnus Strip” (128/995).https://i1.wp.com/www.pierugocomics.com/images/product/blek39if.jpg

SLOVENIA: 0000, “Veliki Blek” (1/41+1sp)

SERBIA: 1994, “Razanova Strip Blek Stena” (2/22)

CROAZIA: 2005, “Blek”. Ludens:

FINLANDIA:

GRECIA:

TURCHIA:

Curiosità

Antefatto (fonte Graziano Origa): un anno prima dell’uscita in edicola della striscia settimanale di Blek (“Collana Freccia”, 1954), sulla testata “Cagliostro” (Dardo, 1953, 12 numeri) il trio EsseGesse realizza una storia autoconclusiva dal titolo “Il Piccolo Trapper”, di cui sono protagonisti

https://i1.wp.com/www.comicsinfo.dk/Billede/ilpiccoloranger0.JPG

EsseGesse

due ‘trappolatori’, il piccolo Roddy appunto, e un altro eroe adulto, rude, tozzo e villoso con capelli neri che si chiama ‘Black’, simile al Natty Bumpoo di James Fenimore Cooper al quale gli autori si sono ispirati per questa saga. Quando esce il primo numero di Blek in “Collana Freccia”, rimane il ragazzino ma sostituiscono il c

upo ‘Black’ con un aitante gigante alto e sorridente, fornito di fluente chioma bionda vichinga: Blek Macigno. D’altronde, gli stessi autori nel 1950 pubblicano sul settimanale torinese “La Gazzetta dei Piccoli” le avventure di Olenwald il Nibelungo, genesi del loro paladino ribelle che guida i patrioti americani nella lotta contro l’invasore inglese.

Il Grande Blek è anche un film del 1987 di Giuseppe Piccioni. Il titolo fa riferimento alla passione del piccolo protagonista per i fumetti.

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