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Batman

31 maggio 2008

Alter ego Bruce Wayne
Creato da
Editore DC Comics
Apparizione maggio 1939
1ª app. in Detective Comics n. 27
Editore it. Cino del Duca
1ª apparizione it. Una pubblicazione pre anni cinquanta
Stato attuale attivo
Oggetti
  • batmobile
  • bat-cintura
  • batarang
Abilità
  • grandi doti atletiche e deduttive
  • vaste conoscenze scientifiche
Alleati
Parenti
DC Comics

Batman (in italiano, letteralmente: Uomo-Pipistrello) è un personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger, (sebbene solo Kane sia stato – per lungo tempo – riconosciuto ufficialmente come creatore),[1] pubblicato dalla DC Comics. Il personaggio fa il suo esordio nel maggio 1939 sul numero 27 della rivista Detective Comics. In Italia è stato presentato in passato anche come Ala d’Acciaio e Pipistrello.

Detective Comics

Detective Comics n. 27

Dietro la maschera di Batman si nasconde Bruce Wayne, industriale multimilardario, playboy e filantropo. L’aver assistito da bambino all’assassinio dei suoi genitori da parte di un ladro lo spinge ad intraprendere la propria personale guerra contro il crimine, sottoponendosi a severi allenamenti fisici e mentali e indossando costume, cappuccio e mantello forgiati in modo da incutere timore nei suoi avversari e fungere da equipaggiamento di supporto.

« I criminali, per natura, sono una genia codarda e superstiziosa. »
(Bruce Wayne/Batman)

È con questa frase ispiratrice che Bruce Wayne decide di ammantarsi dell’aspetto del pipistrello, diventando così Batman, una delle icone più importanti del fumetto super eroico. L’accostamento tra “Il Batman” (The Batman), come veniva chiamato agli inizi della sua storia editoriale, e le icone non è né casuale né ardito. Il termine icona, infatti, nel suo significato originario, indica un’immagine sacra, preferibilmente dipinta su legno, spesso utilizzata come simbolo tribale, o come maschera dagli stregoni nei riti comunitari delle prime tribù umane. Ancor più spesso veniva utilizzata per spaventare i nemici, come ricordano i cartoonist Dennis O’Neil ed Edward Hannigan, coadiuvati da John Beatty alle chine, in Sciamano, storia in cinque parti che dà inizio alla collana di storie speciali The Legend of the Dark Knight e che racconta parte del periodo di addestramento del giovane Bruce prima di indossare il costume di Batman.

Le origini

Quando Bob Kane venne spinto da Vincent Sullivan a buttarsi nel mondo dei supereroi, il personaggio di Superman, ideato da due giovani ragazzi di nome Jerry Siegel e Joe Shuster, aveva debuttato da pochi mesi. La possibilità di poter guadagnare di più spinse Kane a miscelare in un unico personaggio molte delle icone e delle fonti che allora avevano maggior successo al cinema e sui pulp magazine.

Da sempre affascinato dai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci e colpito soprattutto dal suo uomo volante (la fonte leonardesca ritornerà nell’elseworld Capolavoro Nero, di Moench e Cueva), unirà l’ingegno davinciano nell’ideazione di macchine complesse e fantastiche con le visioni suggerite da due film in particolare: La maschera di Zorro del 1920, con l’eroe solitario che combatte contro le ingiustizie, e l’horror The Bat del 1926 (del quale venne realizzato un remake nel 1930, The Bat Whispers, questa volta in sonoro).

The Mark of Zorro (Il segno di Zorro) di Fred Niblo, con Douglas Fairbanks Sr., Noah Beery, Marguerite De La Motte (Usa 1920, 35mm, 90) California, XIX secolo

The Mark of Zorro (Il segno di Zorro) di Fred Niblo, con Douglas Fairbanks Sr., Noah Beery, Marguerite De La Motte (Usa 1920, 35mm, 90') California, XIX secolo

A questi si devono aggiungere anche le influenze, come detto, dei pulp magazine, ed in particolare di Black Book Detective, il cui protagonista era un investigatore mascherato dal nome Black Bat, ma probabilmente anche l’Uomo Ombra, personaggio ammantato di quella stessa aura leggendaria caratteristica di Batman. Probabile, anche, una possibile influenza dei fumetti di Wesley Dodds, il Sandman della golden age, anch’egli un ricco ereditario affiancato da un fedele maggiordomo, come Bruce è affiancato dal fedele Alfred Pennyworth. Per le ambientazioni urbane, invece, l’influenza principale sembra essere, almeno in ambito fumettistico, Gang Busters in Action di Henry Vallely, che ha ispirato alcune vignette presenti nel racconto delle origini del personaggio.

GangBusters in Action

GangBusters in Action

Con questi ingredienti, e con il fondamentale aiuto di Bill Finger, che può essere considerato a tutti gli effetti co-creatore del personaggio (ha contribuito allo sviluppo del personaggio e del suo armamentario: ad esempio sue sono le invenzioni del bat-arang e della bat-caverna, e sempre sua l’idea di affiancare a Batman un giovane assistente, Robin), Batman debutta sul numero 27 di Detective Comics del maggio 1939, pubblicato dalla National, oggi DC Comics.

Batman&Robin

Batman & Robin

Il successo del personaggio spinse ben presto la National a varare una seconda testata, questa volta intitolata espressamente al vigilante mascherato: nella primavera del 1940 usciva, così, il primo numero di Batman, con storie completamente inedite e con il contemporaneo esordio di due dei personaggi più importanti nell’universo batmaniano, ovvero il letale Joker e la sensuale Catwoman.

Joker

Joker

La storia, gli autori

Usciti dal cinema, Bruce, di 8 anni, ed i genitori Thomas e Martha, vengono all’improvviso affrontati da un rapinatore che, pistola alla mano, minaccia la giovane Martha. Thomas allora si avventa immediatamente contro l’uomo, che così decide di ucciderlo per primo, quindi, per farne smettere il pianto, elimina la donna. L’unico superstite, Bruce, non può fare altro che piangere e disperarsi sopra i cadaveri ancora caldi dei genitori, ma una forza cresce dentro di lui, tanto che quella notte stessa giura sullo spirito dei suoi genitori di vendicarne ogni giorno la morte, combattendo il crimine. Gli anni passano e Bruce diventa un abile scienziato ed un formidabile atleta. Ormai pronto, Bruce, in una notte di luna[2]. piena, inizia a pensare a quale travestimento dovrà adottare per incutere terrore nei cuori dei criminali. A quel punto, improvviso, un pipistrello entra nel salone: è questo l’animale che ispirerà il costume di Bruce Wayne e darà vita alla carriera del Batman

Il simbolo di Batman.

Il simbolo di Batman.

Questo racconto, abbastanza semplice, delle origini del vendicatore del male, viene ben sintetizzato da Kane in appena due pagine, con un giovane Bruce dal volto estremamente drammatico, e pubblicato sul 33° numero di Detective, posponendo così il racconto effettivo delle origini del personaggio rispetto al suo esordio editoriale. Ovviamente il periodo di Kane non si riduce al semplice racconto delle origini, pur se il cartoonist realizzò di fatto uno studio creativo a cui collaborarono sceneggiatori come il già citato Finger o il grandissimo Fox, e disegnatori come Jerry Robinson, Dick Sprang (che fu uno dei primissimi eredi a prendere ufficialmente in mano il personaggio dopo l’abbandono di Kane), ma propose personaggi e storie altamente inquietanti. Innanzitutto bisogna ricordare che il primo Batman non aveva alcuna remora morale nell’uccidere un criminale, anche se questo atteggiamento venne abbandonato già nel periodo Kane così come la sua iniziale invulnerabilità fisica dovuta ad alcune sostanze chimiche sviluppate dallo stesso Bruce Wayne: tutti questi elementi vennero via via abbandonati anche grazie all’introduzione del primo Robin, Dick Grayson, anch’egli orfano dei genitori, una coppia di trapezisti, morti in un incidente durante uno spettacolo del circo per il quale lavoravano (si scoprì che in realtà l’incidente venne provocato dal boss mafioso Zucco per convincere il padrone del circo a diventare, in pratica, copertura per i suoi loschi affari).

Quadro di Dick Sprang

Quadro di Dick Sprang

Poi la creazione di personaggi inquietanti come i già citati Joker e Catwoman, o come lo scienziato folle Hugo Strange, novello dr.Hodson, o le sfide al chiaro di luna contro stregoni, maghi, licantropi e vampiri. Ispirandosi, poi, sempre alla letteratura e al cinema, nascono personaggi come Due Facce o come il Pinguino: mentre il primo venne presto abbandonato a causa della sua depressione (salvo poi un recupero negli anni Settanta), il secondo fu subito un personaggio di enorme successo, diventando ben presto più un criminale dalla vena fortemente comica, per poi evolversi con il succedersi degli autori.

Tra gli altri criminali notevoli ideati da Kane in questo stesso periodo sono da segnalare il Monaco, che rapisce la prima fidanzata di Bruce, Julie Madison, con l’intento di sacrificarla; il Dr.Death (Dr.Morte), un letale chimico pronto a minacciare di morte intere nazioni in cambio del denaro; Basil Karlo, il primo Faccia di Creta, un attore impazzito che, novello Erik, iniziò ad uccidere il cast del remake di un suo vecchio film horror; il Cappellaio Matto, un folle criminale che si ispira, per il costume e le armi, all’omonimo personaggio del romanzo Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll; lo Spaventapasseri, inquietante criminale ossessionato dal desiderio di portare paura negli altri ed ispirato alla figura di Hicabod Crane nella leggenda del Cavaliere senza testa.

