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Watchmen




Il logo di Watchmen
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Titolo originale Watchmen
Testi Alan Moore
Disegni
Editore DC Comics
1ª edizione settembre 1986 – ottobre 1987
Periodicità mensile
Albi 12 (completa)
Formato 17 cm × 26 cm
Editore it. Rizzoli Milano Libri
1ª edizione it. 19881990
Collana 1ª ed. it. Corto Maltese Edizione a inserti senza le parti testuali che chiudono ogni capitolo
Albi it. 12 (completa)
Genere
DC Comics

Watchmen è una miniserie a fumetti supereroistica di 12 albi, scritta dall’autore britannico Alan Moore e disegnata dal suo connazionale Dave Gibbons, che venne pubblicata in albi mensili dalla DC Comics a partire dal 1986. Ad oggi rimane l’unico graphic novel ad aver vinto un Premio Hugo watchmene ad essere inserita nella lista di TIME Magazine dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi.
La particolarità innovativa che differenzia principalmente Watchmen dai fumetti di genere che lo hanno preceduto, è quella di presentare i supereroi protagonisti più nell’aspetto umano e “quotidiano” che in quello straordinario e avventuroso, “decostruendo” l’archetipo del supereroe convenzionale. Ecco che allora vengono descritti i loro problemi etici e personali, le difficoltà di relazione tra i componenti del gruppo, i loro difetti e le loro nevrosi, spesso riconducibili a particolari avvenimenti del loro passato. Inoltre, nessuno di essi – con una sola notevole eccezione – possiede alcun superpotere: sono persone comuni che hanno deciso di fare il mestiere, comune nell’universo di Watchmen, del “giustiziere mascherato”. A questo si devono aggiungere una sapiente applicazione di tecniche cinematografiche, un ampio uso di simboli, dialoghi con più livelli interpretativi e metanarrazione.

Trama

Le vicende di Watchmen sono ambientate in una realtà alternativa molto simile a quella del mondo reale, in un 1985 in cui Stati Uniti ed Unione Sovietica sono ancora in piena Guerra Fredda e sull’orlo di una guerra nucleare (come rappresentato dall’”orologio dell’apocalisse” che segna cinque minuti a mezzanotte). La principale differenza con la realtà è la presenza di supereroi nella società comune, cosa che ha comportato un diverso epilogo per alcuni avvenimenti storici, come ad esempio la vittoria degli USA nella Guerra del Vietnam.
Protagonisti della storia sono appunto dei supereroi, che si trovano a dover affrontare una serie di eventi originati dal misterioso omicidio di uno di essi.

Contesto socio-politico

A far da sfondo agli “avvenimenti quotidiani” dei protagonisti c’è la grave crisi internazionale tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica da anni sull’orlo di una guerra nucleare. In questo contesto, gli USA godono di una notevole superiorità strategica dovuta alla persona di Jon Osterman, uno scienziato che nel 1959, a causa di un incidente, venne trasformato in un essere sovrumano, il Dr. Manhattan, capace di neutralizzare le armi nucleari nemiche quando ancora fossero in volo e quindi, di fatto, facendo cadere la teoria della “distruzione mutua assicurata“. Prova di questa superiorità erano state le diverse vittorie conseguite dagli USA sull’Unione Sovietica in tutta una serie di “guerre delegate”, compresa la Guerra del Vietnam.
Questa evidente disparità di forze non aveva fatto altro che accelerare ulteriormente la corsa agli armamenti nucleari, facendo aumentare in modo drastico la tensione globale.
Fu proprio facendo leva sulla popolarità guadagnata dalla vittoria in Vietnam che il presidente Richard Nixon (che era scampato allo scandalo Watergate grazie alla morte, le cui cause non furono mai chiarite, dei due giornalisti che nella realtà avrebbero poi fatto scoppiare il caso) riuscì a far approvare l’abrogazione del XXII emendamento che limitava a 2 i mandati presidenziali, potendo così rimanere in carica per cinque mandati di governo, durante l’ultimo dei quali si svolgono gli eventi del fumetto.
In questo clima d’imminenza di un nuovo conflitto mondiale, nella società americana si era diffuso ad ogni livello un generale senso di fatalismo: dalla vendita delle caramelle “Meltdown” (“Fusione”), ai graffiti ispirati dal bombardamento di Hiroshima, fino alla designazione di molti edifici di New York a rifugio antiatomico.
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Eventi principali

Nell’ottobre del 1985 il newyorkese Edward Blake muore cadendo dal 23° piano di un palazzo. Il sopralluogo preliminare di due detective della polizia non conduce ad alcuna soluzione definitiva, ma porta a due ipotesi: la prima è che Blake possa essere stato assassinato dai russi comunisti a causa della sua vicinanza al governo degli Stati Uniti, la seconda è che potrebbe essersi suicidato in un raptus di follia, vedendo la propria vita, sempre condotta “all’insegna dell’azione”, perdere pian piano di significato a causa della superiorità statunitense nella corsa agli armamenti.

Propendendo maggiormente per l’ipotesi dell’omicidio, i due detective non riescono tuttavia a spiegarsi chi possa essere riuscito a sopraffare e a scaraventare dalla finestra un uomo dall’eccellente forma fisica come Blake. In ogni caso, concludono di tenere segreta la storia del possibile omicidio per evitare di attirare l’attenzione dell’ultimo “avventuriero in costume” ancora in azione, il vigilante dalla pessima reputazione Rorschach.watchmen7hv

Rorschach allora comincia a farsi l’idea che la morte di Blake sia parte di un complotto più grande finalizzato all’eliminazione degli eroi in costume e per questo decide di mettere in guardia gli altri ex-avventurieri suoi conoscenti: Jon Osterman alias Dr. Manhattan (l’altro eroe protetto dal governo e fulcro della superiorità nucleare statunitense), la compagna di questi Laurel Jane “Laurie” Juspeczyk (la seconda Spettro di Seta), il suo ex-partner Daniel Dreiberg (il secondo Gufo Notturno) e Adrian Veidt (Ozymandias) da tutti considerato l’uomo più intelligente del mondo e capo di un impero commerciale da lui creato dal nulla dopo essersi ritirato dalla vita avventurosa nel 1975.

A questo punto, la situazione si complica. Rorschach viene accusato dalla polizia del crimine sul quale sta indagando e, con una trappola, catturato e portato nel penitenziario di Sing Sing dove viene sottoposto ad analisi psichiatrica. Adrian Veidt è oggetto di un tentativo di assassinio da parte di uno sconosciuto, dal quale riesce però a salvarsi grazie alle sue capacità di ex-avventuriero. Dr. Manhattan, infine, si ritrova al centro di un’aspra contestazione popolare e mediatica originata dalla pubblicazione di una serie di prove che dimostrerebbero come alcuni suoi colleghi di lavoro, compresa la sua ex-ragazza Janey Slater, abbiano contratto un tumore a causa della sua vicinanza. Questa crisi nella sfera pubblica si aggiunge ad un’altra privata covata da lungo tempo: da quando è divenuto un essere sovrumano, Osterman mostra sempre maggiori difficoltà a relazionarsi con le altre persone, preferendo la compagnia delle sue ricerche scientifiche, ormai diventate praticamente un’ossessione. La goccia che fa traboccare il vaso è la crisi sentimentale con Laurie Juspeczyk che, lasciandolo, lo porta a prendere coscienza della sua estraneità alla società umana ed a decidere di auto-esiliarsi su Marte.

Questo fa di colpo venire meno la supremazia militare degli USA, scatenando l’opportunismo sovietico che subito invade l’Afghanistan (una versione posticipata dell’evento reale). La tensione globale si aggrava così ulteriormente e Nixon si vede costretto a considerare l’eventualità di compiere rappresaglie nucleari.watchmen111
A fare da contorno a queste vicende d’interesse mediatico, completandone la descrizione a “tutto tondo”, vi sono poi i commenti e le considerazioni personali di un gruppo di personaggi secondari: lo psichiatra che esamina Rorschach, gli agenti di polizia comparsi nel primo capitolo, il burbero gestore dell’edicola nonché il ragazzo di colore che, seduto sul marciapiede, legge i fumetti de I Racconti del Vascello Nero (presentato in modo tale da realizzare un fumetto dentro un fumetto), ed altri personaggi ancora.
Lasciato Osterman, Laurie Juspeczyk trova alloggio e conforto presso l’amico Dan Dreiberg, segretamente innamorato di lei. In un modo o nell’altro, i due vengono a sapere di un incendio scoppiato in una palazzina lì vicino così, nuovamente in preda al desiderio d’avventura, indossano i vecchi costumi da avventurieri di Spettro di Seta e Gufo Notturno e salvano i residenti nel palazzo caricandoli su Archie, il veicolo volante di Dreiberg. Rientrati a casa, dopo aver consumato il loro amore, Dan confida a Laurie di cominciare a credere alla teoria di Rorschach secondo cui qualcuno, da qualche parte, sta cercando di eliminare i vecchi avventurieri in costume ed insiste con lei per andare insieme a liberarlo dal carcere. L’impresa riesce ma, la notizia che gli eroi di un tempo sono ora diventati dei furfanti, scatena violente reazioni nell’opinione pubblica fino a portare alcuni esagitati ad uccidere Hollis Mason, il primo Gufo Notturno, da anni “in pensione”.

