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Gli eroi del Corrierino


  • Lalla e il Signor Buonaventura

  • Fin dalla sua fondazione Il Corriere dei Piccoli, nato come supplemento settimanale della domenica del Corriere della Sera, ebbe accanto ai primi eroi stranieri anche i suoi eroi nazionali grazie ad un nutrito gruppo di artisti.
  • Tra costoro ne abbiamo scelti qui sette, quelli che indubbiamente hanno dato vita ai personaggi più famosi che hanno accompagnato la vita italiana dall’ellisse della « belle époque », alla prima guerra mondiale e quindi alla seconda guerra mondiale.
  • I nomi che entrano a far parte di diritto della nostra ideale galleria sono quelli di Antonio Rubina, Attilio Mussino, Sergio Tofano, Giovanni Manca, Bruno Angoletta, Carlo Bisi e Mario Pompei.
  • Antonio Rubino nacque a Sanremo nel 1880; dopo essersi laureato in legge si dedicò al giornalismo per ragazzi e fu presente nel Corriere dei Piccoli fin dalla sua fondazione, nel 1909. Da allora diede vita ad uno stuolo sterminato di personaggi delle storie per immagini del Corrierino che hanno sempre rifiutato il fumetto classico (con il tipico balloon contenente il dialogo) preferendo la didascalia sotto la vignetta, per lo più composta da filastrocche a rime baciate.
  • Tra i tanti characters di Rubino fa spicco Quadratino (1910), un ragazzo che vive nel mondo delle scienze esatte, ha la testa a forma di quadrato e familiari assolutamente inconsueti: mamma Geometria, zia Algebra, zia Trigonometria e nonna Matematica.
  • Nelle sue avventure Quadratino incorre in incidenti che trasformano la sua testa quadrata in un triangolo, in un trapezio, in un cerchìo, in un esagono e così via, costringendo mamma, zia, nonna e aia ad intervenire per rimettergli la testa a posto.
  • Quadratino

    Quadratino

  • Rubino creò anche un personaggio patriottico: il famoso Italino (presumibilmente abitante nelle terre irredente, Trento e Trieste), perennemente impegnato contro Kartoffel Otto e contro le truppe di Cecco Beppe. Lola e Lalla, due ragazzine (una cattiva e dispettosa e l’altra brava) danno vita a storie semplici ma coloratissime, al termine delle quali la fantasiosa Lalla, vittima costante degli scherzi dell’altra, trionfa e si trova vestita di fiori o di leccornie.
  • Beniamino è invece un bimbo che suona il violino sempre con effetti disastrosi, mentre Pasqualino è un contadino sempliciotto che ride continuamente di tutto e dì tutti a bocca aperta; Pino e Rocco vivono le loro avventure nel mondo dei romanzi più famosi. La galleria personale di Rubino è completata da Pino, Palla, Carolina, Pippotto, il caprone Barbacucco e l’inevitabile Pierino.
  • Italino

    Italino

  • Dopo aver lavorato, durante la prima guerra mondiale, per il giornale militare La Tradotta, Antonio Rubino nel 1927 lasciò il Corriere dei Piccoli prima per Il Balilla, poi per Mondo Bambino e quindi per l’editore Mondadori, ove diresse Topolino.
  • Ebbe anche esperienze cinematografiche (il suo cartone animato Il paese dei ranocchi ebbe un premio al festival di Venezia nel 1942) e nel 1955 ritornò al Corrierino per cinque anni. Morì nel 1964.
  • Attilio Mussino, il famoso illustratore delle avventure di Pinocchio, è rimasto famoso nella storia del Corriere dei Piccoli, nel quale entrò al momento della fondazione, per il suo personaggio Bilbolbul che ebbe ripetuti ma brevi sprazzi di vita e che scomparve definitivamente dopo la prima guerra mondiale.
  • Bilbolbul è un negretto molto particolare che ha la caratteristica di prendere le metafore molto sul serio e alla lettera: quando diventa rosso di vergogna, lo diventa veramente, e la sua pelle continua a cambiare colore secondo i diversi sentimenti: giallo di invidia, verde di.rabbia, bianco di terrore, blu di botte, cosicché alla fine deve farsi ridipingere di nero con il pennello.
  • Quando casca dalle nuvole, casca veramente; quando vede le stelle, il cielo che lo sovrasta si popola dì vere stelle e quando tocca il cielo con un dito, è costretto a farsi segare il dito divenuto smisuratamente lungo.
  • Inutile dire che l’utilizzazione delle forbici si rende necessaria anche quando, per il gran correre, la lingua gli diventa lunga un metro, quando mette le ali ai piedi o allunga gli occhi per guardare lontano, mentre alla colla e alla corda sì deve ricorrere quando « si fa in quattro », perché lui, Bilbolbul, si fa veramente. in quattro ed è necessario riattaccargli i pezzi.
  • Bilbolbul