I toni inquietanti imposti da Kane e che inevitabilmente si erano sfumati a causa della presenza di Robin, creato appositamente per rendere il prodotto usufruibile da un vasto pubblico, vennero abbandonati con il suo abbandono e con l’arrivo alle matite di Dick Sprang.

Dick Sprang e le minacce giganti

La creazione più importante del periodo Sprang (metà anni quaranta, anni cinquanta) e che dà una perfetta connotazione al periodo è il personaggio dell’Enigmista (creato nel 1948).

Enigmista in un disegno di Onofrio Catacchio

Enigmista in un disegno di Onofrio Catacchio

I criminali più classici, invece, come Joker e Pinguino, o come l’assurdo Uomo Lampadina, danno vita a sfide incredibili in set composti da oggetti comuni ma enormemente ingigantiti, mentre le sfide con la malavita mantengono un tono più oscuro, ricche di azione e sovente anche con l’intervento di Alfred. Sprang, dal tratto gouldiano, propose, insieme allo sceneggiatore Don Cameron, delle storie leggere ed un Batman spesso con il sorriso anche quando indossa la maschera e che non è difficile supporre abbia fatto da base per la serie televisiva con Adam West per protagonista.

Adam West

Adam West

Tra gli ideatori delle gigantesche minacce c’era anche Bill Finger, accanito lettore di Popular Science e Popular Mechanics, sue continue fonti di ispirazione. È di questo periodo, ad esempio, la celebre moneta gigante di Due Facce che si trova nella batcaverna come trofeo. Tra gli autori che seguirono questa linea narrativa si segnalano anche Arnold Drake, Edmond Hamilton e Leigh Barckett. Sono ancora di questo periodo alcune storie incredibili, di tema puramente fantascientifico, come i viaggi nel tempo (anche se il primo, su Batman24, era indotto attraverso l’ipnosi) e nello spazio (come ad esempio Caccia all’uomo nello spazio profondo, sul Batman n.119 del dicembre 1958.

Popular Mechanics

Popular Mechanics

Una delle cause di questa versione giocosa del Cavaliere Oscuro è la crociata contro i supereroi condotta dallo psichiatra Frederic Wertham con il suo libro La seduzione degli innocenti (1954) che unita ad un calo di vendite produsse la sparizione dei supereroi dalle edicole statunitensi, fatta eccezione per Superman, Wonder Woman, Aquaman e lo stesso Batman e per il concorrente Capitan Marvel della Fawcett. In particolare le accuse di Wertham verso Batman (omosessualità e pedofilia) produssero proprio quelle storie giocose, destinate a tranquillizzare i genitori sulla correttezza morale dell’eroe in maschera.

Capitan Marvel della Fawcett

Capitan Marvel della Fawcett

Tra le altre creazioni del periodo sono da segnalare Firefly, un criminale comune che iniziò ad usare le fiamme per i suoi crimini; Mr.Freeze, che esordì come Mr.Zero su Batman 121 nel 1959, scienziato esperto in criogenia, nonché la combattente del crimine Batwoman, effettiva risposta al proliferare della Superman-family e tentativo di bissare il successo dell’introduzione di Robin. Importantissima, poi, a livello di continuity, è l’introduzione di Joe Chill (Batman n.47 del giugno 1948), un piccolo boss criminale che si scopre essere il rapinatore che ha ucciso i Wayne, e quindi l’indiretto responsabile della nascita di Batman. Il personaggio muore abbastanza presto, ucciso dai suoi stessi uomini, proprio per la sua responsabilità nella creazione del vigilante.

Batwoman

Batwoman

Oltre a Sprang, è abbastanza certa anche la collaborazione di Sheldon Moldoff, tra i responsabili della creazione di Batwoman e della sua assistente Batgirl. Di Moldoff si ricordano anche altri due componenti della Batman-family: il Bat-Mito, un piccolo folletto che, come Mister Mxyzptlk, viene dalla sua dimensione per tormentare Batman con i suoi maldestri tentativi di aiuto; e il segugio Asso, probabilmente una delle creazioni meno assurde del periodo.

Mister Mxyzptlk and Batmite

Mister Mxyzptlk and Batmite

Carmine Infantino e la silver age

Dopo il periodo di passaggio caratterizzato dalle scarse vendite e dalla crociata di Wertham, il mondo dei supereroi ricomincia ad alzare la testa. Il primo gustoso prologo lo da proprio Detective Comics che, in appendice, sul n.225 del novembre 1955, presenta l’esordio di Martian Manhunter, il segugio di Marte, primo supereroe originale da lungo tempo a questa parte. L’effettivo inizio della silver age sarebbe, però, da collocarsi al settembre 1956, quando su Showcase n.4 esordì Barry Allen, il nuovo Flash: autore di questa nuova rinascita era l’inossidabile Gardner Fox, già deus ex-machina dell’ormai morta golden age.

Martian Manhunter

Martian Manhunter

Il nuovo periodo, però, era destinato ad esplodere solo con il nuovo decennio (gli anni Sessanta), con il ritorno di altri vecchi eroi come Lanterna Verde, Hawkman, Atomo, la Justice League, dal cui rinnovato successo nacquero altri supergruppi come la Doom Patrol, la Suicide Squad, la Legione dei Supereroi, o i Vendicatori nella Casa delle Idee (tra le cui fila si contano, invece, alcuni dei contributi più originali e significativi della silver age: l’Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, X-Men). In tutta questa esplosione Batman rimase però alla finestra, con storie assurde (come gangster extra-terrestri o perdute civiltà Maya) che ancora risentivano pesantemente del periodo precedente.

Doom Patrol

Doom Patrol

Il rinnovamento, però, era ormai prossimo ad arrivare ed aveva il nome ed il cognome di Julius Schwartz. Probabilmente il miglior supervisore di Batman di tutti i tempi, Schwartz ereditava nel 1964 le Bat-testate da Jack Schiff, esclusa World’s Finest passata sotto il controllo di Mort Weisinger, e subito decise di rinnovare completamente la linea editoriale batmaniana, forte dei successi ottenuti con Flash e Lanterna Verde. Innanzitutto invenzioni e personaggi del passato come Batwoman, Batgirl, Bat-Mito, il segugio Asso vennero eliminate dalle storie, quindi propose come logo per il costume un pipistrello stilizzato su campo giallo, e, ultima delle novità, propose la morte del fido Alfred su Detective n.328.

Tra gli autori che vennero coinvolti nel progetto di riscoperta delle origini del personaggio vi era il geniale sceneggiatore Gardner Fox, come detto abile autore sia della golden che della silver age, affiancato da validi artisti come Joe Giella, Murphy Anderson, Gil Kane e, soprattutto, Carmine Infantino, artista simbolo insieme a Jack Kirby di questi primi anni della silver age. La mossa successiva di Schwartz dopo il rinnovo dei team creativi fu il ritorno del criminali della golden age, le invenzioni migliori di Finger-Kane, iniziando dall’Enigmista (Batman n.171 del maggio 1965), tornato ad una nuova primavera dopo quindici anni d’assenza. Tra le ideazioni originali, invece, si segnala la Poison Ivy di Robert Kanigher.

Carmine Infantino

Carmine Infantino

Il rinnovamento di Schwartz, però, venne ostacolato dal successo della serie televisiva che stava imperando in quegli anni. La serie interpretata da Adam West (Batman) e Burt Ward1966 sulle frequenze ABC, ebbe un grandissimo seguito. La prima conseguenza fu un aumento dello spazio lasciato a Batman sulla testata World’s Finest e all’interno della Justice League, gruppo del quale era fondatore. Non solo: molti fumetti cercavano il più possibile di presentare Batman tra i co-protagonisti, mentre il merchandisingserial televisivo, la cui identità segreta era quella di Barbara Gordon, bibliotecaria e figlia di James Gordon, il commissario di polizia di Gotham City. L’esordio da un milione di dollari di Batgirl (Detective Comics n.359 del gennaio 1967), affidato a Gardner Fox e Carmine Infantino, però, risentì comunque dei toni leggeri della serie televisiva, che come altro effetto ebbe quello di far tornare in vita Alfred in Detective Comics n.356, dove si spiegò che il maggiordomo di casa Wayne non era morto, ma bensì scomparso per diventare il malvagio Outsider. Per fortuna il serial avrebbe chiuso nel 1968, dando così la possibilità a Schwartz di riprendere un discorso lasciato in sospeso troppo a lungo. (Robin), che iniziò nel esplodeva con una grande vendita di statuette, giocattoli, poster, costumi. Il tutto influì negativamente sul progetto Schwartz, che si vide costretto a reintrodurre Batgirl, co-protagonista.

Batgir

Batgir

Il Batman definitivo

La fine degli anni sessanta e tutti i settanta sono caratterizzati soprattutto dalle geniali intuizioni del supervisore Julius Schwartz, rimasto forse troppo nascosto dal successo degli autori che ha alternato nella gestione del Crociato Incappucciato.

Il primo punto nodale, la prima versione considerata definitiva dell’era pre-Crisis da una buona metà di lettori e critici porta la firma dello sceneggiatore Dennis O’Neil che, soprattutto in coppia con Neal Adams (coadiuvato dal fido inchiostratore Dick Giordano), riuscì nel difficile compito di riportare Batman verso le atmosfere oscure delle origini. Al fianco di O’Neil, Schwartz utilizza anche Bob Haney, abile, al pari di O’Neil, nel passare dalle atmosfere urbane a quelle horror e d’avventura di ampio respiro. Dietro di loro, poi, un abile sceneggiatore come Len Wein, esperto in questo genere di atmosfere (non a caso è il creatore di Swamp Thing).

