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Comics-And-Other


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Qui si parla di fumetti, di avventure, di arte disegnata e altro.

Per trovare qualcosa che V’interessa provate a scrivere nel “search“.  Mentre per gli ultimi post, cliccate sul link posto sotto al logo “comicsando”. Se poi volete anche partecipare con pareri, commenti, consigli e quant’altro, scrivetemi! Grazie,

Nico.

Per visualizzare immagini e biografie di autori  e personaggi dal mondo dei fumetti e della pop culture clicca qui: COMICSANDO image.

Il fumetto è un linguaggio costituito da più codici, tra i quali sidistinguono principalmente quelli d’immagine (illustrazione: colore, prospettiva, montaggio…) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione…).
Wll Eisner definisce il fumetto come arte sequenziale.http://onceuponageek.com/images/calvin_hobbes1.jpg
Poiché il fumetto è in larga parte utilizzato a fini narrativi, esso è spesso definito “letteratura disegnata”; in realtà, il fumetto può essere utilizzato anche a scopi non narrativi: ad esempio, per una ricetta di cucina, o per realizzare il libretto di istruzioni di un apparecchio. Un esempio concreto di uso non narrativo del fumetto è il volume Capire il Fumetto – L’arte invisibile, saggio scientifico sul fumetto realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud.
Interessante è la definizione che dà lo stesso McCloud: «Immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore». In ogni caso, appartiene a pieno titolo alla categoria delle più moderne arti visuali, in un’era che – privilegiando l’immagine sopra tutto – è in grado di accostare la visionarietà pop di Andy Warhol alla grazia e alla poesia dell’art déco e dell’art nouveau, per approdare al (relativamente) recente fenomeno del vintage.

  • Roy Lichtenstein - Drowning Girl
    Roy Lichtenstein – Drowning Girl

In poche parole, il fumetto, nato per gli adulti (come si vedrà più avanti), diventato poi territorio per l’infanzia, è quindi tornato a essere patrimonio di una fascia non esclusivamente giovanile. Nonostante l’espandersi di altri mezzi di comunicazione di massa, accompagna ancor oggi – fino a dettarne in molti casi ritmi, tempi e modi (o quantomeno limitandosi a registrarne il divenire) – il vivere (ed il convivere) quotidiano.

Il termine “fumetto” si riferisce alle “nuvolette”, simili a sbuffi di fumo, utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi (detti in inglese balloon). Per diverso tempo, soprattutto in Italia, furono utilizzate delle didascalie in calce a ciascuna vignetta, spesso costituite da due ottonari in rima baciata; solo successivamente vennero utilizzati i veri e propri “fumetti” (anche se ci sono utilizzi precedenti).
Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono indicati come comics, in Giappone vengono chiamati manga (“immagini in movimento”), in Francia sono chiamati bande dessinée (“strisce disegnate”). Curiosamente, nei paesi di lingua spagnola del Sud America, come ad esempio l’Argentina, viene usato maggiormente il termine historieta, mentre in Spagna il termine più diffuso è tebeo (derivato dal nome del più famoso giornale di fumetti pubblicato nella penisola iberica, il TBO).

“Come vi cucino il blog”

Come forse tutti sanno, i blog sono una sorta di diario  digitale, accessibile tramite degli appositi portali che si possono trovare in internet . Ogni utente, che si registra al servizio, può creare il proprio blog. Lo si può personalizzare in base al proprio gusto estetico e inserirci i propri pensieri, in appositi post e pagine. Volend o, oltre a scrive articoli si possono anche arricchire e corredare con immagini, video e link. Comicsando (grazie alla piattaforma WordPress) viene realizzato e curato dal sottoscritto e nasce per gioco, ma anche per capire le potenzialità di questi nuovi mezzi d’espressione. L’intento che mi sono prefisso è di mettere su una bella tavola e imbandirla di tutte le cose che più m’interessano. Interessi che vanno dai fumetti alla musica, dalla letteratura all’arte contemporanea, sia colta che popolare.