Sfortunatamente per loro, Rorschach viene comunque a sapere della cosa e, cominciando ad investigare, presto scopre che Blake era in realtà un suo conoscente: l’eroe mascherato chiamato Il Comico, uno dei due avventurieri in costume che avevano accettato la protezione del governo dopo il Decreto Keene del 1977 (tale decreto dichiarava esplicitamente illegale la professione di eroi in maschera rendendo a tutti gli effetti Rorschach un fuorilegge).

Archie, il veicolo volante di Gufo notturno.

I personaggi principali di Watchmen.
Dietro a tutti: Dottor Manhattan. Da sinistra a destra Ozymandias, Il Comico, Spettro di Seta e Gufo Notturno. In primo piano: Rorschach. In alto, sullo sfondo: Archie, il veicolo volante di Gufo notturno.

Dr. Manhattan intanto ritorna sulla Terra per prendere Laurie e portarla con sé su Marte: grazie ai suoi poteri infatti ha “visto” che nel futuro dovrà tenere un’importante conversazione con la ragazza che lo pregherà, riuscendoci, di tornare definitivamente e salvare l’umanità dal disastro imminente. Perdendosi ad osservare il panorama marziano, Laurie ripensa al suo passato ed in particolare all’odiato e defunto Edward Blake, Il Comico. Grazie ad una serie di flashback, la ragazza giunge finalmente alla consapevolezza che in realtà, l’odiato personaggio che in un’occasione aveva tentato di stuprare sua madre, ne era stato in realtà anche l’amante e che dalla relazione tra i due era nata lei.
Nel frattempo, il ritrovato duo Rorschach-Gufo Notturno, definitivamente convinto del complotto contro gli avventurieri in costume, si aggira nei quartieri loschi di New York alla ricerca di informazioni sull’identità del mandante del fallito attentato alla vita di Adrian Veidt. Tuttavia, ogni pista trovata non porta ad altri che a Veidt stesso, prospettando ai due l’angosciante ipotesi che tutti gli avvenimenti che hanno coinvolto i membri del loro vecchio gruppo, anche se apparentemente scollegati, sono stati in realtà tutti abilmente programmati ed orchestrati dal loro ex-compagno, compresi quelli che avevano spinto il Dr. Manatthan a lasciare la Terra. Amareggiati, decidono di andare ad affrontarlo e, a bordo di “Archie“, partono alla volta di “Karnak“, la fortezza di Veidt in Antartide.watching-the-watchmen
La scena si sposta proprio a “Karnak“, dove Veidt, in una serie di lunghi monologhi, rivela finalmente i dettagli del proprio piano ormai vicino a completamento. Ispirandosi ad Alessandro Magno e Ramesse II (il cui nome greco era appunto Ozymandias), figure leggendarie capaci di cambiare il mondo in cui vissero, esprime il proprio disgusto per la società moderna, la cui continua corsa agli armamenti e il cui continuo disprezzo per l’ambiente lui prevede condurranno ad un cataclisma di scala planetaria entro gli anni novanta.
Risulta pertanto necessario che qualcuno s’incarichi di salvare il mondo e chi altri se non lui, considerato l’uomo più intelligente del mondo, potrebbe farsi carico di quest’arduo compito?
A suo modo di vedere, l’unica possibile soluzione al problema consisterebbe nella comparsa di un unico nemico comune, sufficientemente grande e pericoloso da far coalizzare contro di lui le varie fazioni mondiali, nella fattispecie le superpotenze di Stati Uniti e Russia, facendo loro abbandonare la reciproca guerra fredda per schierarsi insieme a difesa del proprio pianeta.
Ecco allora che il suo piano viene mostrato interamente: un immenso mostro telepatico dall’apparente origine extraterrestre, in realtà “costruito” mediante ingegneria genetica dai più grandi scienziati di tutto il mondo, rapiti e condotti su un’isola sconosciuta, sarà teletrasportato al centro di New York: nel processo morirà generando un’enorme onda d’urto psichica che sterminerà almeno metà della popolazione della città e condurrà alla pazzia molti dei sopravvissuti.
Per riuscire in questo ambiziosissimo piano risultava però necessario “liberarsi” del Dr. Manhattan, l’unico al mondo più forte e più intelligente di lui. Eccolo allora mettere in piedi lo scandalo dei colleghi morti di cancro, sperando che l’opinione pubblica si rivoltasse contro lo scienziato “super-umano”, portandolo a lasciare il pianeta.
Infine, rivela il motivo dell’uccisione de Il Comico: essendosi per caso imbattuto nell’isola in cui la creatura veniva creata, Blake era diventato un testimone pericoloso, capace, rivelandolo, di mandare in fumo il suo piano.
Per finire, come per sottolineare ulteriormente la propria levatura, Veidt fa un’ultima terribile rivelazione: al contrario di molti “cattivi di seconda classe”, che rivelano i propri piani prima che questi si siano ancora compiuti e quindi correndo il rischio di venire irrimediabilmente fermati ad un passo dalla vittoria, lui l’ha fatto solo dopo. Infatti, tutto quello che ha appena descritto è in realtà già avvenuto: il mostro creato geneticamente è già stato teletrasportato a New York, per la precisione alle 23:25, ed ha già provocato l’onda d’urto psichica che ha già ucciso migliaia di persone (compresi alcuni personaggi secondari comparsi nel corso della storia). La ruota degli eventi è quindi già stata messa in moto e non c’è più nulla che si possa fare per fermarla.
A questo punto la scena si sposta su Laurie e Dr. Manhattan che si sono appena teletrasportati a New York da Marte trovandola ormai devastata. Non essendoci nulla che loro possano fare lì, si teletrasportano a Karnak, dove trovano Veidt in piedi davanti ad un maxischermo su cui vengono mostrati tutti i notiziari del mondo che parlano, ovviamente, del disastro di New York.
Nel frattempo sono arrivati anche Rorschach e Gufo Notturno: nessuno, a parte i cinque avventurieri lì presenti, conosce la verità su quanto è avvenuto.watchmen0301
Loro malgrado, Dan, Laurie e Jon accettano di mantenere il silenzio, disgustati dai milioni di morti causati dalla follia di Veidt ma disposti a tacere per evitare un olocausto nucleare. Rorschach invece, non riconoscendosi nel detto macchiavelliano “il fine giustifica i mezzi“, rifiuta il silenzio e si prepara a far ritorno negli Stati Uniti per rivelare tutta la verità sull’accaduto: il suo senso di giustizia è troppo intransigente e, quando Jon prova a dissuaderlo, gli fa capire che non riuscirà mai scendere a compromessi e che per questo è meglio che lui muoia. In una scena ricca di pathos, Dr. Manhattan, apparentemente freddo e distaccato, obbedisce alla richiesta dell’amico, che svanisce in una nuvola di fumo.
Il finale è deliberatamente ambiguo riguardo il successo del piano di lungo termine di Veidt di condurre il mondo verso un’utopia di pace.
In un ultimo breve dialogo con Osterman, Veidt manifesta tutti i suoi dubbi e il suo senso di colpa ponendo la domanda: «Ho fatto la cosa giusta, vero? Alla fine ha funzionato tutto». Dr. Manhattan, in piedi all’interno di un grande modello meccanico di sistema solare, replica cripticamente: «Alla fine? Adrian, nulla finisce. Nulla ha mai fine». Poi, abbandonando definitivamente la Terra, sparisce lasciando il modello meccanico incorniciato da un alone dalla forma di un fungo atomico.
A confermare le parole di Osterman, prima di partire con Gufo Notturno per affrontare Veidt, Rorschach aveva infatti spedito il proprio diario al The New Frontiersman, una rivista di estrema destraWatchmen si svolge proprio nella redazione del The New Frontiersman, dove il caporedattore incarica uno dei suoi sottoposti di cercare qualcosa ne “l’archivio delle stramberie” con la profetica frase conclusiva dell’opera: «Lascio tutto nelle tue mani»[4] (nella versione originale «I leave it entirely in your hands»).
I Racconti del Vascello Nero
I Racconti del Vascello Nero è il titolo di un fumetto letto da un giovane ragazzo di colore sempre seduto a fianco ad un edicola, un esempio di metanarrazione postmoderna utilizzata per mettere in risalto i temi della trama principale. In esso sono narrati i disperati tentativi di un naufrago di ritornare alla propria casa per avvertire i suoi cari dell’imminente arrivo del Vascello Nero, una nave fantasma pirata la cui ciurma è composta da morti sanguinari.watchmen_blackfreighterr4
Per riuscire a scappare dall’isola deserta a cui è fortunosamente approdato si costruisce una zattera e, per respingere gli attacchi degli squali che infestano le acque lungo il tragitto, arriva a legare sotto di essa i cadaveri semi-putrefatti dei suoi ex-compagni di viaggio. L’atrocità di quest’atto e la paranoia nata dalla paura per il Vascello Nero lo conducono in fretta alla follia, tanto che una volta giunto alla fine del suo viaggio, è convinto di trovare la propria città già in mano ai pirati. Pronto a tutto per salvare la sua famiglia, uccide due di quelli che lui crede mostri non-morti, ma che in realtà era solo una coppietta in cerca di un posto in cui appartarsi. Indossando poi gli abiti di uno dei due uccisi, raggiunge finalmente la sua casa che però trova piantonata da un vigilante notturno (night watchman). In preda al terrore di quanto possa essere successo ai propri cari lo uccide selvaggiamente, salvo poi rinsavire per rendersi atrocemente conto che in realtà il vigilante non era altri che sua moglie.
A questo punto l’uomo apre finalmente gli occhi alla realtà: non c’è mai stato nessun attacco pirata alla città e la sua paranoia l’ha ormai condotto alla follia e alla distruzione sua e dei suoi cari. La paura dei mostri del fantomatico Vascello Nero ha finito per trasformarlo in uno di essi, così, tornato sulla spiaggia e vedendo la nave ferma come in sua attesa, comincia a nuotare verso di essa per chiedere di essere preso a bordo.