Comunque, una delle prime cose che la coppia O’Neil-Adams propose fu il ritorno di Harvey Dent, meglio noto come Due Facce. Sulle pagine del n.234 di Batman vengono, infatti, rinarrate le drammatiche origini di un personaggio lontano dalle scene da un paio di decenni: un giovane procuratore distrettuale, protagonista indiscusso del processo contro la più importante famiglia mafiosa di Gotham, venne sfigurato con l’acido dal teste che stava interrogando in aula, un mafioso di nome Salvatore The Boss Maroni.

Harvey Dent

Harvey Dent

I due colpi successivi furono l’utilizzo del Joker in una storia prettamente d’azione e che permise ad Adams di realizzare uno dei suoi Batman migliori, e la realizzazione di una lunga saga, Il risveglio del Demone, con la quale introdussero uno dei più letali e terribili nemici di Batman, Ra’s Al Ghul. Primo tra i nemici di Batman a scoprirne l’identità segreta, R’as è un potente immortale che, periodicamente, rigenera il suo corpo in un bagno chimico detto Pozzo di Lazzaro; il suo principale intento è sterminare la razza umana lasciando solo pochi degni per ricreare un mondo migliore: per fare ciò, per diverso tempo, ha cercato di convincere Bruce Wayne a prendere parte al gioco terribile utilizzando l’amore, ricambiato, che prova per sua figlia Talia. Il loro primo contatto, invece, avviene dopo il rapimento di Dick, che costrinse Batman a fare un giro per l’Himalaya e consentì agli autori di costruire una delle più belle avventure esotiche del personaggio.

Ras Al Ghul

Ra's Al Ghul

In generale, comunque, le avventure di Batman prendono anche una piega horror ed inquietante: non a caso Len Wein ripropone, dopo tre decenni circa, una sfida contro un licantropo, mentre Frank Robbins, in una drammatica trilogia, crea la tragica figura del Man-Bat, un ricercatore, Kirk Langstrom, esperto di pipistrelli, che nel tentativo di ottenere le facoltà speciali delle sue amate creature, diventa un vero e proprio pipistrello umano.

Man-Bat

Man-Bat

Haney, invece, si occupò soprattutto dei team-up, ovvero degli incontri con altri eroi mascherati, principalmente sulla ormai mitica testata The Brave and the Bold: si contano, quindi, appassionanti indagini e serrate avventure con Superman, Flash, Freccia Verde, Aquaman, i Teen Titans (gruppo che, tra gli altri, vede la presenza del fedele Dick Grayson nel suo primo tentativo di indipendenza), Sgt.Rock e soprattutto Deadman, il fantasma del trapezista Boston Brand che spesso collabora con Batman o nel tentativo di avvicinarsi all’identità del suo uccisore, o per aiutarlo con minacce mistiche contro le quali Batman avrebbe poco da fare. Il tutto, come sempre, splendidamente illustrato dal maestro Neal Adams.

Deadman

Deadman

La partenza della coppia O’Neil-Adams per altri lidi (la gestione di una lunga e drammatica saga con Hal Jordan ed Oliver Queen per protagonisti) viene prontamente supplita dall’arrivo, nel 1977, di una coppia d’autori che darà la seconda interpretazione definitiva del Cacciatore Mascherato: Steve Englehart e Marshall Rogers.

Il primo a salire a bordo è Englehart. Lo sceneggiatore, proveniente dalla Marvel dove uno dei suoi ultimi lavori aveva visto per protagonista il mistico Dr.Strange, inizia sin da subito a dare un tono brillante ai dialoghi, e, soprattutto, fa partire due importanti sottotrame: la prima, che vede per protagonista Rupert Thorne, presidente della giunta comunale e capo della malavita locale, tiene alti i toni oscuri e misteriosi della serie (Detective Comics); la seconda, che vede per protagonista Silver St.Cloud, ha il pregio di far avvicinare Bruce Wayne ad una donna che finalmente ne apprezzerà ed amerà ogni suo aspetto, incluso quello di vendicatore mascherato. Le due sottotrame, che iniziano sin da subito con il disegnatore prima scelta di Englehart, il grande Walt Simonson, hanno il pregio di introdurre non poche complicazioni nella vita di Batman.

Batman visto da Walt Simonson

Batman visto da Walt Simonson

Il primo criminale che lo scrittore propone è, però, tal Dr.Phosphorus, dietro il quale si nasconde il Dr. Sartorius, medico che aveva investito nella centrale nucleare che Rupert Thorne aveva intenzione di far costruire al largo della baia di Gotham. Purtroppo per Sartorius cadde nel nucleo della centrale, ottenendo poteri letali e terribili.

Dopo i primi due numeri, però, Schwartz si rende conto che lo stile, in un certo senso cosmico, di Simonson mal si adatta alle atmosfere oscure e drammatiche della serie, così decide di affiancare ad Englehart un giovane disegnatore quasi esordiente, il già citato Marshall Rogers, che, coadiuvato da Terry Austin alle chine, si occuperà anche del colore.

Batman di Marshall Rogers e Terry Austin

Batman di Marshall Rogers e Terry Austin

Il biglietto da visita di Rogers è una splendida splash page, ovvero un’illustrazione a tutta pagina, con Rupert Thorne che lancia una foto di Batman sul tavolo di una riunione mafiosa, completamente circondata dal fumo di sigari e sigarette. La rivoluzione grafica introdotta da Rogers, comunque, e che porterà anche allo sviluppo in anni successivi di talenti come John Byrne e Todd Mc Farlane, è incredibile: i contorni delle figure più marcati, così come i lineamenti dei personaggi, mentre aumenta la gamma delle espressioni, le onomatopee fanno parte integrante di muri e pavimenti, e le inquadrature diventano molto più cinematografiche, ispirandosi molto di più alla lezione di Eisner che non a quella di Kane. E mentre il mantello di Batman sembra vivere di vita propria, le chine pesanti ma precise di Austin completano perfettamente l’opera.

Batman di  Todd Mc Farlane

Batman di Todd Mc Farlane

In questa sorta di nuovo revisionismo, l’opera della coppia sembra comunque ricalcare le orme di Kane molto più di autori precedenti: oltre all’introduzione di un personaggio come Phosphorus, è importante lo sviluppo di Silver St.Cloud come fidanzata di Bruce, apparentemente salda come Julie Madison ma decisamente molto più intelligente; inoltre è fondamentale la riproposta di un nemico classico come Hugo Strange. Creduto morto, ritorna a minacciare la città sotto le mentite spoglie del dr.Todhunter, alla cui clinica si rivolge proprio Bruce Wayne per recuperare dall’avvelenamento da radiazioni cui l’ha esposto la battaglia con Phosphorus. Strange riesce a scoprire l’identità segreta di Wayne, ma, nonostante abbia cercato di venderla, non la rivelerà nemmeno in punto di morte al letale Rupert Thorne, al quale comparirà nelle storie successive come fantasma.

L’operazione recupero, però, non finisce qui: prima viene ripescato il Pinguino in una breve storia che vede il Dinamico Duo riunito giusto il tempo di sventare il piano criminoso di Cobblepot, quindi è la volta di un vecchio personaggio dei primi anni cinquanta, Deadshot, che viene completamente attualizzato in quella che è, praticamente, la sua attuale versione. Munito di armi da fuoco a lungo raggio, Deadshot viene fornito di un nuovo costume (una calzamaglia che lo ricopre completamente in luogo del vestito alla Arsenio Lupin degli esordi), trasformandosi di fatto nel letale assassino che è tuttora.

Batman e Deadshot

L’ultima caratterizzazione importante, su cui sostanzialmente si basa il personaggio attualmente, è quella del Joker. Il criminale pallido con il sorriso perenne sul volto ritorna a colpire con un piano assolutamente folle, un ricatto che la città non può accettare e che il Joker utilizza come semplice pretesto per uccidere persone innocenti. Ovviamente il Joker è molto più di questo (pura follia senza motivazioni), ma è su questa base che, ad esempio, J.M. DeMatteis potrà realizzare un angolo di sanità mentale nel cuore del criminale nella storia Tornare in sé. Quasi scontato il finale della saga in due parti, con Batman e Joker che, in una notte di pioggia, si sfidano tra i grattacieli di Gotham. E proprio la sfida con il Joker è il motore che permette ad Englehart di chiudere le sue due sotto-trame. Prima porta alla follia un Rupert Thorne ossessionato dal fantasma di Strange in un incontro risolutore con il Joker, che lo allontanerà dalla città fino a morire fuori strada nell’ennesimo tentativo di sfuggire al fantasma di Hugo Strange. Contemporaneamente, in città, torna Silver St.Cloud, che aveva cercato di allontanarsi da Gotham, proprio mentre l’eroe combatte con la sua nemesi per antonomasia: vedere l’amato sfidare la morte tra i cieli di Gotham è l’ultimo colpo per la donna che, dopo un ultimo bacio d’addio, va via per non tornare mai più.

Gli ultimi due numeri disegnati da Rogers verranno scritti dal solito Len Wein, mentre le chine assegnate a Dick Giordano, che in certi passaggi praticamente coprirà lo stile del cartoonist facendo affiorare le influenze adamsiane del tratto di Giordano. Seguendo, comunque, la linea tracciata da Englehart, Wein riporta in pista Faccia di Creta, questa volta una terza e, se possibile, ancora più letale versione, limitata semplicemente dalla sua stessa follia. Preston Payne, questo il suo nome, è uno scienziato dei laboratori S.T.A.R. che, ottenuto un campione del sangue di Matt Hagen, il Faccia di Creta precedente, cerca di cambiare il proprio aspetto deforme grazie ad un siero ottenuto artificialmente. Dopo un successo iniziale, la pelle di Payne inizia a sciogliersi e, come secondo ed indesiderato effetto, scioglie, letteralmente, tutti gli esseri viventi che tocca. Costretto in un’armatura dalla forza incredibile e sempre più spinto dalla follia, inizia ad uccidere, scontrandosi inevitabilmente con Batman e finendo sconfitto.

