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I monelli Katzenjammer


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    I monelli Katzenjammer

  • Un impulso decisivo alla fortune editoriali di William Randolph Hearst venne dalla decisione di varare nell’ottobre 1896 un supplemento domenicale al suo New York Journal. Alla direzione del supplemento fu destinato Rudolph Bloch, un giornalista di origini tedesche, che cercò  di dare sempre maggiore spazio al colore e alle storie comiche, divenendo così il primo autentico mecenate della nuova  arte. Fu sotto la sua spinta che Hearst decise di portare via al World di Pulitzer il grande Richard Felton Outcault e fu lui a caldeggiare il primo fumetto con tradizionali balloons e « strisce » in piena regola.
  • Per la verità Bloch fu soltanto l’ispiratore di questa ultima decisiva operazione; il realizzatore fu un giovanissimo disegnatore di diciannove anni, Rudolph Dirks, nato nel 1879. Bloch suggerì a Dirks di sfruttare le sette tradizionali storie di Max e Moritz di Wilhelm Busch che, ormai da trentanni, furoreggiavano in Germania. Il momento è l’ambiente erano adatti: il fenomeno dell’immigrazione negli Stati  Uniti di lavoratori europei, in particolar modo di tedeschi, era nella sua fase più ricca e tutta questa gente, appena giunta negli States, poco familiarizzata con la lingua inglese, andava alla ricerca di cose facili da leggere, possibilmente con un ricordo del paese d’origine, e soprattutto di cose divertenti. Dirks diede loro la possibilità di leggere e di divertirsi, creando la versione americana e modernizzata di Max e Moritz.
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  • Max divenne Hans, come lui nero di capelli; Moritz divenne Fritz, come lui biondo e con la tradizionale ciocca ritta verso l’alto, di marca tedesca. I due fratelli erano figli di un uomo del quale si conosceva solo il cognome o forse piuttosto il soprannome, visto che Katzenjammer (così viene pronunciato) in tedesco significa « postumi di una solenne sbronza ». Hans e Fritz furono collocati in uno strano posto: un’isola o comunque una spiaggia africana popolata di piccoli e grandi animali tropicali, di indigini negri abbastanza evoluti e di alcuni europei. Si trattava evidentemente di una colonia tedesca, considerato che pochi europei, salvo poche eccezioni, parlavano una lingua piena di vocaboli teutonici. Hans e Fritz vivevano (forse adottati) in una famiglia composta dal Captain, un vecchio lupo di mare, sempre in divisa da marinaio, che ormai aveva appeso al chiodo le sue vele, e da una donna voluminosa, di nome Mama, specialista di cucina e in particolare di succosissime torte. Ospite pressoché permanente della famiglia era un ispettore (Ispector), forse governativo, anche lui alla soglie di una meritata pensione.
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  • Cinque personaggi stranissimi, insomma, cinque personaggi che con poche comparse di contorno stanno dando vita, alla più lunga sagra che la storia dei fumetti del novecento abbia registrato. La data di nascita dei monelli Katzenjammer è il 12 dicembre 1897, naturalmente sull’American Humorist di Bloch e dell’editore Hearst.
  • Le prime tavole non furono molto dissimili dalle illustrazioni umoristiche che si usavano allora, dense di vignette, nelle quali i protagonisti svolgevano la loro storia, ma ben presto, grazie ai preziosissimi consigli di Bloch, Dirks passò a disegnare strisce di quadretti che, rifiutando le tradizionali didascalie in verso o in prosa, adottarono solo i balloons, cioè i dialoghi inseriti nel disegno stesso. Il fumetto, così come lo conosciamo oggi, era dunque ufficialmente nato.
  • In Italia Hans e Fritz giunsero nel 1912, quando furono pubblicati dal Corriere dei Piccoli. Apparvero però senza gli armai caratteristici balloons, sostituiti da didascalie ai piedi di ciascun quadretto, costituiti da endecasillabi a rime baciate. In Italia Hans e Fritz si chiamarono Bibì e Bibò, il Captain venne denominato Capitan Cocoricò, la ineffabile Mama divenne Tordella e l’Ispector venne semplicemente tradotto in Ispettore. Ma proprio nello stesso anno che Hans e Fritz arrivarono in Italia, a New York le cose si stavano irrimediabilmente complicando.
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  • Rudolph Dirks, aveva deciso infatti di intraprendere un viaggio in Europa e di starsene lontano non meno di un anno. Hearst gli diede il permesso a condizione che, prima di partire, Dirks gli consegnasse tutto il materiale destinato ad essere pubblicato durante la sua assenza. Dirks accettò il patto, ma evidentemente si trattava di un impegno che mise a dura prova i nervi del disegnatore e il perfetto accordo durato fino allora, tra padrone e disegnatore, andò presto in fumo. Dimostrando che l’assioma « nessuno è insostituibile » può essere tradotto in realtà, Hearst non fece tragedie e, quando Dirks sbatté la porta annunciando di passare alla concorrenza, mise al suo posto, a disegnare i Katzenjammer, un altro giovane artista, Harold  Knerr, che senza porre tempo in mezzo, continuò tranquillamente ad inventare e a illustrare le avventure di Hans e Fritz.