Personaggi

Per approfondire, vedi la voce Personaggi di Watchmen.

Nonostante i protagonisti di Watchmen siano comunemente definiti “supereroi”, nessuno di essi (a parte il Dr. Manhattan) possiede poteri sovrannaturali. Difatti, nel fumetto, il termine “supereroe” non viene mai utilizzato, mentre i protagonisti fanno più volte riferimento a loro stessi con l’appellativo di “avventurieri in costume”.
Sulla loro origine, lo stesso Alan Moore ha dichiarato che sono quasi completamente ispirati ad una serie di supereroi dalla defunta casa editrice Charlton Comics e in minima parte da personaggi ancora precedenti della MLJ Comics.

Ecco un elenco dei personaggi principali (tra parentesi il nome originale se differente nell’edizione italiana):
Gufo Notturno I (Nite-Owl I): il suo vero nome è Hollis Mason; fa parte del gruppo dei Minutemen ed è ispirato al primo Blue Beetle.
Spettro di Seta I (Silk Spectre I): il suo vero nome è Sally Jupiter, fa parte del gruppo dei Minutemen ed è ispirata a Nightshade, Black Canary, Phantom Lady.
Giustizia Mascherata (Hooded Justice): la sua vera identità è incerta, forse è Rolf Müller. Anch’egli fa parte dei Minutemen.
Falena (Mothman): il suo vero nome è Byron Lewis, appartiene ai Minutemen.
Dollar Bill: il suo vero nome è sconosciuto, anche lui è membro dei Minutemen.
Silhouette: il suo vero nome è Ursula Zandt, appartiene ai Minutemen.
Capitan Metropolis (Captain Metropolis): il suo vero nome è Nelson Gardner; fa parte sia del gruppo dei Minutemen sia degli Acchiappa-Crimini ed è ispirato a Judomaster.
Il Comico (The Comedian): il suo vero nome è Edward Blake; fa parte sia del gruppo dei Minutemen sia degli Acchiappa-Crimini ed è ispirato a Peacemaker, Nick Fury, Capitan America.
Rorschach: il suo vero nome è Walter Kovacs. Ha fatto parte degli Acchiappa-Crimini, prima di diventare un giustiziere solitario. È ispirato a The Question e Mr. A.
Ozymandias: il suo vero nome è Adrian Veidt; fa parte degli Acchiappa-Crimini ed è ispirato a Thunderbolt.
Dottor Manhattan (Doctor Manhattan): il suo vero nome è Jon Osterman; fa parte degli Acchiappa-Crimini ed è ispirato a Capitan Atom.
Spettro di Seta II (Silk Spectre II): il suo vero nome è Laurie Juspeczyk; fa parte degli Acchiappa-Crimini ed è ispirata a Nightshade, Black Canary, Phantom Lady.
Gufo Notturno II (Nite-Owl II): il suo vero nome è Dan Dreiberg; fa parte degli Acchiappa-Crimini ed è ispirato al secondo Blue Beetle, alias Ted Kord.

Genesi dell’opera
Scrivendo Watchmen, Alan Moore aveva l’obiettivo di superare gli stereotipi del medium fumetto visto solamente come qualcosa di destinato ad un pubblico giovanile e, come lui stesso ha affermato in un’intervista, quello più ambizioso di scrivere qualcosa che rendesse «Moby Dick un supereroe; qualcosa che avesse quello stesso tipo di peso, quella stessa densità».

Alan Moore, l'ideatore di Watchmen

Alan Moore, l’ideatore di Watchmen

Nella stessa intervista, Moore ha anche rivelato che una delle principali fonti d’ispirazione per il concepimento di Watchmen fu William S. Burroughs, in particolare quell’unica striscia fumettistica che apparve nel 1969 sulla rivista underground britannica Cyclops di cui ammirava l’uso di «simboli ripetuti che diventavano così pregni di significato».

Moore e Gibbons progettarono quindi una storia che avrebbe dovuto portare «i familiari supereroi vecchio stile in una realtà completamente nuova». Moore si rivolse allora alla defunta linea di supereroi della MLJ Comics per trarre ispirazione.


« Cominciai a pensare di usare i personaggi della MLJ – l’odierna Archie Comics – proprio perché al tempo non venivano pubblicati e, per quel che ne sapevo, erano lì pronti per essere usati. Il concept iniziale si sviluppò a partire da una rozza versione anni ’60-’70 di The ShieldJack Kirby, che sarebbero tornati in azione dopo un periodo d’inattività; il tutto doveva poi girare attorno ad un misterioso omicidio che veniva spiegato pian piano. Suppongo di aver solo pensato: «sarebbe un bel modo per iniziare un fumetto: ritrovarsi con un supereroe famoso che viene trovato morto». Mentre il mistero viene lentamente risolto, noi veniamo condotti sempre più in profondità nel vero cuore del mondo di questo supereroe, mostrando una realtà molto differente dall’immagine pubblica che la gente ha di un supereroe. In pratica l’idea era questa. » che veniva trovato morto in un porto; a quel punto sarebbero comparsi diversi altri personaggi, tra cui Private Strong di


Avendo in passato lavorato per essa, l’editore Dick Giordano suggerì a Moore e Gibbons di utilizzare un cast di vecchi personaggi della Charlton Comics che erano stati da poco acquisiti dalla DC Comics. Tuttavia, poiché gli autori avevano in progetto una trama in cui alcuni dei protagonisti sarebbero morti molto presto, la DC non diede loro il permesso di utilizzare i personaggi proposti da Giordano, in quanto, nello stesso periodo, essi venivano pian piano inseriti nella normale continuity delle pubblicazioni, rendendone così impossibile la morte in una nuova serie. Giordano a quel punto consigliò a Moore e Gibbons di partire da zero, creando dei propri personaggi prendendo semplicemente spunto da quelli della Charlton: nacquero così i personaggi di Watchmen, dichiaratamente ispirati a personaggi della casa editrice defunta.
Terminato il primo numero, Moore si rese conto di avere materiale sufficiente per realizzarne solamente altri cinque, così, di comune accordo con Gibbons, decise di alternare ai «numeri più legati alla trama generale, alcuni numeri che fornissero una specie di ritratto biografico di uno dei personaggi principali». Durante questo processo, Gibbons ebbe molta autonomia per sviluppare il look visivo di Watchmen e per inserire dettagli che lo stesso Moore ha poi ammesso di non aver notato se non successivamente: Watchmen era diventata così un’opera che poteva essere compresa pienamente solo dopo diverse letture.

    I Racconti del Vascello Nero

      Quando Moore e Gibbons si trovarono a dover decidere il tema di questo “meta-fumetto“, rifletterono sul fatto che gli abitanti di un mondo come quello di Watchmen, in cui le figure dei supereroi appartenevano, in pratica, alla loro vita quotidiana, «probabilmente non sarebbero stati interessati per niente ai fumetti di supereroi».Fu Gibbons a suggerire il tema piratesco, trovando immediatamente l’assenso di Moore che si è auto-definito «un grande fan di Brecht»: I Racconti del Vascello Nero alludono infatti alla canzone “Seeräuberjenny” (Pirata Jenny) tratta dall’opera di Brecht L’Opera da tre soldi. I disegni di questo “fumetto nel fumetto” sono ufficialmente attribuiti in Watchmen a Joe Orlando.black-freighter
      Il fumetto viene letto da un giovane ragazzo che sta sempre seduto affianco ad un’edicola, il cui proprietario discute degli ultimi titoli dei giornali coi propri clienti. Questa “storia dentro la storia”, costantemente giustapposta alla trama principale in un crescendo di pathos, vuole fungere da commento e da metafora della trama principale stessa. Moore ha infatti dichiarato che I Racconti del Vascello Nero finisce col descrivere «la storia di Adrian Veidt», che nella scena finale afferma di avere un incubo ricorrente che assomiglia proprio ad una scena de I Racconti del Vascello Nero; ma anche «a Rorschach e alla sua cattura; si riferisce all’auto-esilio del Dr. Manhattan su Marte; in pratica, può essere usato come contrappunto a tutte le varie parti della storia».