Batman di Dick Giordano

Batman di Dick Giordano

Marshall Rogers saluta, così, Batman, per poi tornarvi nel 2000 prima con Il Dinamico Duo, una storia della serie Realworlds, scritta da Cristopher Golden e Tom Sniegoski con le chine di John Cebollero. Quindi, nell’Agosto dello stesso anno Rogers torna sul luogo del delitto riprendendo le vicende di Bruce e Silver (ormai da considerarsi fuori continuity – vedi sezioni successive) da dove le aveva lasciate.

Sui numeri 132-136 di Legends of the Dark Knight viene pubblicata quella che può essere considerata come l’ultima storia del compianto Archie Goodwin. Dopo aver scritto il soggetto e il primo episodio completo, nonché buona parte dei due successivi, purtroppo Goodwin non poté portare a termine la storia per i gravi problemi di salute che portarono alla sua morte, avvenuta nel 1998. A questo punto Assedio, questo il titolo della saga in cinque parti, venne completata da James Robinson, acclamato autore dell’ultima incarnazione di Starman, nonché della miniserie The Golden Age. Rogers, così, con l’aiuto alle chine di Cebollero e Wiacek, poté portare a termine il progetto ideato con Goodwin che riportò Silver St.Cloud a Gotham per organizzare la convention di un gruppo di mercenari, il cui vero obiettivo è però quello di penetrare a Villa Wayne. Il capo del gruppo, infatti, il colonnello Brass, conosceva sia il nonno di Bruce, Jack Wayne, sia il padre, Thomas, e aveva molti motivi per vendicarsi di quest’ultimo con la distruzione della villa.

Starman

Starman

Nonostante le difficoltà nel raggiungere la casa avita (Bruce, infatti, viveva ancora nel grattacielo nel centro della città) e nonostante Silver si fosse trovata in mezzo alla lotta tra Batman e Brass, l’eroe riesce non solo a riportare il controllo nel caos seminato dai mercenari per le strade cittadine, ma a giungere in tempo per difendere Villa Wayne dal folle piano di Brass, che porterà anche lui il segreto di Bruce nella tomba, facendosi esplodere nelle scene finali del combattimento. Alla fine, Bruce decide di tornare alla sua vera casa, Villa Wayne, e di lasciare andare via per sempre Silver, con profondo dolore per tutti, Alfred incluso.

Crisis e la rivoluzione milleriana

crisis on infinite earths

crisis on infinite earths

Gli anni ottanta sono caratterizzati da quell’evento che ha sostanzialmente sconvolto e spezzato in due parti completamente distinte la continuity di tutti i personaggi della DC Comics: Crisi sulle Terre infinite. Nel caso di Batman questa fu l’occasione per realizzare una vera e propria rivoluzione, dovuta sostanzialmente ad un unico autore: Frank Miller. Nonostante la presenza di questo punto fermo, però, il periodo è alquanto burrascoso per il Cavaliere Oscuro, nome con il quale sarà noto da Miller in poi. La burrasca è dovuta non solo alla trasformazione e all’assestamento nella storia del personaggio (vengono introdotti la dottoressa Leslie Thompkins in Detective Comics n. 457, amica del padre Thomas e una delle prime persone a dare conforto al piccolo Bruce, insieme ad Alfred, mentre su Batman n.307 fa il suo esordio Lucius Fox, CEO delle Wayne Enterprises, nonché gestore delle attività benefiche della Fondazione Wayne), ma anche ad un alternarsi probabilmente eccessivo di team creativi e ad una seconda esplosione di criminali più o meno folli. In poco meno di un decennio (escludendo Maxie Zeus, criminale fissato con la mitologia dell’antica grecia, comparso per la prima volta nel 1979) fanno la loro comparsa personaggi nuovi come Killer Croc (un puro assassino nel corpo di un alligatore antropomorfo), Maschera Nera (un moderno fantasma dell’Opera, con Gotham suo teatro, in aperta battaglia contro l’altro fantasma della città, Batman), il Ventriloquo con la sua marionetta Scarface (un vero e proprio folle che, troppo timido per darsi al crimine, recupera la sua carica violenta ogni volta che da voce a Scarface), Victor Zsasz (un altro, letale serial killer). A tutto ciò va ad aggiungersi anche l’arrivo del secondo Robin, in un momento in cui Dick Grayson era sempre più impegnato con la sua nuova attività di vigilante con il costume di Nightwing. Jason Todd, questo il nome del nuovo personaggio, creato da Gerry Conway e Gene Colan, ricalca nelle origini e nel background, il suo predecessore: figlio di una coppia di circensi, si ritrova solo dopo che i genitori vengono uccisi da Killer Croc[3], assassino ideato dallo stesso Conway con l’ausilio di Don Newton. A questo punto viene arruolato da Batman come nuovo Robin, ma il loro sodalizio ha non poche difficoltà a fare presa sui lettori. In aiuto al Dinamico Duo viene la saga di Marv Wolfman e George Pérez, Crisi sulle Terre Infinite, che nelle idee dei due autori, avrebbe dovuto dare una nuova origine a tutti i personaggi del multiverso DC.

Jason Todd

Jason Todd

L’occasione viene colta al balzo. Infatti il già citato Frank Miller aveva stupito il mercato fumettistico con la saga in quattro parti Il ritorno del Cavaliere Oscuro, una sorta di Watchmen play-boy gothamita, il cui passato mascherato è ormai noto a Gordon, in una città sempre più assediata dai criminali e sull’orlo della crisi anche a causa delle voci di un aggravamento della guerra fredda, decida di rimettere il costume e sfidare l’ordine costituito per riportare ordine nella sua città. Nuovamente braccato dalla polizia (Gordon, infatti, va in pensione sostituito da una nuova, giovane commissario, la bionda Ellen Yindel), Batman sfida apertamente il capo dei Mutanti, un gruppo di sbandati che tiene in ostaggio la città, sconfiggendolo non senza aver riportato danni, quindi sfida in un’ultima, drammatica battaglia il suo nemico di sempre, il Joker. Il criminale, però, giunto il momento risolutivo, muore, sottraendo il gusto della vendetta ad un Batman ormai indurito dagli anni e dalla sua stessa lotta. La sfida finale, però, la classica ciliegina sulla torta, sarà la sfida con Superman. L’azzurrone, infatti, è ormai un supereroe governativo che risponde direttamente al presidente Reagan, e viene da questi chiamato proprio per riportare all’ordine Batman. Prima della loro sfida finale, però, Ka minaccia nucleare che proviene dalla Russia, mentre a Gotham gli effetti devastanti della conseguente onda elettromagnetica dovuta all’esplosione (avvenuta ad alta quota in una zona desertica proprio grazie a Superman) generano un caos che Batman e gli ex-Mutanti, ora riuniti sotto la sua salda guida, riescono a tenere sotto controllo.

Il ritorno del Cavaliere Oscuro

Il ritorno del Cavaliere Oscuro

Nonostante questi contrattempi, i due eroi si sfidano, portando così in superficie non solo una differente visione del mondo in contrasto una con l’altra (e su questo contrasto si baserà spesso un rapporto oscillante tra la sincera amicizia ed il semplice rispetto), ma anche un differente modo di agire di fronte alle crisi che è stato un costante filo rosso della saga. Al centro della città, quindi, Bruce con indosso un’armatura potentissima ed in corpo una sostanza chimica per simulare un infarto, inizia a combattere contro Clark, che viene colpito da una freccia alla kryptonite scagliata da Oliver Queen, appostato lì vicino. Sul finire della battaglia, Alfred morirà nell’esplosione dei sotterranei di Villa Wayne, portando con sé i segreti di Batman, mentre Bruce, in quelle stesse caverne, prepara i suoi giovani seguaci ad essere la speranza per il mondo del futuro.

Dopo una simile avventura ed un Batman praticamente definitivo, pur se fuori continuity, la DC Comics decise di affidare proprio a Miller la storia che avrebbe rinarrato le origini di Batman e del suo mito. Così, tra il febbraio ed il maggio del 1987, sulle pagine di Batman, viene pubblicata, sempre in quattro parti, la saga Batman: Anno uno, scritta da Miller e disegnata da Mazzucchelli. In essa viene narrato il primo anno di attività di un giovane ed inesperto Bruce Wayne, prima nei panni di un veterano del Vietnam, quindi come Batman. E se le origini del personaggio sono sostanzialmente invariate (Miller aggiungerà semplicemente il titolo del film che, nella tragica notte, i Wayne andarono a vedere: Il segno di Zorro), l’atmosfera generale si fa molto più urbana e violenta, in una città descritta quasi come un girone infernale. Lo stesso Gordon viene ringiovanito rispetto alla versione classica e si trasferisce a Gotham proprio in quel periodo con la famiglia. Qui conosce Harvey Dent e, soprattutto, Sarah Essen, la sua seconda moglie e che lo porterà a separarsi dalla prima nonostante la nascita di un figlio, James jr. Importante, poi, la reintroduzione del concetto, per Batman, di figura leggendaria: la sua esistenza, infatti, sarà da allora in poi provata solo sulla base della parola dei criminali da questo catturati.