  • Ma il personaggio che, più di ogni altro, è rimasto nel cuore di più generazioni di ragazzi italiani lettori del Corriere dei Piccoli, è il signor Bonaventura, lo splendido character creato nell’ottobre del 1917 da Sergio Tofano (Sto). Tofano nacque a Roma nel 1886, studiò legge e frequentò la scuola di recitazione. Divenne avvocato e attore di teatro ma la sua grande passione fu il disegno per i ragazzi.
  • Dopo aver lavorato per il giornale umoristico Il numero e per Il giornalino della domenica di Vamba, creò per il Corrierino il signor Bonaventura, uno strano individuo vestito con una marsina di colore rosso, di un paio di larghissimi pantaloni bianchi, di un cappellino rosso e sempre accompagnato dal suo cane, un bassotto.
  • Bonaventura si distingue dalla generalità dei personaggi dell’epoca, tutti molto sfortunati. Lui invece riesce alla fine di ogni storia a meritarsi, senza aver fatto nulla di particolarmente encomiabile, una banconota da un milione (che diventerà da un miliardo, quando l’inflazione si farà galoppante).
  • Bonaventura, a dispetto della sua sfacciata fortuna, è però un personaggio triste, di evidente origine burattinesca: è un mistero, per esempio, dove vadano a finire tutti i milioni da lui guadagnati, visto che all’inizio di ogni storia (il celebre e costante attacco era « Qui comincia l’avventura del signor Bonaventura ») si ritrova povero e affamato.
  • Intorno a Bonaventura agiscono tanti altri personaggi di contorno: il damerino Cecè, il barone Partecipazio, il torvo Barbariccia (« faccia e anima gialliccia »), il commissario Sperassai, Crepacuore, Omobono e Pinotto.
  • Sergio Tofano disegnò instancabilmente Bonaventura dal 1917 al 1955 e portò il suo personaggio in teatro in una serie di fiabe sceniche di grande successo. La sua lunga vita di attore e di illustratore (per un certo periodo disegnò anche i due divertentissimi e tranquillissimi Taddeo e Veneranda, che avevano la caratteristica di non scomporsi mai, neppure nelle occasioni più drammatiche e confuse) si concluse nel 1973, alla bella età di 87 anni.
  • Giovanni Manca creò il più famoso dei suoi personaggi, lo scienziato vecchia maniera Pier Cloruro de’ Lambicchi, nel 1930, sempre sul Corriere dei Piccoli. Questo spassoso character, riconoscibile per la testa completamente rapata e per il suo abbigliamento da ufficiale di scrittura, riesce a creare nel suo sgangherato laboratorio una speciale vernice, denominata « arcivernice », che ha la singolare proprietà di dar vita ai personaggi raffigurati nei quadri e nei disegni, semplicemente spennellandovela sopra.
  • Vari Carachters