        • Composizione

        • Titolo
        (LA)

        « Noui consilia et ueteres quaecumque monetis amici,
        «pone seram, cohibe».
        sed quis custodiet ipsos custodes?
        cauta est et ab illis incipit uxor. »
        (IT)

        « Sento sempre l’ammonimento dei miei amici:
        «Inchiodala, e costringila!».
        Ma chi controllerà i controllori?
        La consorte è scaltra, e comincia proprio con loro. »
        (Giovenale, VI Satira, “Contro le donne“, 60127 d.C circa)

        Il titolo di Watchmen è tratto dalla frase latina di Giovenale «Quis custodiet ipsos custodes?» che in inglese si traduce in “Who watches the watchmen?“. Infatti, come Giovenale fu stimato dai suoi contemporanei per aver messo in mostra i vizi della società romana attraverso le sue satire, così Watchmen prende in esame le contraddizioni del supereroe in costume, analizzandone vizi e difetti invece di focalizzarsi sui suoi poteri speciali come nello schema del fumetto tradizionale, ma anche del loro rapporto con la società, come è dimostrato dal diffondersi del graffitoWHO WATCHES THE WATCHMEN” sulle pareti degli edifici di New York dopo l’approvazione del Decreto Keene (legge mirata al controllo dei supereroi), simbolo del cambiamento dell’opinione pubblica nei loro confronti.
        In Watchmen Moore mostra un lato del supereroe più “stridente” rispetto alla nozione classica. Con questo titolo egli rinvia all’”idea del vigilante” in senso lato, inteso come colui che si assume la responsabilità di proteggere la comunità da se stessa e incarnato, in questo caso, nelle figure dei supereoi, piuttosto che nella polizia o nel governo. Ne è prova la scena che vede il secondo Gufo notturno e Il Comico impegnati a sedare una rivolta anti-vigilanti: alla domanda del primo «Da chi li stiamo proteggendo?», il secondo replica semplicemente «Da loro stessi.»peepcomic

        Struttura

          Watchmen è articolato in 12 capitoli, originariamente pubblicati in albi separati, le cui copertine raffiguravano un close-up di uno dei personaggi: queste immagini ora costituiscono la prima vignetta di ciascun capitolo. La funzione del titolo e dell’intestazione di ciascun capitolo è invece svolta da una versione breve di un’epigrafe tratta dalla letteratura classica o da quella pop, citazione che viene poi presentata in forma completa alla fine del capitolo stesso così da riassumere gli eventi in esso narrati.

          Ciascun capitolo, ad eccezione di quello finale, è poi concluso da una serie di documenti fittizi, presentati come se fossero stati estratti dai media del mondo di Watchmen così da darne un quadro più completo ed articolato. Ad esempio, col documento intitolato “Sotto la Maschera“, la biografia di Hollis Mason il primo Gufo Notturno ormai ritiratosi, si può comprendere meglio la cronologia degli eventi ed i cambiamenti avvenuti nell’opinione pubblica nei confronti degli avventurieri in costume; mentre il rapporto della polizia sull’arresto di Rorschach e il suo rapporto psichiatrico, permettono di svelare dettagli personali della sua vita privata e nuovamente come egli sia visto dalle persone con cui si trova a venire in contatto.
          Oltre a questo, in Watchmen vengono utilizzati lunghi flashback che permettono di comprendere meglio il contesto storico in cui si svolgono le vicende narrate e in particolare per spiegare le cause delle differenze storiche tra l’universo narrativo e il mondo reale: ne è un esempio quello che vede Dr. Manhattan e Il Comico impegnati nella Guerra del Vietnam, che permette di comprendere come la loro presenza sia stata determinante a modificarne l’esito rispetto a quanto avvenuto nel mondo reale.watchmen-teaser-poster

          Data la sua complessa struttura, Watchmen è stato preso in esame da molti critici, per esempio il The Friday Review ha definito Watchmen «un racconto complesso e multistrato, popolato da personaggi ben realizzati e collocati in un contesto che è al contempo credibile ed insolito».

          Prospettiva

          In Watchmen vengono utilizzati due diverse prospettive di narrazione: il “punto di vista in prima persona” ed il “punto di vista oggettivo e onnisciente”, capace cioè di cogliere le azioni, le espressioni facciali e il linguaggio corporeo di tutti i personaggi. Tra i due quello adottato più largamente è di sicuro il secondo. In particolare, diversamente da quanto avveniva comunemente nei fumetti del tempo ed in linea con la presentazione profondamente cinematografica di Watchmen, i pensieri dei personaggi non vengono espressi mediante balloon, ma spiegati indirettamente attraverso i lunghi flashback e soprattutto attraverso i documenti inseriti al termine di ogni capitolo.

          Temi trattati

          Catastrofismo e teoria del complotto

          Il “catastrofismo” è uno degli elementi che sono alla base della trama della serie. La minaccia dell’annientamento nucleare è sempre presente nel corso della narrazione e ne è al contempo il motore trainante, tant’è vero che il regista Darren Aronofsky ha affermato che «l’unica motivazione per Ozymandias è l’imminente distruzione del mondo».[24]

          Un altro elemento trainante di Watchmen è la “teoria del complotto“, che sin dal primo capitolo muove le azioni di Rorschach e scrive i titoli scandalistici del New Frontiersman. Sempre secondo Aronofsky, oggi come oggi una visione così ossessionata del mondo «è diventata molto popolare a causa di film come JFK e serial come X-Files ed è entrata nella coscienza della cultura pop», ma all’epoca in cui uscì Watchmen, una trattazione del genere fu pioneristica.[24]

          Determinismo

            Se la “teoria del complotto” è il tema che muove il personaggio di Rorschach, quello che invece muove i fili del Dr. Manhattan è la filosofia del determinismo. Secondo Gregory J. Golda, l’«essere chiamato Dr. Manhattan vive la sua vita divenuta immortale con una percezione immutabile del tempo e degli eventi, diventando il simbolo stesso del determinismo». Potendo vedere contemporaneamente il presente, il passato e il futuro «egli conduce un’esistenza sotto questa illusione di determinismo, senza riuscire a vedere la presenza di un’intelligenza superiore che poteva anche superare un’entità ‘onnisciente’».Ciò emerge spesso dalle sue parole, come quando cerca di spiegare alla seconda Spettro di Seta se stesso e il suo modo di percepire il mondo dicendo: «Laurie, siamo tutti burattini. Io sono solo un burattino che può vedere i fili».

            La figura stessa di Dr. Manhattan è un riferimento diretto al determinismo e all’analogia dell’orologiaio che i deterministi sono soliti usare per descrivere Dio: Jon Osterman, che trasformandosi nel Dr. Manhattan diventerà una sorta di divinità, cresce proprio facendo l’orologiaio.

              Realismo e autorità

              Il realismo è il motivo trainante di Watchmen: nonostante siano supereroi, i protagonisti si devono continuamente confrontare con la propria condizione umana e i problemi che da essa ne derivano, come ad esempio quelli legati alla sfera affettiva e sociale, che spesso ne condizionano i comportamenti.
              Moore, inoltre, esplora il loro mondo fantastico evidenziandone alcune tematiche sociali di più largo respiro, prima fra tutte la percezione della figura dell’”autorità” da parte dell’opinione pubblica che si può riassumere nell’emblematica frase: “Chi controlla i controllori?” (“Who watches the Watchmen?”). Da un punto di vista “weberiano” del termine, l’autorità viene spesso moralmente contestata da chi non la possiede, mentre l’”autorità istituzionalizzata” viene tollerata solo in virtù del proprio intrinseco potere sociale. Ciò viene mostrato chiaramente in Watchmen nel sostanziale mutamento di comportamento dell’opinione pubblica nei confronti degli avventurieri in costume prima e dopo il “Decreto Keene“: prima, quando la loro autorità è istituzionale, essi sono generalmente apprezzati e sostenuti, dopo divengono invece oggetto di aspre battaglie mediatiche, non appena vengono sollevate vaghe questioni di responsabilità e colpevolezza.
              Questa poca fiducia nelle autorità rispecchia chiaramente i movimenti reali che si svilupparono negli U.S.A. nella seconda metà del XX secolo: il movimento di opposizione alla guerra in Vietnam e quello afro-americano per i diritti civili.watchmen-2

              Anti-venerazione

              Queste idee sono evidenti anche in ciò che il post-modernista Gregory J. Golda definisce “anti-venerazione“, espressa nella storia attraverso supereroi in tutto e per tutto appartenenti al periodo della Golden Age dei fumetti degli anni ’40, ma inseriti nel contesto storico degli anni ’80 così da darne un’immagine di «malfermi, eccentrici ed inetti veterani». Questo tipo di anti-venerazione «tratta di norme sociali distruttive, come la responsabilità diretta dello spettatore, attaccando quei principi che la società ha di più cari.» Secondo Golda, «questa mancanza di rispetto per il passato è il punto cruciale di Watchmen».
              In quest’ottica, occorre quindi osservare nuovamente come i supereroi vengano in un primo momento adorati e trattati quasi come dei, per poi essere decostruiti rivelandone i difetti che possono portare la gente a non vederli più come eroi. In particolare il Dr. Manhattan assume letteralmente il ruolo di divinità, tanto che in uno dei saggi alla fine di ogni capitolo Milton Glass, il mentore di Osterman, afferma che la sua prima reazione nell’apprendere dell’esistenza di Dr. Manhattan è stata «Dio esiste ed è americano».