Anno uno

Batman: Anno uno

Saranno proprio questi nuovi toni oscuri e violenti, comunque, a generare una nuova serie di storie e soprattutto delle nuove origini per Jason Todd, questa volta realizzate da Max Alan Collins, giallista, e da Chris Warner. Il nuovo Jason è, in pratica, un personaggio completamente nuovo: bulletto di strada, orfano di madre e cresciuto con il solo padre (ucciso da Due Facce, in quel periodo suo capo), viene arruolato da Batman subito dopo aver tentato di rubare le ruote alla batmobile.

Dopo Collins si alterneranno, però, vari team creativi, nessuno dei quali riuscirà a dare mordente alle avventure del nuovo Dinamico Duo, almeno fino all’avvento di Jim Starlin come scrittore e Jim Aparo come disegnatore. La svolta si vede, con storie ancora più ambigue e drammatiche, ma ancora non sufficienti per attirare i lettori. La DC Comics allora decide di proporre un nuovo esperimento per rendere partecipi i lettori della fase creativa delle storie, indicendo un sondaggio telefonico che deciderà le sorti di Jason e la conclusione della saga Una morte in famiglia, drammatica indagine realizzata da Starlin ed Aparo sotto l’occhio vigile di Dennis O’Neil, nella quale il secondo Robin va alla ricerca della madre e delle sue origini. La storia, purtroppo, si conclude con la morte del giovane Todd per mano del Joker, decisa per poche centinaia di voti, e con l’ennesimo lutto sulle spalle del Cavaliere Oscuro.

Una morte in famiglia

Una morte in famiglia

Una morte in famiglia, però, è solo uno dei tanti colpi del Joker a Batman: il folle criminale, infatti, aveva anche rapito James Gordon e sparato alla figlia adottiva Barbara, costringendola a smettere con la carriera di Batgirl per restare per sempre su una sedia a rotelle: il tutto narrato in Killing Joke di Alan Moore e Brian Bolland, storia fondamentale anche per le origini e la caratterizzazione del Joker stesso.

Nel frattempo, sulle pagine di Detective Comics, si davano il cambio due tra i più amati team creativi del periodo: Mike W.Barr e Alan Davis, dopo una serie di storie nelle quali avevano rivisitato non solo la mitologia batmaniana, ma anche il rapporto di Bruce Wayne con le sue stesse origini (emblematica, in questo senso, la graphic novel Il cerchio si chiude), venivano sostituiti da Alan Grant, John Wagner e Norm Breyfogle. La loro gestione, violenta ed anche un po’ grottesca, ebbe discreti consensi, tanto che Grant ebbe la possibilità di gestire il personaggio su una testata completamente nuova, The Shadow of the Bat.

The Shadow of the Bat

The Shadow of the Bat

Un nuovo Batman in città

Sotto l’impulso di autori come Denny O’Neil (che creò, insieme a Joe Quesada il tormentato personaggio di Azrael, introdotto in un’apposita miniserie, preludio ad una serie personale), Chuck Dixon (responsabile con Graham Nolan della creazione di Bane, la cui importanza tra un po’ sarà chiara), Doug Moench e Jim Aparo (gli esecutori finali della prima fase dell’operazione) viene realizzato il più lungo arco narrativo nella storia di Batman: The Knight Saga, nota in Italia come Batman Saga.

The Knight Saga

The Knight Saga

Suddivisa in tre fasi, Batman Saga (la risposta batmaniana a La morte di Superman) parte con Knightfall, ovvero con la lotta tra Bane e Batman nel manicomio di Arkham che vede quest’ultimo sconfitto dal primo, aiutato da alcune pompe piene di sostanze stupefacenti, e con la schiena spezzata (emblematica, in tal senso, la copertina di Batman n.497 di Kelley Jones). A questa prima fase ne segue una seconda, Knightquest, che vede la presenza di due archi narrativi paralleli: il primo, La Crociata, vede la battaglia di Jean-Paul Valley, Azrael, indossare i panni di Batman e scivolare sempre più nella follia e nella violenza; il secondo, La Ricerca, vede Bruce ed Alfred andare in giro per il mondo alla ricerca di Jack Drake, padre di Tim, il terzo ed attuale Robin, e della dottoressa Sondra Kinsolving, unica in grado di guarire le ferite di Bruce.

Knightquest

Knightquest

L’ultima fase, Knightsend, vede Bruce tornare, guarito, a Gotham e contattare Lady Shiva, esperta in arti marziali, per migliorare la sua preparazione e poter affrontare Jean-Paul e sconffiggerlo, come effettivamente avviene, riprendendosi il manto di Batman, per poi cederlo, durante la saga Prodigal al pupillo Dick, subito successiva ad Ora Zero, il crossover Jurgens (l’assassino di Superman) per cercare di mettere a posto agli errori lasciati da Crisis.

L’evento, per un certo periodo, generò alcune instabilità spazio-temporali che consentirono agli autori di giocare con il personaggio, riproponendo, ad esempio, la prima versione di Alfred (un maggiordomo senza baffi e grassoccio) o facendo rivivere a Batman la morte dei genitori. Ora Zero, comunque, non produsse cambiamenti significativi nella continuity di Batman (rimase anche uno degli ultimi acquisti, Harold, un meccanico muto assunto poco prima dell’inizio della Batman Saga) e i vari team creativi rimasero sostanzialmente invariati fin quasi alla fine del secolo.

Tra le novità, oltre al già citato Maschera Nera, anche l’introduzione di Vesper Fairchild, giornalista e fidanzata di Bruce, il cui rapporto sembrava dover durare a lungo, almeno fino a che Gotham non venne investita da un terribile cataclisma.

Un terremoto a Gotham City

Fino a quel momento i crossover interni della famiglia furono decisamente pochi e rari (i più importanti dei quali furono Contagio ed Eredità, con l’ennesima minaccia di R’as Al Ghul al mondo: un virus letale in grado, finalmente, di dare compimento ai piani di sterminio dell’arabo immortale) fino a che Gotham non venne colpita da uno dei più rovinosi terremoti della sua storia. Gli autori, che già sapevano che la loro conduzione era prossima alla conclusione, descrissero innanzitutto il catastrofico sisma, quindi i danni provocati e le prime reazioni della popolazione alla catastrofe stessa. Una prima ondata di gothamiti decise di andare via, mentre in mezzo alle macerie le ancora molte persone rimaste cercavano di tenere duro, nonostante un primo tentativo del Ventriloquo di lucrare sulla faccenda.

Si sta, però, preparando il terreno a quello che verrà dopo: infatti a Washington si fa sempre più insistente l’idea di isolare Gotham dal resto della nazione e dichiararla non più terreno degli Stati Uniti d’America! Sarà lo stesso Bruce, insolitamente grintoso, a perorare la causa della sua città, ma la cattiva fama di Gotham ed una serie di giochi politici avversi porteranno il governo USA a dichiarare la città di Batman Terra di Nessuno.

L’idea dietro a Terra di Nessuno è abbastanza semplice, per un intero anno tutte le testate direttamente legate a Batman (Detective Comics, Batman, Legends of the Dark Knight, Shadow of the Bat) presenteranno archi narrativi completi con team creativi che si alterneranno a seconda della storia da raccontare. Questa scelta consentì innanzitutto di realizzare, anche sulle serie regolari, storie in stile Vertigo come già accadeva su Legend, quindi di attirare alcuni degli artisti più interessanti del settore. Sono da segnalare, infatti: la riscoperta di Mike Deodato jr.; la scoperta di due sceneggiatori talentuosi come Greg Rucka e Devin Grayson; la scoperta del talentuoso Damion Scott e del suo degno inchiostratore Sean Parson; l’esordio di Rick Burchett, allievo di Bruce Timm, deus ex-machina con Paul Dini delle serie animate batmaniane.

Cover Damion Scott

Cover Damion Scott

A questi si contano i contributi di Chuck Dixon, unico della vecchia squadra a collaborare al progetto; di Klaus Janson e Bill Sienkiewicz con una storia su Poison Ivy (e che avrebbe avuto un seguito dopo la Terra di Nessuno); la scoperta di Alex Malev, che ha realizzato il primo arco narrativo su testi di Bob Gale.

A livello di personaggi, invece, oltre alla ripresa del vecchio travestimento da veterano del Vietnam, è da segnalare l’importantissima introduzione di Harley Quinn, la fidanzata del Joker che aveva esordito già da alcuni anni (1992) nella serie animata: il tutto ad opera di uno dei suoi padri, Paul Dini, per le matite di Yvel Guichet e le chine di Aaron Sowd in uno speciale apposito con copertina di Alex Ross (autore, anche, della prima copertina in assoluto di tutta la saga). Altrettanto importanti, poi, anche per il ruolo che rivestiranno in futuro, sono l’introduzione di Cassandra e David Cain, figlia e padre, con quest’ultimo che si scopre essere maestro di Bruce durante il suo periodo di addestramento.

Harley Quinn & Joker by Alex Ross

Harley Quinn & Joker by Alex Ross

Di nuovo in pista

La conclusione di Terra di Nessuno è, comunque, amara: nonostante la vittoria con il Congresso e il ritorno dello status quo precedente al sisma per Gotham, che verrà ricostruita grazie alle industrie di Bruce nonostante l’intervento di Luthor, la saga si chiude con un lutto: la morte di Sarah Essen Gordon ad opera, ancora una volta, del Joker.

