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L’Uomo Mascherato


  • Nell’anno di grazia 1530 un veliero da carico venne assalito nel golfo del Bengala dai terribili pirati Singh. Lo comandava un certo Walker, un marinaio che da giovanissimo aveva fatto il mozzo sulla Santa Maria di Cristoforo Colombo nel viaggio del 1492, durante il quale erano state raggiunte San Salvador e Hispaniola e che, dopo essersi trattenuto diversi anni sulle coste americane esplorando le isole, il Messico e parte del Texas, era tornato in Europa arricchendosi nel commercio e comprandosi così una nave propria. Portava con sé il figlio di circa venticinque anni, forte e intrepido almeno quanto lui. Quando i pirati li assalirono, Walker padre venne ucciso e il figlio fu catturato.
  • Durante la notte, una tremenda tempesta fece naufragare la nave e il mattino il giovane Walker fu adagiato dalle onde sulle spiagge del Bengala, stremato e con le vesti stracciate. Gli indigeni del luogo, i pigmei Bandar, famosi per le loro frecce avvelenate, lo ospitarono, lo curarono e lo rimisero in sesto. Pochi giorni dopo il giovane Walker, vagando sulla spiaggia, trovò un cadavere restituito dal mare: era il corpo dell’assassino di suo padre.
  • Il corpo venne seppellito, ma il teschio fu conservato e una notte, davanti a un gran fuoco, il giovane naufrago pronunciò una solenne promessa: « Su questo teschio giuro di dedicare tutta la mia vita alla distruzione di tutte le forme di pirateria e di crudeltà! 1 miei figli e i loro discendenti seguiranno il mio esempio! ».Quell’uomo divenne il primo Uomo Mascherato: vestito con una calzamaglia di colore viola (che in Italia è divenuta rossa) che gli lasciava scoperti soltanto il viso e le mani, ma una sottile mascherina nera gli copriva gli occhi. Alla vita aveva un’ampia cintura con un pugnale (che poi sarà sostituito da un paio di pistole) e il suo abbigliamento era completato da calzoncini aderenti, a righe trasversali nere e blu, e da un paio di stivaletti.
  • Cominciò così più di quattro secoli fa la lotta dell’Uomo Mascherato contro la pirateria, e come era stato disposto dal capostipite i primogeniti di tutte le successive generazioni si alternarono nel ruolo, cosicché tra gli indigeni sorse la leggenda dell’immortalità del personaggio che si guadagnò il nome di « Phantom » (fantasma), che è quello ufficiale in lingua inglese, e il soprannome di « Ombra che cammina ». Il teschio è il suo simbolo: adorna il trono che si è fatto costruire dai pigmei della tribù Bandar e che è sistemato in una grotta scavata nella viva roccia, e contrassegna l’anello infilato nel suo anulare destro con il quale, grazie al suo potente pugno, Phantom può marchiare in modo indelebile non soltanto qualsiasi oggetto ma anche le mascelle dei suoi avversari.
  • Oltre al problema di amministrare la giustizia Della giungla del Bengala e di lottare contro ogni forma di pirateria e di crudeltà, l’Uomo Mascherato ha quello della sopravvivenza del suo personaggio. Deve cioè trovare una donna bianca che accetti di vivere con lui nella giungla e che gli dia il figlio destinato ad assumere il suo ruolo quando avrà raggiunto l’età adatta.
  • L’Uomo Mascherato, questo personaggio che a quaranta anni dalla sua creazione è uno dei pochi della « vecchia guardia » a resistere sulla cresta dell’onda, nacque il 17 febbraio 1936 con la sua prima striscia giornaliera, pubblicata sui maggiori giornali americani con il copywright del King Features Syndicate. Lo tennero a battesimo Lee Falk e il disegnatore Ray Moore. Lee Falk era una garanzia: due anni prima aveva creato Mandrake. Quanto a Ray Moore, non tardò ad affermarsi con il nuovo personaggio, grazie al suo segno nervoso e scattante, al tratteggio che con pochi e rapidi tocchi riusciva a rendere l’atmosfera della giungla e ad avvolgere Phantom in un mondo convenzionale ma di grande effetto, con una sapiente dosatura di violenza, di romanticismo e soprattutto di leggenda, tutte caratteristiche che i disegnatori che erediteranno da lui Phantom non potranno fare a meno di conservare. Come si conveniva ad un personaggio di successo, Phantom ebbe le sue tavole domenicali, ma soltanto tre anni dopo l’inizio delle strisce giornaliere, il 28 maggio 1939.
  • In Italia era apparso quasi subito, pochi mesi dopo la sua nascita, il 13 settembre 1936 sull’Avventuroso di Mario Nerbini. Fu rifiutata la pura e semplice traduzione del nome americano: Fantasma. Si preferì la denominazione di Uomo Mascherato; la sua calzamaglia, come si è già detto, fu di colore rosso anziché violetto; la fidanzata Diana Palmer fu chiamata Diana Palmesi. In Italia l’Uomo Mascherato, subito assurto tra gli astri del fumetto d’importazione, non ebbe vita facile: alla fine del 1938 il Minculpop ne vietò la pubblicazione e Nerbini incaricò il disegnatore nostrano Roberto Lemmi di continuare le storie modificando il nome del protagonista in Giustiziere Mascherato prima inventando nuovi episodi e poi rifacendo quelli originali. Nel dopoguerra l’Uomo Mascherato è stato ristampato dagli editori Caprotti e Fratelli Spada, in sempre più perfette edizioni.