              Culto degli eroi
              Nonostante la mancanza di fiducia nell’autorità e l’anti-venerazione che, come detto, mettono in una posizione difficile i protagonisti di Watchmen, è possibile osservare come essi possano ancora essere considerati eroi se visti all’interno del “culto degli eroi” così come fu teorizzato dal saggista e storico Thomas Carlyle e che può essere riassunto nella frase «nessun uomo è un eroe per il suo servo». Questa teoria, che in seguito fu fatta propria dalla prima filosofia fascista, sviluppò un concetto di venerazione per l’eroe che non doveva badare ai difetti umani, sostenendo che non ci fosse bisogno di “perfezione morale”. Moore esprime questi concetti in diversi modi: a volte filosofici, quando Rorschach sminuisce gli atti di violenza de Il Comico definendoli “lapsus morali”, altre volte acclamanti, in uno dei titoli della rivista di estrema destra New Frontiersman che recita: «L’onore è come un gufo: a volte ha bisogno della maschera», altre volte infine più sprezzanti e diretti, quando Ozymandias, parlando con Rorschach, si riferisce a Il Comico come “un nazista”.

              Memoria
              Il tema della memoria è un altro dei nodi di Watchmen: la tecnica del flashback è infatti sfruttata molto spesso, soprattutto per completare o arricchire la caratterizzazione dei personaggi descrivendoli così come vengono ricordati dai loro amici e colleghi. Ne è un lampante esempio la figura de Il Comico che, morendo all’inizio dell’opera, ne diventa protagonista solo ed esclusivamente attraverso i ricordi che i suoi conoscenti conservano di lui.
              Tuttavia il potere della memoria è sfruttato da Moore anche per fornire rivelazioni importanti ai fini della storia o per dare l’immagine di un “passato idealizzato” a cui aggrapparsi anche nel caso sia doloroso: nel primo caso ne è un esempio la rivelazione sulla propria paternità che Laurie Juspeczyk/Spettro di Seta II rielaborando i propri ricordi, del secondo caso ne sono esempi l’ormai anziana Sally Jupiter/Spettro di Seta I, che arriva a dire alla figlia che «il passato anche con i momenti più brutti, bé, diventa sempre più luminoso», e soprattutto Walter Kovacs/Rorschach, che ha idealizzato le figure del padre e del Presidente Truman a brave persone di cui seguire l’esempio basandosi solo sul ricordo che hanno lasciato.

              Megalomania
              Al contrario di quanto avviene solitamente nei fumetti supereroistici, in Watchmen il tema della megalomania viene presentato, non attraverso la figura di un “super-criminale”, ma attraverso quella di Adrian Veidt, uno dei supereroi protagonisti, che, dichiarando esplicitamente di essere «l’uomo più intelligente del mondo», si ritiene l’unico in grado di assumersi il compito di salvare l’umanità da se stessa e con essa la Terra. Il suo personaggio è quello di un idealista vero, che trae ispirazione dal passato mettendosi in diretta relazione con grandi personaggi storici, quali Alessandro Magno e il faraone Ramses II: di quest’ultimo arriva addirittura ad adottare il nome greco, Ozymandias, quasi avesse in progetto di ripristinare in qualche modo l’età dell’oro dei faraoni.

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              Illustrazioni

              (EN)

              « Dave Gibbons’ illustrations are both a tribute to the Gold and Silver age style of super hero comics.
              [...]
              There are symbols embedded in this work that require a book to fully discover. »
              (IT)

              « Le illustrazioni di Dave Gibbons sono un tributo allo stile dei fumetti supereroistici sia della Golden Age sia della Silver Age.
              [...]
              Ci sono simboli inseriti in quest’opera per cui servirebbe un intero libro per poterli scoprire appieno. »
              ( Gregory J. Golda, The Rise of the Post-Modern Graphic Novel: Who Watches the Watchmen?

              A dar vita ai personaggi ideati e caratterizzati da Alan Moore, sono stati il disegnatore e inchiostratore Dave Gibbons (che aveva già lavorato con Moore in precedenti occasioni, come in una notevole storia di Superman del 1985,) e il colorista John Higgins. Impiegando tecniche fumettistiche innovative, i due hanno unito elementi classici della Golden Age dei fumetti supereroistici a nuovi tentativi d’immettere realismo in un’opera di questo tipo.

                Lo smiley macchiato di sangue che compare più volte nel corso di Watchmen, ritratto sul retro di una jeep.

                Lo smiley macchiato di sangue che compare più volte nel corso di Watchmen, ritratto sul retro di una jeep.

                Gibbons annota personalmente, tra i suoi ispiratori, illustratori celebri quali Norman Rockwell, il cui stile è stato talvolta descritto come ritrattistico idealizzato, Jack Kirby e Wally Wood. Alex Ross. Tuttavia, non avendo avuto una formazione artistica ufficiale, se ne è creato una propria e originale, che può essere vista come precorritrice di quelle di diversi successivi disegnatori di fumetti ‘realistici’ come
                In Watchmen, Gibbons ha slegato il proprio disegno dalle convenzioni fumettistiche del suo tempo, sviluppando uno stile di presentazione dei dialoghi molto simile a quello dello storyboard[39]onomatopeici e riducendo al minimo l’uso delle linee di moto, limitandole a piccole azioni ed eliminandole del tutto nelle scene drammatiche come quelle di lotta.
                Al contrario, per rendere l’idea del movimento dei personaggi si è affidato «alla postura e al sangue», di fatto «aumentando la sensazione di realismo e limitando la voce dell’autore». Tutto questo sempre vincolato all’interno di una rigida griglia basata sullo schema di 3×3 vignette per pagina, spesso allargate (anche fino a riempire l’intera pagina) a volte ristrette, ma sempre e comunque rettangolari, con le illustrazioni che non escono mai fuori dai margini. di un film, con inquadrature che spesso non sono centrate sui personaggi principali, ma anzi li relegano quasi sullo sfondo per concentrarsi sull’ambiente circostante o su un suo dettaglio. Come se questo non bastasse, Gibbons si è ulterioriormente distaccato dai canoni allora in auge, eliminando gli effetti sonori
                A questo va aggiunto il lavoro di John Higgins, che per quest’opera ha basato la sua tecnica coloristica sull’utilizzo dei tre colori primari, richiamando così lo stile della Golden Age.
                Per quanto riguarda il design dei personaggi, Gibbons ne rivendica completamente la paternità, dichiarando di essersi basato, per i bozzetti, solo sulla serie di note fornitegli da Moore. Ne è un esempio il fatto che il disegnatore sostenga che non sia tanto la maschera ispirata al Test d Rorschach, com’è opinione comune, «a dare indicazioni reali sull’umore» del personaggio che da quel test prende il nome, quanto «il suo impercettibile linguaggio del corpo», tant’è vero che, sostiene, «anche senza maschera, il suo viso è quasi sempre immobile».Lo stesso Moore attribuisce a Gibbons l’invenzione di molti dei “simboli chiave” di Watchmen, compresa la stereotipata “faccina sorridente“, che «ha avuto origine da test psicologici comportamentali mirati a trovare la più semplice astrazione che raffigurasse un sorriso da bambino». Ne è risultato che quasi ogni vignetta dell’opera contiene dettagli, oggetti ricorrenti o motivi visivi (come triangoli e piramidi) facenti riferimento a temi rilevanti ai fini della storia.

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                Watchmen e la realtà

                Caratteristica di Watchmen è quella di essere ambientato in una sorta di universo parallelo a quello reale in cui molti fatti storici sono avvenuti esattamente come nella realtà mentre altri si sono sviluppati in maniera diversa, a volte addirittura opposta, senza tuttavia mai esagerare e sfociare nell’assurdo.
                Questa tecnica, molto nota e diffusa nel mondo letterario e cinematografico, ha dato all’opera un’aura di “plausibilità”, quasi dando la sensazione che “le cose sarebbero potute davvero andare così se…” e quindi garantendole un successo ancora maggiore.


