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I Tarzanidi 3


TUTTI I TARZANETTI COMICI DEL FUMETTO

L'Onorevole Tarzan, Gli Albi del Vittorioso, 1951, di Benito Jacovitti

L'Onorevole Tarzan, Gli Albi del Vittorioso, 1951, di Benito Jacovitti

Onorevole Tarzan, è una delle prime e ancora oggi delle migliori parodie sugli uomini della giungla. Di aspetto sembra proprio simile al suo creatore, Benito Jacovitti: mascella volitiva, spaccone, ciccioso e con sigarone di marca esibito tra i denti. Sia lui sia la scimmia Cita sembrano recitare su un palcoscenico d’avanspettacolo. D’altronde, quando in quegli anni Jac realizza il suo tarzanone per le pagine de Il Vittorioso (1948), Federico Fellini disegna sul Marc’Aurelio e premedita Lo Sceicco Bianco (1952). Come dire, erano “fan” l’un dell’altro: il grottesco felliniano è molto jacovittiano e Benito sarebbe stato perfetto anche nel cast di Amarcord, con la bombetta striminzita del suo (romanissimo!) Onorevole Tarzan, coatto periferico che regna su Forestalia in compagnia della moglie Signora Gei (G come Giulietta…).

E le comiche, in quegli anni, piacevano anche a Paolo Piffarerio, che realizza con Tristano Torelli 178 albi di Ridolini (1948/1952).

In uno dei suoi numeri a striscia – con l’amico Geppone – il comico incontra un tarzanetto troglodita che difende a colpi di clava tutti gli animali della foresta, urlando ecologicamente: “Uaua perek prik prok!”. In una confusa giungla zeppa di pettegolezzi regna incontrastato l’irascibile Tarzanetto che, nonostante sia pargolo di pochi anni, è colpito da calvizie precoce, celata sotto una buffa bombetta. Come il tarzanide di Jac, fuma un tremendo sigaro tozzo e veste un perizoma leopardato dotato di coda. Ormai un classico del fumetto comico italiano, questo bimbaccione vizioso e pestifero domina un incredibile numero di animali grotteschi che ogni tanto si ribellano alla tirannia del piccolo re-peste. Nel cast, la compagna Panterina (grande cuoca), l’amico scimmione Togo e due corvi colti che dispensano sapienza e saggezza dall’alto delle loro moltissime – supposte – e inverosimili lauree. Tarzanetto viene creato nel 1952 da Antonio Terenghi (il Pedritissimo Nazionale!) per il periodico Chicchirichì della Dardo, casa editrice che dal 1959 al 1961 lo pubblica per trenta numeri con una testata tutta sua, fino a quando, nel 1961, diventa Tarzanetto Presenta Bombolo. Nel 1974 appare sul Corriere dei Piccoli, l’anno dopo compaiono storie inedite in 12 numeri pubblicati dalle Edizioni Cab e, dal 1979 al 1980, riappare in 15 numeri delle Edizioni Bianconi.

Tarzanetto, creato da Antonio Terenghi per Chicchirichì, 1952

Tarzanetto, creato da Antonio Terenghi per Chicchirichì, 1952

Melvin of the Apes, appare sulla rivista satirica americana Mad nel 1952 (ristampato varie volte, anche nei pocket Ballantine). È una parodia demenziale e trasgressiva realizzata da John Powers Severin, nella quale il re scimmia nel suo esibizionismo non disdegna amici gay, black e scimpanzé per tamponare una Jane troppo nevrotica.

Pippotarzan è un primitivo che vive nel Kanya in una storia per Topolino disegnata dal veterano Romano Scarpa; questa volta il tarzanide non è altri che Pappo, fratello di Pippo. Ma è un remake di un corto Disney di Jack Hanna del 1946: Frank Duck Bring’em Back, con Pippo e Paperino.

Negli anni Ottanta, è Paperoga a vestire i panni di Paper-Tarzan in una storia prodotta in Brasile, in azione con la compagna Gloriajane, il nipotino Pennino e la scimmietta Bananao.

Tantan, degli argentini Trillo & Saborido – visto in Italia su Skorpio – affronta i vizi e le manie della società moderna in tavole comiche autoconclusive. Al cinema non si può non citare il grande Principe Antonio De Curtis in Totò-Tarzan del 1950 per la regia di Mario Mattoli e l’erotico Tarzoon la Vergogna della Giungla (1975) del belga J. P. Picha. Mac Kolosso – nipote di Maciste e di Ercole – viene catapultato attraverso i secoli da una macchina del tempo; lo ritroviamo trapper nel Settecento, gladiatore nell’antica Roma, astronauta nel futuro. Naturalmente (al grido di “Muscolacci!”) non potevano mancare le sue eccezionali interpretazioni intitolate Kolosso Tarzan, Kolosso Uomo Scimmia, Kolosso Re della Giugla.

Copertina di Kolosso orizzontale n. 67, 104 albi, 1964/1966

Copertina di Kolosso orizzontale n. 67, 104 albi, 1964/1966

Tre dei 104 albi editi dal 1964 al 1966 dalla Casa Editrice Gli Amici (fondata da Mario Faustinelli con un gruppo di sceneggiatori e disegnatori fra cui Pier Carpi, Alfredo Castelli, Lorenzo Orlandi, Carlo Porciani, Antonio Canale, Franco Paludetti, Carlo Cossio, Virginio Muzzi…). Anche il francese Gotlib e l’americano Don Martin non rinunciano alle loro “selvagge” parodie alla Elzappoppin, apparse in Italia su Sorry ed Eureka. Luciano Gatto, veterano disneyano, quando collabora per qualche anno con la Bianconi alla fine degli anni Cinquanta, oltre che storie di Geppo e Nonna Abelarda crea alcuni character fra cui il tarzanino Pietrino.

Altre parodie sono dovute a esordienti di cui poco altro s’è visto: tra gli altri, Zartan del 16enne lussemburghese Roger Leiner (pubblicato nel 1972 sulla fanzine Ploff di Camillo Moscati) e Tarza del modenese Graziano Giovenzana (sulla fanzine Casablanca, nel 1985).

Il Tarzan del francese Gotlib per la rivista Sorry (1973)

Il Tarzan del francese Gotlib per la rivista Sorry (1973)

Chiudiamo con alcuni disneyani. La storia Topolino e il Pippotarzan – di cui abbiamo parlato già sopra – scritta e disegnata da Romana Scarpa, viene pubblicata varie volte (Topolino n. 158/159 del 1957, Supergiallo di Topolino  del 1963, Classici Disney n. 21 del 1978 e Le Grandi Parodie Disney n. 29 del 1994); ma anche altri artisti Disney hanno reso dei deliziosi omaggi al personaggio di Edgar Rice Burroughs. Fra i tanti, G. B. Carpi, Luciano Bottaro e Giorgio Rebuffi, che nel 1991 hanno contribuito alla realizzazione di un portfolio a tiratura limitata, edito dalla Anafi in occasione degli ottant’anni di Tarzan (1912-1992).

Carpi lo intepreta incavolato nell’atto di abbandonare la giungla in seguito a una deforestazione; Rebuffi gli mette al servizio un felice Tiramolla nel ruolo di “liana”; mentre Bottaro ne fa una sorta di big autoritratto, peso compreso. Dulcis in fundo, due outsider: il Tarzan di Franco Bonvicini in versione Sturmtruppen e quello di Leone Cimpellin in chiave umoristica classica.

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