  • Ray Moore continuò a disegnare Phantom fino al settembre 1942; lo interruppe quando fu chiamato alle armi e poi lo riprese il 12 novembre 1945 continuandolo fino al 13 luglio 1946 e in quest’ultimo periodo si L’Uomo Mascherato e Diana fece affiancare da un valente disegnatore, Wilson McCoy. Nel luglio di Ray Moore 1946 cessò di lavorare facendo nascere tra i fans di Phantorn un mistero ancora oggi non chiarito: si disse che una grave ferita riportata durante la seconda guerra mondiale aveva procurato a Moore un’artrosi alle mani che gli impediva di disegnare; altri dissero che il vizio del bere gli aveva ottenebrato la mente. Resta comunque il fatto che Phantom venne definitivamente affidato a Wilson McCoy che iniziò la sua prima storia nelle strisce giornaliere nel 1946 e ben presto disegnò anche le tavole domenicali.
  • Con McCoy l’Uomo Mascherato cambiò anzitutto il disegno, così diverso da quello di Moore: più semplice e caratterizzato da visi un po’ tutti simili tra loro, di effetto vagamente caricaturale. L’Uomo Mascherato ebbe finalmente un cavallo, il fedele Eroe; si specializzò nella persecuzione di malfattori che si avvicinavano alla sua porzione di giungla, continuò ad intrecciare avventure con l’eterna fidanzata Diana, ma soprattutto ci fece conoscere tante e tante leggende della giungla e degli indigeni di quello strano Bengala, nel quale convivono tigri, coccodrilli ed elefanti africani.
  • Wilson McCoy morì nel 1961: le sue strisce giornaliere si interruppero il 19 agosto, le tavole domenicali il 17 settembre. Il King Features Syndicate andò alla ricerca di un erede: molti disegnatori sottoposero le loro prove. La leggenda di cui si parlava prima afferma che anche Ray Moore, preso dalla nostalgia, riprese in mano la penna per il suo Phantom ma con risultati esecrabili. Alla fine si trovarono due eredi: Seymour Barry (che si firmerà più semplicemente Sy Barry) e Bill Lignante. Il primo iniziò a disegnare Phantom nelle strisce giornaliere il 21 agosto 1961, il secondo nelle tavole domenicali dal 24 settembre. Poi Bill Lignante si limitò a produrre i comic-books, mentre Sy Barry divenne unico titolare sia delle tavole domenicali che delle strisce giornaliere e lo è ancora oggi. Con il nuovo e terzo suo disegnatore, l’Uomo Mascherato è cambiato ancora: il tratto di Barry è di nuovo scattante, l’ambientazione è diventata minuziosa, la tipologia dei personaggi molto variata, l’avventura è tornata a spiegare le sue vele, sia nella forma che nel contenuto.
  • Il personaggio conserva quasi interamente la sua carica iniziale, nonostante i quarant’anni trascorsi. Questo merito, naturalmente, va tutto all’autore dei testi, che è stato sempre lo stesso dal 1936 ad oggi: l’intramontabile Lee Falk. Anno dopo anno abbiamo saputo quasi tutto quello che c’era da sapere sull’Uomo Mascherato il che, trattandosi di un per sondaggio così avvolto nel mistero, è molto: i particolari si sono aggiunti ai particolari, le leggende alle leggende e, naturalmente. ci sono state delle piccole contraddizioni tra una versione e l’altra dello stesso episodio. A parte l’Uomo Mascherato, che ancora non è riuscito a sposare la sua fidanzata e ad avere da lei l’atteso erede, la figura più affascinante di questa saga è senza dubbio Diana. E’ una ragazza americana ricchissima, orfana di padre, ma assistita, spesso da lontano, da una madre trepidante che non vede l’ora di vederla accasata, preferibilmente con un giovanotto altrettanto ricco ed altrettanto americano. C’è anche lo zio Dave, sincero amico dell’Uomo Mascherato, suo fedele confidente e complice quando si tratta di provocare un incontro tra i due innamorati.
  • Diana è generalmente annoiata quando non è con il suo Phantom. Accetta la corte dei bei giovanotti benestanti ed ha fatto un po’ di tutto in, questi quarant’anni: l’esploratrice, la studentessa universitaria, la crocerossina volontaria. Ogni tanto la troviamo nella giungla accanto a Phantom, ma sempre con l’ansia e il problema di ripartire per ritornare a casa. Anche Diana è cambiata in questi quarant’anni, non di età (perché le eroine dei comics non hanno età e non invecchiano) ma di viso e di corpo. Quando incontrò Phantom, il 25 febbraio 1936, giusto una settimana dopo la nascita della striscia giornaliera, assomigliava molto alle stelle di Hollywood d’allora, Barbara Stanwyck e Jean Arthur. Con il disegnatore McCoy ebbe il profilo, il trucco e la linea delle dive del dopoguerra e un aspetto ora ingenuo, ora sofisticato. Con Sy Barry è diventata una donna dolce ma spregiudicata, spesso impegnata direttamente in colluttazioni e in sparatorie.
