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Mandrake



La storia di Mandrake incomincia a St. Louis, nel Missouri, dove tra il
1905 e il 1910 nacquero Lee Falk e Phil Davis, il primo futuro sceneggiatore delle storie del mago e il secondo suo disegnatore per più di trenta anni, dal 1934 al 1965.
Scrittore il primo e pittore il secondo, avevano una passione in comune: il teatro, e fu in questo ambiente che coltivaronola loro amicizia. Falk, infatti, meritre ancora studiava all’università dell’Illinois (dove poi si diplomò), oltre a scrivere novelle, creò alcune commedie brillanti per le quali Davis curò la scenografia. Nel 1933 Falk lasciò la nativa St. Louis e si trasferì a New York in cerca di fortuna. Davis gli tenne dietro e i due pensarono di continuare l’accoppiata nel mondo dei comics, in quel momento in piena fioritura.

Il personaggio sul quale puntarono tutte le loro carte probabilmente l’avevano in testa da tempo; si trattava di un mago, al quale affibbiarono un nome dalle reminiscenze classiche: Mandrake (mandragola). Tale personaggio vestiva una sua « divisa » che non ha abbandonato per quarant’anni e che probabilmente non abbandonerà neppure per il futuro. E’ la « divisa » tipica di ogni mago che si rispetti quando si esibisce sulla scena: un frac, uri cilindro, un bastone cori il pomo (che gli serve all’occorrenza anche come bacchetta magica) e un ampio mantello nel quale si avvolge. Sul viso del suo personaggio, Davis nori ebbe dubbi.
Riprese tale e quale quello dell’amico Falk fornendolo, come lui, di un paio di baffetti sottili. Come comprimario di questo personaggio, Falk e Davis crearono un gigantesco negro, di origine nubiana, forte come dieci uomini messi insieme, e lo chiamarono Lothar (era questo il nome di un amico tedesco di Falk). Lothar fu relegato al ruolo di servitore, guardia del corpo, buttafuori del mago.

Lothar

Lothar

Con questa coppia, subito brillantemente caratterizzata da un disegno asciutto e d’avanguardia, Falk si presentò all’organizzazione che in quel momento dominava il mercato dei comics: il King Features Syndicate. Mandrake e Lothar furono accettati e nel giro di poche settimane il mago aveva una striscia giornaliera sul New York American Journal, con il titolo di « Mandrake the magician ». La data precisa di questo battesimo è iI’1 giugno 1934.
Nelle prime storie Mandrake si dedica a casi polizieschi intricatissimi e si batte ai limiti della magia nera. E’ evidentemente dotato di poteri pressoché soprannaturali che, come ci sarà presto spiegato, ha appreso nel Tibet, frequentando una misteriosa scuoia riservata a pochi eletti, il collegio della magia, collocato in una città nascosta nelle viscere dell’Himalaia e diretto da Theron il maestro dei maestri. Mandrake non ama la violenza: combatte ladri e malfattori soltanto con un gesto della mano o tutt’al più sollevando il suo elegante bastone. Quando c’è da menar le mani, interviene Lothar che predilige affrontare più di un avversario alla volta.

Ben presto la coppia diventa un terzetto e Falk procede alla creazione del terzo personaggio quasi senza accorgersene. Nella storia « Il mistero della casa da gioco » del 1935 appare infatti, vestita da odalisca e ambientata nel Vicino Oriente, una principessa che proviene da un improbabile regno del Centro Europa (il regno di Cockaigne: Cuccagna), che ha nome Narda. Alla sua prima apparizione, Narda appartiene alla serie dei « cattivi » e tenta perfino di uccidere Mandrake.
Ma bastano poche strisce perché la principessa, angustiata dai problemi della sua casata e sempre in ansia per il fratello Segrid, principe ereditario, si innamori di Mandrake e lui di lei. I due si perdono di vista e si incontrano qualche mese dopo nella storia « Il cammello di argilla » nella quale il nemico di turno è un malfattore trasformista, un certo Saki. Durante questa vicenda l’amore tra Mandrake e Narda sboccerà definitivamente.
Ma Mandrake è un inquieto giramondo e bisognerà aspettare qualche anno perché la coppia stabilisca una effettiva convivenza. Mandrake infatti è occupatissimo a sbrogliare misteri di ogni genere, nei quali l’avventura si mescola all’orrore, concedendosi rare pause romantiche e capricciose.
Nella storia « Il fenomeno del circo » lotta contro un licantropo, poi si rifà con un mistero « campagnolo » (« L’enigmatico Davos ») e con una visitina nel mondo dorato di Hollywood dove le attrici, i produttori e i magnati del cinema ricorrono alla sua magia per risolvere i mille intricati problemi che rapitori in agguato fanno continuamente sorgere.
Poi Mandrake ripiomba nell’orrido con le avventure contro il malefico Cobra (suo compagno di corso al collegio della magia di Theron) che ha posto l’arte magica al servizio del male e che mette a dura prova il nostro mago, in genere piuttosto ingeneroso nei confronti dei suoi colleghi (fachiri compresi). In Italia Mandrake appare a pochi mesi dalla sua nascita: l’Avventuroso di Nerbini lo presenta il 20 gennaio 1935.

