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Krazy Kat


  • Il lancio del mattone

    Il tiro del mattone

  • Ricevere violentemente un mattone in testa e considerarlo un supremo atto di amore: può succedere soltanto nel mondo della poesia. E di poe­sia bisogna parlare, entrando nel meraviglioso, delicato e folle universo di Krazy Kat, dove i sentimenti, per meglio gustarli, sono ridotti alla loro essenzialità e dove il « nonsense » appare come il modo ideale per co­municare.
  • Questo mondo affascinante fu concepito da uno dei maggiori (se non il più grande!) poeta della storia del fumetto: George Herriman, nato a New Orleans, in Louisiana, nel 1881. Incominciò a disegnare fumetti nel 1903, agli albori della comic art, e per molti anni fu l’autore di diverse serie di strisce, da « Lariat Pete », a « Baron Bean », « Major Ozone », « Bud Smith », da « Mary » a « Don Kiyote and Sancho Pansy », nelle quali andò alla ricerca di situazioni e di personaggi che riemergeranno nel suo capolavoro.

    krazy kat

    krazy kat

  • Nel 1908 entrò nella redazione del New York American Journal di Williani Randolph Hearst, l’olimpo dei comics del tempo, e due anni dopo incominciò a fir­ mare le strisce della « Famiglia Dingbats », la delicata storia di un grup­po di poveri diavoli bersagliati dalla fortuna avversa. Nel giro di pochi mesi questo fumetto cambiò titolo e divenne « The Family Upstairs » (« La famiglia del piano di sopra »). Il 26 luglio 1910, in calce alla tavola, incominciò ad apparire una striscia aggiuntiva, molto modesta nelle sue proporzioni e con personaggi diversi: una specie di regalino ai lettori degli Upstairs. In questa striscia apparivano una gatta e un topo: Krazy Kat era nata e la striscia era de­stinata in poco tempo ad uccidere « La famiglia del piano di sopra », per rimanere l’unica firmata da Herriman, il che avvenne il 1913, quando il titolo definitivo divenne: « Krazy Kat and Ignatz Mouse ».
  • Krazy Kat è la gatta (il sesso non è precisato dall’autore ma la maggioranza propende per quello femminile) e il suo antagonista è il topo Ignatz. 1 due vivono nella contea di Coconino, in Arizona, in un paesag­gio metafisico nel suo squallore, che si popola man mano, e all’occorren­za, di un piatto deserto, di un mare sconfinato, di una palude, dell’edifi­cio di una prigione, di un secchio per le spazzature, di uno strano albero, di canyon alti, stretti e squadrati che assomigliano a case diroccate, di scarpe vecchie, di barattoli vuoti di conserva. E’ il palcoscenico del singolare rapporto di amore che lega Krazy Kat al topo Ignatz: un amore non corrisposto e tuttavia soddisfacente per la gatta, un essere talmente romantico che nella sua mente contrabbanda tutti i sintomi contrari per prove di affetto.