  • 1 pigmei continuano ad essere quelli di un tempo, con il loro capo Guran che conosce tutti i segreti dell’Uomo Mascherato e che gli è svisceratamente fedele. La tribù di Bandar continua a fare la guardia alla misteriosa caverna del teschio dove Phantom ha il suo trono, il suo cimitero di famiglia (in una grotta sono sepolte le salme dei diciannove Uomini Mascherati che lo hanno preceduto), la sua biblioteca (nella quale sono allineati i diari tenuti, avventura per avventura, da tutti i suoi predecessori), e il suo tesoro, costituito da oro, gioielli e pietre preziose accumulati nei secoli e da alcuni trofei che farebbero impazzire di felicità i direttori dei musei di tutto il mondo (la spada di re Artù, i resti mummificati dell’aspide che uccise Cleopatra, la corona di imperatore rifiutata da Giulio Cesare, il corno di Orlando, la coppa di Alessandro Magno).
  • Eroe, il cavallo bianco, e Diavolo, il fedelissimo lupo, sono i compagni inseparabili di Phantom nella sua infaticabile opera di amministratore dell’ordine e della giustizia nella giungla. Diavolo gli fa compagnia anche nelle frequenti puntate in Occidente, quando l’Uomo Mascherato si mescola con europei e americani, nascondendo il suo corpo inguainato di rosso in un ampio cappotto verde a scacchi con il bavero alzato, con un paio di occhiali scuri e con un cappello calato sulla fronte.
  • In quarant’anni ha combattuto contro nemici di ogni genere: delinquenti capitati nella giungla, organizzazioni spionistiche internazionali, pirati di ogni tipo e risma, dirottatori d’arei, perfino contro i giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Impossibilitato a fare tante cose da solo e bisognoso di una organizzazione, si vale della Pattuglia della Giungla, una specie di polizia personale che dirige senza mai farsi vedere e che, come Falk e Barry ci hanno rivelato in tempi recenti, venne fondata nientemeno che trecento anni fa, nel 1664, dall’Uomo Mascherato di quei tempi e i cui primi agenti furono il pirata ravveduto Barbadirame e alcuni suoi accoliti.
  • Come si è già detto, oltre a combattere i nemici esterni, l’Uomo Mascherato amministra la giustizia tra i popoli indigeni e il suo grande ascendente fa morire sul nascere i conflitti che talvolta scoppiano tra di loro: tutti guardano a lui come ad un essere immortale.. perché soltanto i fedeli Bandar conoscono il segreto del « ricambio generazionale ». Periodicamente organizza le olimpiadi della giungla che mettono in palio un meraviglioso trofeo e che vedono in lotta i campioni delle diverse tribù, dai Bandar ai Wambesi, ai, Llongo, agli Onawey, in una serie di gare tra le quali fanno spicco il salto in lungo su una fossa piena di coccodrilli, i cento metri sui carboni accesi, la maratona attraverso foreste infestate di belve e la caccia notturna alle tigri.
  • L’Uomo Mascherato ha tanti rifugi segreti che gli tornano utili nei suoi frequenti spostamenti per il mondo: l’isola dell’Eden, circondata da un fiume popolato di feroci piranhas, dove vivono in esemplare fratellanza animali di tutti i continenti; la Casa di Giada sulle spiagge d’oro di Keela Wee; un castello in rovina nel Centro Europa- la Tavola dell’Ombra, un altopiano nel mezzo del deserto messicano, detto anche Nido dell’Aquila.
  • Il problema è se il tempo non finirà per distruggere non tanto il mito ma l’interesse del pubblico per Phantom. Ma questi ha tutta l’aria di difendersi: l’eterna fidanzata Diana (che ha avuto l’onore una sola volta di vedere Phantom senza mascherina) non sembra più sperare in quel matrimonio che quarant’anni fa già agognava e sembra invece essersi rassegnata ad una convivenza saltuaria nella giungla che, a quanto pare, la tiene molto in forma. Lui dimostra un’adattabilità ai tempi davvero insospettata. In fin dei conti, come Falk e McCoy ci hanno raccontato una volta, ha studiato ad Oxford, è vissuto in un college e per un pelo non è diventato campione mondiale di pugilato.
  • Oggi Phantom lavora addìrittura per le Nazioni Unite, si è fatto paladino dell’ecologia e sembra non ascoltare più i tam-tam che una volta trasmettevano le notizie dì tribù in tribù fino alla grotta del teschio. Intervenuto recentemente perfino nelle operazioni di recupero di una capsula spaziale con astronauta a bordo, le notizie se le ascolta, comodamente adagiato sul suo trono ornato di teschi, da una radio a transistor.
4 commenti leave one →
  1. piero weisz permalink
    25 maggio 2009 11:20 PM