Vignetta

Intanto Falk e Davis, visto il brillante successo incontrato dalle strisce giornaliere, vengono invitati dal King Features Syndicate a produrre anche le tavole domenicali. Queste iniziano il 3 febbraio 1935 e il lavoro dello sceneggiatore Lee Falk diventa eccezionalmente ponderoso, anche perché all’inizio dell’anno successivo, il 17 febbraio 1936, crea Phantom, l’Uomo Mascherato, che realizza insieme al disegnatore Ray Moore. Le tavole domenicali di Mandrake si differenziano sostanzialmente dalle strisce giornaliere: per quasi dieci anni non vi apparirà mai Narda e inoltre Falk riserverà i racconti polizieschi alle strisce giornaliere, mentre le tavole domenicali saranno quasi sempre impostate su misteri di tipo fantascientifico.
La prima avventura domenicale (« Il regno segreto degli assassini ») vede Mandrake alle prese con una strana e avveniristica organizzazione, comandata da un certo Bull Ganton, che raggruppa i malfattori di tutto il mondo; il personaggio femminile è la bellissima Reetha, amica di Mandrake, che si trasforma continuamente in una altrettanto meravigliosa e sinuosa pantera.

La seconda storia domenicale si svolge invece in Oriente (« Mandrake nel paese dei fachiri ») e vede il nostro mago fare la concorrenza a tranquilli fachir.; (impegnati nei vecchi giochetti di mangiatori di fuoco e di incantatori di serpenti) e lottare contro il cattivo rajah Indus che ha rapito la bellissima e conturbante Jana, figlia di Jehol Khan. Nel finale della storia, quando Indus è ormai sconfitto, Jehol Khan non vuole acconsentire al matrimonio tra Jana e il suo pretendente Jorga e allora Mandrake lo convince a cedere trasformando in oro tutto ciò che il rajah tocca e rinnovando così il mito di re Mida.

Uomo - Ruota

Uomo Ruota

Sempre insieme all’inseparabile Lothar, vestito con pantaloncini, una pelle di leopardo intorno al petto e un minuscolo fez in capo, Mandrake visita uno strano paese dove vive il popolo Mignon, in lotta con gli uomini lanuti. Poi passa un paio di mesi in un circo, sistemando quattro o cinque cattivi soggetti, dando anche in questo caso dei numeri agli illusionisti, e risolvendo piccoli romantici casi (la donna barbuta del circo perderà la barba agli occhi del suo innamorato).
Lothar, dal canto suo, se la prende con un brutale sollevatore di pesi e ad un certo momento carica sulle sue braccia lui e tutti i suoi bilancieri, dando una prova in più della sua eccezionale vigoria.

Ma la storia domenicale più affascinante e sorprendente è quella intitolata « Mandrake e gli uomini di cristallo » che iniziò nell’agosto 1936 e si protrasse per trentacinque settimane. Mandrake e Lothar vengono trasferiti da uno scienziato nella « dimensione X » dove vivono le loro più esaltanti avventure fantascientifiche.
Incontrano anzitutto gli uomini-ruota, fatti interamente di metallo, che hanno una ruota al posto dei piedi, si nutrono di petrolio, hanno città di metallo vivente e temono soltanto l’acqua (che provoca la ruggine nei loro ingranaggi) e il fuoco (sono tanto impregnati di petrolio che basta una scintilla per farli esplodere).

Poi incontrano gli uomini-pianta che hanno radici al posto dei piedi e che si nutrono di fango. Infine lottano contro gli uomini-cristallo, tutti costruiti in vetro, che si lucidano il corpo con pelle umana e che dominano il loro mondo con gli specchi ustori di classica memoria. Mandrake li batterà in modo elementare, fracassandoli tutti a sassate.
In « Mandrake contro il tiranno » il mago si presenta con Lothar alla frontiera del regno di Dementer, dove il tiranno locale, estremamente capriccioso, odia il colore verde (e fa dipingere quindi dai servi di rosso tutte le foglie degli alberi e i prati) e concepisce il mondo tutto alla rovescia (il suo palazzo ha il tetto infilato nel suolo e le fondamenta per aria).