    Officer Bull Pupp con Krazy Kat e il topo Ignatz

  • L’avvenimento tipico delle tavole e delle strisce di Herriman è infattiun atto di violenza: Ignatz ha l’inguaribile pessima abitudine di gettare con violenza un mattone in testa a Krazy Kat. E’ per lui un fatto istintivo, la ragione stessa della sua esistenza. Poco importa che l’ordine costituito, impersonato dal cane Officer Bull Pupp (in Italia « Offisa Pupp »), mu­nito di stellone da sceriffo sul petto, proceda inevitabilmente al suo arresto e lo cacci nella prigione della contea, una prigione fatta apposta per lui, con una finestra panoramica munita di sbarre, e neppure tanto chiusa, visto che lo sceriffo Pupp si dimentica quasi sempre di girare la chiave. 1 mattoni vengono venduti ad Ignatz dal mercante Kolin Kelly, un tipo davvero altruista, se si pensa che è anche disposto a fornire gratis la sua merce quando il topo è al verde. Ignatz è il capo di una fa­migliola: una moglie e tre figli (Milton, Marshall e Irving) che, è quasi certo, emuleranno il padre nella persecuzione ai danni di Krazy Kat, eventualmente sostituendo ai mattoni dei solidi sassi.
  • Altri personaggi appaio­no, ma sembrano uscire dal nulla, nelle strisce e nelle tavole di Herri­man: il pittoresco e confusionario Don Kiyote, Joe Bark che odia laluna e alcuni parenti della gatta, da Krazy Katfish a Osker Wildcat, a Krazy Katbird a zia Tabby e a zio Tom e c’è anche un saggio uccellaccio di palude chiamato Joe Stork. Ignatz ha continuato per trentaquattro annì (cioè fino alla morte del suo autore) a tirare mattoni a Krazy Kat, alimentando così l’inguaribile amore della gatta per lui.
  • Krazy Kat continua a sua volta a coltivare questo suo indistruttibile sentimento superando tutte le prove tremende a cui la sottopone la persecuzione di Ignatz, godendo anzi dei mattoni che le capitano in testa, soffrendo quando non arrivano e difendendo ad oltranza il topo dai provvedimenti di custodia forzata ai quali l’Offisa Pupp instancabilmente lo sottopone, convinto come è di rappresentare la maestà della legge, e tutto compreso nel suo ruolo di tutore dell’ordine pubblico.
  • L’opera poliziesca dello sceriffo (che a sua volta ama di nasco­sto la gatta) non viene vista di buon occhio da Krazy Kat, protetta dagli attacchi di Ignatz contro la sua stessa volontà. Tra un mattone e l’altro, la gatta si abbandona a sogni pazzi, a ragio­namenti e a riflessioni a voce alta che affondano in un’atmosfera rarefatta dove il « nonsense » è all’ordine del giorno. Le storie di Krazy Kat sono un continuo alternarsi del trionfo del bene e del trionfo del male, con una meccanica che non riserva mai sorprese: Ignatz tira un mattone in testa a Krazy e finisce in prigione e così via all’infinito. Per trentaquattro anni i temi della tavola e delle strisce di Herriman sono stati sempre gli stessi. Anche quando il discorso cade sui grandi problemi della nostra esistenza e dell’universo nel quale viviamo, la conclusione inevitabile è sempre la stessa: il mattone. Un giorno Krazy Kat e Ignatz guardano il deserto sconfinato e poi il mare vastissimo, fanno un po’ di filosofia, finché un terzo personaggio dice quello che entrambi desideravano sentire: « Un bicchiere d’acqua, un pugno di sabbia… impastare il tutto… cuocere, ed ecco… un mattone! ». Ogni tanto Ignatz e Krazy Kat parlano dei vecchi tempi andati, quando non c’era ancora l’Offisa Pupp.
  • Officer Bull Pupps

    Officer Bull Pupp

  • « C’eravamo soltanto io e te » dice Ignatz « … e un mattone! » E basta la parola «mattone » per mandare in estasi la gatta che giunge perfino ad infilarsi nel bidone delle spazzature, sperando di ricevere in testa i mattoni che l’Offisa Pupp si ostina a raccogliere in giro e a gettare nelle immondizie. Krazy Kat e Ignatz finiscono in ultima analisi per rappresentare due modi diversi di vivere la vita: con la saggezza, l’amore e l’ottimismo come fa la gatta; con l’astuzia, il gusto della distruzione e il pessimismo come fa il topo. « Krazy » ha scritto Roberto Giammanco nel volume Il sortilegio a fumetti (Mondadori, 1965) « è felice di essere il bersaglio di Ignatz e non soffre affatto delle sopraffazioni del maligno roditore. Egli comprende che in altre circostanze il loro rapporto prenderebbe forme diverse, perché, in fondo, ogni mattone che il topo scaglia è un messaggio pietrificato, un tentativo di comunicare che è trasformato in violenza da tutto ciò che perpetua la divisione tra gli uomini. »
  • Quando il 25 aprile 1944 George Herriman mori a New York, il King Features Syndicate decise di non dare più seguito al personaggio: sarebbe stato impossibile affidarlo ad un altro artista. Il successo della striscia era stato costruito anno dopo anno da Herriman sull’onda della poesia, in modo assolutamente personale e irripetibile, con un linguaggio strampalato quanto il mondo nel quale veniva pronunciato: nessun altro, se non con il rischio di far crollare nell’artificiosità l’eterna vicenda del mattone, avrebbe potuto continuare le ineguagliabili divagazioni di un trio di personaggi al quale molti guardano come al capolavoro in senso assoluto della storia della comic art.
  • Ignatz the mouse

    Ignatz the mouse

2 commenti leave one →
  1. mario razetti permalink
    12 dicembre 2009 11:22 PM

    Bravi! L’essenziale, con chiarezza!

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