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  • Dirks, assunto dall’editore Pulitzer, ritenne suo diritto continuare a disegnare i suoi personaggi che apparvero sul World. Il caso non era nuovo: era successo esattamente, anche se con le parti invertite quando Outcault aveva abbandonato il World ed era passato all’American Humorist e, come in quel caso, si assistette alla doppia produzione degli stessi personaggi. Ma questa volta i litiganti ritennero necessario ricorrere al giudice. Era la prima volta che i fumetti finirono in tribunale e il magistrato, creando un singolare precedente, sentenziò che entrambi i disegnatori potevano continuare le avventure degli stessi personaggi: Dirks sul World e Knerr (o altri per lui) sull’American Humorist. Fu solamente proibito a Dirks di usare per le sue storie il titolo originario « The Katzenjammer Kids » (« I ragazzi Katzenjammer »). Pulitzer e Dirks ripiegarono così sul nuovo titolo « The Captain and the Kids » (« Il Capitano e i ragazzi »). Da allora le due versioni degli stessi personaggi hanno avuto storie separate. Così ancora oggi, i fumetti di Dirks e dei suoi eredi sono gestiti dall’United Features Syndacate e c’è da scommettere che gli appassionati di Hans e Fritz leggano entrambe le versioni.
  • I competenti, infatti, amano entrambi i filoni: assegnano al filone di Dirks una maggiore fantasia e al filone Knerr un disegno più gradevole. Noi preferiamo sottolineare che con personaggi di queste caratteristiche e con gli ingredienti disponibili (che sono sempre gli stessi) ambedue i filoni sono altrettanto affascinanti, anche se narrare le avventure di Hans e Fritz è ormai diventato da anni una questione di mestiere, alto mestiere se si considera la freschezza che ancora caratterizza gli eternamente piccoli e dispettosi figli del signor Katzenjammer. È da notare che il filone più noto in Italia è quello di Knerr e che tra le più gustose traduzioni si ricorda quella di Beppe Zancan (« Bibì e Bibò e la guerra del Capitano » – edizione Mondadori), che è riuscito a rendere impeccabilmente il frasario anglo-teutonico dei Katzenjammer, in un curioso linguaggio italo-tedesco, fatto di « cappa », di « vi » trasformati in « effe », di « di » trasformati in « ti » e così via.
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  • Le mille avventure di Hans e Fritz (Bibì e Bibò) sono altrettanti scherzi giocati dagli indomabili fratellini al Capitano, all’Ispettore e alla Tordella. Sono scherzi, tutto sommato innocenti, che hanno in genere lo scopo di sconvolgere l’indolenza e gli ozi del Capitano e dell’Ispettore (spesso con l’ausilio degli animali locali) e di sottrarre a Mama le sue inimitabili torte. Il Capitano Cocoricò e Mama non sono sposati e la loro convivenza si basa essenzialmente sui miracoli della cucina, anche se gli scherzi tra di loro sono tutt’altro che infrequenti: « Pelandrone » gli dice spesso Mama. « Fuoi stare tutto il ciorno come cufo sul ramo? Muofiti che timacrisci un po’ ». Ma il Capitano ama troppo la pennichella e troppo poco il movimento, tanto più che saltuariamente soffre di gotta: la sua occupazione preferita è giocare a scacchi o a pinnacolo con l’Ispettore e il re negro Bongo. L’Ispettore, con il suo cilindro, il suo immutabile pastrano e la sua lunga barba bianca, è il suo compagno di gioco e di relax. Altri personaggi si sono aggiunti alla sagra dei Katzenjammer: la segalina miss Twiddle, il biondo e dispettoso Rollo Rhubarb, compagno di scherzi di Bibì e Bibò e molto spesso capro espiatorio delle loro monellerie, Sadie Sassafrass, altra oriunda tedesca, e Lena, una bimbetta testimone atterrita delle malefatte dei compagni.
  • Dei due disegnatori di Hans e Fritz, Rudolph Dirks morì nel 1968 e fu sostituito per la serie « The Captain and the Kids » dal figlio John che aveva incomiciato ad affiancarlo da tempo. Harold Knerr morì invece nel 1949 e fu sostituito prima da Doc Winner e poi da Joe Musial.
  • Gli anni passano (molto più di un secolo è passato!), i creatori dei Katzenjammer sono morti; eppure i due monelli continuano a vivere più vegeti e dispettosi che mai. Immutabile è rimasta la loro espressione disperata ma tutt’altro che pentita che assumano quando immaccabilmente sculacciati « in tandem » dal furente Cocoricò.
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