    Sono molto interessato all’Uomo Mascherato ed ho la collezione completa delle ristampe anastatiche pubblicate da Comic Art. Purtroppo hanno chiuso prima di completare la serie, c’è un lungo buco mi pare negli anni 70.
    Comunque Diana ha sposato Phantom, mi pare nel 1978, ed ha dato alla luce due gemelli.
    Mi interesserebbe sapere quando sono cessate le strisce di Lee Falk, perchè non ricordo se è morto prima o dopo che Comic Art cessasse le pubblicazioni.
    E dopo, le strisce in inglese si sono interrotte, o hanno continuato ad uscire con testi di altri?
    Grazie se potrete informarmi su quanto sopra.

  2. 26 maggio 2009 5:51 AM

    Caro Piero,
    se vuoi sapere dell’altro su L’uomo Mascherato, scrivi nel “search” di comicsando la parola “phantom” e clicca sul link che ti verrà mostrato. lì troverai molte altre informazioni su “L’Ombra che cammina”. Ciao
    Nico

  3. elena mannarini permalink
    24 novembre 2010 3:36 PM

    vorrei acquistare la serie completa dei fumetti dell’uomo mascherato….dove posso trovarla?e quanto credete possa costare?grazie….ma ho l’urgenza di una risposta perchè si tratta di un regalo

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