Per visualizzare altre straordinarie immagini di Meobius, clikkare su Arzach, please!

Il mudus operanti è il seguente: accendo il Computer, entro nel mare magnum del web, vado a “pescare” l’argomento, e, come un bravo cuoco che si rispetti, cucino, aggiungendo gli ingredienti che trovo, in più cerco di metterci alcune “spezie” profumate e saporite che fanno parte della mia conoscenza di accanito lettore e osservatore di arte varia. Miscelando ben bene, fino a quando non ho ottenuto la giusta amalgama tra testo ed elementi multimediali. Questo anche grazie all’aiuto di tue amiche indispensabili: Passione, Pazienza e Tecnica. Una volta che ho preparato tutto come si deve, servo a tavola, cioè sul blog. Poi aspetto i commenti dei visitatori, sperando che ciò che ho preparato sia di gradimento. Voglio poi descriverVi alcune cose che mi stanno succedendo, e che per me sono una cosa assolutamente sorprendende, e per certi versi, inaspettate: alcuni amici del settore fumettistico, hanno notato comicsando e si sono offerti di darmi una mano, mandandomi per e-mail, le proprie opere e conoscenze. Prendendosi anche il fastidio di passarle allo scanner, scriverle e ottimizzarle. Dandomi anche degli utilissimi consigli per l’impostazione dei post. Per me questa è una cosa davvero importante, e oltremodo incoraggiante per il proseguio dei lavori che andrò a presentare (Grazie, grazie e ancora grazie a tutti Voi!). Nel periodo che va dal mese di maggio 2008 fino ai giorni nostri (insomma da quando ho iniziato), grazie al blog e anche grazie a questi amici, sto approfondendo ancora di più il tema dell’arte sequenziale, scoprendo nuovi e interessanti autori e nuove straordinarie storie. A questo punto vorrei aprire una piccola parentesi sulla mia prima passione, cioè i comics.- Più o meno a partire dall’età dell’adolescenza: avrò avuto 11 o 12 anni, capitai nell’edicola ubicata nell’aeroporto di Capodichino, della mi città che come molti sapranno (?) è Napoli.

Naples by Moebius

Naples by Moebius

Là vidi, esposto sugli scaffali dedicato ai “giornaletti”, la copertina del mio primissimo eroe; “L’Uomo Ragno”. L’albo veniva distribuito dalla (allora) Editoriale Corno” (ora Max Bunker Press). Le avventure del tessi ragnatele e soprattutto del suo alter ego, il nerd Peter Parker, venivano scritte ed ideate per i tipi della Marvel Comics, dal geniale Stan Lee, disegnate con tratto plastico e personale, dallo straordinario Steve Ditko.

Spider-man visto da Steve Ditko

Spider-Man visto da Steve Ditko

Le storie colpirono subito il mio immaginario di ragazzino. Nella vita normale Peter Parker era solo un giovane studente, secchione e timoroso, ma grazie ai super poteri, capitatogli accidentalmente dal morso di un ragno radioattivo, riesce a riscattare la sua triste esistenza, salvando il mondo dai malvagi, incutendo loro con la sua forza e la sua agilità, il terrore e la paura. Il fatto poi che potesse scalare palazzi e volteggiare tra essi lanciando ragnatele e con indosso un costume rosso e blu, disegnato sulle sembianze di un ragno, ne faceva per me un’attrazione irresistibile (ancora oggi è a mio parere è il costume più intrigante e riuscito della storia dei supereroi. Le sue avventure conquistavano subito il mio piccolo cuoricino in erba.