Lo sconfiggerà riportandolo alla ragione e gli toglierà il maledetto vizio di cavalcare al contrario, con il volto rivolto verso la coda del cavallo. Successive avventure porteranno Mandrake a Venezia e nei mari del Sud. Ma nel 1938, grazie ad un passaggio offerto dallo scienziato professor Thursby, Mandrake e Lothar metteranno per la prima volta il piede sulla luna, iniziando una lunghissima serie di avventure interplanetarie.
Di anno in anno il successo internazionale di Mandrake aumenta: in Italia, a partire dal 31 agosto 1935, l’Audace pubblica le tavole domenicali a colori con il titolo di « Drakeman, il re della magia ». Quando la seconda guerra mondiale sconvolge i cinque continenti, Falk e Davis si adeguano ai tempi: Mandrake e Lothar, uscendo improvvisamente dal mondo senza tempo nel quale sembrano vivere, capitano in un’isoletta nell’oceano Pacifico, in piena guerra.
« L’attacco nel Pacifico » è la storia domenicale iniziata il 19 aprile 1942, proprio mentre gli Stati Uniti si stavano riavendo dallo shock dell’attacco giapponese nelle Hawaii e dei successi travolgenti dei « signori della guerra » di Tokio. Mandrake giunge nell’isola di Pacifica dove un gruppo di eroici marines americani comandati dal maggiore Gallant lo mette al corrente di quello che sta succedendo.
C’è già stata la sorpresa di Pearl Harbor; a Wake gli eroici difensori hanno dovuto cedere le armi ai giapponesi e le Filippine sono state completamente invase. Ora anche Pacifica sta per cadere sotto i continui attacchi della flotta e degli aerei dei nipponici. Mandrake si mette subito a disposizione, esclamando: « E’ un onore per noi batterci fianco a fianco con i valorosi marines! » E così il mago combatte la sua brava guerra manovrando una potente mitragliatrice, mentre Lothar viene addetto al pronto soccorso in prima linea.

L’avventura si risolverà felicemente dopo che Mandrake si sarà riservato il piacere di trasformare in maiale un colonnello giapponese, ed è evidente che la vittoriosa difesa di Pacifica costituisce una svolta determinante per gli esiti del conflitto mondiale.
Poi Mandrake ritorna al suo compito di dare agli americani e ai soldati al fronte la quotidiana dose di evasione. Finita la guerra, il nostro personaggio conosce ancora molti anni di fama incontrastata:

Narda

Narda

il disegno di Davis si è fatto più essenziale, più scarno, più maturo e Falk si tuffa completamente in avventure straordinarie e fantascientifiche, dando pieno credito al personaggio di Narda, fino ad allora apparso saltuariamente: Mandrake e Narda diventano inseparabili, eterni fidanzati. La principessa da operetta (lei e il fratello Segrid sembrano tolti di peso dalla Vedova allegra di Lehar) diventa una moderna, ricchissima donna americana, pettinata alla moda, che non trova assolutamente strano girare il mondo con un uomo vestito in frac, cilindro e mantello, come un qualsiasi illusionista che, terminato lo spettacolo, si sia dimenticato di togliersi il vestito di scena.

« Narda » ha dichiarato Lee Falk in una intervista « è un personaggio tradizionale. E’ soddisfatta del suo ruolo di spettatrice, così come si conviene alle protagoniste che debbono affiancare personaggi come Mandrake che occupano da soli tutto lo spazio vitale di una storia. » A proposito: perché Narda si chiama così? Lo ha svelato un giorno lo stesso Falk: alla sigla dell’associazione americana dei droghieri (N.A.R.D.: National Association of Retail Druggists) egli si limitò ad aggiungere una A e così nacque il nome dell’affascinante principessa.
Nel 1956 Mandrake e Narda conobbero l’imperatore della Galassia Magnon, protagonista di un intero filone di avventure successive. Le cose andarono così: su tutta la terra un bel giorno vennero affissi grandi manifesti che reclamizzavano un World-Wide Beauty Contest, un concorso di bellezza per l’elezione di Miss Terra. Narda, per curiosità e nonostante lo scetticismo di Mandrake, volle prendervi parte. Superò tutte le eliminatorie divenendo Miss America; poi nella finale internazionale si piazzò prima.
La più bella donna del pianeta Terra venne quindi invitata nello spazio interstellare per partecipare all’elezione di Miss Galassia.
Narda partì accompagnata da Mandrake e si ritrovò così a Magna, il più grande pianeta dell’intera galassia, dove comandava l’imperatore Magnon che aveva indetto il concorso per scegliere la donna più bella del creato e sposarla, facendo così un dispetto alla principessa Carola che l’aveva respinto. Inutile dire che Narda, sebbene opposta ad altre dieci milioni di concorrenti (secondo Falk sono dieci milioni i pianeti abitati nell’intero universo), finì per vincere, ottenendo la palma da una giuria composta da calcolatori elettronici.