Comunque le varie serie ritornano al loro corso: Detective Comics presenta Rucka come sceneggiatore e Shawn Martinbrough come disegnatore regolare e, soprattutto, la caratteristica di avere appena due colori, il bianco ed un secondo differente ad ogni saga, per poter dare la sensazione di una serie dai toni adulti; Batman vede finalmente Scott McDaniel disegnare regolarmente Batman (dopo averlo fatto sporadicamente sulle pagine di Nightwing, la serie dedicata alla nuova identità di Dick Grayson), prima su testi di Larry Hama, quindi del talentuoso Ed Brubaker, anch’egli esperto come Rucka nelle atmosfere investigative della serie, nonché responsabile della reintroduzione di Cerino Malone, uno dei travestimenti di Bruce Wayne ideato nel periodo O’Neil-Adams; Legend ritorna a presentare storie complete sul passato del Cavaliere Oscuro; Shadow viene chiusa per fare posto a Gotham Knights, scritta da Devin Grayson per i disegni di Dale Eaglesham, un altro degli artisti introdotti da Terra di Nessuno, e principalmente dedicata agli altri vigilanti di Gotham.

Cover di Ed Brubaker

Cover di Ed Brubaker

Questi nuovi team creativi, comunque, ben presto propongono prima una sorta di Morte di Batman, evento che si rivelerà quanto mai infondato, quindi, in Officer Down, mandano in pensione Gordon dopo un tentativo di omicidio ai suoi danni. Questa piccola saga, insieme a Joker: L’ultima risata, crossover che ha coinvolto l’intero universo DC, e all’introduzione di Sasha Bordeaux, guardia del corpo di Bruce Wayne fortissimamente voluta da Lucius Fox e che ne scoprirà il segreto, sono il preludio alla ben più lunga, complessa ed affascinante saga successiva, preludio ad un nuovo cambiamento nei team creativi.

La Batmobile del film Batman Begins

La Batmobile del film Batman Begins

Il nuovo arco narrativo ideato da Rucka e Brubaker parte con la morte di Vesper Fairchild. L’unico indiziato è Bruce Wayne, trovato sul luogo del delitto con la pistola in mano. Il miliardario viene immediatamente arrestato insieme alla sua guardia del corpo, ritenuta sua complice, ma non si riesce ad ottenere nulla da nessuno dei due, entrambi legati a doppio filo dal segreto di Batman e da un amore che nemmeno loro ancora sanno di provare l’uno per l’altra. La saga, divisa in due parti (Assassino e Fuggitivo), si sviluppa successivamente con la fuga di Bruce da Blackgate, il carcere per detenuti normali costruito sull’omonima isola al largo della baia di Gotham, e quindi, inizialmente, con il suo desiderio di non indagare sulla morte di Vesper, pensando che ora potrà, finalmente, dedicarsi esclusivamente a Batman. Solo dopo alcuni mesi Bruce comprenderà l’importanza della sua esistenza come Bruce, e deciderà, così, di scagionare sé stesso e Sasha: scoprirà non solo il coinvolgimento di Luthor nella faccenda, ma soprattutto di David Cain, ideatore del complesso piano solo per poter vedere se il suo pupillo Bruce era all’altezza di allevare la figlia Cassandra, nel frattempo diventata la nuova Batgirl proprio durante Terra di Nessuno. La saga si concluderà con il tentativo, fallito, di Deadshot di uccidere Cain per evitare che coinvolga Luthor nel complotto.

L’ultimo, per ora, capitolo degno di nota è l’introduzione di un nuovo nemico in una saga che ne porta il nome: Hush. Scritta da Jeph Loeb e disegnata da Jim Lee, è l’ennesimo complotto ai danni del Cavaliere Oscuro e dietro il quale si nasconde uno storico nemico di Batman, l’Enigmista. La saga diventa, comunque, per Loeb un’ottima occasione per rivisitare l’intera vita di Batman, riproponendo personaggi troppo poco utilizzati nel periodo immediatamente precedente, come la dottoressa Thompkins, o rinverdendo la vecchia passione tra Bruce e Selina, alias Catwoman.

Batman e Catwoman by Jim Lee

Batman e Catwoman by Jim Lee

A questa fa seguito Broken City, saga in sei parti dai toni hard boiled ideata dal team regolare di 100 Bullets, una delle serie Vertigo di maggior successo: Brian Azzarello, impegnato anche con Superman e sempre insieme a Lee in Per il domani, ed Eduardo Risso.

Broken City

Broken City

Infine non si dimentichi Giochi di guerra (War Games), crossover d’azione con una guerra criminale in atto a Gotham in corso di pubblicazione e al quale collaborerà in un paio di numeri anche l’italiano Giuseppe Camuncoli.

Batman di Giuseppe Camuncoli

Batman di Giuseppe Camuncoli

Il ciclo di Morrison verso Crisi Finale

Lo scrittore Grant Morrison prende in mano le redini del personaggio dal 2006, iniziando una complessa e articolata storia ancora in via di sviluppo, che porterà Batman verso un cambiamento importante in concomitanza con l’evento Crisi Finale. Dopo aver scoperto di avere un figlio, Damian, dalla relazione avuta con la figlia di Ra’s Al Gul, Batman si trova a dover fare i conti con il Joker che sta uccidendo tutti i suoi vecchi alleati, tramite Harley Queen, dal manicomio di Arkham, dove è rinchiuso da quando un poliziotto vestito da Batman gli ha sparato in faccia. Batman si trova a fronteggiare anche un secondo Batman, un mostro bestiale che terrorizza le prostitute; durante il primo scontro Bruce Wayne esce sconfitto e ferito, e solo in seguito riesce a risolvere la questione. Un terzo Batman figlio di Satana viene affrontato e ucciso diversi anni dopo dal figlio Damian, che ha preso il posto del padre come uomo pipistrello, in un flash forward presentato nel numero 666 della serie americana. In seguito Batman viene attirato in un’isola dal miliardario John Mayhew, per la riunione del “Club degli Eroi”, gruppo che il miliardario aveva finanziato anni prima, composto da diversi vigilanti di varie nazioni, che si rivelerà essere una trappola ordita dallo stesso Mayhew.

Crisi Finale

Crisi Finale

Fuori serie

Quando si parla di avventure fuori serie, uno dei primi pensieri va sicuramente alle storie edite con il marchio Elseworlds, una tipologia di storie che ben si adatta al Cavaliere oscuro considerando che il primo elseworld ha per protagonista proprio Batman: Dall’Inferno a Gotham (1989), di Brian Augustyn e Michael Mignola, con P.Craig Russel alle chine, è infatti il prototipo perfetto di storie di tal genere. Batman, infatti, le cui origini restano sostanzialmente invariate, così come l’ambientazione, viene messo a confronto con Jack lo squartatore, il primo serial killer conclamato della storia, un gothamita che, tornato a casa, sembra riprendere l’attività interrotta a Londra.

Elseworlds

Elseworlds

Lo stesso Mignola tornerà su Batman scrivendo una storia dal sapore lovecraftiano per il suo allievo Troy Nixey: La maledizione di Gotham narra di come il ritrovamento nell’Antartico Gotham City, l’altra si trasforma orribilmente per fungere da porta per le viscere della terra, dove è nascosta la terribile divinità lovecraftiana (Yog-Sototh) pronta a camminare per il pianeta. La vittoria finale sarà possibile, infine, grazie alla trasformazione di Bruce Wayne-Batman in un vero e proprio uomo-pipistrello, grazie al quale sarà possibile sconfiggere R’as e liberare Etrigan, l’unico in grado di sconfiggere l’entità aliena. di una misteriosa entità antica di eoni porterà un terribile pericolo alla città di Gotham ed al mondo intero.

Fuori serie possono anche essere considerate storie che, pur in continuity, vengono realizzate per un pubblico differente da quello seriale, come il già citato Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller o come il suo seguito, Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora (diverso il discorso per Anno Uno, in quanto pubblicata sul mensile regolare Batman), o come la splendida discesa nella follia di Grant Morrison e Dave McKean: Arkham Asylum. Nel manicomio criminale di Arkham i folli hanno preso in ostaggio il personale, medico e non, presente e come unica richiesta richiedono l’intervento di Batman, unico legame in comune. Nel momento in cui Batman varca i cancelli che separano Arkham da Gotham, il Cavaliere Oscuro inizierà una discesa nella follia, affrontando, uno dopo l’altro, molti dei suoi avversari e confrontadosi con essi anche ad un livello puramente psicologico, scoprendo, infine, che la situazione di tensione venutasi a creare non era colpa dei soliti noti ma di un componente del personale, la cui follia era esplosa in maniera drammatica dopo il ritrovamento e la lettura dei diari del dottor Arkham, il folle fondatore del manicomio.

Arkham Asylum

Arkham Asylum

Leggende

Comics Code Authority

Comics Code Authority

Altre storie fuori serie sono poi quelle pubblicate su Legend of the Dark Knight, la prima testata di genere supereroico dai tempi dello Swamp Thing di Moore a non avere il marchio della Comics Code Authority.

L’albo presenta ogni mese storie realizzate da autori che normalmente non realizzano storie per le testate regolari e che hanno un’atmosfera più adulta e molto più vicina all’etichetta Vertigo. La filosofia della testata, comunque, è quella di presentare storie che possano approfondire il mito del personaggio, puntando l’attenzione su alcuni aspetti o su alcuni personaggi o su un particolare periodo della sua evoluzione, in modo anche da approfondirne la continuity.

Tra gli autori che puntarono più sul personaggio che non sulla sua storia, sono interessanti le interpretazioni date da Brian Bolland con Maschere (Bruce Wayne descritto come un folle alcolizzato e Batman come un parto della sua immaginazione), da Ted McKeever con Motori (dove Batman viene visto dal punto di vista dell’assassino, a volte demone, a volte angelo, ma alla fine, chiaramente, come uomo) e da Scott Hampton con Il grande sonno (Bruce Wayne entra in coma e, come Batman, deve attraversare le terre del sonno per tornare alla vita): tutti autori di estrazione indipendente che hanno decisamente colto alcuni aspetti generalmente poco approfonditi di Batman.