Leggere le storie di Spider-Man (oggi anche in Italia i nuovi fumetti del nostro eroe, editi dalla Panini Comics, si presentano con il nome originale americano) mi portò automaticamente a subire il processo di identificazione con il personaggio, anche se a dire il vero, più con lo studente che con l’eroe in costume (anche se il mix creato dagli autori era per quei tempi una vera novità tanto che fu coniato il motto “Super eroi con super problemi”). D’allora molta acqua è passata sotto i ponti, e il virus dell’arte sequenziale (termine coniato dal grande Will Eisner) aveva ormai attecchito nel mio immaginario di adolescente, restandoci – a fasi alterne – da giovanotto ma anche da adulto. Infatti, crescendo, crescevano anche le tecniche fumettistiche, che porteranno poi ad esprimersi sulla scena internazionale, una vera e propria fucina di talenti. Tanto per fare dei nomi (in ordine mnemonico), gli americani: J. Romita S. (il suo Uomo Ragno è da annoverare tra i più belli sotto l’aspetto del disegno, ma anche suo figlio; J. Romita jr -clicca sul nome per vedere una straordinaria “gallery”- non è da meno, anzi, in questo caso credo che l’allievo abbia superato il maestro), Gene Colan (grande il suo Devil, molto bello anche La Tomba di Dracula), Jim Steranko (fantastico il suo Nick Fury agente dello S.H.I.E.L.D., uno dei primi tentativi di unire comics, fotografia e pop art), Jack Kirby (il suo capolavoro è sicuramente 2001 odissea nello spazio, trasposizione su carta del film di Stanley Kubrick), Roy Thomas (scrittore di punta della Marvel Comics di allora con il ciclo La Spada di Conan il Barbaro),

Conan visto da Barry Windsor Smith

Conan visto da Barry Windsor Smith

2001 odissea nello spazio capolavoro di Jack Kirby

2001 odissea nello spazio capolavoro di Jack Kirby, clicca per il tribute

John Buscema & Barry Windsor Smith (Conan il Barbaro), anche se per i disegni preferivo il secondo dei due, Richard Corben (con la sua formidabile tecnica underground – pittorica).

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Zanardi di Andrea Pazienza

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Una donnina di Milo Manara, per altre immagini cliccaci su

Tra gli italiani, ricordo l’emozione che provavo nel vedere i lavori di Magnus (Unknow Lo Sconosciuto è stato forse uno dei fumetti più rivoluzionari di quegli anni, sia nei testi che nei disegni, almeno in Italia), il genio creativo di Andrea Pazienza (Zanardi, il suo personaggio più celebre, è stato un mito per i ragazzi della mia generazione), l’arte di Milo Manara (le donne di Manara WOW!), il disegno-pittura di Tanino Liberatore (con il suo assurdo e tragicomico -trash androide- Ranxerox, storie che uscivano sul mensile di cultura alternativa Frigidaire) -Tanino Liberatore Gallery-. Ricordo anche due straordinari autori francesi: il visionario Philippe Druillet (Lone Slane) e l’eclettico e immaginifico Jean Gireau con il Tenente Blueberry – mentre con il nome d’arte di Moebius , firmava il suo capolavoro (Il garage ermetico). Diversi anni dopo, la scena dell’arte disegnata incominciava a scemare, e per riflesso scemava anche il mio interesse. Per molto tempo ho finito per trascurare comics, (mi sembrava che non avessero più nulla da dire) e la mia attenzione si spostò su forme artistiche (apparentemente) più complesse, come la Pop Art, la musica Rock e il Jazz. Intorno agli anni 90, qualcosa iniziò a cambiare nel mondo dei fumetti: entravano in scena nuovi autori ed un nuovo formato di fumetto: la Graphic Novel. Di grande formato e piuttosto voluminosi. Veri e propri romanzi disegnati. Storie complesse, realizzate da autori di indubbia capacità artistica. In tutto il mondo queste prodotti venivano distribuite e vendute, non più in edicola (adatte più al prodotto seriale, tipo albo Bonelli, per intenderci), ma nei negozi.