    In ordine: Pier Clururo de Lambicchi, il prode Anselmo, Marmittone

  • L’immancabile risultato è che i personaggi tornati in tal modo in vita (e si tratta in genere di personaggi in costume medioevale o rinascimentale) ne combinano di tutti i colori, causando guai a non finire al povero scienziato. Una volta l’arcivernice viene applicata anche su un ritratto di Pier Cloruro ed assistiamo così alla spassosa avventura dello scienziato e del suo sosia che finisce per buttarlo, almeno temporaneamente, fuori di casa.
  • Bruno Angoletta (nato nel 1889 e morto nel 1954) è il creatore di diversi personaggi del Corriere dei Piccoli: tra costoro, Centerbe Ermete, Calogero Sorbara (« che a partire si prepara », ma che è costantemente costretto a rimandare le sue partenze) e soprattutto Marmittone, la recluta dalla testa rapata e dalla bustina rcissa che apparve per la prima volta il 29 gennaio 1928: Marmittone è un simpatico soldatino all’italiana, pieno di buona volontà ma implacabilmente perseguitato dalla sfortuna, cosicché finisce sempre in prigione. Il personaggio scomparve nel 1940, quando la guerra diventò una cosa terribilmente seria.
  • Altri due personaggi meritano di essere ricordati in questa mini galleria degli eroi del Corriere dei Piccoli; anzitutto il Prode Anselmo di Mario Pompei, un cavaliere dell’età d’oro, impegnato in sfortunati combattimenti che immancabilmente iniziano con i versi « Qui si vede il prode Anselmo torre il brando e metter l’elmo » e si concludono con le parole: « … toglie l’elmo e posa il brando ». Il sor Pampurio di Carlo Bisi è, infine, costantemente alle prese con il problema di, trovar casa: la ricerca è destinata ad andare sempre a vuoto. Si incomincia con i versi « Sor Pampurio arcicontento del suo nuovo appartamento » e si conclude con l’inevitabile sfratto.
  • Sor Pampurio

    Sor Pampurio

  • Corriere dei Piccoli La Storia e Biografia by Wikipedia


    Editore Corriere della Sera
    1ª edizione 27 dicembre 190815 agosto 1995
    Periodicità settimanale
    Corriere della Sera

    Il Corriere dei Piccoli anche noto come Corrierino o CdP, è stata la prima rivistasettimanale di fumetti dell’editoria italiana; pubblicata dal 1908 al 1995.

    Indice

    Fondazione

    Il primo numero uscì in edicola il 27 dicembre 1908 come supplemento del Corriere della Sera, al prezzo di 10 centesimi.

    Il fondatore e primo direttore responsabile fu il giornalista e scrittore Silvio Spaventa Filippi, che ne rimase il direttore fino alla sua morte nel 1931, ma l’idea della pubblicazione fu dell’educatrice Paola Lombroso Carrara, figlia del celebre Cesare Lombroso.

    Nell’editoriale di quel primo numero, titolato “Come fu e come non fu…”, il direttore tracciò le linee guida del piano editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di importanza il Corriere della Sera. Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei figli della nascente borghesia, fedele lettrice del “Corriere”, ma non soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie.

    Il “Corrierino”, come venne soprannominato, riuscì addirittura in alcuni numeri degli anni ’60 a superare le 700.000 copie di tiratura, complice, secondo il direttore di allora, Zucconi, una forte epidemia di influenza. (If n.7, vedi bibliografia).

    Storia del giornale

    Il “Corriere dei Piccoli” divenne fin da subito una lettura di riferimento per diverse generazioni di bambini e ragazzi italiani. Quando nacque, le storie per bambini erano d’impronta nazionale, si richiamavano cioè alla pedagogia del Risorgimento.

    Il giornale di distinse dalla corrente principale pubblicando la versione italiana di numerosi fumetti americani, che raccontavano storie spontanee e divertenti:

