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Batman


ImmagineIn una tarda serata del 1925 il ricchissimo Thomas Wayne, con sua moglie e il figlio Bruce dodicenne, stava tornando a casa dal cinema quando un brutto tipo armato di pistola gli sbarrò il passo intimando« E’ una rapina, amico. Dammi quella collana, bambola! ». ‘

Thomas Wayne tentò di opporsi: « Lascia stare mia moglie… », ma lP’ delinquente gli sparò nel petto: « L’hai voluto ».

La signora Wayne incominciò ad urlare: « L’avete ucciso! Aiuto! Polizia! Aiuto! », e il delinquente per farla tacere le sparò, uccidendola. Il piccolo Bruce rimase stordito accanto ai cadaveri dei suoi genitori stesi sul marciapiede: « Papà… Morti! Sono morti! ». Qualche giorno dopo, riavutosi dallo sImmagine2hock, Bruce Wayne, al lume di una candela, nella sua casa vuota formulò la sua promessa: « Giuro sullo spirito dei miei genitori di vendicare la loro morte, spendendo il resto della rinia vita a combattere tutti i criminali! ».

Gli anni successivi furono dedicati ad una metodica preparazione: Bruce studiò divenendo uno scienziato e si diede alle discipline sportive raggiungendo una perfezione fisica che lo rese capace di incredibili imprese atletiche. Finalmente, una sera del 1939, seduto nella poltrona della sua bella casa, Bruce Wayne disse a se stesso: « Papà mi ha lasciato ricco. E ora sono pronto. Ma prima devo trovare un travestimento. 1 criminali sono gente paurosa e superstiziosa. Mi occorre un travestimento che li terrorizzi. Devo essere una creatura della notte, nera, terribile… un… un… » E proprio in quel momento dalle finestre aperte entrò svolazzando nella stanza un pipistrello.

« Ecco… un pipistrello! E’ come un presagio… sarò un pipistrello. » Bruce Wayne trovò così il suo travestimento e il suo nome di battaglia: Batman, cioè uomo pipistrello. Nel maggio 1939 il personaggio di Batman fece il suo esordio sull’albo Detective Comics della ca5sa editrice National Periodicals, la stessa che un anno prima aveva dato credito a Jerome Siegel e a Joe Shuster per Superman. Creatore di Batman fu il disegnatore Bob Kane che non fece mai mistero di essersi ispirato al cinema espressionista per cogliervi, con una buona dose di compiacimento, le situazioni terrificanti e violente. « Ho dato vita alla figura di Batman » ha dichiarato lo stesso Kane « per infondere nei cuori la paura della morte e della punizione perpetua! » Le prime avventure pubblicate su Detective Comics ebbero successo, proprio grazie all’ingrediente della violenza che andava ad accoppiarsi al mito della doppia identità, espediente letterario vecchio come il mondo ma sempre efficacissimo, perché è il più favorevole al processo di identificazione con l’eroe da parte del letto re. Rispetto al fratello Superman (i due personaggi finirono per marciare appaiati su due albi diversi dello stesso editore per lavorare poi in-sieme negli anni successivi), Batman non è dotato di superpoteri, ma ottiene effetti non dissimili dal superuomo, grazie alla sua astuzia, alla tecnologia che impiega nella lotta contro i criminali e alla perfetta forma fisica che gli permette di scalare i grattacieli, di lanciarsi da un palazzo all’altro con l’aiuto di una corda; di comportarsi, insomma, come Tarzan improvvisamente trasferito in una città moderna. La presenza, al fianco di Bob Kane, di Bill Finger (l’autore della sceneggiatura), conferì alle storie di Batman un affascinante motivo conduttore, sempre ai limiti del surreale: i criminali che Batman combatte non sono delinquenti comuni, ma super delinquenti, creatu3re grottesche che fanno del crimine un divertimento personale con tutti i classici sintomi del sadismo.

Come è organizzato Batman? Anzitutto è una persona agiata, anzi ricchissima: vive in una villa in campagna che ha accanto un vecchio granaio. Nei sotterranei del granaio ha ricavato una vasta caverna raggiungibile dalla villa con una lunga scala (più tardi vi installerà un ascensore) o dal granaio con un argano. Nella caverna, Batman ha tre locali: un laboratorio scientifico dotato dei più moderni apparecchi che gli consentono di studiare a fondo tutte le prove di cui viene in possesso,

un magazzino dove conserva tutto il suo armamentario e dove allinea i trofei delle sue imprese e un vasto hangar garage dove sono parcheggiati la sua automobile (Bat-mobile) e il suo aeroplano (Bat-plano) che all’occorrenza vengono rapidamente sollevati dall’argano al livello del parco della villa.