                Riferimenti all’iconografia, all’arte e alla storia
                Lo smiley” macchiato di sangue è forse l’immagine più ricorrente: viene sia mostrata esplicitamente (la spilla indossata da Il Comico, la faccia di quest’ultimo quando viene sfregiata da una donna vietnamita, una t-shirt macchiata con il ketchup), sia solo suggerita (nella vecchia foto di Jon Osterman e Janey Slater al luna park, la si può notare sullo sfondo creata da un pallone e dal suo cordoncino insieme ad una torre ed un tratto di montagne russe; dai crateri sulla superficie di Marte (il cratere Galle), in cui si distrugge il veicolo del Dottor Manhattan; da una presa elettrica con del sangue versato, in un carica-veicoli vicino l’edicola; nello schermo di un radar in una base militare nel momento della visita del presidente Nixon; nelle strade di New YorkRacconti del Vascello Nero, che è ferito all’occhio). Sulla copertina del capitolo 11, una chiazza di neve sciolta sulla finestra del vivaio in Antartide di Veidt ha la forma di una macchia di sangue.
                Sono molti anche i riferimenti agli orologi e al tempo in generale: quando Jon Osterman inizialmente viene educato ad essere un orologiaio; l’orologio di Janey Slater (che causa per Osterman l’incidente nella camera blindata durante un test facendolo divenire Dottor Manhattan); il venditore di orologi per strada (che muore tenendo un orologio che mostra le 11:25); i molti orologi che mostrano le “11:25″ poco prima del teletrasporto dell’”Alieno”; l’orologio distrutto sulla copertina del magazine Time; il planetario di Veidt. La tecnica di teletrasporto di Adrian Veidt sfrutta i tachioni, particelle ipotetiche che viaggiano ad una velocità superiore a quella della luce. Sono presenti anche molti orologi impostati sulle 11:55 (o meglio sulle 23:55), un riferimento alla posizione dell’Orologio dell’apocalisse. In aggiunta, la ricorrente spilla a forma di smiley assomiglia anch’essa ad un quadrante di orologio, con la macchia di sangue che emula una lancetta a forma di mano sulla posizione del 55° minuto.
                Infine, sulle copertine dei numeri originali, c’è un orologio che avanza di un minuto per albo verso la mezzanotte: è un riferimento all’Orologio dell’apocalisse mantenuto dal Board of DirectorsBulletin of the Atomic Scientists alla University of Chicago. Sulla scrivania di Adrian Veidt si può notare un giornale che si riferisce a questo orologio che viene posizionato a “Cinque Minuti dalla Mezzanotte”. del
                Anche la vicenda del nodo di Gordio è citata molto spesso, direttamente o indirettamente: Adrian Veidt ne fa spesso menzione quando si paragona ad Alessandro Magno, ne è affascinato a tal punto da appendere ad una delle pareti della sua fortezza in Antartide un quadro raffigurante tale episodio. Sono presenti inoltre molte altre citazioni più o meno velate: le serrature che Dan Dreiberg è costretto a sostituire alla porta di casa sua sono di marca Gordian Knot Lock; su Marte, il Dr. Manhattan e Laurie Juspeczyk si spostano sul Nodus Gordii; la banda delinquenziale giovanile, i cui membri portano i capelli annodati dietro la nuca, prende il nome de I nodi; infine, uno dei giornali esposti nell’edicola s’intitola Knots (nodi).

                Lastra con la poesia The Tyger di William Blake

                Lastra con la poesia The TygerWilliam Blake di

                Il capitolo Agghiacciante Simmetria è disegnato in modo tale che la prima pagina sia speculare all’ultima (in termini di disposizione dell’immagine), la seconda alla penultima e così via; addirittura la prima vignetta nella prima pagina e l’ultima vignetta dell’ultima pagina sono identiche. Nel capitolo sono presenti alcune allusioni alla “simmetria”, come quando si intravede un poster di Aoxomoxoa (un palindromo), un album dei Grateful Dead. Inoltre, considerato l’interesse di Moore per la struttura narrativa, la magia e la storia britannica, è probabile che “Agghiacciante Simmetria” sia un riferimento al omonimo libro (Fearful Simmetry, 1947) di Northrop Frye, uno dei più brillanti critici letterari e teorici del XX secolo, in cui Frye rivelò il sistema nascosto su cui erano basate le opere di William Blake derivate dal Paradise Lost (“Paradiso Perduto”) di John Milton a sua volta ispirato dalla Bibbia. I lavori di Blake vennero così rivalutati alla luce dell’opera critica di Frye, una volta bollata come inconsistente la questione sulla pazzia dell’autore a causa delle sue eccentricità visionarie. Il titolo del capitolo è senza dubbio un riferimento alla poesia di Blake The Tyger (“La tigre”) che include i versi:

                (EN)

                « Tyger! Tyger! burning bright
                In the forests of the night,
                What immortal hand or eye
                Could frame thy fearful symmetry? »
                (IT)

                « Tigre! Tigre! Divampante fulgore
                Nelle foreste della notte,
                Quale fu l’immortale mano o l’occhio
                Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria? »
                (William BlakeThe Tyger, 1794 ca. – trad. it. di Giuseppe Ungaretti)

                Tra i detriti sul pavimento della casa di Hollis Mason c’è una copia del romanzo Gladiator di Philip Wylie, che si pensa abbia ispirato la creazione di Superman.
                Nova Express, la rivista di Adrian Veidt che accusa il Dottor Manhattan di causare il cancro, è il titolo di un romanzo di William Burroughs, la cui tecnica di “cut-up” viene menzionata da Veidt quando guarda i vari schermi TV.
                Adrian Veidt menziona il fatto, realmente accaduto, che Richard Nixon fosse a Dallas il giorno in cui il presidente John F. Kennedy venne assassinato.
                Kitty Genovese, la cui storia è raccontata da Rorschach, è una persona realmente esistita. Curiosamente, in un’altra opera di Alan Moore, V for Vendetta, vengono citati espressamente gli esperimenti sulla conformità condotti da Stanley Milgram: molti psicologi sostengono che questi siano stati un’influenza importante per i successivi esperimenti di Darley e Latane, a loro volta ispirati dal comportamento dei vicini di Kitty Genovese che furono testimoni del suo stupro e omicidio ma che non intervennero in suo aiuto.

                Riferimenti musicali
                Billie Holiday: You’re my thrill (You’re My Thrill, 1949) è la canzone che Daniel Dreiberg fa suonare sulla sua navicella quando lui e Laurie salvano un gruppo di persone da un palazzo in fiamme.[45]
                Bob Dylan:

                • Desolation Row (Highway 61 Revisited, 1965): un verso di questa canzone ha dato il nome al primo numero della serie, tale verso è anche riportato integralmente alla fine del capitolo e recita: «A mezzanotte, tutti gli agenti e la combriccola dei superumani escono e arrestano chiunque ne sappia più di loro»
                  All Along the Watchtower (John Wesley Harding, 1968): da questa canzone è tratto il titolo del decimo numero. Il verso ripreso è: «Fuori in lontananza, un gatto selvatico miagolava, due cavalieri si avvicinavano e il vento iniziò ad ululare».
                • Devo: vengono citati da Laurie mentre conversa con Daniel.[46]
                • Elvis Costello: un verso della canzone The Comedians (Goodbye Cruel World, 1984) dà il titolo al secondo numero della serie, Amici Assenti. Tale verso è: «E sono sveglio mentre l’alba si avvicina, anche se il cuore mi fa male. Dovrei fare un brindisi agli amici assenti invece che a questi comici».
                • Elvis Presley: nel novembre del 1959 un uomo della Gila Flats nomina Elvis in un suo discorso.
                • Grateful Dead: nel quinto capitolo, si intravede un poster dell’album Aoxomoxoa. La parola è un palindromo (una parola simmetrica) ed è un richiamo visivo al titolo del capitolo: Agghiacciante Simmetria.
                • Iggy Pop: la canzone Neighborhood Threat (Lust for Life, 1977) scritta con David Bowie, viene ascoltata alla radio da un ragazzo (probabilmente si tratta di Derf).La parte del testo che si sente è: «Guarda giù dalla tua scala, fratello, qualcuno vive lì e non si accorge se piove o fa bello».
                • John Cale: un verso della canzone Sanities (Music For A New Society, 1982) viene usato per il titolo dell’ultimo numero della serie, alla fine del quale viene anche ripreso integralmente: «E sarà un mondo più forte, un mondo più forte d’amore, in cui morire».
                • Manhattan Transfer: il nome della band jazzistica viene usato da Daniel Dreiberg come espressione per indicare scherzosamente il teletrasporto di Jon Osterman.
                • Nat King Cole: la sua nota versione della canzone Unforgettable (scritta da Irving Gordon, 1951) viene usata in una pubblicità per sponsorizzare il profumo “Nostalgia” prodotto da Adrian Veidt.[51]
                • The Police: un soldato canta la canzone Walkin on the Moon (Reggatta de Blanc, 1979) mentre dipinge il simbolo del nucleare sulla porta del Dr. Manhattan.
                • Richard Wagner: viene citato da Hollis Mason nel suo libro Sotto la Maschera e descritto come l’autore della musica più triste che lui conosca: La cavalcata delle Valchirie.