Spirit di Will Eisner

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Tintin e Milù visti da Enki Bilal

Nascevano infatti, le Fumetterie, vere e proprie librerie specializzate. Entrando in uno di questi si potevano comprare e leggere le storie di autori come Milo Manara (I Borgia), Moebius e Alejandro Jodorowsky (l’Incal), Frank Miller (Batman Darknight Return, Elektra Assasin, disegnata con una straordinaria tecnica, (che ricordava le copertine del rock psichedelico) dall’americano di origine polacca, Bill Sienkiewicz). Ancora, Alan Moore (con il suo capolavoro The Watchmen), Neil Gaiman & Dave McKean (Arkam Asylum, vero e proprio psicodramma scritto (Gaiman) e dipinto (McKean) sul dualismo esistenziale tra Batman e Joker).  A questo punto apro una piccola parentesi: una fumetteria ben fornita, offre a chi entra, la possibilità di poter conoscere autori di altre nazioni e paesi e questo in edicola non è possibile, visto che  lo spazio, in questi posti è esiguo e sovraccarico di riviste, cd  e dvd o altro. Proprio in un negozio specializzato, tra l’althttp://www.pix8.net/pro/pic/7957rhf8Y/284523.jpgro, ho avuto modo di conoscere e apprezzare la qualità artistica di autori straordinari, per fare un esempio, come: Enki Bilal Anche i comicbook seriali americani (l’albo spillato tipico dei supereroi) e gli albi italiani (formato Bonelli) e i Manga giapponesi incominciarono a riempire le fumetterie con delle edizioni più ricercate tra grafica e formato. Tra le novità di allora ricordo l’americanoTodd McFarlane, che grazie allo stile grottesco e per certi versi naif, riuscì a dare nuova linfa alle storie di Spider-man. Poi, ispiratosi alle onomatopee e alle inquadrature sceniche e grafiche di Spirit (del grande Will Eisner) e anche grazie all’ausilio della computer grafica (passato e presente quindi) lo portarono ad inventare l’eroe che l’ho rese poi celebre: Spawn. Il nuovo character portò dei cambiamenti nelle altre testate dei supereroi di formato seriale. Sul fronte dei manga mi colpirono i disegni di Jiro Taniguchi con la storia de “L’uomo che cammina”, pura poesia grafica, totalmente diversa dagli altri prodotti nipponici che si trovavano nelle edicole. Questo ci fà capire che il mondo dei man-ga (letteralmente: dal giapponese: man; “satira” ga; “vignetta)” è assai più vario e complesso. Visto il successo, incominciarono a uscire albi sempre più sofisticati e curati sia nella grafica che nei testi. Autori conosciuti grazie alle graphic novel, incomiciarono a produrre storie anche per gli albi seriali. Infine voglio segnalare lo straordinario saggio, prodotto, scritto e disegnato da Scott McCloud, dal titolo “Capire il Fumetto “.

Scott McCloud: Understanding comics

Il personaggio che rubò letteralmente di nuovo il mio cuore è stato senza ombra di dubbhttp://www.stripovi.com/images/kenparker.JPGio Ken Parker, uscito in edicola per i tipi della Bonelli intorno a gli anni 80. Creato da un duo di autori, italiani, Berardi & Milazzo. La serie si presentava come un normale fumetto di Western della Bonelli, solo che una volta avuto tra le mani e iniziato a leggere, si avvertiva chiaramente pagina dopo pagina, che non era un prodotto come altri. La cura dei testi, i personaggi di contorno ben caratterizzati, i dialoghi costruiti con cura, lo stile grafico, in bianco e nero scarno ed essenziale, ma al tempo stesso fine e ricercato, sia nelle prospettive e sia nella stesura delle vignette che ricordavano le inquadrature cinematografiche, ne facevano un fumetto fuori dall’ordinario. Le avventure di Lungo Fucile (così chiamato dai suoi amici indiani), narrano delle g

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Sin City clicca for gallery

esta di un trapper dell’esercito, che affronta la vita selvaggia di frontiera con un coraggio e un umanità mai viste prima su un albo mensile a fumetti. Non ci fu ombra di dubbio, se L’Uomo Ragno mi aveva conquistato da bambino, Ken Parker mi conquistava da Adulto.