Inutile anche dire che Mandrake riuscì a riconciliare Magnon e Carola e ad evitare di perdere così per sempre la sua Narda. Nel 1958 il mago e la sua bella torneranno ancora a Magna per assistere al lieto evento della nascita dell’erede di Magnon, che desiderava un maschio; nacque invece una femmina, ma Mandrake riuscì, un po’ con la convinzione e un po’ con la magia, a consolare il deluso imperatore. La bambina venne chiamata Nardraka (in onore dei suoi padrini terrestri) e l’intera galassia venne dipinta di rosa per festeggiarla.
Anno dopo anno le avventure di Mandrake continuano ad avere successo e Falk può dimostrare tutta la sua inesauribile fantasia nell’inventare trame sempre sull’orlo della fantascienza e dello straordinario.

Ma gli anni passano e il fedele amico Philip Davis è colto da un attacco cardiaco e muore nel 1965. Le ultime strisce disegnate da lui appaiono sui giornali di tutto il mondo nel febbraio di quell’anno. La sua opera viene continuata per qualche mese dalla moglie di Davis, Martha, ma poi nell’agosto il King Features Syndicate affida Mandrake al nuovo disegnatore Fred Fredericks che inizia con l’inesauribile Lee Falk una efficace collaborazione, foriera di nuovi successi. Il personaggio di Mandrake viene rimesso a nuovo, modernizzato, rilanciato in avventure meno improbabili e più agganciate alle nuove mode.
Il modello dell’epoca è l’agente segreto 007 di Fleming e Mandrake, senza apparente sforzo, si adatta al nuovo ruolo di mago al servizio delle Nazioni Unite e della lotta contro la criminalità e lo spionaggio internazionale.

I nemici

Sono finiti i tempi della magia nera e della parapsicologia; oggi Mandrake è diventato un modernissimo strumento di giustizia che basa la sua azione essenzialmente sull’illusionismo, sull’ipnotismo e su sorprendenti giochi di prestigio, soltanto con un pizzico di capacità telepatica e medianica.

Con i soldi guadagnati nella sua carriera e con il patrimonio di Narda (che ormai vive stabilmente con lui), si è costruito una meravigliosa e avveniristica villa-fortezza chiamata Xanadu, nella quale si può accedere soltanto dopo aver superato il controllo di un gran numero di marchingegni elettronici.
Nella villa c’è naturalmente anche Lothar, che non è più il fedele servitore e buttafuori di un tempo. Si è scoperto che è di sangue nobile, che era principe ereditario di un regno africano e che ha rinunciato al titolo per stare accanto a Mandrake, divenendo suo amico, collaboratore e confidente.

Locandina del film

Le mansioni di servizio sono svolte da un maggiordomo giapponese di nome Hojo. All’inizio di tutte le moderne avventure di Falk e Fredericks, Mandrake, Narda e Lothar se ne stanno pigramente sdraiati su soffici materassini ai bordi di una piscina, alternando i loro discorsi a rapide nuotate che li mantengono in perfetta forma. Narda, lungi dall’essere invecchiata, possiede una silhouette invidiabilissima e Lothar, gettata la vecchia pelle di leopardo, indossa i bermuda e delle finissime camicie di seta stampata con l’immortale motivo della pelle di leopardo.
Qual’è oggi l’attività di Mandrake? Ogni tanto fa una scampagnata nella Galassia a trovare l’amico Magnon, ogni tanto si trova implicato in misteriose avventure contro il Cobra e Saki (potenza della nostalgia), ma soprattutto collabora con l’Inter-

Un libro con protagonista le avventure di Mandrake

Intel, un centro internazionale di informazioni sui criminali di tutto il mondo, dotato di un calcolatore elettronico dove sono schedati i malfattori dei cinque continenti e tutte le spie.
Al terzetto dei tre vecchi amici, si sono aggiunti altri due personaggi:  Jed, l’agente che dirige l’Inter-Intel americana (il grande capo non si fa mai vedere e trasmette gli ordini a mezzo di un robot), e Karma, una deliziosa ragazza di pelle nera, quarta cugina di Lothar, che è giunta dall’Africa nel 1970 e fa l’impiegata presso l’Inter-Intel.
Tutti e cinque hanno l’aria di divertirsi molto, passando il tempo nello splendido relax di Xanadu, in situazioni ben diverse da quelle nelle quali Mandrake iniziò la sua carriera nel 1934, quando era soltanto un eccentrico giramondo, munito di servitore negro, ma senza fissa dimora.

    2 commenti leave one →
    1. GIOVANNI permalink
      27 maggio 2009 10:50 AM

      Ah, Mandrake!

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