  • Bibì e Bibò (The Katzenjammer Kids, creati nel 1897)
  • Fortunello (Happy Hooligan, nato nel 1899)
  • Arcibaldo e Petronilla (Jiggs & Maggy)
  • Le tavole delle storie non avevano le nuvolette ma erano sottotitolate da filastrocche in rima baciata. Da ricordare anche Mammola e Medoro e poi Gibernetta e ancora Pier Cloruro de Lambicchi e la sua Arcivernice, Quadratino, Il Collegio La Delizia…
  • Ancora più famose le rime baciate del “Signor Bonaventura” di Sergio Tofano, apparso il 28 ottobre1917, che iniziava ogni avventura con la fatidica frase: “Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…”, e terminava invariabilmente ricevendo in premio un assegno da un milione.
  • Lettura sicura e affidabile per i genitori, che tornavano a casa dall’edicola con il Corrierino insieme con il Corriere “dei grandi”, il giornale continuò con gli stessi contenuti e la stessa grafica almeno fino alla direzione di Giovanni Mosca, che diminuì le storie a fumetti a favore dei racconti e delle letture. Con la direzione di Guglielmo Zucconi, dal 1961, si puntò di più ad introdurre fumetti adatti ad un pubblico di ragazzi, tanto da introdurre un inserto, il Corriere dei Piccolissimi dedicato ai fratellini minori.
  • Fumetti a parte, notevoli furono anche i racconti a puntate e in epoca successiva le storie di Gianni Rodari.
  • Uno dei punti di forza del settimanale fu poi il Corrierino Scuola, inserto che per molti anni, durante il periodo scolastico, pubblicò schede (da utilizzare per le ricerche), atlanti geografici e storici, scenari naturalistici da completare e altri utili sussidi. Un altro punto di forza furono i soldatini o i calciatori, le bamboline di carta coi vestiti e gli accessori e tutta una serie di giochi e di ambientazioni in carta tutti da incollare su cartoncino e ritagliare.
  • Tra le rubriche meritano una citazione: “La palestra dei lettori”, “Corrierino-club” e “Corrierino Sport”.
  • Copertina di un Corriere dei piccoli del 1911
  • Copertina di un Corriere dei piccoli del 1911
  • Il Corrierino uscì ininterrottamente per quasi 90 anni, tranne un periodo di circa un anno, alla fine della Seconda guerra mondiale, quando quasi tutte le testate giornalistiche furono costrette a cambiare nome e il Corriere dei Piccoli divenne Giornale dei Piccoli, con direttore responsabile Arnaldo Sartori. Altri direttori famosi del Corrierino furono: Giovanni Mosca1960-1961),Guglielmo Zucconi (1961-1963) e Carlo Triberti (1964-1972). (
  • Fu soprattutto quest’ultimo a imprimere una seconda giovinezza al settimanale, a partire dal 1968, cambiando radicalmente formato ed impostazione alla rivista, ed introducendo i fumetti della scuola franco-belga: I Puffi, Ric Roland, Luc Orient, Michel Vaillant, Dan Cooper, Bruno Brazil, Bernard Prince, Poldino Spaccaferro, Gaston Lagaffe, pur senza dimenticare la vocazione divulgativa del settimanale. Celebri le famose schede per le ricerche scolastiche e seguitissimi i romanzi a puntate (ad esempio Efrem o Tommy River di Mino Milani), pubblicati settimanalmente.
  • Il periodo della direzione Triberti può essere considerato il più fecondo per quanto riguarda i contenuti, specie per la pubblicazione di ottimi fumetti e la valorizzazione di prestigiosi autori e disegnatori, non soltanto stranieri, ma anche e soprattutto italiani; ad esempio Hugo Pratt con Una ballata del Mare Salato e Benito Jacovitti con i suoi personaggi Cocco Bill, Zorry Kid e Jak Mandolino.
  • Non vanno poi dimenticati Leone Cimpellin e il suo “Tribunzio”, Grazia Nidasio con “Valentina Mela Verde, e disegnatori del calibro di Toppi, Battaglia, Uggeri, Di Gennaro.
  • La testata acquistò le caratteristiche di un vero e proprio “familiare d’informazione” per ragazzi, per le rubriche di sport, attualità, musica, cinema, scienza, curate da esperti del settore. A questo punto, però, l’unica pecca del giornale era il nome, non più adatto al pubblico cui si rivolgeva.
  • Nel 1970 un referendum tra i lettori (Scegli Tu), decretò che i giovani lettori preferivano un cambio di testata, passando da Corriere dei Piccoli a Corriere dei Ragazzi. Ci vollero quasi due anni prima che la fatidica decisione venisse presa, non senza qualche terremoto interno alla redazione, visto che Carlo Triberti fu affiancato da Mario Oriani (direttore responsabile dei periodici per ragazzi), a partire dal n.33 del 1971, proprio per gestire il cambio di testata, cosa che avvenne dal n. 1 del 1972.