Ritornava, così, anche grazie a questi due autori, il processo d’identificazione per un Eroe dei fumetti. Per chiudere, vorrei segnalare quelli che per me sono, a livello mondiale, i due maggiori artefici di questa New age dei comics: Frank Miller e Alan Moore. Con la loro arte sono riusciti ad ottenere grandissimi risultati, sia di critica che di vendita. Tanto che il genere è di nuovo sotto la lente d’ingrandimento di tutti i media. Nuovi e più smaliziati lettori si sono affacciati alla lettura. Operatori, di altri medium culturali come il Cinema, la Letteratura, il Digital comics, interagiscono con essi. Addirittura ci sono in atto delle trasposizioni teatrali. Notizia di questi ultimi giorni, è in preparazione un Musical a Broadway, proprio, guarda caso, su Spider-Man

Nico

P.S:

http://utenti.lycos.it/ultimatesinisa/Parfumus.jpg

A proposito del rapporto tra musica e fumetto, cliccate sull'immagine per saperne di più...

http://s3.amazonaws.com/twitter_production/profile_background_images/4819886/ringo-spidey2.jpg

Anche Ringo Starr, batterista dei Beatles, apprezza le avventure del tessiragnatele

“I fumetti e la musica (specie quella passata per radio) negli anni della adolescenza, hanno rappresentato perme una via di fuga da una realtà che non mi piaceva. Sono stati come una sorta di “droga omeopatica” a buon mercato, infatti, con i comics, che allora costavano davvero poco (anni 70/80), potevo leggere, conoscere e vedere mondi incredibili, mentre la musica di quegli anni (Beatles Rolling Stones, Santana, Jimi Hendrix, Pink Floyd, ecc.ecc…. e scusate se è poco…) mi accompagnava nella lettura facendomi da colonna sonora e al tempo stesso mi permetteva di  dimenticare, per quei frangenti, i problemi che avevo. Crescendo ho imparato poi ad apprezzarne anche i lati artistici e culturali. Per questi motivi e per molto altro ancora, dirò sempre grazie a tutti gli artisti, gli editori, i giornalai e le radio libere, che mi hanno in qualche modo “salvato” (o “rovinato” a seconda dei pareri)

Nella mia ricerca di autori e storie di fumetti d’oltreconfine, trovo spesso biografie in lingua straniera di autori che ritengo di un certo interesse e che non sono molto conosciuti nel nostro paese. Siccome sono molto pigro per tradurle (alcune le ho fatte, ma è stata una faticaccia), tali biografie le riporto sul blog come le trovo, o quantomeno in lingua inglese. Se cercando trovate questi post, non demoralizzatevi, ora c’è:  http://www.google.com/intl/it/images/logos/translate_logo.png Google traduttore (che dovrei aver inserito in quasi tutti i post). Certo la traduzione non è propro precisissima, ma è abbastanza fedele (diciamo…).

PER E – MAIL: nicomusella@gmail.com

Fumetti

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Ken Parker

80 anni da Topo (lino)

Watchme

Peter Parker

Banda Bassotti

Paperon de’ Paperoni

Betty Boop

TOPOLINO

Geronimo Stilton

TEDDY BOB

NONNA ABELARDA

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FRANCO & CICCIO

KINOWA

PETER PAPER

GENIUS

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ZAKIMORT

PAPPAGONE

Mafalda

AKIM

Cino e Franco

SIN CITY 1

FUMETTO NERO ITALIANO

Diabolik

Valentina

Druuna

Psylocke

Phantom

James Bond

The Dark Knight’s Return

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The Dark Knight's Return by Frank Miller