                Differenze con il mondo reale

                I giornalisti del Washington Post Bob Woodward e Carl Bernstein vengono ritrovati morti ed il presidente Nixon riesce ad evitare lo Scandalo Watergate (in un flashback Il Comico fa capire a Nixon di essere stato lui ad averli assassinati). Sempre Nixon riesce ad ottenere l’abrogazione del XXII Emendamento (che fissa a due il massimo numero dei mandati per ogni presidente) e viene rieletto alla Casa Bianca nel 1976, nel 1980 e nel 1984.
                Gli Stati Uniti hanno vinto la Guerra del Vietnam grazie all’intervento del Dottor Manhattan che, inviato al fronte nel 1971 direttamente dal presidente Nixon, riesce ad ottenere la resa vietnamita in appena due mesi. Inoltre nel 1985 il Vietnam venne annesso agli Stati Uniti d’America come 51° Stato.
                L’Unione Sovietica ha invaso l’Afghanistan nel 1985 (nella realtà è avvenuto nel 1979).
                L’ingegneria genetica sembra aver già raggiunto un livello molto avanzato: Adrian Veidt infatti possiede una lince modificata geneticamente, di nome Bubastis.
                I dirigibili sembrano essere un mezzo di trasporto pubblico molto diffuso: non c’è traccia di autobus e si parla di metropolitana solamente al passato; i taxi invece sono presenti.
                Il quotidiano The New York Times non esiste ma ha il suo equivalente nel “The New York Gazette“.

                Edizioni

                Nella tabella sono elencate le prime edizioni di Watchmen nei singoli paesi in cui è stato pubblicato:

                Paese Titolo Data 1a ed. Editore
                Bandiera degli Stati Uniti U.S.A. Watchmen settembre 1986 DC Comics
                Bandiera dell'Italia Italia Watchmen 1988 Corto MalteseRizzoli
                Bandiera del Regno Unito Regno Unito Watchmen ottobre 1987 Titan Books
                Bandiera della Francia Francia Les Gardiens settembre 1987 Zenda
                Bandiera della Germania Germania Die Wächter luglio 1989 Carlsen Verlag
                Bandiera della Spagna Spagna Watchmen primi anni novanta Zinco
                Bandiera della Finlandia Finlandia Vartijat novembre2006[54] Egmont Kustannus
                Bandiera della Svezia Svezia Väktarna 1987
                Bandiera della Norvegia Norvegia Vektere 1987 SEMIC
                Bandiera della Danimarca Danimarca Vogterne 1989 Interpresse
                Bandiera della Polonia Polonia Strażnicy ottobre 2002 Egmont Polska
                Bandiera del Brasile Brasile Watchmen novembre 1988 Editora Abril

                USA

                Originariamente Watchmen è stato pubblicato in dodici numeri individuali tra il 1986 e il 1987 dalla DC Comics e solo in seguito ristampato e raccolto come una graphic novel Nel 1987Graphitti Designs ne produce un’edizione speciale cartonata, contenente 48 pagine di materiale extra compresa la proposta iniziale e le prime bozze di disegno. Nel 5 ottobre 2005 negli Stati Uniti esce Absolute Watchmen, un’edizione cartonata facente parte della serie Absolute Editions della DC Comics, per celebrare l’imminente ventesimo anniversario dalla creazione: il volume presenta una custodia protettiva e propone disegni “restaurati” e ricolorati da John Higgins sotto la direzione di Dave Gibbons, inoltre include anche il materiale extra presente nell’edizione Graphitti, rendendolo finalmente disponibile al vasto pubblico.

                Italia

                In Italia Watchmen è comparso per la prima volta come inserto di Corto Maltese della Rizzoli tra il 1988 e il 1990; in questa edizione sono stati eliminati i testi “complementari” che si trovano al termine di ogni capitolo dell’edizione originale americana. È solo del 1993 l’uscita della prima raccolta monografica in albi brossurati, pubblicata ancora da Rizzoli, seguita poi nel 1997 e nel 2002 da due edizioni prodotte da Play Press. Nel 2005 viene inserito nella collana I classici di Repubblica Serie Oro con un’edizione relativamente economica. Infine, nel 2007 esce la Absolute Edition edita dalla Planeta DeAgostini, che raccoglie al suo interno sia le copertine originali dei dodici numeri originali americani, sia il materiale extra presente nella omonima edizione originale, come le prime bozze di Gibbons e i primi appunti di Moore sui personaggi. Alcuni nomi sono stati tradotti in italiano solo con quest’ultima edizione (ad esempio Nite-Owl è divenuto Gufo Notturno, Silk Spectre è divenuta Spettro di Seta e il Keene Act è stato tradotto con Decreto Keene). L’Absolute Edition edita dalla Planeta ha inoltre ricevuto il Premio delle Fumetterie Italiane (PFuI) come Migliore Volume per Fumetteria.

                AccoglienzaFin dalla prima edizione del 1986, Watchmen è stato un grande successo commerciale e le sue vendite aiutarono la DC Comics a superare in breve tempo la concorrente Marvel nel mercato dei fumetti.
                Ha infatti ricevuto diversi premi che abbracciano categorie e generi differenti, tra i quali:

                4 Kirby Awards come Miglior Serie Limitata, Miglior Nuova Serie, Miglior Scrittore e Miglior Scrittore/Disegnatore
                5 Eisner Awards come Miglior Serie Limitata, Migliore Album Grafico, Miglior Scrittore, Miglior Scrittore/Disegnatore e Miglior raccolta – albi
                1 Hugo Award per Altre Forme
                Per il suo ritratto all’avanguardia del supereroe tradizionale, la miniserie ha poi ricevuto numerosi elogi sia dal mondo dell’industria fumettistica sia da critici esterni, tanto da diventare famosa alla stregua di un romanzo e quindi dando un forte contributo al processo, non ancora completato, di riconoscimento del mass medium “fumetto” come “arte principale”, invece che come genere poco sofisticato o di bassa lega.Oltre a questo, avendo notato che la serie era «per assenso comune la migliore prodotta» dell’ondata di fumetti pubblicata nel suo tempo,Watchmen ha anche ricevuto l’encomio della rivista americana TIME come «atto d’immaginazione superlativo, che combina fantascienza, satira politica, evocazioni coscienti di fumetti del passato ed animosi ritocchi dei formati grafici attuali, in una storia misteriosa distopica». Sempre TIME, nel 2005, ha poi inserito Watchmen nella sua lista dei 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi (unica graphic novel presente), dichiarando che la storia «è raccontata con un realismo psicologico spietato, mediante una serie di sfuggenti trame sovrapposte e meravigliose vignette cinematografiche ricche di temi che si ripetono. È una lettura al cardiopalma che spezza il cuore e fa da spartiacque nell’evoluzione di questo giovane mezzo di intrattenimento».
                Damon Lindelof, uno dei creatori della serie televisiva Lost, definisce Watchmen «la più grande opera narrativa mai prodotta» e in un’altra intervista aggiunge: «Watchmen è il libro più bello che abbia mai letto e lo sarà per sempre. Non riesco a pensare a nessun altro che abbia scritto una cosa come questa o che lo potrà mai fare».
                Altri autori hanno poi indicato Watchmen come «il Citizen Kane dei fumetti»: così come questo film «può essere considerato il padre del cinema moderno, così le tecniche di Watchmen si possono vedere in dozzine di fumetti in vendita oggi».

                Naturalmente Watchmen ha ricevuto anche numerose critiche. Tom Shone, ad esempio, in un suo articolo per Slate Magazine mette in dubbio la complessità di Watchmen così come il valore dimostrato da Gibbons, inoltre ha criticato Alan Moore sia dal punto di vista dell’influenza a lungo termine dell’opera, sia in termini più generali domandandosi: «Il fumetto ha bisogno di crescere?». Lo stesso Moore ha riconosciuto che la trama assomiglia molto a quella di un episodio della serie Oltre i limiti, del 1963, intitolato “The Architects of Fear“: secondo quanto lui stesso ha dichiarato mentre stava scrivendo il decimo numero trovò per caso una guida agli eventi cult televisivi in cui era presente quest’episodio e fu sorpreso dalla somiglianza con il suo finale per Watchmen (che era già stato programmato in precedenza). Moore si è inoltre riconosciuto responsabile della proliferazione, seguita a Watchmen, di fumetti “dark” caratterizzati da personaggi classici.