Il costume di Batman è composto da una calzamaglia di colore grigio e con slip neri, stivaletti e lunghi guanti di colore blu, cintura gialla, un cappuccio di colore blu che gli lascia scoperti solo la bocca e il mento e che ha, ai lati del capo, orecchi a punta (che accentuano la somiglianza ad un vero pipistrello), ed infine un ampio mantello blu notte, tutto pieghettato, che si spalanca come le ali di un pipistrello. Le sue armi classiche sono la Bat-fune (che si trasforma in una liana che gli permette di fare balzi da trapezista), il Bat-arang (una specie di boomerang), e la Bat-pistola. Batman è in ottimi rapporti con la polizia della sua città, Gotham City, e in particolare con il capo, il commissario Gordon, che è in grado di convocarlo di notte in qualsiasi punto della città, dove si stanno verificando azioni criminose, proiettando in cielo la sagoma di un pipistrello.

Nel giro di un anno dalla sua creazione, Bat6man (che intanto aveva conquistato, grazie al suo successo, il diritto di avere un albo proprio) si procurò un aiutante (e questa è un’abitudine che tutti i super eroi successivì a Batman non mancheranno di seguire). Lo andò a pescare in un circo che aveva piantato il suo tendone alla periferia di Gotham City e nel quale si esibivano i tre trapezisti Grayson, il padre John, la madre Mary e il figlio tredicenne Dick. Durante uno spettacolo al quale assisteva Bruce Wayne, i fili del trapezio furono tagliati da una coppia di delinquenti della banda del gangster Zucco, che pretendevano dal padrone del circo una forte somma di denaro in cambio della loro « protezione ». Proprio durante lo spettacolo, mentre i Grayson si stavano esibendo nel triplice salto mortale, le funi si spezzarono e padre e madre precipitarono a terra ammazzandosi. Il piccolo Dick, disperato, fu preso in custodia da Bruce Wayne che ne divenne tutore.

« Anche i miei genitori » cercò di consolarlo Batman « furono uccisi da un criminale. Ecco perché ho consacrato la mia vita a sterminare la delinquenza. »

« Anch’io » propose Dick « voglio fare questo. Prendetemi con voi, vi prego! »

« E va bene » decise Batman « visto che siamo rimasti vittime delle stesse circostanze, farò di te il mio aiutante. Ma ti avverto: è una vita pericolosa ». « Non ho paura » assicurò Dick.

Quella notte, alla luce della solita candela, Batman fece pronunciare al ragazzo la solenne promessa: « Giura che noi due combatteremo insieme contro il delitto e la corruzione e che mai devieremo dal sentiero della giustizia! ». « Lo giuro » rispose Dick,

Nacque così Robin (dal nome del leggendario Robin Hood), the Wonder Boy, il ragazzo meraviglia, e anche per lui fu studiata una acconcia divisa: una calzamaglia di colore verde a mezze maniche e con le gambe scoperte, un corpetto di colore rosso, un mantello di colore giallo e guanti e stivaletti verdi. Robin formò con Batman una formidabile coppia anti-crimine (« Nel trapezio tu mi batti » fu costretto ad ammettere Batman) che fece salire di molti altri punti le quotazioni dell’entusiasmo e della fedeltà che Batman aveva ottenuto fino a quel momento presso i suoi lettori.

Ma vale anche la pena di fare un cenno agli avversari della coppia: una collezione di individui grotteschi e folli. Il primo fu il Jolly, un assassino dalla faccia di clown che, nel tentativo di compiere un furto presso un’industria chimica, fu costretto a gettarsi nel bacino di scarico dove una mescolanza di sostanze chimiche operarono sul suo viso e sul suo corpo una straordinaria trasformazione: la pelle gli diventò bianca come il gesso, i capelli verdi e le labbra di un rosso ciliegia. In più un tic nervoso lo costringeva perennemente ad atteggiare le labbra a un perpetuo ghigno che gli scopriva i denti. Per queste trasformazioni subite, il delinquente decise di prendere il nome dalla carta da gioco del Jolly Joker e la sua grande specialità divenne quella di assassinare le sue vittime in modo tale che morissero con un ghigno identico al suo.

Un altro famoso cattivo della serie di Batman è Due Facce, che negli anni è stato impersonato da due diversi individui: il primo fu Harvey Dent, procuratore distrettuale, che per un incidente ebbe metà del viso ustionato dal vetriolo, impazzendo e dandosi alla più feroce delin.quenza. Quando finalmente poté sottoporsi ad una chirurgia plastica e il suo viso ridivenne normale, anche l’istinto criminale si assopì, ma una nuova disgrazia (una esplosione dalla quale fu colpito mentre stava inseguendo uno scassinatore) 8rovinò l’opera del chirurgo, riportandolo al precedente stadio di criminalità. Il secondo Due Facce fu un attore, un certo Paul Sleane, che durante la lavorazione di un film, nel quale doveva essere sfregiato nella finzione scenica, ricevette veramente sulla metà del viso il vetriolo e ne rimase sfigurato.

