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L’Epoca d’Oro


Prefazione

L’epoca d’oro del fumetto ha preso il via all’inizio del nostro secolo, contemporaneamente allo sviluppo della stampa quotidiana, e si è conclusa con lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Questa sezione non vuole essere un storia della comic art, ma piuttosto una galleria dei principali personaggi che ne hanno punteggiato i maggiori successi nel corso di quarant’anni e che fanno parte dei ricordi più cari e più simpatici di milioni e milioni di persone, proprio per il fatto di essere legati agli anni della fanciullezza e della gioventù di ciascuno.

Gli eroi dell’epoca d’oro del fumetto furono eroi nel vero senso della parola: sia quelli creati soltanto per far sorridere sia quelli inventati per dar vita ad avventure nella giungla, nel mondo della malavita, in quello della magia, in quello affascinate ed incondizionato della fantascienza, avendo come comune denominatore il mistero, il fascino delle cose che non accadono tutti i giorni ma che sono possibili nel mondo della fantasia.

I fumetti sono nati negli Stati Uniti e sono là divenuti la forma d’arte contemporanea più viva e popolare: il loro segreto, quello che li ha imposti in tutto il mondo, è basato sull’evasione che offrono, sul processo d’identificazione che inevitabilmente fanno scattare nel lettore, ragazzo o adulto che sia. Per questo motivo sono diventati uno dei più potenti mass media della civiltà del nostro secolo.Nati con lo scopo di divertire e creati per gratificare i figli degi acquirenti dei quotidiani, hanno finito per coinvolgere tutto il pubblico, indifferentemente dall’età e dalla condizione socio economica.

Milton Caniff, uno dei massimi esponenti della comic art, che ha portato il fumetto ad un notevole livello artistico e che fa un pò da ponte tra l’età d’oro e quella contemporanea (posteriore alla fine dellla seconda guerra mondiale), ha scritto: « Gli artisti dei fumetti si divertono con il loro lavoro. Alcuni sono frivoli, altri molto seri. Tutti quandi siamo però impegnati a parlare quotidianamente alla gente, rendondola più felice e più pensierosa, o anche più critica e aperta. Per tanti anni noi abbiamo lavorato con serietà, responsabili verso i lettori come una società verso i suoi azionisti. Il pubblico è il nostro giudice: cento milioni di persone non possono sbagliare tutte assieme ».

Per le pagine relative all’argomento vedere sotto alla presente sezione, sempre nella sidebar  del blog.

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