                Giudizi critici

                (EN)

                « What The Maltese Falcon did for detective stories and Shane did for westerns, Watchmen did for superheroes. It transcended its origins in what was previously considered a lowbrow form of fiction to provide a rich reading experience for all, whether they came in as fans of the genre or not. »
                (IT)

                « Ciò che fecero Il falco maltese per il giallo e Il cavaliere della valle solitaria per il western, Watchmen l’ha fatto per i supereroi. Ha fatto un passo oltre le proprie origini in quella che fino ad allora era considerata una forma narrativa di secondo piano e ha dato a tutti una ricca esperienza di lettura, che si parli di appassionati del genere o meno »
                ( Don Markstein[70] )
                (EN)

                « It’s my all-time favorite comic book outside of Marvel. It’s an absolutely unique story. It has great characterization, it’s beautifully drawn, and there’s a surprise on every page. »
                (IT)

                « È in assoluto il mio fumetto preferito fuori dalla Marvel. È una storia assolutamente unica: ha una caratterizzazione stupenda, disegni magnifici e c’è una sorpresa in ogni pagina. »
                (EN)

                « “Watchmen” has a legacy, one that Moore almost certainly never intended, whose DNA is encoded in the increasingly black inks and bleak storylines that have become the essential elements of the contemporary superhero comic book-a domain he has largely ceded to writers and artists who share his fascination with brutality but not his interest in its consequences, his eagerness to tear down old boundaries but not his drive to find new ones. »
                (IT)

                « “Watchmen” ha uno strascico che Moore non avrebbe mai potuto prevedere, il cui DNA è iscritto nelle chine sempre più nere e nelle trame sempre più tetre che sono diventati elementi essenziali del fumetto di supereroi contemporaneo, un campo da cui hanno largamente attinto gli scrittori e i disegnatori che condividono il suo fascino per la brutalità ma non il suo interesse per le sue conseguenze, la sua foga di buttare giù i vecchi confini ma non la sua spinta a trovarne di nuovi. »
                ( Dave Itzkoff, The New York Times, 20-11-2005[72] )

                Analogie, citazioni e omaggi a Watchmen

                Fumetti

                Richiami all’opera di Moore e Gibbons sono presenti in Civil War, un crossover della Marvel Comics del 2006-2007: in questo fumetto i supereroi devono scegliere se appoggiare o meno l’ Atto di Registrazione dei superumani, che consentirebbe al governo statunitense di conoscere l’identità segreta degli uomini dotati di superpoteri e di dichiarare fuorilegge chi (come Capitan America) non intende registrarsi. Quest’atto ricorda molto da vicino il Decreto Keene, presente in Watchmen, che prevede la messa al bando di tutti gli eroi in costume non affiliati al governo.
                Un omaggio a Watchmen viene fatto in Kingdom Come in cui Rorschach compare seduto in un bar.
                Wanted, la miniserie fumettistica di Mark Millar uscita nel 2003 che narra le vicende di un ragazzo che diventa assassino di supercriminali, è stata definita dal Sunday Times come «una nuova generazione di Watchmen per supercattivi».
                Diverse somiglianze con Watchmen sono presenti in una delle cosiddette “trilogie ortolaniane” della serie Rat-Man del fumettista italiano Leo Ortolani. Protagonista dei tre racconti intitolati Il ritorno!, La squadra segreta! e L’ultimo segreto è un gruppo di eroi chiamato appunto “Squadra Segreta” la cui storia si richiama a quella degli Acchiappa-Crimini, come ha dichiarato lo stesso autore che ha definito questa trilogia di racconti «il Watchmen dei poveri».

                Serie televisive

                Nella serie Lost sono molti i tratti in comune con Watchmen: il flashback, ad esempio, è in entrambe le opere la principale tecnica utilizzata per rivelare allo spettatore il passato dei personaggi. Inoltre, come in Watchmen Adrian Veidt invia su un’isola deserta un gruppo di scienziati, la stessa cosa avviene in Lost, dove ad essere inviati sono degli scienziati della Dharma Initiative. Infine Desmond, uno dei personaggi di Lost, sembra avvertire il tempo in maniera non-lineare proprio come Dottor Manhattan di Watchmen.
                Anche la serie Heroes presenta molte analogie con Watchmen. Ad esempio, come viene fatto notare in un articolo del New York Post, come in Watchmen Ozymandias programma l’uccisione di gran parte della popolazione di New York al fine di portare la pace e riunire le nazioni, così in Heroes «il boss Linderman sembra essere a conoscenza dell’imminente esplosione nucleare al centro di New York e desidera che questo avvenga perché convinto che solo la distruzione potrà portare il mondo a riunirsi in pace sotto la guida di un nuovo presidente (Nathan Petrelli)».

                Cinema

                Nel film d’animazione Gli Incredibili, realizzato dalla Pixar nel 2004, sono presenti molte analogie con Watchmen. Tra queste si può sicuramente annoverare il fatto che i supereroi vengono messi al bando dopo che le loro imprese hanno causato alcuni incidenti collaterali, così come avviene in Watchmen dove il Decreto Keene dichiara fuorilegge tutti i vigilanti e gli eroi mascherati. Nel film, inoltre, Mr.Incredibile ha intenzione di indossare un mantello, ma gli viene ricordato come un altro supereroe sia morto rimanendo impigliato nella coda di un razzo; parimenti in Watchmen Dollar Bill, uno degli eroi mascherati facente parte dei Minutemen, viene ucciso durante una rapina in banca perché il suo mantello si incastra in una porta girevole.
                Nella scena iniziale del film Evil Aliens compare uno zippo raffigurante lo smiley con la macchia di sangue presente in Watchmen.

                Altri media

                Cinema

                Per approfondire, vedi la voce Watchmen (film).

                Nel giugno 2006 i Warner Bros. Studios hanno confermato che Zack Snyder dirigerà l’adattamento cinematografico di Watchmen, la cui uscita è prevista il 6 marzo 2009 e nel cui cast sono inclusi attori quali Patrick Wilson, Malin Åkerman, Jackie Earle Haley, Billy Crudup, Matthew Goode e Jeffrey Dean Morgan.
                Nel corso degli anni, al progetto sono stati accostati registi come Paul Greengrass[84], Terry Gilliam[85] e Darren Aronofsky e lo sceneggiatore David Hayter ma, nonostante la sceneggiatura di Hayter sia ritenuta «più vicina a Watchmen di quanto chiunque possa immaginare», Moore si è opposto sin dall’inizio alla realizzazione del film dichiarando che «rifiuta di vedere il suo nome accostato a qualsiasi film ispirato ai suoi fumetti» e che non intende vederlo nel caso dovesse comunque essere realizzato. Da parte sua Gibbons ha invece dichiarato di sentire che Snyder potrà fare un bel film e si è messo a sua disposizione.

                Giochi di ruolo
                Nel 1987 la Mayfair Games ha prodotto, per la collana di giochi di ruolo DC Heroes, due moduli base di avventura e nel 1990 uno supplementare ispirati a Watchmen. Sia i due moduli base, chiamati “Who Watches the Watchmen?” e “Taking out the Trash”, sia il modulo supplementare Watchmen Sourcebook, contenevano informazioni aggiuntive, approvate dallo stesso Alan Moore, sull’universo e sui personaggi di Watchmen (in particolar modo sui personaggi secondari, come i Minutemen e Moloch). L’approvazione di Moore ha reso questi oggetti molto preziosi per gli appassionati, poiché rappresentano l’unica fonte esterna di informazioni supplementari sui personaggi presenti nella storia.
                Sempre nel 1987 la Grenadier Miniatures ha prodotto un set di miniature in metallo da usare esclusivamente con il gioco di ruolo DC Heroes e raffigurante i personaggi principali di Watchmen: Il Comico, Gufo Notturno, Spettro di Seta, Ozymandias, Rorschach, Capitan Metropolis, Dottor Manhattan, Giustizia Mascherata, Moloch e la nave Archimede.


                Merchandising

                • Le tie-in in edizione limitata

                La DC Comics ha messo in commercio un set di spille, in edizione limitata, raffiguranti personaggi ed immagini tratte dalla serie di Watchmen, compresa una con il logo de-facto dell’opera: lo smiley macchiato di sangue indossato da Il Comico e tante volte comparso nel corso della storia. Sembra che all’uscita di questo set si vennero a creare delle frizioni tra Moore e la DC Comics, poiché questa considerava questo set non un’operazione di merchandising ma promozionale e pertanto non intendeva pagare alcuna royalty né a Moore né a Gibbons.
                La DC ha anche prodotto un orologio di Watchmen con il logo dello “Smiley” e nel 1988 ha pubblicato il “Watchmen Portfolio”, un set di 12 stampe di alta qualità, grandi 25×38 cm, comprendenti 6 copertine francesi e 6 poster promozionali.


                Le action figures DC Direct
                La DC Direct era in procinto di produrre una linea di action figures basate su Watchmen, ma i prodotti rimasero solo prototipi e il progetto venne cancellato. Nessuno ha mai spiegato ufficialmente i motivi precisi del fallimento del progetto: la DC Comics si limitò a dichiarare, durante una conferenza stampa, che non sarebbero andati avanti senza l’approvazione dell’autore.[93]

                • Note
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                52. ^ Watchmen, capitolo 3, pagina 19, vignetta 1 (ISBN 0-930289-23-4)
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                Bibliografia

                • Alessandro Di Nocera. Supereroi e superpoteri. Miti fantastici e immaginario americano dalla guerra fredda al nuovo disordine mondiale. Castelvecchi, 2006. ISBN 9788876151040
                • Smoky Man. Watchmen vent’anni dopo. Supervisione di Sergio Nazzaro. Lavieri, 2006. ISBN 978-88-89312-25-4
                • Valentina Semprini. Bam! Sock! Lo scontro a fumetti. Dramma e spettacolo del conflitto nei comics d’avventura. Tunué, 2006. ISBN 8889613181
                • Paul Gravett. Graphic Novels: Stories to Change Your Life. (in inglese) Aurum Press Ltd, 2005. ISBN 978-1845130688
                • Richard Reynolds. Super Heroes: A Modern Mythology (Studies in Popular Culture). (in inglese) University Press of Mississippi, 1994. ISBN 978-0878056941

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