Scott Hampton Art

Scott Hampton Art

Tra le storie che, invece, aggiungono informazioni alla continuity batmaniana senza approfondirne completamente il passato, degne di nota sono sicuramente Gothic di Morrison e Janson (già inchiostratore di Miller per Il ritorno), in cui un orrore dal passato torna a farsi visita avvicinandosi con dei sogni premonitori, un po’ come il Sandman golden age; la già citata Tornare in sé di DeMatteis-StatonMitchell, in cui lo psicologo dei supereroi approfondisce il rapporto tra Batman e Joker.

Discorso a parte sono gli approfondimenti o le aggiunte alla continuity classica presentate su Legends. Uno dei primi utilizzi in tal senso della testata è stato il reinserimento di Hugo Strange tra i nemici del Cavaliere Oscuro. In Preda e nella successiva Terrore, entrambe di Doug Moench (a lungo scrittore regolare per Batman) e Paul Gulacy, Strange è presentato come un folle psichiatra fissato con l’idea di psicanalizzare a distanza Batman e, possibilmente, scoprirne l’identità. Vi arriverà così vicino, che Batman sarà costretto ad ideare un piano molto complesso per convincerlo che Bruce Wayne non è il Crociato Incappucciato. Al momento questo Strange è deceduto.

Legends di Paul Gulacy

Legends di Paul Gulacy

Altri approfondimenti alla continuity sono anche la prima leggenda mai realizzata, Sciamano di O’Neil-Hannigan, e Tao di Alan Grant (altro scrittore regolare) ed Arthur Ranson, con entrambe che puntano l’attenzione sul periodo di addestramento di Bruce; Asfalto, di Steven Grant e Shawn McManus, che reinterpreta la crociata di Gordon contro i poliziotti corrotti del dipartimento di Gotham, introdotti in Anno Uno; e per finire Creta, sempre di Grant e dell’argentino Quique Alcatena, in cui viene reinterpretato il primo scontro con il secondo Faccia di Creta, Matthew Hagen.

Batman di  Alcatena

Batman di Alcatena

Un discorso completamente a parte, invece, per quel che riguarda la coppia Jeph Loeb-Tim Sale, due dei migliori interpreti del Cavaliere Oscuro di fine II, inizio III millennio.

Di Halloween ed altre storie

Prima di iniziare il suo fortunato sodalizio con Loeb che lo avrebbe portato a reinterpretare alcune delle icone più importanti del fumetto statunitense (da Batman, innanzitutto, a Superman, quindi passando per Devil, Uomo Ragno ed Hulk), Tim Sale aveva già affrontato il personaggio di Batman in Lame, storia scritta da quel James Robinson che aveva completato Assedio, la storia incompiuta di Goodwin.

In effetti si può parlare di un lento accerchiamento che la coppia di cartoonist ha realizzato nei confronti di Batman, realizzando alcune storie memorabili che ne hanno reinterpretato in maniera perfetta circa i primi due anni di attività. L’occasione, per loro, è quella di sfruttare gli speciali stagionali di Legend. Negli Stati Uniti, infatti, un po’ tutti gli editori presentano alcuni speciali stagionali (la stessa testata Batman partiva con questa formula), spesso legati ad alcune feste in particolare. Tra tutte le feste statunitensi, però, una in particolare si lega perfettamente a Batman: Halloween.

Batman di Tim Sale

Batman di Tim Sale

Il loro primo speciale, datato 1993 è Scelte, un complesso gioco psicologico con lo Spaventapasseri in cui Loeb da libero sfogo alla sua passione per filastrocche, indovinelli e giochi di parole complicato dalla relazione sentimentale di Bruce con Jillian Maxwell, che si rivelerà una sorta di signora omicidi, pronta a sposare il ricco di turno, per poi diventarne sua vedova dopo improvvise morti apparentemente naturali.

Le storie di Loeb e Sale, comunque, caratterizzate da atmosfere oscure ed indagini complesse, cavalcano sempre il filo rosso delle filastrocche e dei giochi di parole, attualizzando così la sfida tra il criminale ed il detective e trasformandola in un sottile gioco d’ingegno in cui solo il più attento tra i due avrà la possibilità di spuntarla. Quando l’avversario è un folle, come nel caso di Scelte, o del successivo speciale, Follia (1994), la vittoria di Batman appare abbastanza scontata. In Follia, poi, gli elementi legati alla continuity si fanno molto stretti: il Cappellaio Matto, in questa caratterizzazione pressoché definitiva (un ometto tozzo ed asciutto e completamente folle), rapisce Barbara Gordon, la figlia adottiva di James Gordon arrivata da pochi mesi in città. Alla fine saranno proprio Gordon e Batman a liberare la ragazza che, lasciano ad intendere i due autori, da questo incontro potrebbe aver trovato ispirazione per la sua successiva carriera di Batgirl. La storia, poi, si segnala anche per i richiami e le citazioni di Alice nel paese delle meraviglie (il romanzo preferito del piccolo Bruce) messe in bocca al Cappellaio Matto.

Si arriva quindi al 1995 con l’ultimo speciale, Fantasmi. È il più psicologico di tutti, sia perché l’avversario che, nella terza pagina, fa la sua comparsa è il Pinguino, ancora nel periodo di piccolo criminale, sia perché il riferimento letterario è Il Canto di Natale di Charles Dickens. Probabilmente a causa di un’indigestione, Bruce torna a casa molto stanco e si addormenta in preda agli incubi. A fargli visita saranno il fantasma del padre Thomas, carico di catene, che gli annuncia la venuta di tre spiriti, ognuno dei quali gli porterà in dote alcune istantanee del suo destino. Il primo spirito è Poison Ivy, che prima gli fa rivivere un Halloween dell’infanzia, in cui, ancora una volta, il padre era assente a causa di un intervento improvviso, quindi il suo primo incontro con Lucius Fox a Parigi. Il secondo spirito è il Joker che, con il suo sorriso da Stregatto, gli mostra come la sua villa, così buia, faccia nascere la paura nei cuori dei bambini di Gotham. L’ultimo spirito, invece, alla fine si rivelerà essere lo scheletro di Batman che lo metterà di fronte alla sua tomba ed a quella solitudine nella quale si sta pericolosamente rinchiudendo sempre di più. La nottata lo porterà, così, ad alcune scelte importanti, come la creazione della Fondazione Wayne e l’inizio del suo rapporto di lavoro con Fox, o l’apertura della villa nella notte di Halloween ai bambini della città.

Tutto ciò, però, diventa solo un preludio, quasi uno studio attitudinale della coppia per le due grandi saghe che Loeb e Sale realizzeranno per Batman. Innanzitutto La lunga notte di Halloween, una saga in dodici capitoli, durante la quale riesamineranno il caso del boss Falcone, una lunga indagine che ha visto Gordon, Dent e Batman lottare fianco a fianco, con l’aggiunta della complicata indagine su un nuovo criminale, Festa, un serial killer atipico che sembra arrivare là dove la giustizia non riesce colpendo in un giorno di festa uomini e familiari di Falcone. Durante tale saga, poi, viene rivisto l’attentato che sta alla base della nascita di Due Facce ed il modo in cui questi riesce a circondarsi dei freak che stanno spuntando a Gotham e che stanno soppiantando criminali di un’era ormai sorpassata, come l’Uomo Calendario o lo stesso Falcone.

Batman, Vittoria Oscura

Batman, Vittoria Oscura

Il seguito naturale di questa vicenda è, poi, Vittoria Oscura. Lunga tredici capitoli più un numero 0 sulle pagine di Wizard, reinterpreta il secondo anno di attività, e più precisamente il periodo tra la conclusione de La lunga notte e il giuramento di Dick Grayson come Robin. Innanzitutto torna l’incubo di un nuovo serial killer, l’Impiccato, che questa volta colpisce gli uomini del dipartimento di polizia di Gotham. Sui corpi delle vittime viene ritrovata una scheda del gioco dell’impiccato, giocato non su un foglio bianco, ma su ritagli di giornale che fanno riferimento al caso di Festa od alle indagini di Harvey Dent.

Gli albi a fumetti

Le avventure di Batman vengono pubblicate, ogni mese negli Stati Uniti, su un gruppo di albi mensili regolari (cinque) e su alcune miniserie. Gli albi regolari sono:

  • la storica Detective Comics, la rivista che per prima ha visto l’esordio del personaggio;
  • Batman, la prima rivista espressamente dedicata a Batman ed al suo sidekick Robin;
  • Legends of the Dark Knight, un antologico con team creativi sempre diversi che presentano storie di varia lunghezza divise su più numeri;
  • Superman/Batman, serie ideata e scritta da Jeph Loeb e che riprende la tradizione della mitica World’s Finest;
  • Gotham Knights, (serie conclusa col numero 74) rivista che, dopo la fine della maxiserie Batman: Hush, ha iniziato a presentare storie più strettamente collegate al Cavaliere Oscuro.

A questo gruppo di albi si devono aggiungere:

  • Gotham Central (serie conclusa col numero 40) che presenta le avventure della sezione Grandi Crimini del dipartimento di polizia di Gotham, con minimi interventi di Batman e degli altri vigilanti mascherati;
  • Nightwing, serie che pubblica le avventure di Dick Grayson nella sua nuova identità;
  • Robin, serie che pubblica le avventure di Tim Drake, terzo ed attuale Robin;
  • Batgirl (serie conclusa col numero 73) con le avventure di Cassandra Cain, l’attuale Batgirl.
  • All Star: Batman and Robin, albo della coppia MillerLee che rivisita gli inizi del rapporto tra Batman e Robin.