“Il Ritorno del cavaliere oscuro” in originale “The Darknight Returns”, storia creata è disegnata da Frank Miller. E’ il primo fumetto che lessi dell’autore americano d’origine anglosassone. Mi recai dal “Supermarket del Fumetto” in Via Montesanto a Napoli. In quel periodo, più o meno una dozzina di anni fa, il fumetto americano stava attraversando un periodo molto fertile sia come quantità sia come produzione artistica. Sulla scena dei comics nuovi disegnatori e soggettisti provenienti soprattutto dal mercato inglese, davano linfa ai fumetti dei supereroi della Marvel e della DC Comics le due più grosse case di comics americani. Altre case editrici come per esempio la Dark Horse, si facevano conoscere sul mercato per una produzione che mirava soprattutto alla qualità degli autori. Erano diversi anni che i fumetti dei super eroi non si rinnovavano e la rivoluzione in questo settore la doveva soprattutto ad Alan Moore con il suo “Watchmen” che tratterò alla fine in un “post” dato che è un capitolo da affrontare con cura di dettagli ed analisi approfondita. Miller non è così facile, ma qui ci voglio provare. Dicevo sopra, che mi recai da Riccardo Siena, il proprietario del negozio di fumetti, che conoscendo la mia passione per i disegnatori, mi propose di leggere il volume in questione. Mi resi conto che mi trovavo davanti ad un lavoro che avrebbe cambiato il mio modo di leggere i supereroi. I disegni non erano di mio gusto, ma apprezzavo l’uso originale che ne faceva: le proporzioni esagerate dei corpi (scuola Jack Kirby), le scene dal taglio cinematografico, la cura dei dettagli, l’uso dei colori e il ritmo serrato dei dialoghi creavano un’opera che faceva tabula rasa di tutto quello che c’era prima. I personaggi principali anche loro sono completamente cambiati: Batman & Robin, il primo è un vecchio e l’altro una ragazzina. La storia si svolge in una Ghotam City cinica e corrotta dove i nostri due eroi, come novelli giustizieri cercheranno di portare ordine e giustizia. Dovranno affrontare diverse battaglie per poterlo fare e soprattutto dovranno affrontare la battaglia più dura: lottare per trovare se stessi, in un mondo che non li considera più. Finendo, posso affermare che l’opera di F.Miller è, tra l’altro, un’allegoria su di una società che tende ad emarginare chi è più debole e isola le persone che non fanno parte del mondo dei “Giovani e Forti”. Una denuncia ad un America edonista e Reganiana.

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Vuoi vedere delle bellissime immagini e fumetti dell'epoca d'oro americana? Ti consiglio caldamente di cliccare sul'immagine. Porta ad un blog che definerei straordinario! Segnalato da Nico

Riviste

GOOD GIRL ART

PENTHOUSE COMICS

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IL VITTORIOSO

Pagine

La strega

I TARZANIDI

STEAMPUNK

Miniatura

LE MACCHIE DI RORSCHACH

TRASFORMARE LE FOTO IN UN COMICS

Rock and roll

PINOCCHIO

FRED BUSCAGLIONE

PULP MAGAZINE

Spider-Man The Animated Series

Marvels

Sexy Hero’s 1

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L’ISOLA DEL TESORO

Mythology

City of Glass

BRUNO MUNARI

ADRIANO CELENTANO

PEPE’ LE PEW

LE TARZANELLE DELLO SPAZIO

Speciali

Second Life

Street Art & Toys

L’Officina Del Fantastico

La locandina cinematografica

 Il Cinema Paramount Operà di Paris - The darknight Returns
Paramount Operà di Paris – Le Chevalier Noir  Photo by Nico Musella

FRIEND’S

FUMETTI D’ITALIA

QUADRINHOS & FUMETTI di Wilson Vieira

G. Cafaro in arte Joker

Julia e la musica

Qui vorrei parlarvi di un gruppo musicale, che ho conosciuto qualche anno fa grazie a Julia, l’albo a fumetti creato da Giancarlo Berardi ed edito in Italia dalla Bonelli Editore.

