Chiude Blue, storica rivista di erotismo a fumetti
14 gennaio 2010
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AMARCORD BLUE di V.S.Gaudio
Ho conosciuto Druuna di notte alla libreria Rizzoli di via dei Mille a Bologna, luogo cult per nottambuli pervasi dall’analemma esponenziale del proprio oggetto “a”; è lì che, sfogliando qualche volume Bagheera ho visto l’eroina di Eleuteri Serpieri, che sta tra il tipo “sensoriale estroverso” di Jung e uno speciale tipo di “amorfo” di Heymans, questa “romantica espansiva” che, poi, rivedrò sulle pagine di “Blue” in “Mandragora”, in “Aphrodisia”, tanto che, infine, scrissi TIPOLOGIA DI DRUUNA, Antropometria e numerologia della protagonista di una storia a fumetti(vedi:”Lunarionuovo” n.12, novembre 2005).”Blue” mi ha fatto conoscere, o rivedere, anche Miele, Reiko, Cécile, Sophie, Chiara di Notte, Chica(vedine la tipologia costituzionale che ne ho dato nel testo citato, c’è una Tavola in cui viene indicato anche il loro indice costituzionale, l’indice del pondus e il significante somatico).”Blue” mi ha fatto rivedere anche Colette e Roberta di Max Cabanes, Janice di Von Gotha, la Boobsy art di Mannelli, El Tomi, mi fatto “conoscere” Marty di Kevin Taylor, quella di “Boy Blue”, la stessa che chiude in copertina la presenza di “Blue”.Mi piace ricordare anche chi la diresse con Francesco Coniglio negli anni novanta, Susanna Schimperna, che fece “Blue” due miei bootleg Scipioni, il “Manualetto della Manomorta” e “Oggetti d’amore”. Un rimpianto: per “Blue” doveva uscire una serie di Test, avevo fatto il primo, ma ci fu un disguido con Francesco Coniglio e la cosa non si fece, se andate a vedere il n.59(gennaio 96) ci sono, attorno a un test fatto da Antinori, disegni di Roberto Battestini che, con evidenza, erano stati preparati per il mio primo test, c’è una scena con Garibaldi(“obbedisco”) e Romina Power(che fa qua-qua), un’altra dialogata tra gioia(fallo) e gaudio(vulva) senza dimenticare quella di Messalina che si fa tre centurioni, tre elementi tematici di tre mie domande di quel test sulla castità(dal “sesso senza sesso” di Stella Resnik al “new celibacy” di Gabriella Brown, alla castità assoluta della studiosa inglese Sally Cline, se non ricordo male, me ne ero già occupato in un altro test nel luglio del 93 per “La Stampa”).In verità, avevo chiesto forse troppo a una rivista come “Blue”, che, ricordiamolo,non voleva connessioni con la pubblicità, ma, poi, davvero, volevo farne omaggio a “Blue”, ma non so quante volte, per mesi, ho chiamato e inoltrato fax dicendo che quel test era un omaggio ma F.C. non ha risposto. Mi dispiace. E mi dispiace che quel “hallmark” dell’eros e della sensualità dell’esserci non ci sarà più.
Grazie “Blue”, grazie Francesco Coniglio, grazie Susanna Schimperna.
V.S.Gaudio