Tra gli altri curiosissimi criminali della serie di Bob Kane, c’è anche l’Enigmista, specializzato, come dice il nome, in rebus, parole crociate, sciarade, puzzles e indovinelli. L’enigmista si diverte (con una calzamaglia tutta ricamata con punti interrogativi) a sfidare Batman e Robin con giochi la cui soluzione, per la verità sempre abbastanza facile, indicava il luogo in cui sarebbe stata compiuta la successiva azione criminosa. La galleria dei cattivi può continuare con il Pinguino, la donna Gatto (the Catwoman), specialista in furti di gioielli, Punch, il Trasformista, lo Spauracchio, Faccia d’Argilla (the Clayface), che gira con il viso coperto da un’orribile maschera, e il dottor Death (morte) che con le sue fialette mortali voleva ricattare gli uomini più potenti e danarosi del mondo. Oltre a tutti questi terribili nemici, Batman e Robin hanno anche dei collaboratori: naturalmente un cane (il Bat-cane, anche lui con una mascherina sul muso) e alcune donne. La Batwoman (cioè la Bat-donna o Bat-ainazzone, come è stata chiamata in Italia) è l’ereditiera Katv Kane che, annoiata del suo dolce far niente, decide di aiutare Batman e di prendersi gioco di lui anticipandolo nelle spedizioni punitive; ha un costume identico a quello dell’uomo pipistrello, con tutti i vantaggi che una indossata da una donna procace. squisitamente femminili: un porta calzamaglia riesce a dare quando è Le sue armi sono costituite da oggetti cipria che sprigiona nuvole di polvere accecante, una boccetta di profumo che contiene gas liquido asfissiante, una reticella per capelli che si trasforma in una solida rete d’acciaio, e così via, e naturalmente tutto è contenuto nella sua inseparabile borsetta. A proposito, si muove a bordo di una potente motocicletta, chiamata, ovviamente, Bat-cicletta.

C’è anche un paio di ragazzine, meno mature della Bat-amazzone, ma altrettanto procaci, che si alleano a Batman e a Robin, con il nome di Bat-girl. Una è l’occhialuta e apparentemente tranquilla Barbara Gordon, figlia del commissario di polizia che, indossato una sera per un ballo un costume di pipistrello, non se lo toglie più e si diverte a intervenire nelle imprese dei nostri eroi; l’altra è Betty Kane, nipote della Bat-amazzone, che tenta di emulare la zia, facendo innamorare di sé il giovane Robin.

Tutta questa fioritura di personaggi (e ne abbiamo citato una parte abbastanza modesta) è un sintomo del successo che gli eroi di Bob Kane ottennero negli Stati Uniti dal 1940 in poi e che si consolidò nel dopoguerra, quando a Kane si affiancarono molti altri disegnatori e sceneggiatori. da Carmine Infantino, che divenne poi editore degli albi, a Jerry Robinson, a Dick Sprang, a Jim Mooney, a E. Nelson Bridwell, a Mort Meskin, a G. Fox, a F. Robbins, a B. Brown, a Win Mortimer e a tanti altri. Anche il cinema si è interessato molto all’uomo pipistrello; a tutt’oggi sono stati realizzati: il film Batman nel 1943, con la regia di L. Hillyer e l’interpretazione di Lewis Wilson e Douglas Croft, un serial in quindici episodi dal titolo The new Adventures of Batman ~and Robin e uri. altro film, Ratman ~an,d Robin, rispettivamente nel 1949 e nel 1950, con la regia di Spencer Gordon Bennett e gli attori Robert Lowery e Johnny Duncan.

Un grande lancio ebbe, infine, il film Batman realizzato nel 1966 dal regista Leslie Martinson con gli attori Adam West (nella parte di Batman) e Burt Ward (in quella di Robin). Tra il 1940 e il 1970 Batman è stato protagonista di molti serials radiofonicì e televisi7vi e di cartoni animati.

Come era fatale, considerato che entrambi i personaggi erano nati su Detective C~omics dell’editrice National Periodicals, Batman finì per incontrare Superman e tra i due nacque una perfetta collaborazione che diede il via ad una serie interminabile di avventure, nelle quali finirono per essere coinvolti i buoni e i cattivi di una e dell’altra serie: Lex Luthor e il Jolly, per esempio, fecero fronte comune contro i nostri eroi, procurande loro non pochi grattacapi.

In Italia, Batman fece la sua apparizione in Urrà nel 1947 e poi ebbe una lunga vita negli Albi del Falco dell’editore Mondadori e quindi negli albi della Williams Inteuropa. Dimenticato il passato violento, che però ogni tanto riemerge, Batman e Robin (che intanto ha frequentato l’università) si dedicano di preferenza ad imprese fantascientifiche e anche contro i criminali extraterrestri se la cavano sempre brillantemente.

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