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Julia, di Giancarlo Berardi – Bonelli Editore

La protagonista della serie  è una criminologa che si occupa di delitti usando il cervello, invece che delle pistole (anche se un grosso posacenere d’alabastro, sapientemente nascosto nella borsetta, a volte le fa molto comodo).

La nostra eroina in un racconto, descriveva la musica di una Rock- band chiamata Sigur Ròs, definendo questo tipo di musica (che stava ascoltando a casa di un personaggio co-protagonista della storia): “Bellissima!”. L’affermazione della nostra dedective, aveva stimolato la mia curiosità, e quindi mi sono subito fiondato in rete per trovare più notizie possibili sul gruppo in questione. Per prima cosa  notai che la band era islandese cosa abbastanza insolita nel panorama della musica rock. E  trovai originale, il fatto che le copertine dei  primi album,  le stampassero in bianco e senza titoli. Lasciando così la scelta all’ascoltatore di decidere il titolo dare all’album e anche al brano in base all’emozioni che ricevevadall’ascolto. Inutile dire che dopo aver letto la storia del fumetto e aver appreso notizie dal web sul gruppo, sono andato in un negozio di dischi (e sì, compro ancora dischi…).

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La copertina dell’album dei Sigur Ròs, Ágætis byrjun

Il risultato è stato che ho comprato l’album di cui Vi mostro la copertina.

Qui inserisco un video musicale. Il brano che ascolterete, da anche il nome all’ album in questione.

Successivamente ho ascoltato anche altre cose dei ragazzi islandesi, ma posso dire che “Agaetis Bryjun” è a mio giudizio il loro capolavoro.

E anche in questo caso: Musica & Fumetto “binomio perfetto”.

Autori stranieri

Alberto Breccia

Sydney Jordan

Alex Ross

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John Romita, Jr.

Steve Gerber

Ralf König

Charles Burns

Jack Kirby

JOHN BYRNE

Scott McCloud

Carl Barks

ROBERT CRUMB

MOEBIUS

PHILIPPE DRUILLET

Jean Giraud

MARCELLO

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Juan Zanotto

Alejandro Jodorowsky

DAVID LEVINE

MILTON CANIFF

ALEX TOTH

JOE KUBERT

EDWARD SOREL

MANGA & ANIME

Jiro Taniguchi

Video Girl Ai

Naruto

Hurricane Polymahttp://www.ffocean.com/ffoceannaruto/naruto.jpg

Capitan Harlock

Cowboy BeBop

Crying Freeman

Doraemon

Hellsing

Hentai Story

Hunter x Hunter

MANGA

Nausicaä della Valle del Vento

Nippon Animation

Sampei

Shōjo

UFO Robot Goldrake

Detective Conan

Autori Italiani

MAGNUS

Tullio Pericoli

Guido Crepax

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GIUSEPPE SCALARINI

SERGIO TOPPI

TANINO LIBERATORE

LEONE FROLLO

GIAN LUIGI BONELLI

SEBASTIANO CRAVERI

GRAZIA NIDASIO

GIPI

BORMIZ

MAX CAPA

FERDINANDO TACCONI

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SANDRO ANGIOLINI

GIANNI DE LUCA

ALDO CAPITANIO

Luciano Bottaro

MATTOTTI

WALTER MOLINO

GIANNI BONO

Fotoromanzo

Killing

Texone

Alcuni anni fa, per precisione nel agosto del 1996, sulla rivista WIZ, della allora Marvel Comics Italia (poi diventata Panini Comics), fu pubblicato nello spazio “Forum”, una mia recensione su di un “Texone” disegnato dal grande Magnus.

Ho ripescato l’articolo di allora, e qui lo ripropongo, con in più alcune immagini che ricordano quell’opera del grande disegnatore bolognese, come di uno dei momenti più alti che abbia prodotto il mondo dei fumetti in Italia.