    Per ammortizzare l’impatto sui lettori il Corrierino fu allegato in versione ridotta di 16 pagine ai primi 16 numeri del CdR, diretto da Luigi Boccacini dal n.11-inserto/1972. Uscì poi un diciassettesimo numero (Unico/1972), allegato ad Amica 17/1972, allora diretta da Oriani, e dalla settimana successiva il Corrierino ritornò in edicola a 48 pagine, al prezzo di 100 lire, con contenuti per bambini, mentre il Corriere dei Ragazzi, diretto da Giancarlo Francesconi, con contenuti per adolescenti, prosegui’ la sua avventura lasciando un ricordo indelebile nei giovani lettori di quegli anni, per la ricchezza e lo spessore dei contenuti e per la carica innovativa del periodo 1972/1975, tanto da essere ancor oggi ricordato come la migliore espressione dell’editoria per ragazzi di sempre.
  • Gli ultimi anni
  • Il Corriere dei Piccoli ha subito molte modifiche e adeguamenti ai tempi. Dal 1972 in poi si sono avvicendati molti direttori che hanno, ad ogni cambio di direzione, stravolto formula, formato e foliazione al giornalino, cambiando pure nome da Corriere dei Piccoli a Corrierino, durante la direzione di Maria Grazia Perini, nel 1993. Nonostante le continue mutazioni di formula, il CdP anche dopo il 1972 ha pubblicato ottimi fumetti di grandi autori, basti pensare al “Gianconiglio” di Carlo Peroni, “RediPicche” di Luciano Bottaro, “Walkie Talkie” di Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano. Purtroppo, l’avvento della tv commerciale ha forse distolto pubblico al settimanale, che vanamente ha cercato di ovviare pubblicando a fumetti le serie animate giapponesi più in voga. Il giornale ha superato anche momenti molto critici, legati alle vicende, soprattutto politiche, che hanno interessato i suoi editori (soprattutto nel periodo della gestione Rizzoli, all’epoca dello scandalo P2), che di fatto lo hanno lasciato navigare verso tirature sempre più basse, fino a farlo passare dalla RCS alla olandese Egmont (nel 1994[1]). È uscito in edicola senza interruzioni fino al 15 agosto 1995.
  • Un ultimo numero è stato distribuito nelle edicole lombarde nel gennaio 1996 per non perdere i diritti sulla testata.[2]
  • Celebrazioni
  • Il 27 dicembre 2008 il Corriere dei Piccoli compirà 100 anni e le Poste Italiane hanno annunciato l’emissione di una serie di francobolli celebrativi.[3]
  • Cartoomics 2008 che si è svolto a FieraMilano dal 28 al 30 marzo 2008, ha allestito una mostra dedicata espressamente al Corrierino e ai 100 anni del fumetto in Italia.
    Un’ altra mostra, Caricaaa! Gli eserciti di carta del Corriere dei piccoli, tenuta dal 12 luglio al 21 settembre 2008 nelle sale del museo del Fumetto a Lucca, curata da Angelo Nencetti, ha riproposto ai visitatori tutta una serie di tavole di soldatini da ritagliare affidate a grandi firme del disegno italiano. La Campagna d’Italia 1859-1959 e le tavole del West di Giorgio Trevisan, gli eserciti degli Stati italiani pre unità d’Italia di Dino Battaglia, le figurine del Concilio ecumenico disegnate da Sergio Toppi, e le truppe africane disegnate da Hugo Pratt, futuro inventore di Corto Maltese.(www.museoitalianodelfumetto.it).
  • Ancora, dal 6 al 28 settembre 2008 la mostra “Bonaventura. I casi e le fortune di un eroe gentile” allestita nella Pinacoteca Bellini a Sarnico, (Bg). (www.romacinemafest.it)
  • Infine è prevista per novembre 2008 l’uscita in libreria di due dei quattro volumi in totale dedicati a Valentina Mela Verde, di Grazia Nidasio, con la ristampa integrale delle storie a puntate pubblicate dal Cdp a partire dal 1969 (www.coniglioeditore.it).
  • Bibliografia
  • Scillitani, Giovanni: Corriere dei Piccoli parte I e II, http://www.Pagine70.com
  • Candellone, Marco: Le metamorfosi di un giornale. If Immagini e fumetti n. 7.
  • Gori, Leonardo: Storia e gloria del Corrierino. If Immagini e fumetti n. 7.
  • Carabba Claudio: Corrierino, Corrierona, Baldini, Castoldi & Dalai editore 1997.
  • Note
  • ^ Corriere dei Piccoli in Fondazione Franco Fossati – Museo del fumetto e della comunicazione. 2003. URL consultato il 29-01-2008.
  • ^ Giornali(ni)smo a fumetti, Editore IF, collana If.Immagini & Fumetti n. 7- 1998
  • ^ Francesco De Carlo. Consulta: Volare e Tintarella di Luna nei francobolli 2008 e 2009 in Philweb. 19 dicembre 2007. URL consultato il 29-01-2008.
  • Collegamenti esterni
  • Riproduzione del primo numero
  • Ora il Corriere dei Piccoli esiste in versione ridotta (e da molto tempo non aggiornata) solo on-line all’indirizzo : www.corriere.it/piccoli

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