In Italia la vita editoriale di Batman è sempre stata piuttosto complicata, con passaggi di diritti dalla Mondadori alla Williams, alla Glenat ed alla Play Press fino al luglio 2006. L’abbandono dei diritti di Batman e di tutti i personaggi DC da parte della Play è dovuto all’acquisizione della Planeta DeAgostini di tutte le serie DC e Vertigo.

Altri media

Cinema

Negli anni quaranta, quando ancora gli effetti speciali erano nulli e i supereroi stavano iniziando a muovere i primi passi, le case di produzione preferivano produrre dei veri e propri serial cinematografici composti da corti di un quarto d’ora, venti minuti al massimo, trasmessi in abbinamento con i film più importanti programmati in quel periodo. L’idea aveva il duplice effetto di far appassionare gli spettatori al personaggio e costringerli, così, a tornare al cinematografo per sapere come andava a finire la vicenda e vedere, poi, un nuovo film.

Ovviamente nemmeno Batman sfuggì, e divenne protagonista di ben due serie, una del 1943 e una del 1949. Questi serial «resero [Batman] un nome noto per milioni di persone che non avevano mai comprato un fumetto».[4]

Quando poi negli anni sessanta si affacciarono sulla ribalta personaggi come l’Uomo Ragno e gli altri eroi Marvel, utilizzando spezzoni delle puntate della già trasmessa serie televisiva, venne realizzato un film-collage, in un certo senso primo lungometraggio di genere supereroico del cinema statunitense:

Gli anni ottanta si avviano alla conclusione: Frank Miller e David Mazzuchelli hanno riscritto il mito batmaniano, e, soprattutto, il Joker viene reso il responsabile dell’uccisione di persone care al Cavaliere Oscuro, proprio come i fan si attendevano sin dalle origini del villain. A quel punto la Warner Bros., che ha da alcuni anni assimilato la DC Comics, mette in cantiere il primo vero film su Batman: è il 1989 e il compito viene affidato al regista Tim Burton. Da allora Batman è stato protagonista di 5 film, con differenti riscontri di pubblico, ma tutti caratterizzati da grande impiego di mezzi nella produzione:

É attualmente in fase di post-produzione (uscirà nel luglio 2008[5]) il primo sequel del fortunato Batman Begins, Il Cavaliere Oscuro, con protagonisti il confermato Christian Bale, Aaron Eckhart (nel ruolo di Harvey Dent) e Heath Ledger (nel ruolo di Joker), e vedrà l’ingresso in scena appunto del Joker. Nel secondo annunciato sequel, l’amico Harvey Dent subirà la brutale trasformazione in Due Facce, altro acerrimo nemico di Batman.

Televisione

Il 12 gennaio del 1965 fa il suo esordio una nuova serie televisiva, destinata ad accogliere consensi e successi in tutto il mondo; tramessa dalla statunitense ABC, il suo titolo era Batman.

I panni del Cavaliere Oscuro vennero vestiti da Adam West, mentre Robin da Burt Ward e Alfred da Alan Napier. La serie (tre stagioni per un totale di 120 episodi), ben lontana dal Batman di Kane e Finger, era decisamente ispirata al Batman di Sprang, un eroe che trovava spazio anche per il sorriso, mentre i suoi avversari ideavano piani sempre più astrusi e macchinari decisamente assurdi e giganteschi. Nonostante tutti questi elementi creassero spesso una miscela al limite del ridicolo o del farsesco, la serie ebbe un enorme successo (tanto che in molti cercarono di replicarlo, incominciando dal Calabrone Verde), ed ancora oggi viene citata con affetto dagli appassionati del personaggio.

Il Calabrone Verde

Il Calabrone Verde

Il personaggio di Batman è stato protagonista anche di numerosi adattamenti animati. Nel 1968 la Filmation pubblicò una serie di episodi nel contenitore: The Batman/Superman Hour (inizialmente erano presenti episodi scollegati con protagonisti entrambi i supereroi, ma l’anno dopo, nel 1969, gli episodi di Superman vennero espunti); successivamente Batman apparve anche ne I Superamici (Super Friends) a partire dal 1973. Nel 1977 la Filmation realizza dei nuovi episodi: The New Adventures of Batman, che furono immessi nuovamente in serie-contenitore (come Tarzan and the Super 7, Batman and the Super 7, The Batman/Tarzan Adventure Hour).

Nel 1992 viene distribuita un’altra serie: Batman (Batman Tas, ovvero Batman: The animated serie), premiata con un Emmy Awards, e ispirata alle atmosfere dei film dedicati di Tim Burton, unitamente ad un gusto retrò in alcune scelte grafiche e ad una certa ironia; le storie spaziano dalla lotta al crimine, con molti nemici storici, fino ai polizieschi. Nel 1997Batman Tas: Batman – cavaliere della notte (The New Batman Adventures); questo seguito si mostra immediatamente con uno stile grafico differente (più simile alla serie animata di Superman dello stesso periodo, con la quale condivide i realizzatori) nei personaggi e nei costumi, e con in generale delle colorazioni più oscure; anche i temi delle puntate cambiano, con una maggiore attenzione ai personaggi secondari, e la comparsa di Robin, Batgirl e Nightwing. Negli Usa questi episodi sono stati poi trasmessi insieme a quelli di Superman nel contenitore: The New Batman/Superman Adventures; nel quale erano presenti anche gli episodi facenti parte del lungometraggio: Batman e Superman – I due supereroi (The Batman/Superman Movie), che in Italia sono stati trasmessi all’interno della serie di Batman – cavaliere della notte. Nel 1999 fu trasmesso una inusuale serie su Batman: Batman of the Future (Batman Beyond), seguito ideale di Batman, cavaliere della notte, vede un Bruce Wayne molto vecchio guidare via radio un giovane e irrequieto Terry McGinnis, in un costume ipertecnologico.

Batman of the Future

Batman of the Future

È del 2001 invece la serie Justice League nella quale Batman non è più l’unico protagonista, ma fa parte di una super squadra composta da elementi come Superman, Wonder Woman, Lanterna Verde Flash, ecc. Nel 2004 vengono pubblicati dei nuovi episodi, sotto il nome di: Justice League Unlimited. Sempre nel 2004 viene trasmessa una nuova serie animata interamente dedicata all’uomo pipistrello: The Batman; questa serie si si ispira al film: Batman Begins e si prende molte libertà rispetto al canovaccio classico, con molti rinnovamenti grafici e narrativi.

Videogiochi

Sono stati prodotti numerosi videogiochi sul personaggio di Batman e la licenza è passata, nel tempo, a diverse case produttrici.

  • Batman (1986) (Ocean Software)
  • Batman: The Caped Crusader (1988)
  • Batman – The Movie (1989)
  • Batman (1990)
  • Batman: Return of the Joker (1991)
  • Batman Returns (1993) (Konami)
  • Batman: The Animated Series (1993)
  • The Adventures of Batman & Robin (1994)
  • Batman Forever (1996) (Acclaim)
  • Batman & Robin (1997)
  • Batman Beyond: Return of the Joker (2000)
  • Batman: Chaos in Gotham (2001)
  • Batman: Gotham City Racer (2001)
  • Batman Vengeance (2001)
  • Batman: Dark Tomorrow (2003)
  • Batman: Rise of Shin Tzu (2004)
  • Batman Begins (2005) (Electronic Arts)

Note

  1. ^ Nella sua autobiografia (pubblicata nel 1989) Batman & Me (Kane, Bob e Tom Andrae, Eclipse Books, Forestville, Calif., ISBN 1-56060-017-9, p. 44), Kane riconobbe il contributo di Finger nella creazione del personaggio. Lo storico dei fumetti Ron Goulart, nella Comic Book Encyclopedia (Harper Entertainment, New York, 2004, ISBN 0-06-053816-3) sostiene che Batman venne creato dal disegnatore Bob Kane e dallo sceneggiatore Bill Finger”.
  2. ^ Bill Finger(w),  Bob Kane (p), “The Batman Wars Against the Dirigible of Doom” Detective Comics #33 (Novembre 1939)  DC Comics
  3. ^ Max Allan Collins(w)Chris Warner (p), “Did Robin Die Tonight?” Batman #408 (June 1987)  DC Comics
  4. ^ Daniels (1999), pg. 64
  5. ^The Dark Knight Release Date“, SuperHeroHype.com, 2006-11-16. URL consultato il 2007-05-27.

Bibliografia

Collegamenti esterni

Batman di Bob Kane e Bill Finger
La famiglia: Alfred Pennyworth · Leslie Thompkins · Robin: Dick Grayson, Jason Todd, Tim Drake · Lucius Fox · James Gordon · Selina Kyle
Gli avversari: Joker · Harley Quinn · Ra’s Al Ghul · Pinguino · Due Facce · Enigmista · Spaventapasseri · Killer Croc · Poison Ivy · Mister Freeze · Carmine Falcone
Le testate: Detective Comics · Batman · Legends of the Dark Knight · Gotham Central
Altri media
Cinema Batman (1966) · Batman (1989) · Batman – Il ritorno · Batman Forever · Batman & Robin · Batman Begins · Il Cavaliere Oscuro
Televisione Batman (telefilm) · Batman (serie animata, 1992) · Batman – cavaliere della notte (serie animata, 1997) · The Batman (serie animata, 2004)
Progetto fumetti · Portale fumetti · Wikifumetteria

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