TEX GIGANTE N° 9 – Bonelli Editore

Recensione di Nico Musella:

Di Nizzi (testi) e Magnus (disegni)

Fin dalle prime pagine di questa avventura, si coglie l’impegno dei due autori nel realizzare una storia che sfuggisse ai soliti canoni “texiani”. Nizzi ha infatti intessuto una trama che potesse sfruttare al meglio la forza espressiva dei disegni di Magnus, creando dei personaggi adatti al famoso disegnatore e realizzando una sceneggiatura ricca di scenari in modo da permettergli ogni vignetta una piccola opera d’arte.


Magistrale è l’inizio della storia con le scene dei predoni sotto la pioggia che scende fitta e che sembra quasi uscire fuori dalle pagine, come altrettanto curate sono le suppellettili delle stanze, vere e proprie trasposizioni di oggetti d’epoca. Per non parlare delle anatomie perfette dei cavalli, delle architetture della fortezza studiata in assonometria e di tantissimi altri particolari che stanno testimoniare l’impegno con cui Roberto Raviola si è avvicinato all’opera, al punto tale che non si può che gridare al capolavoro.

La fortezza
La fortezza

Il punto più alto di questa opera resta la caratterizzazione dei personaggi. Nel caso specifico un Tex così non si era mai visto prima (e neanche un Kit Carson così magnifico):

Kit Carson
Kit Carson

Tex Willer
Tex Willer

portato ad un atteggiamento così naturale senza però perdere le sue caratteristiche, tanto da risultare ancora più credibile. E spero che alla fine possa diventare un esempio da seguire per gli altri autori della sua serie.

Poi c’è la vignetta finale, dove proprio Lui, Magnus, si congeda ai sui lettori, quasi a scusarsi di questi lunghi e interminabili sette anni spesi nel realizzare il “Texone”… sette anni che avremmo voluto che non passassero mai.

So long, Roberto.

Ci mancherai.

Magnus, foto di Joe Zattere

Una delle firme di Magnus
Una delle firme di Magnus

PITTORI

David Hockney

Mimmo Rotella

Gustave Doré

Keith Haring

Maurits Escher

AUBREY BEARDSLEY

H.R. GIGER

Roy Lichtenstein

CDisplay

CDsplay - LogoCDisplay – Logo

è un piccolo software ideato per visualizzare sul p.c. i comics nei vari formati digitali , decompressi nel file di lettura del programma denominato “cbr”.

Per il sottoscritto è un buonissimo prodotto che consiglio vivamente a chi vuole provare la lettura del suo fumetto preferito anche dal portatile o dal computer di casa.

Windows Image Viewer ‘CDisplay’ è stato scritto per facilitare la visione di immagini in formato JPEG, PNG e GIF statiche. È stato scritto utilizzando Borland C + + Builder 5,0 ed è stato testato con Windows 98, NT 4, 2000 e XP Tablet.

Software in action

Caratteristiche

Carica JPEG, PNG e GIF ,immagini statiche che vengono automaticamente ordinati e presentati per la visualizzazione di uno alla volta o due alla volta.

Le immagini possono essere in un zip, rar, ace o file di archivio tar – non è necessario decomprimere prima lettura. Calibrazione automatica della pagina: note; Adatta allo schermo, in base alla dimensione dello schermo, in grado di di adattarsi  ad ogni monitor se sovradimensionato, di esposizione a specifici d’altezza, o visualizzazioni a due pagine.  Per il ridimensionamento utilizza interpolazione Lanczos per la migliore qualità delle immagini.

Free Download

Visita il Forum ( in english).

http://img212.imageshack.us/img212/5900/diapositiva22nb8.jpg

http://2.bp.blogspot.com/_Na1MVp_sTaI/SXuykoiaVdI/AAAAAAAAB5o/18nZs62ocL8/s400/deadpool_wolverine.jpg

Wolverine and Deadpool

http://th04.deviantart.com/fs26/300W/f/2008/128/3/d/superman_vs_goku_by_xikinight.jpg

Sondaggio a cura di Simone Musella

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Nico Musella


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  1. Fumettisti: Gipi « COMICSANDO image

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